Diario di bordo ottobre 2018

Lunedì, 1 ottobre 2018

I Braccialetti Rossi ospiti a “La vita in diretta” (14/10/2016)

In vista della messa in onda della prima puntata della terza serie, il 14 ottobre 2016, una rappresentanza del cast di “Braccialetti Rossi” è stata ospite nel programma pomeridiano di Rai 1, “La vita in diretta“. Oltre al regista, Giacomo Campiotti, erano presenti Carmine Buschini (Leo), Brando Pacitto (Vale) e Silvia Mazzieri (Bella).

“Credo sia uno dei segreti per cui questa storia ha avuto successo” ha detto Carmine. “Non raccontiamo la storia di malati, ma di ragazzi malati che hanno il coraggio di vivere la loro vita con gioia, con coraggio… Il coraggio appunto di innamorarsi, di gioire, di condividere i momenti più belli e quelli meno belli… e appunto lo fanno con il sorriso stampato sulle labbra, ed è la cosa più bella, secondo me”.

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NUOVO CAPITOLO ?
A grandissima richiesta, eccovi un altro capitolo ambientato nel 2018! Sono passati tre mesi dal matrimonio del padre di Leo, e mancano pochi giorni a Natale; è un capitolo con note dolci ma anche qualcuna amara, che vi strapperà un po’ di sorrisi ma probabilmente anche qualche lacrima.
Ho anche introdotto un nuovo personaggio di mia invenzione, che in realtà i lettori più affezionati dovrebbero ricordarsi (in caso contrario, potrete andare a leggere/rileggere i capitoli “Martedì, 31 luglio 2012″ e “Martedì, 14 agosto 2012”).

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-venerdi-21-dicembre-2018/

 

Martedì, 2 ottobre 2018

“Quando ti diranno che t’ho dimenticato, e anche se sarò io a dirlo, quando io te lo dirò, non credermi”.

(Pablo Neruda)

 

Mercoledì, 3 ottobre 2018

Premio Tv “Miglior fiction” 2015 a “Braccialetti Rossi”

Oltre al grandissimo successo di pubblico, la fiction di Rai 1 “Braccialetti Rossi” ha goduto, fin dall’esordio, di un forte consenso della critica che nel 2015 le è valso il conferimento del Premio Tv come Miglior Fiction dell’anno.

Il Premio Tv, giunto nel 2015 alla sua 55esima edizione, è un vero e proprio evento-spettacolo che si tiene ogni anno, volto a premiare i migliori programmi e i migliori personaggi televisivi; nel 2015 si è svolto il 25 maggio ed è è andato in onda in prima serata su Rai 1, condotto in diretta dallo Studio Nomentano 5 di Roma da Fabrizio Frizzi.

“È stata un’esperienza fantastica, ancora una volta come lo scorso anno” ha detto Carmine. “Siamo un gruppo inseparabile, facciamo tanto casino ovunque, e la cosa bella è che anche quest’anno si sono aggiunti altri quattro personaggi in più, e speriamo di ripetere ancora una volta questa esperienza”.

     

 

Giovedì, 4 ottobre 2018

Intervista su “L’uomo Vogue” -ottobre 2016-

Nel numero di ottobre 2016 de “L’Uomo Vogue” c’è una bella intervista a Carmine Buschini, fatta da Roberta Rotta, e un servizio fotografico molto particolare, realizzato da Lorenzo Bringheli, che lo immortala in tutta la sua bellezza.

È il figlio che ogni madre vorrebbe avere, carino, educato, responsabile, ma soprattutto è il fidanzato ideale di ogni teenager, dolce, sensibile, bello q.b. La sua pagina Facebook e il suo account Instagram parlano da soli: un tripudio di cuoricini e messaggi d’amore, di richieste d’amicizia ma anche di matrimonio, di complimenti e frasi romantiche. Quasi 170mila like per il primo e 274mila followers per il secondo, la maggior parte ragazze.

“Una volta, quando ancora abitavo con i miei a Longiano (un paese nella provincia di Forlì-Cesena, nda) me le ritrovavo sotto casa con gli striscioni a farmi le serenate! Ora che vivo a Roma, dove mi sono da poco trasferito per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, è più difficile “localizzarmi”, ma ricevo comunque lettere e messaggi in abbondanza… Le mie fan sono matte, sì, ma sono favolose. E sanno molte più cose di me di quante ne sappia io!”.

20 anni compiuti ad aprile, un viso pulito, solare, e una semplicità disarmante, Carmine Buschini è per tutti Leo, il protagonista di “Braccialetti rossi”, versione italiana della serie Tv catalana “Polseres vermelles” da oltre 2 anni campione di ascolti su Rai 1. Un teen drama – per la regia di Giacomo Campiotti – la cui terza stagione è tra gli appuntamenti più attesi del palinsesto di quest’autunno (6 nuovi episodi a partire dal 16 ottobre).

Ispirata alla storia vera dello scrittore spagnolo Albert Espinosa, malato di cancro per dieci anni e poi guarito, la fiction racconta le vicende dei “Braccialetti Rossi” appunto, un gruppo di ragazzi ricoverati in ospedale per vari motivi che grazie al forte legame di amicizia riescono a farsi coraggio a vicenda e ad affrontare la malattia.

Un limbo tra la vita e la morte fatto di speranza ma anche di dolorose perdite.

“Confesso che non è stato facile recitare alcune scene”, racconta Carmine, “proprio per le forti emozioni. Tutte le lacrime che ho pianto sono mie, vere. Le scene più difficili sono quelle che amo ma che temo anche di più. È come nella vita di tutti i giorni: spesso si ha paura a esternare le proprie emozioni, ma quando lo si fa si sta molto meglio, è un atto liberatorio incredibile. A ogni modo nella fiction c’è anche molta positività, tanta voglia di ridere, di divertirsi, di vivere. Il pubblico si è affezionato ai valori che i personaggi trasmettono: il coraggio, l’amore, l’amicizia. Leo e gli altri ragazzi sono diventati dei punti di riferimento soprattutto per come affrontano le difficoltà, la sofferenza. Insieme. Spesso il vero ostacolo da superare non è tanto quello fisico, quanto quello psicologico. Bisogna saper chiedere aiuto. E credere sempre nei propri sogni perché è ciò che rende liberi e forti. Anche questo ci insegnano i ragazzi della fiction”.

