Rocco De Angelis

Eccomi qua, a tirare le somme su quest’ultimo viaggio, terminato ieri sera, nel meraviglioso mondo di Carmine Buschini: “Mentre ero via”.

All’inizio non avevo grandi aspettative sul personaggio di Rocco, consapevole che non sarebbe stato il protagonista, e anzi, temevo anche che sarebbe stato relegato al ruolo di “fidanzatino bellino della figlia tormentata della Puccini”, ma poi mi è nata la speranza che potesse essere qualcosa di più, quando ho cominciato a sospettare che avrebbe interpretato il figlio di Zeno, pur restando scettica sulle caratteristiche e sullo spazio che avrebbe avuto.

Fino a pochi giorni prima della messa in onda, non era trapelata quasi nessuna indiscrezione, e le mie idee in merito me l’ero fatte solo vedendo coi miei occhi una scena sul set, e con una buona dose di intuito personale di chi le storie è abituata a immaginarle e a raccontarle.

Poi però Rocco De Angelis è arrivato e mi ha sorpresa.

Ci ho messo mezzo secondo a innamorarmi di lui, probabilmente già in quella scena in cui è poco più di un piccolo puntino (sono miope e mi ostino a non portare gli occhiali, perdonatemi) che piomba nell’ufficio di suo padre facendo subito percepire tutta la sua dirompente energia e il suo entusiasmo; sensazione che non ha fatto che riconfermarsi puntata dopo puntata.

Perché, di fondo, Rocco De Angelis questo è: un concentrato di energia e di entusiasmo, in ogni aspetto della sua vita.

Un ragazzo che nonostante conviva con una grande mancanza, sfoggia perennemente un sorriso luminoso e contagioso. E non è un sorriso-corazza: è il sorriso puro di chi la vita ha deciso di affrontarla così, perché nonostante le batoste non è poi così male stare al mondo.

Ma Rocco De Angelis è anche un convinto idealista, e perciò vuole pure renderlo migliore, questo mondo. E non si limita a sognare di farlo, lui lo fa davvero. Lo fa mettendo in piedi una micro società del baratto, ma lo fa soprattutto mettendo in circolo il suo amore per la vita, che sia per la spiazzante risata di una ragazza che prima di conoscerlo viveva immersa nel proprio dolore, o magari, chissà, per il sorriso di un pinguino in Antartide.

Rocco De Angelis è anche uno che vive le proprie relazioni con slancio e generosità; è attento e premuroso nei confronti di suo padre, e con lui ha un rapporto davvero invidiabile. “Dove ho sbagliato con te?” gli chiede suo padre verso la fine dell’ultima puntata, dopo l’ennesimo, assurdo, baratto, eppure nei suoi occhi si legge tutto l’amore e tutto l’orgoglio per quel figlio così speciale.

Che dire poi, della sua relazione con Sara? Ha preso una ragazza che intorno a sé -e soprattutto dentro di sé– vedeva solo colori spenti e bui, e le ha spalancato un mondo sfavillante di colori, uno più bello dell’altro.

E mi mancherà, Rocco De Angelis.

Mi mancherà sapere cosa sta combinando, o che baratto si inventerà la prossima volta; mi mancherà vedere la sua dolcezza o la sua passionalità irrompere all’improvviso; mi mancheranno le sue goffaggini, le sue corse in bici, quella mano ad allargare il colletto della maglietta quando è imbarazzato e sembra diventare troppo stretto, i suoi sorrisi, il tono della sua voce, quelle camicie a quadri un po’ anni ’90 rigorosamente abbinate alle t-shirt.

E mi mancherà Carmine, perché ci vorrà un po’ prima di poter rivedere il suo talento all’opera; mi mancherà aspettarlo, e i giovedì sera saranno improvvisamente vuoti.

Ancora una volta, ha saputo regalare a un personaggio parti di se stesso: le sue emozioni positive e negative, i suoi sorrisi e le sue lacrime, frammenti della sua vita…, e lo ha fatto con la solita straordinaria verità di cui lui è capace.

Non importa quanto ci sia di vero o di finto, come lui stesso ha dichiarato in una recente intervista, quello che conta è che in quel preciso momento è tutto maledettamente vero: l’amore, la rabbia, il dolore, la frustrazione, la gioia, la passione, tutto.

Quello che conta è che questo tutto, Carmine ha il potere di trasmetterlo a chi lo guarda così com’è: puro, vero.

Le sue emozioni ti arrivano addosso e ti travolgono, ti sommergono, lasciandoti disorientato e terribilmente grato.

E sarà che questo Rocco De Angelis somiglia davvero tanto tanto a Carmine, e non parlo semplicemente dei suoi capelli, o del suo zaino onnipresente, o delle sue magliette monocolore; parlo di certi sorrisi, di certi sguardi, di certi gesti delle mani, dell’inflessione che hanno alcune parole quando le pronuncia, e poi di altre cose che ho percepito, ma in modo così intimo e profondo che spiegarlo a parole mi è impossibile.

Sì… è proprio lui” mi ha confermato qualcuno che lo conosce bene, da vicino.

E magari sarà per questo, che questo Rocco De Angelis l’ho amato dal primo istante.

E magari sarà per questo che nell’Olimpo di tutti i personaggi che Carmine ha interpretato e che interpreterà, Rocco De Angelis si è guadagnato uno dei posti più speciali.
❤️

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