“Me lo merito io, di non essere sognato”.

Questo dice Mattia a Miriam, perché è quello che pensa di se stesso.

Davvero lui pensa di non meritarsi niente, perché in fondo è solo un traditore: sta tradendo le persone con cui ormai convive da tempo come se fossero una famiglia, e in qualche modo sta tradendo pure la sua vecchia famiglia, i suoi compagni d’armi, perché si sta allontanando da loro, perché lui non ha per niente voglia di andare con loro in Argentina.

Lui vorrebbe restare qui, in Italia.

Un traditore che non si merita niente.
Da nessuno.
Questo è convinto di essere, Mattia.

E invece io tutto questo non riesco a vederlo.
E invece io vedo un ragazzo che è solo al mondo, che ha perso tutto, che non ha un posto dove poter tornare, che non ha nessuno che lo aspetta.
Un ragazzo smarrito, spaventato, angosciato, che ogni giorno convive con la paura di morire, e anche con quella di vivere; glielo si legge in quegli occhi profondi, verdi, immensi.

Ma in quei suoi sorrisi dolcissimi si legge la voglia di ricominciare, di lasciarsi un passato di orrori alle spalle, di immaginare un futuro diverso, possibile, forse proprio grazie a quella ragazza che gli è seduta di fronte, che lui senza volere ha ferito, ma che sembra già averlo perdonato.

E forse nell’ultima puntata saranno altri ancora, i tipi di perdono che Mattia riceverà, e io spero sinceramente che sarà anche lui stesso a perdonarsi, e a riuscire a sentire dentro di sé che sì, lui si merita di essere sognato.

E anche amato.

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