“Braccialetti Rossi” è la prima esperienza televisiva di Carmine, preceduta nel 2013 solo da uno spot della Coca-Cola.
“Sono stato scelto al primo provino, non avrei mai potuto immaginarlo”, ricorda. “Mi avevano parlato della serie spagnola, mi sono informato e conoscevo il format. E la storia mi ha appassionato sin da subito. Perché parla di vita vera, raccontata senza retorica, senza giri di parole, in maniera molto limpida, dai ragazzi e non dagli adulti. È una lezione di vita. Credo di essere stato molto fortunato per il fatto di aver partecipato a questo progetto e credo, spero, di essere riuscito nel mio piccolo a lasciare qualcosa di positivo. Di certo recitare in “Braccialetti Rossi” mi ha fatto crescere come persona e mi ha aperto gli occhi su una realtà che prima non conoscevo così bene e che davo quasi per scontata”.

Ma quanto Leo c’è in Carmine e viceversa?

“Leo è nato insieme a me, giorno per giorno, scena dopo scena. Siamo molto simili, anche se lui è più istintivo, io più riflessivo. E abbiamo lo stesso slancio, la stessa empatia verso il prossimo. È stato un graduale arricchimento reciproco”. E dopo “Braccialetti Rossi”? “C’è qualche progetto ma al momento non posso sbilanciarmi. Studio molto e sto lavorando tanto su me stesso. Mi piace recitare quindi spero che questa esperienza televisiva sia solo l’inizio”.

Il futuro per Carmine, quindi, è ancora tutto da scrivere.

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“Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine o un odore o un suono che poi non te lo toglie più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.”

(Alessandro Baricco, “Castelli di rabbia”)

 

Venerdì, 5 ottobre 2018

Otranto Film Fund Festival 2014

L’Otranto Film Fund Festival (OFFF) è una rassegna cinematografica dedicata alle migliori produzioni cinematografiche internazionali realizzate con il sostegno di Film Fund Regionali e Film Commission, che si svolge ogni anno ad Otranto, attraverso la proiezione di film, incontri e appuntamenti con registi, attori e critici cinematografici, per raccontare il rapporto tra cinema e territorio.

Il 14 settembre 2014, Carmine Buschini è stato ospite della terza e ultima serata della settima edizione del Festival, insieme ad altri attori del cast di “Braccialetti Rossi” (Brando Pacitto, Mirko Trovato e Pio Luigi Piscicelli) e a Nicola Serra, co-produttore (insieme a Carlo Degli Esposti).

In questa occasione, a “Braccialetti Rossi” è stato assegnato il “Premio Cinema e Territori“.

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LEO& CRIS STORY ❤️39❤️

Cris stava uscendo dallo studio di Carlo, dopo avergli consegnato un libro da parte di Davide, ma si bloccò nel vedere Leo in corridoio, intento a parlare con un’infermiera. “Quella porta dove… dove va?” domandò a Carlo, tornando indietro e indicando una porta secondaria.

“Agli ascensori, ma perché? Chi hai visto?”

“L’uomo nero!” esclamò lei uscendo dall’altra porta, ma rimanendovi nascosta dietro, per ascoltare la conversazione.

“Dov’è la Lisandri?” chiese Leo a Carlo entrando, e a lei sembrò parecchio agitato.

“Eh… sta assistendo un intervento in sala operatoria” gli rispose Carlo. “Perché? Ti posso aiutare io?”

“Ecco… gli volevo chiedere se… se potevo uscire.”

“Per andare dove?”

“A casa.”

“Come a casa, Leo?! Sei nel mezzo della chemio, non puoi lasciare l’ospedale…”

“Lo so, lo so…” disse lui distogliendo per un attimo lo sguardo. “Ma… devo andare a casa! Devo cercare una cosa importante!”

“Cosa devi cercare?”

“Un segreto, cose mie…”

“Vabbè… non puoi chiedere a tuo padre… o a tua sorella di cercare per te?”.

Leo scosse la testa: “Mia sorella ha da fare e… con mio padre non vado d’accordo.”

“Mi spiace… come mai?”

“Perché è un vigliacco! Tutte queste disgrazie che… che gli sono accadute, una dopo l’altra: prima la morte di mia madre, poi io… l’hanno ridotto uno straccio.”

“È comprensibile…”

“Asia dice la stessa cosa: che bisogna capirlo. Invece no! Perché io non lo capisco!” esclamò mentre Cris ripensava all’ennesima discussione che avevano avuto quella mattina, al fatto che era il suo compleanno e che probabilmente il suo pessimo umore fosse dovuto anche a quello, e a sua madre che non c’era più, e a suo padre che non riusciva a stargli accanto: i suoi occhi si riempirono di lacrime. “Se tengo duro io, ridotto come sono, non può tenere duro lui?! Sai perché non viene mai a trovarmi?”

“No, non lo so… perché?”

“Perché non ce la fa. Perché dice che se venisse…, starebbe talmente male che farebbe stare peggio anche me.”

“Leo, le persone non sono tutte uguali…, ci sono persone più forti e persone meno forti… E se uno è meno forte non puoi fargliene una colpa.”

“Dici?” gli chiese lui con un filo di voce.

“Essere all’altezza di quello che ci chiedono le persone che stanno male… è la cosa più difficile del mondo.”

“Non credo di aver capito…” disse Leo portandosi una mano alla testa, ridacchiando. “Secondo me voi specializzandi studiate troppo. Io con quelli che studiano troppo…”

“Comunque, guarda, non credo che la Lisandri ti lascerà uscire”.

Leo si sporse verso di lui, appoggiando le braccia sulla scrivania: “Senti Carlo… Tu sei l’unico qua dentro che ci sta a sentire: fammelo tu il permesso!”

