Il finale de “La guerra è finita”

È passata esattamente una settimana dall’ultima puntata, e per me è arrivato il momento di tirare le somme sul finale, che sotto molto aspetti è stato ben diverso da come me l’ero immaginato.

Sara, per esempio, non è partita per la Palestina, ma all’ultimo momento ha deciso di restare con Gabriel, “stessa casa, stesso letto”. Ho sempre detto di non vederli molto come coppia (pur amando tantissimo entrambi i personaggi), però ammetto che alla fine mi hanno più che convinta, e gli auguro un lungo futuro felice insieme, con Gabriel che come avevo previsto ha trovato lavoro e (forse) metterà un po’ la testa a posto.

Ben è riuscito a realizzare il sogno di tornare in Palestina (anche se la storia ci insegna che probabilmente lì non sarà destinato ad avere vita facile); Susanna va con lui, e l’intesa tra i due mi sembra proprio esserci.

Stefano mi ha fatto tantissima tenerezza, quando Giulia, com’era evidente, ha finito con l’ammettere che il suo cuore apparteneva ad un altro, ma resto convinta che riuscirà a riprendersi presto da questa delusione e ad essere felice.

Il tenente fascistone e i suoi soci hanno fatto una brutta fine, ma non troppo. Sotto sotto mi sarebbe piaciuto che Davide li maltrattasse per bene (forse perfino che li uccidesse), ma a freddo non posso che trovarmi d’accordo con La Luce: “Basta sangue”. Troppo ne è stato versato, ed era giunto il momento di voltare pagina. Per tutti.

E adesso veniamo ai due nodi per me più dolorosi, quelli che mi hanno devastata, che mi hanno fatta stare malissimo, che mi hanno fatta piangere per una fiction come forse non facevo dalla morte di Davide in #BraccialettiRossi (ah no, ho pianto così anche per #LaPortaRossa):

  • Daniele, il figlio di Davide, non è sopravvissuto ai campi di concentramento, e credo che non ci sarebbe stato modo più struggente, doloroso, atroce e allo stesso tempo poetico, che venirlo a sapere così: dai disegni e dai racconti di Giovannino (che finalmente è tornato a parlare e che verrà adottato da Davide e Giulia, finalmente insieme).
  • Mattia, il mio Mattia, il nostro Mattia “che cattivo non è mai stato”, si è ritrovato a perdere l’amore e la patria, si è ritrovato a pagare lo scotto dell’essersi trovato dalla parte sbagliata della barricata, senza nemmeno sapere perché, con l’unica colpa, forse, di non essersi fatto abbastanza domande quando era il momento.

    Mi sono sentita schiacciare sotto il peso di un’enorme ingiustizia e di una forte rabbia per quel Destino che non gli ha fatto sconti. Davide qualche sconto invece sì, glielo ha fatto: gli ha risparmiato la vita e anche la denuncia (con relativa probabile fucilazione), ma per me non è stato abbastanza (nonostante mi renda conto che Davide, per il proprio essere e per il proprio vissuto, non potesse proprio fare altrimenti).

Il finale de “La guerra è finita”, insomma, mi ha lasciato parecchio amaro in bocca.

E stomaco chiuso.

E inquietudine.

E lacrime.

Nonostante la scena finale rinfranchi un po’ il cuore e l’anima: la vita può essere difficile, ingiusta, crudele, ma resta comunque più forte di tutto, e sempre rinasce, anche là dove sembrava esserci solo morte e desolazione.

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