Meravigliosamente Leo

“Così sia detto, così sia scritto, così sia fatto”.

 

“Questo è niente rispetto a come restano quando vedono che… la gamba ti manca proprio! Questo sì che è un silenzio!”.

 

“I medici non vengono mai il giorno che ti ricoverano, così capisci subito chi è che comanda! Però nel tuo caso vedo che… è tua madre quella che comanda!”

 

“Senta prof, questa matematica mi mette ansia…! Per favore… La faccio più tardi, con calma, eh? Sennò finisce che comincio ad agitarmi…, mi viene l’ansia…, mi ammalo…, e torno in ospedale, eh?!”

*

“Scusi prof, però… Leopardi all’ospedale è proprio una cattiveria! Addirittura, qua in libreria, lo vendono con dentro le lamette, eh?! Così uno se lo legge… e intanto si taglia direttamente le vene!”

 

“Come siamo delicati, signorina! Non hai ancora capito che qua dentro stiamo in un ospedale?!”

 

“Informazione sbagliata: io ero cattivo pure prima!”

 

“Beh… veramente non ho un gruppo. Cioè.., ce l’avevo, ma poi… ho litigato con tutti!”

*

 

“Che palle, Carlo! Ti confondi sempre! Te la dovresti finire di chiamarci per nome! Chiamaci come fanno tutti gli altri medici: utente!”

 

“E adesso, in più, ti porteranno una minestrina riscaldata. Se vuoi mangiare bene, vieni con me!”

 

“Allora?! Che fai?! Aspetti l’autorizzazione della mammina?! Dai andiamo!”

 

“Pensa che io il giorno prima dell’operazione ho fatto una festa!”

 

“No problem: il vecchio Leo ha corrotto il cuoco!”

 

VALE: “Tu veramente hai dato una festa prima dell’operazione?”

LEO: “Certo!”

VALE: “E chi hai invitato?”

LEO: “Tutta gente che aveva a che fare con le mie gambe! E una ragazza alla quale ho fatto piedino sotto a un tavolo!”

VALE: “E lei è venuta?!”

LEO: “Sì! È venuta anche dopo l’operazione, ma non potevo più farle piedino…, e così… è scomparsa…”

 

LEO: “Ma dai! Lo sanno tutti! In ogni gruppo ci sono sempre sei tipi: il Leader, il Bello, il Furbo, l’Imprescindibile, la Ragazza e il Vice Leader, che potrebbe essere il Leader, se non ci fosse già un Leader! Tu potresti essere… il Furbo!”

VALE: “Ma io non…, non mi sento furbo. Penso di essere normale…”

LEO: “E che vuol dire?!”

VALE: “Eh, vuol dire normale! Normale come…”

LEO: “Attento! Non dire come te, perché io non sono normale!”

VALE: “No?! E tu come sei?!”

LEO: “Speciale! Non si vede?!”

 

“Dobbiamo stare attenti noi che abbiamo queste malattie del cavolo! Perché se non moriamo di cancro…, finisce che qui moriamo di noia!”

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