“Non posso farlo, Leo. Lo sai. Non posso.”

“E la storia che racconti?! Che se qualcuno ha bisogno può contare su di te?!”

“Certo…!”

“Solo parole?”

“Ma che…!” esclamò Carlo imbarazzato. “Ma è ovvio che puoi contare su di me! Ma non lo posso fare, mi cacciano!”

“Certo! Come non detto, figurati!” sbottò Leo girando la sedia a rotelle verso l’uscita.

“Aspetta un attimo, Leo! Ascolta un attimo!” esclamò alzandosi in piedi. “Ascolta!”

“Io non ascolto niente!” urlò Leo uscendo dallo studio. “Lasciami in pace! Ma lasciatemi in pace tutti!”.

Cris decise che non poteva restarsene con le mani in mano: bisognava fare qualcosa per Leo; è vero, loro due continuavano a non capirsi e a litigare, però oggi era il suo compleanno e lui aveva più di una ragione per essere di malumore.

“Avevi ragione tu…” disse entrando a Vale, entrando nella stanza che lui divideva con Leo.

“Su cosa?” le chiese lui sorridendo mentre continuava a disegnare.

“Su Leo!” esclamò Cris cominciando a rovistare tra le sue cose.

“Che cerchi?”

“Il suo telefono. Sai dov’è? Mi serve il numero di sua sorella!”

“Perché?”

“Perché tocca aiutarlo, Vale” rispose lei sospirando “Anche se quella bestia non si merita niente!”.

 

Sabato, 6 ottobre 2018

I Braccialetti Rossi a Porta a Porta

Il 12 ottobre 2016, il cast di”Braccialetti Rossi” è stato ospite a “Porta a Porta”, noto programma di approfondimento condotto da Bruno Vespa, per presentare la terza stagione della fiction, in onda su Rai Uno da domenica 16 ottobre.

             

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Domenica, 8 luglio 2012

È passata più di un’ora da quando ho messaggiato con Giulia, e sono ancora sul letto a non fare niente; ho suonato un po’ la chitarra e canticchiato, sperando di distrarmi, ma niente. E adesso mi sento un coglione a stare passando così l’ultimo giorno prima della chemio, perché probabilmente passerà un sacco di tempo prima che mi senta bene come oggi (dolore alla gamba a parte).
“La tua proposta è ancora valida?” scrivo a Giulia, e lei mi risponde subito.
Giulia: “Quella di venire da me? Certo! ?”
“E il miglioramento di umore è incluso ??”
Giulia: “Farò il possibile ?!”
“Sto arrivando!”
Giulia: “Dammi 20 minuti.”
“Non c’è bisogno che ti fai bella, lo sei già ?.”
Giulia: “Dai, per favore è una sorpresa!”
“E va bene, aspetto 20 minuti ?”.

➡️ Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: “Domenica, 8 luglio 2012″⬅️

PS: dato che da tempo non pubblico capitoli ambientati in questo periodo, vi consiglio di andarvi a rileggere i capitoli dal 2 al 7 luglio 2012 ?

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 7 ottobre 2018

Servizio su “D – la Repubblica” (maggio 2016)

Il 21 maggio 2016, in occasione del ventesimo anniversario della sua nascita, il settimanale “D -la Repubblica” (che tratta temi quali attualità, società, cultura e moda, ed è allegato il sabato al quotidiano “La Repubblica“) ha dedicato un servizio, con tanto di copertina, ad alcuni ragazzi italiani nati nel 1996 che si distinguono per il loro impegno e il loro successo nei campi più svariati (sport, spettacolo, arte, scienza…).

Tra gli altri, era presente anche Carmine Buschini, nato il 18 aprile 1996. “Carmine Buschini è l’idolo di orde di adolescenti: lo aspettano a casa, lo cercano a lezione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Da sempre imitare i passanti, costruire sipari e far ridere gli amici con gli sketch «era l’unico modo per stare bene, per me». Un’amica della madre lo convince così a partecipare al casting di uno spot Coca Cola. «Il giorno dopo sono stato convocato sul mio primo set». Poi, a 16 anni, viene scelto come protagonista di Braccialetti Rossi, serie Rai di successo che racconta l’amicizia di un gruppo di pazienti d’ospedale. «Ho poca privacy, ma le mie fan sono dolci.

La serie affronta un tema delicato. E trasmette emozioni importanti», dice: «Quello che sacrifichi ritorna». Parla dei cambiamenti positivi raggiunti con la maturità, e della sua idea di cinema: come nei film di Jim Carrey, «vorrei dire delle verità con un sorriso».” Servizio di Gloria Riva e Francesca Sironi. Foto di Max Cardelli.

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NUOVO CAPITOLO ?
Domani Leo comincia il primo ciclo di chemio, e come potrete immaginare il suo umore oggi non è dei migliori: è spaventato, arrabbiato, si sente prigioniero di una situazione che non ha scelto, nel bel mezzo di una guerra che non ha mai chiesto di combattere, e pare che proprio niente riesca a distoglierlo dal pensiero della Bestia, nemmeno Giulia.

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-198-domenica-8-luglio-2012/

 

Lunedì, 8 ottobre 2018

Presentazione in anteprima di “Braccialetti Rossi”

Il 19 dicembre 2013, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, davanti a una platea formata da studenti, è stata presentata in anteprima la prima puntata della fiction “Braccialetti Rossi“, la cui messa in onda su Rai 1 era inizialmente prevista per il 19 gennaio 2014, poi slittata al 26 gennaio.

Oltre ai sei protagonisti principali (Carmine Buschini -Leo-, Aurora Ruffino -Cris-, Brando Pacitto -Vale-, Mirko Trovato -Davide-, Pio Luigi Piscicelli -Toni-, Lorenzo Guidi -Rocco-) era presente anche il cantautore Niccolò Agliardi che ha curato la colonna sonora della fiction con brani appositamente scritti e cantati da lui, ma anche con canzoni già popolari e cantate da grandi artisti (tra gli altri, Laura Pausini e Vasco Rossi), e che si è esibito insieme alla propria band “The Hills” e insieme ai giovani attori, cantando la sigla (“Conta“), e “Io non ho finito“, canzone simbolo di “Braccialetti Rossi“.

