La nona volta

La nona volta sapeva già di nostalgia.

Nonostante sapessi che ti avrei rivisto dopo pochi giorni, quella era comunque la fine di qualcosa.

La fine di tre giorni trascorsi con te, in cui avevo potuto vederti, e parlarti, e ricevere i tuoi sorrisi e bearmi della tua meraviglia, per tante e tante volte, che però con te non sono mai abbastanza.

Era anche la fine di tre sere di fila in cui assistevo a “La Partitella”, non sapendo ancora quando e se sarebbe stata replicata, e così quella sera, mentre come le due precedenti me ne stavo in fila zero, inebriandomi di te, cercando di cogliere sempre nuovi particolari e sfumature, la malinconia aveva la meglio sulla gioia, sebbene gioiosa lo fossi tanto, e anche grata.

Marianna era ripartita quel pomeriggio ed era venuta a salutarti in teatro. “Salutami la tua amica” le avevi detto, e lei ti aveva risposto che avresti avuto modo di salutarmi personalmente, perché ci sarei stata anche quella sera.

Per una Over che tornava a casa, altre tre ne erano arrivate: Luisa, Lia e Michela. C’erano anche Emily più altre Buschiner che conoscevo tramite la fanpage e che incontravo per la prima volta.

Era una festa.

La tua.

La nostra.

È stato un bell’arrivederci, siamo riuscite a stare con te fino alla fine, sfruttando fino all’ultimo secondo.

La foto di gruppo è venuta disastrosa, colpa del mio nuovo cellulare che aveva il flash difettoso. L’ho scoperto quella sera, dopo che ormai era troppo tardi per fare un’altra foto. Da lì nacque la leggenda della zia Crocifissa (affettuosamente soprannominata zia Crocy) e la fama non proprio brillante del mio cellulare, che sarebbe ben presto arrivata fino a te.

Foto disastrosa, dicevamo, però in compenso avevo un video spettacolare in cui salutavi tutte le ragazze dell’Over Club.

Un finale perfetto per quella nona volta che sapeva già di nostalgia, è vero, ma che sapeva anche, più che mai, di te.

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