L’undicesima volta

Bellaria – Igea Marina, 5 maggio 2018

 

L’undicesima volta profumava d’estate nonostante fossero ancora i primi di maggio.

Avevo le gambe nude, un treno verso il mare, e il cuore che correva veloce, ben più veloce del treno, un regionale che si fermava in mille paesi e città.

Che poi, che il treno andasse lento, non mi dispiaceva affatto. Mi godevo il viaggio, consapevole che ogni fermata mi portava sempre più vicina a te.

Ogni stazione era un nome a te familiare, ogni nome era un’emozione.

Quella sera tu eri davvero splendido.

Eri tornato da pochi giorni dalla vacanza in Grecia ed eri abbronzato, rilassato, sorridente.

Eri anche nella tua Romagna, per ricevere l’ennesimo premio per il tuo Leo, ed eri in compagnia della tua famiglia, tutte cose che contribuivano sicuramente a rendere il tuo sorriso ancora più vero, ancora più luminoso.

E poi c’eravamo noi, venuti lì per te, e tu sembravi proprio tanto felice di vederci.

“Sempre in prima linea!” ci avevi detto tra baci e abbracci, durante l’intervallo, in barba alla tizia della sicurezza che non voleva farci avvicinare.

E a fine serata, poi, eri stato proprio tu a raggiungerci e ad intrattenerti con noi, malgrado le proteste del tuo fratellino che stava crollando dal sonno, e da cui ti sei poi fatto perdonare portandolo in braccio fino all’auto.

Che dolce che eri stato.

Era stato bellissimo vedere dal vivo questo lato di te.

Era stato bellissimo tutto, a dire il vero.

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