Finita la proiezione, i ragazzi hanno ringraziato il pubblico, e si sono concessi momenti di svago nella Pista del ghiaccio del Parco della musica.

     

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Guardarti, mentre ridevi con me, di me, mentre i tuoi occhi si facevano minuscoli, era sorprendente per un cuore come il mio che non aveva mai perduto nemmeno un battito. E poi mi sono ritrovata così tanto dentro te che a momenti soffocavo, come dentro un labirinto, così tanto dentro te che ancora adesso non ritorno in me. Almeno fino a che non mi sono accorta che non avrei potuto farci più nulla, e non era più un gioco.
Eppure io non avevo mai smesso di giocare.
Per questo mi hai fregato: un minuto prima era un gioco e invece quello dopo ero già dipendente da te.
Già stupidamente tua, già stupendamente tua.

(Marzia Sicignano, “Io, Te e il mare”).

 

Martedì, 9 ottobre 2018

I Braccialetti Rossi a “Senza Parole” (18 aprile 2015)

Il 18 aprile 2015, Carmine e altri attori del cast di “Braccialetti Rossi” (Brando Pacitto, Mirko Trovato e Pio Luigi Piscicelli) sono stati ospiti in prima serata su Rai 1, insieme a Niccolò Agliardi, nel programma televisivo “Senza parole”, condotto da Antonella Clerici. I Braccialetti sono stati il “Senza parole” di Francesco e Ciro, due giovanissimi fratelli (di 15 e 11 anni) con una difficile storia alle spalle e appassionatissimi della fiction di Rai 1, di cui non hanno perso una sola puntata, insieme al loro papà Salvatore, artefice della sorpresa. Anche Carmine, però, è stato a sua volta protagonista di un “senza parole”: inaspettata è arrivata un’enorme torta ricoperta di braccialetti rossi per festeggiare il suo 19esimo compleanno!

                               

 

Mercoledì, 10 ottobre 2018

Concerto con Niccolò Agliardi a Grosio

Mille per mille” è una manifestazione a scopo benefico (il ricavato viene sempre devoluto ad associazioni, strutture o progetti che si occupano di leucemia in età infantile), che si tiene ogni anno a Grosio, in provincia di Sondrio, e che vede 1000 persone impegnate su un percorso di 1000 metri all’interno del parco della Villa Visconti Venosta.

L’evento non è solo un’occasione per sensibilizzare le persone su un tema così delicato, ma è una vera e propria festa, con vari momenti ricreativi e musicali, che nell’edizione del 2016 ha visto ospite Niccolò Agliardi (cantautore che ha curato la colonna sonora della fiction “Braccialetti Rossi“) che si è esibito in concerto la sera del 3 settembre; ospite speciale, a sorpresa: Carmine Buschini, che ha preso parte anche lui al concerto, cantando alcuni brani insieme a Niccolò.

             

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MARI

La mia quattordicesima avventura buschiniana è partita nel peggiore dei modi e con una serie di presagi nefasti; non sono una persona superstiziosa, non sono facilmente condizionabile, e tendo ad essere anche piuttosto ottimista, ma stavolta sono davvero stata messa alla prova, e ho temuto che ne sarebbe venuto fuori proprio un bel disastro.

Tanto per cominciare, a lavoro mi hanno negato il permesso di uscire qualche ora prima, e ciò significava che sarei arrivata a Roma Termini alle 19:05, quando l’inizio della festa dei diplomi del Centro Sperimentale di Cinematografia era previsto per le 19:30. Dopo il nervosismo iniziale, mi sono presto riorganizzata: mi sarei cambiata e truccata nel bagno della scuola, una delle mie compagne di avventura avrebbe fatto il check-in anche per me, e sarei andata dritta alla festa, senza passare dal B&B.

Poco male.

Peccato che pochi giorni prima dell’evento, il padre di una delle mie compagne di avventura abbia avuto un piccolo incidente e lei a malincuore abbia dovuto rinunciare a venire, e peccato che l’altra compagna, quella che avrebbe dovuto fare il check-in al posto mio, la mattina della festa mi annuncia che sta malissimo e che non si regge in piedi.

Mi restava solo Angelica, a rischio pure lei, dato che nei giorni precedenti non era stata benissimo, e si temeva una ricaduta.

Ero scoraggiata e demotivata: ok, ci sarei andata anche da sola se necessario, e avrei visto Carmine (probabilmente, perché a quel punto il mio ottimismo stava pericolosamente vacillando), ma non sarebbe stata di certo la stessa cosa senza le mie amiche! Quello che avrebbe dovuto essere un bellissimo weekend romano si stava trasformando nel remake di “Una serie di sfortunati eventi” (film con protagonista Jim Carrey, tra l’altro, uno degli attori preferiti di Carmine).

Tutti mi sollecitavano a conservare il mio proverbiale ottimismo, soprattutto Luisa, che da lontano mi ha sempre accompagnata in ogni singola avventura buschiniana, ma io cominciavo a vedere tutto nero. E non era ancora finita qui: il treno, già in ritardo di dieci minuti, ne ha accumulato ancora per la presenza a bordo di una donna scappata da una struttura psichiatrica, che ci ha costretti a rimanere un bel po’ fermi a Firenze finché non sono arrivati i soccorsi. Risultato: 40 minuti di ritardo, ed io sempre più sull’orlo di una crisi di nervi.

Angelica, per fortuna, stava bene ed era riuscita ad arrivare a destinazione senza intoppi, e mi aveva anche rassicurata dicendomi che lo spettacolo (gratuito, in cui Carmine si sarebbe esibito nel ballo, insieme ai suoi compagni di corso) sarebbe iniziato solo alle 21, mentre prima c’era un apericena a pagamento al quale abbiamo deciso di non andare perché, conoscendo Carmine, dubitavo seriamente che prima di un’esibizione se ne stesse a mangiare e a intrattenersi nel giardino pieno di gente.

