Il Capitano Maria -trama e recensione-

Il Capitano Maria” è una fiction poliziesca di Rai 1, prodotta da Palomar e diretta da Andrea Porporati, che vede come protagonista Vanessa Incontrada nei panni del Capitano dei Carabinieri Maria Guerra;  insieme a lei, nel cast, sono presenti Carmine Buschini (Filippo Gravina, ragazzo problematico, compagno di scuola di Luce), Andrea Bosca (il tenente Enrico Labriola), Giorgio Pasotti (Dario Ventura, vecchia conoscenza di Maria e professore di educazione fisica), Beatrice Grannò e Martino Lauretta (rispettivamente nei panni di Luce e Riccardo, i figli di Maria), Camilla Diana e Christian Burruano (i fratelli Annagreca e Vitaliano Zara) e Francesco Colella (Tancredi Patriarca).

Le riprese sono iniziate nell’autunno 2016, e hanno visto come ambientazione varie città della Puglia (specialmente Bari e Trani) e sono terminate i primi mesi del 2017. La fiction, in quattro puntate, è poi andata in onda in prima serata su Rai 1 dal 7 maggio 2018, per tre lunedì consecutivi, e con la puntata finale trasmessa il 22 maggio, riscuotendo sempre un gran successo di pubblico (nonostante le critiche, di varia natura, non siano mancate).

(Attenzione spoiler!).

Maria Guerra è una donna che cerca di barcamenarsi tra il suo ruolo di Capitano e il suo ruolo di madre (mostrando spesso il suo lato più umano e “fallibile”, soprattutto come madre) che decide di lasciare Roma insieme ai figli e di tornare nel paese della Puglia da dove proviene per allontanare la figlia Luce da un brutto giro in cui era finita; qui, però, non troverà la pace e la serenità sperata perché si ritroverà a fare i conti con la misteriosa morte del marito avvenuta anni prima, e perché gravi minacce incombono sulla città, da un’antica e radicata famiglia mafiosa, a nuovi personaggi misteriosi che intendono farsi giustizia da soli. Proprio il suo primo giorno di servizio, si sfiorerà la strage, a causa di una bomba nascosta nella scuola frequentata dai suoi figli; decisivo risulterà l’intervento di Filippo che è a conoscenza di un passaggio segreto per evacuare la scuola dall’interno, e di Annagreca Zara, ragazza bella e misteriosa, nonché abilissima hacker, che riuscirà a far disinnescare la bomba appena in tempo.

Filippo si ritrova così ad essere l’eroe del paese, quello di cui tutti parlano, telegiornali compresi, suscitando enorme orgoglio in sua madre; tuttavia, in seguito ad un equivoco, Filippo viene indagato per spaccio di stupefacenti, di cui in passato faceva uso e da cui sta cercando di disintossicarsi; dispiaciuto di aver deluso sua madre che non gli crede e spaventato, decide di scappare di casa e di rifugiarsi all'”Isola che non c’è“, comunità segreta formata da ragazzi ribelli che scelgono di abbandonare tutto e vivere liberi, secondo le proprie regole, fondata da Annagreca; in questa fuga coinvolgerà Luce, la figlia del Capitano, di cui è innamorato da quando era bambino, e che piano piano abbasserà le proprie difese, erette dopo aver assistito alla morte del padre, e finirà con il ricambiare i suoi sentimenti. Maria e la sua squadra si mettono subito sulle loro tracce, riuscendo ad arrivare appena in tempo al rave organizzato da Annagreca dove i Patriarca hanno mandato i loro scagnozzi per uccidere la bella hacker. Luce decide comunque di non tornare a casa, e di scappare fuori città con Filippo e dj Golem, un altro ragazzo dell’Isola che non c’è, ma una volta raggiunto il luogo di ritrovo, Luce e Filippo trovano il furgone di Golem in fiamme e scoprono che il dj è stato ucciso; in preda al panico per quanto appena successo, e con Filippo che si è anche ferito, Luce decide di chiamare in soccorso sua madre, riavvicinandosi così alla donna e venendo a conoscenza della verità sulla morte del padre, riportando anche alla memoria avvenimenti che aveva rimosso. Tra varie peripezie e intrecci di storie (troppe, a mio avviso), assistiamo a un lieto fine un po’ amaro, che lascia spazio anche ad un’eventuale seconda serie di cui si vocifera.

Ammetto senza ipocrisia che non è il genere di fiction che amo e che, senza dubbio, se nel cast non fosse stato presente Carmine Buschini, non l’avrei certamente guardata; il suo ruolo è purtroppo marginale (45 minuti di cui non tutti parlati, sui 379 totali delle quattro puntate) e, da sua fan sfegatata, alla fine sono rimasta con quella voglia di vederne di più, di saperne di più, su questo Filippo, personaggio molto interessante ma a cui è stato dato davvero pochissimo spazio. Questa sensazione sgradevole l’ho provata in realtà per molti personaggi: i fratelli Vitaliano, dj Golem, Hassan, il tenente Labriola…; l’impressione è stata che sia stata messa troppa carne al fuoco, troppi incroci di storie, narrazione troppo veloce (le numerose storie d’amore mancano di evoluzione e consistenza), troppi intrecci che poi non si è avuto il tempo di sviluppare (e per questo non mi dispiacerebbe assistere ad una seconda stagione).

Là dove ha avuto spazio, la recitazione di Carmine è credibile come sempre e non delude mai, specialmente nelle scene dove è protagonista; due, in particolar modo quelle più incisive: il dialogo con la madre e la discussione con il professore Ventura avvenuta nella seconda puntata; quest’ultima è stata davvero molto emozionante, da brividi a fior di pelle, e tra le scene recitate da Carmine è quella che, di tutta la serie, resta certamente più impressa.

 

Dal 26 settembre 2018 è possibile acquistare il DVD che contiene tutte e quattro le puntate più un video del backstage e la galleria fotografica.

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