Raccolta di interviste a Carmine Buschini per “Mentre ero via” (video).

È una storia che tratta problematiche e situazioni anche molto abituali, al di là del fulcro vero e proprio della storia. Si parla di amore, di famiglia, si parla anche di amicizia, comunque anche di rapporti adolescenziali, per quanto mi riguarda.

Questa volta mi sono trovato a interpretare Rocco, Rocco De Angelis, e Rocco de Angelis è un ragazzo che ha perso la madre da poco, da qualche anno, e ha scelto di vivere sempre a testa alta, con il sorriso sulle labbra. Il padre, Stefano, fa un pochino più fatica in questo, soprattutto dopo la morte della moglie, per cui è bello il rapporto di complicità che hanno padre e figlio. Spesso i ruoli si invertono, e sono anche amici, fratelli…; è molto profondo e buffo insieme, il rapporto che hanno. La cosa interessante è appunto vedere come due generazioni differenti spesso affrontano in modo diverso le stesse problematiche o le stesse situazioni.

Con Zeno è stato bellissimo lavorare perché è una persona molto spontanea, molto divertente”.

Questo rapporto di complicità lo hai attinto anche dai tuoi rapporti personali? Hai preso qualcosa, o è completamente finzione?

A volte mi capita, forse come in questo caso, di attingere da relazioni mie, ma anche da quelle magari di miei amici, o comunque di persone che conosco…, e in particolare ce n’è una che è molto simile, al rapporto che ha con il padre, però al femminile, tra madre e figlia. Però, sì, sono relazioni, sono rapporti che ci sono, che sono anche molto abituali”.

 

Il tuo personaggio avrà anche una storia con una ragazza della sua età, che è la ragazza che interpreta la figlia…

Sara, la figlia di Monica Grossi, interpretata da Antonia Fotaras. Sì, è una storia d’amore che parte in modo molto particolare. Il primo incontro non è dei migliori…”.

Succede spesso però questo, no?

Sì…, sì. Poi infatti, solamente conoscendosi e stando assieme poi uno impara a legarsi ad una persona.

È bello vedere come si è creato sul non detto, per esempio; quando uno ha paura di mostrare delle parti di sé, magari comincia con una bugia, e poi gli tocca creare un muro, finché non viene poi a cadere da solo”.

 

Interpreti un ragazzo della tua età o più giovane?

Qualche anno più giovane…”.

Hai la fortuna di non dimostrare…

“Sì, diciamo che su questo riesco a trasformarmi abbastanza, mi piace!”

Beh, direi proprio di sì! Ti abbiamo visto veramente in ogni forma.

 

È stato molto interessante partecipare a questo progetto perché non avevo mai lavorato con Michele Soavi, il regista, e mi ha messo alla prova spesso fisicamente, su cose che magari mi erano meno abituali, come guidare la bicicletta in un certo modo, la barca a vela…, tutte queste cose qua. Per cui, mi ha aiutato a mantenere l’attenzione su quello che stava succedendo in scena.Hha un modo di lavorare che non mi era ancora capitato con gli altri registi: lavora anche spesso anche di improvvisazione, tende a spremere fino in fondo le scene finché non succede qualcosa che magari nessuno si aspetta. Abbiamo scavato fino in fondo su ogni scena”.

 

La recitazione per me è stato sempre un sogno, fin da bambino. Non ho mai pensato di poterlo fare come lavoro, infatti ora come ora penso di essere molto fortunato. Lo trovo un grande privilegio, perché innanzitutto fare un lavoro che si ama è una cosa che non sempre capita, ed è una cosa bellissima.

Mi ha fatto crescere molto più velocemente, e mi ha cambiato in meglio come ragazzo, come persona, aiutandomi a levigare delle punte un pochino più difficili, ecco.

Per me è sempre un grande onore avere la possibilità di interpretare ruoli di spessore e di grande responsabilità.

Una cosa che amo della recitazione è appunto la possibilità di regalare qualcosa di bello, di positivo, attraverso un gioco, perché poi non devi per forza, alla fine di un progetto, specificare quanto era vero o quanto era finto, creato da te stesso…, per cui questa è una delle cose che mi piacciono di più”.

 

Mi sono diplomato da poco al Centro Sperimentale di Cinematografia, a dicembre scorso. Nel frattempo sto continuando a studiare, questo certo… Ci sono altri progetti in cantiere, di cui ancora non posso accennare nulla, però a breve tornerò in scena anche a teatro da protagonista, con La Partitella”.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Ci sono tantissimi ruoli che mi piacerebbe interpretare, però sarei molto curioso di lavorare con Sorrentino”.

 

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