La festa si teneva presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, una zona di Roma a me del tutto sconosciuta, ma raggiungibilissima dalla fermata della metro in una decina di minuti a piedi; solo che ero talmente agitata e ansiosa di non arrivare in tempo, che non riuscivo completamente ad orientarmi e continuavo a girare in tondo come una scema senza trovare la strada giusta, nonostante Google Maps! Mentre ero in questo delirio, e sul punto di sedermi sul marciapiede, arrendermi, e piangere, mi scrive Angelica dicendomi che BIIIIP! Carmine si stava già esibendo!

Disfatta totale.

Sembrava proprio che quest’avventura buschiniana non conoscesse il fondo e continuasse ad andare peggio di peggio. Per fortuna, io ci metto sempre poco a tirarmi su e a recuperare la mia forza d’animo: ero sveglia dalle 6 del mattino, venivo da otto ore di lavoro sotto il sole cocente di luglio con trenta bambini scalmanati, mi ero fatta più di tre ore di treno, ero stanca, sudata e probabilmente mi stava anche colando il mascara, ma l’idea di poter vedere Carmine era ben più forte di tutte queste cose messe insieme, e così ho preso in mano la situazione. Ho chiesto informazioni a un passante e finalmente mi sono messa sulla strada giusta, coi minuti sul navigatore che cominciavano a calare, e poi ho razionalizzato che era impossibile che Carmine e gli altri ragazzi si fossero già esibiti, così, nel mezzo dell’apericena. Di sicuro era stata una prova generale. Sì, di sicuro era così. Me ne sono convinta, ho convinto Angelica, e in pochi minuti ho raggiunto il B&B. Il tempo di fare il check-in, di darmi una lavata veloce e di rifare il trucco, ed eccomi come nuova, sorridente e piena di energia procedere a passo svelto verso il luogo della festa, dove mi aspettava Angelica; era la prima volta che ci incontravamo (e a dire il vero non era neanche da tantissimo tempo che ci scrivevamo sui social), ma ci siamo subito trovate a nostro agio, e ho così aggiunto un altro nome alla lista di belle persone conosciute grazie a Carmine.

Alle 20:55 ci hanno fatte entrare nel giardino dove si sarebbe tenuto lo spettacolo e la cerimonia dei diplomi, ma purtroppo tutti i posti delle prime file erano (giustamente) riservati ai genitori dei diplomandi, così ci siamo dovute accontentare di sederci un bel po’ indietro, ma noi eravamo comunque felicissime e non stavamo più nella pelle all’idea di vedere Carmine ballare dal vivo.

Ed eccolo!

Bellissimo, elegante, sensuale come non mai, con quella camicia e quei pantaloni neri, e i capelli ingellati…

Ci siamo deliziate della sua esibizione, ancora incredule di avercela fatta, e poi è iniziata la vera e propria cerimonia dei diplomi. Ammetto di non averci prestato molta attenzione: il mio sguardo vagava per il cortile buio, illuminato talvolta dalle luci del palco, alla ricerca di Carmine: essendo ormai finita la sua esibizione supponevo venisse tra il pubblico per assistere alla cerimonia.

Ad un certo punto mi è sembrato di vederlo, e ho detto ad Angelica: “C’è Carmine!”, facendola praticamente saltare sulla sedia, ma mi ero sbagliata. Passa un po’ di tempo e vedo alcuni dei suoi compagni, e poi… eccolo! Stavolta era davvero lui! Non ho avuto dubbi: sotto una delle arcate del cortile, con la sua camicia nuova, quella a righine azzurre e bianche. Momenti di panico: l’urgenza di andare da lui prima di perderlo di vista e la paura di disturbarlo.

Io e Angelica abbiamo cominciato a discutere sul da farsi, e finalmente l’ho convinta ad andare. Una volta che ci siamo avvicinate, però, il coraggio è mancato pure a me: non volevo risultare invadente e fastidiosa. Però ero arrivata fin là, dopo una giornata praticamente disastrosa, e non potevo di certo tirarmi indietro!

Dopo qualche minuto ancora di titubanza, in cui lo abbiamo osservato da lontano mentre assisteva alla cerimonia, beveva birra e scambiava qualche parola coi suoi compagni di corso, mi sono fatta coraggio e sono andata da lui (che era di schiena), seguita da Angelica.

“Ciao!” gli ho detto toccandolo su un fianco. “Ti possiamo salutare?”

“Ciao! Certo!”; e ha sorriso, ed era allegro, splendido, solare come non mai, e mi ha salutata col bacio!

“Lei è Angelica” ho detto indicandola, sorprendendomi della naturalezza con cui l’ho detto, come se fossi in mezzo a vecchi amici; e lui, con quel suo solito gesto che sempre mi sorprende, ha allungato la mano verso di lei e si è presentato dicendo il proprio nome. Gli ho detto che eravamo venute apposta per vederlo esibire, e lui ci ha chiesto se il balletto ci fosse piaciuto, e ovviamente abbiamo risposto di sì!

“Stavolta non ti ho portato niente…” gli ho detto un po’ dispiaciuta. “Ma non volevo darti l’impiccio di avere una borsina da portarti dietro per tutta la sera!”

“Figurati!” ha risposto lui sorridendo. “E poi ho già la birra!” ha detto sollevando il bicchiere.

Gli ho poi chiesto se potessimo fare la foto e lui ha risposto: “Certo! Vieni!” allargando un braccio verso di me, che non ho esitato ad abbracciarlo, stringendolo forse come mai prima (che differenza, dal secondo incontro, in cui gli avevo chiesto timidamente: “Ti posso abbracciare?”): dopo tante ore ero finalmente lì, nel posto dove da tutto il giorno aspettavo di stare, immersa nel suo profumo e nel calore del suo corpo.

