“La Partitella” a Porto Ferraio

Questa foto l’ho scattata esattamente un mese fa, da uno dei palchi del piccolo e suggestivo “Teatro dei Vigilanti” di Portoferraio; per qualche strana circostanza, è venuta fuori una bella foto. Un vero miracolo, dal momento che il mio telefono è rinomato nel fare foto davvero pessime (“è sempre un disastro”, cit. Carmine Buschini); sarà stata la magia dell’isola d’Elba, che vi devo dire!

Del resto, la magia quella sera pervadeva tutto: il panorama mozzafiato che si apriva alla vista, affacciandosi dal terrazzo davanti al teatro, l’ottima cena a base di pesce nel bistrot di fianco, insieme alla mia compagna di avventure Marianna, l’aver visto arrivare Carmine, l’essere di nuovo lì per lui, e dopo anche con lui, alla fine dello spettacolo, l’avergli potuto dare la buonanotte accarezzandogli il viso.

Ma di magico c’è stato anche rivedere per l’ottava volta “La Partitella”, e ridere e commuoversi come se fosse la prima. Anzi, no, forse ho riso ancora di più, perché ogni ragazzo della compagnia, compreso Carmine, rispettando la tradizione teatrale che vuole che all’ultima replica si “giochi” un po’, ha inserito in una propria battuta la parola “Pachino”, con effetti davvero esilaranti, almeno per me e Marianna, perché il resto del pubblico, non avendo assistito prima allo spettacolo, non poteva capire cosa ci fosse di così divertente in una spremuta di pomodoro Pachino da mettere su una ferita, o nell’essere ridotto come “un Pachino schiacciato da un trattore di Altopascio”; ma noi sì, e abbiamo riso a più non posso, compiaciute dall’essere le uniche in tutto il teatro a poter capire quelle battute (e, lo ammetto, abbastanza compiaciute anche dall’essere le più giovani tra il pubblico, incredibile ma vero!).

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