“Dai, falla te che sei bravo coi selfie” gli ho detto porgendogli il mio telefono, e lui ha chiesto alla sua compagna Chiara di reggergli il bicchiere.

“Volete che vi faccio io la foto?” ci ha proposto lei.

“Sì, grazie!” ho risposto io.

“Sì, dai! Così ci stiamo tutti e tre!” ha esclamato Carmine riferendosi ad Angelica.

“Preferisci farla da sola?” ho chiesto io ad Angelica: essendo la prima volta che lo incontrava, ho immaginato che preferisse così; e infatti, lei ha risposto timidamente di sì. “È la prima volta che lei viene…” ho spiegato a Carmine voltandomi verso di lui (tutto questo mentre ancora eravamo abbracciati!). “Quindi ci tiene a fare la foto da sola con te!”

“Infatti non mi sembrava di averla mai vista…” ha commentato lui sorridendo. “L’hai contagiata tu?!”

“L’ho adescata!” ho esclamo ridendo.

“L’hai fatta diventare una Buschiner?!”

“No no, era già una Buschiner, solo che dopo aver conosciuto me si è un po’ più lanciata e le ho detto: dai, ti porto a conoscere Carmine!”.

Ovviamente, come al solito, le foto con il mio telefono non venivano bene, e Chiara continuava a farcene.

“Eh, lo sai che il mio telefono fa gli scherzi…” ho detto a Carmine.

“Sì!” ha esclamato lui ridendo. “È da buttare!”; e poi, rivolto a Chiara: “Lascia stare, tutte le volte è un disastro con questo telefono!”

“Grazie eh!” ho protestato io, ma ridendo. “Fa solo male le foto col flash, mica è da buttare!”; ma in tutto ciò io ero sconvolta dal fatto che si ricordasse davvero di tutte le foto disastrose fatte col mio telefono… Fantastico! Alla fine abbiamo ripiegato sul telefono di Angelica, però con questa scusa ho potuto stare abbracciata a lui per un bel po’…

Dopo aver lasciato spazio ad Angelica, gli ho detto: “Ti direi buone vacanze, ma so che avrai un’estate lavorativa…”

“Eh sì! Ma altro che estate! Fino a dicembre!” mi ha risposto lui.

“Oh cavolo…! Allora buon lavoro!”.

A questo punto, Chiara, sorpresa e divertita, mi ha chiesto: “Scusa ma ti posso chiedere come fai a sapere tutte queste cose?”.

Ma prima che io potessi risponderle, si è intromesso Carmine: “Lei?! Lei è tremenda! È la più tremenda di tutte!

Lei sa tutto! Se devo fare una cosa, lei lo sa! La trovo ovunque! Anche nei posti dove io non so nemmeno che ci devo andare… lei ci arriva prima di me! Tra un po’ me la trovo anche in camera!”.

Chiara e Angelica stavano ridendo, e anche io, seppure fossi diventata bordeaux e fossi emozionatissima: non solo mi stava prendendo in giro con una confidenza notevole, ma mi aveva anche dato prova di sapere perfettamente chi fossi; ok, altre prove me le aveva già date in incontri precedenti, ma così mai! E che vi devo dire? Da quella sera, “tremenda” è diventato il complimento più bello del mondo ?.

In quel momento, però, a causa di tutta questa emozione, deve essermi andato in black-out il cervello, perché senza riflettere assolutamente su cosa stessi per dire, mi sono lasciata scappare: “Magari!”; rendendomi conto solo dopo di ciò che avevo appena detto.

“Come magari?!” ha esclamato lui sgranando gli occhi. “Te scherzi, ma poco ci manca!”.

Quando mi sono ripresa, ho spiegato a Chiara che ho le mie fonti e che gestisco una fanpage, ma anche qui si è intromesso lui: “Me l’hai fatto tu il sito!!! Vero?!”.

Ed io, ancora più sconvolta e incredula di prima: “Sì… Sono mesi che voglio chiederti se lo hai visto e poi me lo dimentico!”

“Sì che l’ho visto!”; e poi rivolto a Chiara. “Cioè, ti rendi conto?! Questa qua mi ha fatto anche il sito!”

“E anche il canale YouTube…” ho aggiunto io.

“Sì sì, ho visto anche quello! Coi video uno più bello dell’altro! E poi… adesso non mi ha portato niente, ma di solito mi riempie sempre di roba! E cucina per me! Ma mica poco! Mi porta un sacco di roba! Mica lo capisce che abito da solo!”

“Beh, puoi sempre congelarne una parte” ho ribattuto mentre il cuore mi scoppiava di gioia.

Non la posso spiegare la felicità che stavo provando; nemmeno oggi, a distanza di tre mesi, sono in grado di farlo in pieno. Mi sentivo euforica, esaltata, ubriaca d’amore, e anche adesso, se solo ci ripenso, risento tutte quelle emozioni così vive, rivedo il suo sorriso splendente di quella sera, la sua allegria, la sua disinvoltura… e mi sembra davvero incredibile!

“Tornate a casa o vi fermate a dormire a Roma?” ci ha chiesto poi. “Fate un pigiama party?”. Sapevo che Carmine ha anche questo lato più burlone, ma non credevo così, e non credevo che lo tirasse fuori con noi (così come sono rimasta incredula nel backstage de “La Partitella” quando gli ho sentito dire una parolaccia davanti a me e alla mia amica Marianna).

“No” gli ho risposto io quando ho smesso di ridere. “Angelica è di Frosinone e torna a casa, invece io sono di Reggio Emilia e mi fermo. Dovevano esserci altre due mie amiche che sono venute altre volte da te insieme a me, ma è successo un casino dietro l’altro… A dire il vero tutta la giornata è stata un disastro, prima di adesso!”

“Ah! Allora tu e Carmine siete conterranei!” ha esclamato Chiara.

“No no, io sono Romagnolo!” ha precisato lui con tono serio, ma gli veniva da ridere.

Dopo gli abbiamo augurato buona estate e buon lavoro, ci siamo dati la buonanotte e lui ha detto che gli ha fatto tanto piacere, e lo ha ripetuto tante volte ; ci siamo di nuovo salutati col bacio, e poi lo abbiamo lasciato a godersi la festa, mentre noi cercavamo una panchina dove sederci per elaborare tutto e riprenderci (con scarsi risultati).

Dopo la fine della cerimonia, ci siamo fermate alla festa fin verso l’una, e lo abbiamo incrociato altre volte, senza più avvicinarci né farci notare, ma era bellissimo sapere di essere lì, a condividere con lui la stessa musica e la stessa notte calda e magica di piena estate.

 

Giovedì, 11 ottobre 2018

Indimenticabili ?
#QuelliDeLaPartitella
 

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Braccialetti Live a Porto San Giorgio

Il 31 maggio 2014, presso il PalaSavelli di Porto San Giorgio (Fermo), si è tenuto il primo incontro ufficiale dei Braccialetti Rossi con i fan. Oltre ai sei attori protagonisti erano presenti anche il regista Giacomo Campiotti, Niccolò Agliardi e gli altri cantanti e musicisti che hanno preso parte alla colonna sonora della fiction.

                                     

 

Venerdì, 12 ottobre 2018

Presentazione dei palinsesti Rai 2016/2017

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Carmine/Rocco sul set di “Mentre ero via”, con l’ombrello anti-abbronzatura ?.

 

Sabato, 13 ottobre 2018

Conferenza stampa “Il Capitano Maria”

Il 2 maggio 2018, presso la sede Rai di viale Mazzini a Roma, si è tenuta la conferenza stampa della fiction “Il Capitano Maria”, andata in onda dal 7 al 22 maggio. Nel cast, oltre alla protagonista Vanessa Incontrada, ad Andrea Bosca e a Giorgio Pasotti, troviamo anche Carmine Buschini nel ruolo di Filippo Gravina, ragazzo introverso e problematico, che si innamorerà della figlia del Capitano.

       

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Caricamento foto in corso

Martedì, 4 settembre 2012

Mi sento afferrare una mano, mi volto, e mi accorgo che è mio padre; mi ero quasi dimenticato che fosse qui; io resto con le dita ancorate al lenzuolo, per nulla intenzionato a cedere, ma lui mi forza ad aprirle e poi prende la mia mano nella sua e la stringe. Mi fa incazzare. Cosa crede?! Che basti venire qui, dopo giorni e giorni che non si fa vedere, e tenermi la mano mentre io sono sul punto di piangere e urlare, per ottenere il titolo di “padre modello”?! Con che arroganza mi prende la mano adesso, che nemmeno gliel’ho chiesta, quando invece non c’era quando ne avrei avuto bisogno?! Quanto l’avrei voluta questa mano durante la chemio, o mentre vomitavo l’anima, o durante le dolorose medicazioni, o quando hanno iniziato a cadermi i capelli, o quando battevo i denti per la febbre a 40, o quando piangevo come un bambino per quanto male stavo, e desideravo quasi di morire, purché tutto questo schifo finisse! Dov’era?! E dove sarà domani?! Su un cazzo di aereo che lo porterà ancora più lontano da me, e chissà quando tornerà, sempre se tornerà, perché magari si farà pure ammazzare! E che diritto ha adesso, di prendermi la mano con questa prepotenza?! Sto quasi per urlarglielo addosso, fregandomene del fatto che non siamo da soli, ma poi lo guardo in faccia, e non ci riesco.

➡️ Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: “Martedì, 4 settembre 2012″⬅️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 14 ottobre 2018

Natale buschiniano 2014

 

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NUOVO CAPITOLO ?
Il padre di Leo domani parte per la missione in Afghanistan, e lui non l’ha ancora mandata giù: è arrabbiato, ferito, deluso, e il fatto che suo padre si mostri dispiaciuto e sostenga di non poter fare altrimenti lo fa alterare ancora di più, perché per Leo è una SUA scelta, e proprio non lo capisce. E discutono, e piangono, ma non riescono a capirsi. E soffrono tutti e due ma è come se parlassero due lingue diverse: io sono riuscita a capirle entrambe, e spero che ci riuscirete anche voi .

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-256-martedi-4-settembre-2012/

 

Lunedì, 15 ottobre 2018

L'immagine può contenere: 6 persone, persone che sorridono, primo piano

Tutto tra noi è cominciato così, esattamente con quella foto in basso a destra: l’avevo vista in giro sui social, e ti avevo contatta per chiederti se potevo pubblicarla sulla mia fanpage, e se ti andava di raccontarmi la storia del tuo incontro con Carmine. Tu avevi accettato subito, con entusiasmo: seguivi già la mia pagina e avevi avuto voglia di contattarmi appositamente per la mia rubrica “Carmine Buschini e i fan”, ma ti frenava l’imbarazzo.

Poco importa che alla fine sia stata un’altra la storia, a te più cara, che mi hai voluto raccontare (quella della foto in alto, scattata sul set di Braccialetti Rossi 2), quello che importa è che da allora è passato più di un anno ormai, e di storie ce ne siamo raccontate un bel po’, tu a me, io a te, e così pian piano ci siamo conosciute e legate l’una all’altra.

Mi sono ritrovata a dare consigli sugli outfit, sui ragazzi, sulle amiche, a chiarirti dei dubbi amletici, e perfino ad aiutarti con le versioni di latino. Mi sono ritrovata a sdrammatizzare situazioni che tu credevi di vitale importanza, con la saggezza di chi ha il doppio dei tuoi anni, ma mi sono ritrovata anche a ridere con te come se i tuoi anni io ce li avessi ancora, e pure a confidarmi come se fossi tu ad avere gli anni miei.

E sono grata e felice di averti incontrata sul mio cammino, anche se i miei mille interessi e le tue mille insicurezze a volte ti fanno credere il contrario, non dubitarne mai.

Era da tanto che aspettavi questo giorno, e finalmente è arrivato: il tuo ultimo compleanno da minorenne. Adesso comincia il conto alla rovescia per quei fantasmagorici 18 che non vedi l’ora di compiere, tanto che già da due anni pensi a come vuoi il vestito e la festa. Va bene, faremo il conto alla rovescia insieme, però goditi questo giorno e quest’anno che ancora deve passare, goditelo al meglio, nel presente, con quegli splendidi sorrisi che sai fare tu.

Buon compleanno Signorina Paranoia del mio Cuor ❤️.
Ti voglio bene.
Mari

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Conferenza “Giornata Internazionale Malattia di Pompe”

Il 7 aprile 2014, in occasione della conferenza stampa sulla “Prima Giornata Internazionale della Malattia di Pompe”, svoltasi a Milano nell’hotel “Palazzo delle stelline”, Carmine, ospite dell’evento, ha raccontato quanto girare “Braccialetti Rossi” lo abbia fatto crescere umanamente, e quanto sia stato bello e importante per lui il riscontro dei ragazzi realmente malati. Alla fine della conferenza, Carmine e Lorenzo Guidi (Rocco), anche lui presente, hanno incontrato i numerosi fan accorsi per loro, indossando e distribuendo dei braccialetti verdi come simbolo di solidarietà verso chi è affetto da malattie rare.

             

 

Martedì, 16 ottobre 2018

Intervista de “Il resto del Carlino” del 3 maggio 2018 ?.

E a noi che ci chiedevamo come facesse a barcamenarsi tra Centro Sperimentale di Cinematografia, prove teatrali per “La Partitella”, e riprese di “Liberi di scegliere”, ecco la risposta: DORMIVA SOLO 4 ORE PER NOTTE! ???

Cioè, rendiamoci conto ?.

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E chissà che a novembre non ci aspetti Domenico… ?

#LiberiDiScegliere

 

Mercoledì, 17 ottobre 2018

Concerto a Fiorano Modenese con Niccolò Agliardi (9 maggio 2015)

Il 9 maggio 2015, in occasione del “Maggio Fioranese“, manifestazione che si svolge nel mese di maggio nel paese di Fiorano Modenese, Carmine Buschini si è esibito in concerto insieme a Niccolò Agliardi e “The Hills”, a favore dell’associazione benefica “Amici per la Vita”.

 

Caricamento foto in corso

Che ancora adesso non faccio che domandarmelo:
quando una persona appartiene a un’altra,
quando le appartiene in tutto e per tutto
e le sue mani, quando sono sole, non fanno che cercare le mani
di quella persona là
e i suoi piedi,
quando stanno sotto le coperte al freddo,
non fanno che avere bisogno
di essere riscaldati
solo dai piedi
di quella persona là
e i suoi occhi non si sentono mai a casa
né al sicuro, né compresi
se non quando davanti a loro
ci sono gli occhi grandi
di quella persona là,
insomma,
quando una persona appartiene del tutto a un’altra
tanto che la sua anima ha una parte mancante
e si sente
nello stomaco e nelle membra
se quella persona là
s’allontana un po’,
quando una persona appartiene
nel profondo
a un’altra
smette mai
davvero
di appartenerle?
(Marzia Sicignano, “Io, Te e il mare”).

 

Giovedì, 18 ottobre 2018

Anteprima del film “Piuma” (Roma, 14 ottobre 2016)

Ultima anteprima del film “Piuma” al cinema Adriano (essendo il film prodotto dalla Palomar, ed essendoci nel cast Brando Pacitto -Vale-, il cast di “Braccialetti Rossi” ha partecipato alla campagna promozionale).

 

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Per la serie “Il Buschini e l’occhiolino”: Carmine oggi pomeriggio al Centro Sperimentale di Cinematografia ?.

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Caricamento foto in corso

Mi piace guardarti
mentre pensi che non sei speciale.
Abbassi gli occhi
e sei ogni immaginazione.
Non lo sai
ma dai voce al mio sentimento.
Tu, ripieghi i silenzi.
Le parole non possono pronunciarti!
Ecco perché io grido.
Ecco perché tengo il segno con un dito sulle tue labbra.
Leggerti è audacia.
Armonia
Pazienza
Giardino
Segno
Ricostruzione
Inchiostro
Penitenza
Poesia
Didascalia
Romanzo
Novella
Teatro.
Tu
sei la priorità ansimante prima di ogni mio egoista e inutile respiro.

(Gianluca Nadalini)

 

Venerdì, 19 ottobre 2018

“Tutti a scuola” (22 settembre 2014)

“Tutti a scuola” è la cerimonia ufficiale d’apertura dell’anno scolastico, che si svolge ogni anno, e a cui presenziano il Presidente della Repubblica Italiana, il Ministro dell’Istruzione, studenti provenienti da varie scuole, e personaggi famosi chiamati ad animare l’evento, trasmesso in diretta su Rai 1. Nel 2014, l’evento, condotto da Fabrizio Frizzi, si è svolto a Roma presso il Cortile d’Onore del Quirinale e, tra gli altri ospiti, era presente Carmine Buschini, insieme agli altri cinque protagonisti della fiction “Braccialetti Rossi“, al regista Giacomo Campiotti e a Niccolò Agliardi (cantante e autore della maggior parte delle canzoni della colonna sonora).

   

***

LEO&CRIS STORY ❤️40❤️

“Mi aspetti qui, per favore” chiese Cris al tassista quando si fermò davanti casa di Leo; si avvicinò al balcone del piano rialzato e infilò una mano nella ringhiera, fino a trovare le chiavi nascoste in un sottovaso, proprio come le aveva detto Asia; aprì il grosso portone di legno, salì i pochi gradini che la separavano dall’appartamento, aprì anche quella porta ed entrò.

“Asia, sì, sono entrata” le disse non appena lei rispose al telefono; Cris si guardò intorno: le pareti dell’ingresso e del soggiorno erano tappezzate di foto, e lei non poté non soffermarsi su quelle che ritraevano Leo: Leo felice, Leo sano, Leo coi capelli e due gambe, Leo in mezzo alla neve, Leo e il suo bellissimo sorriso, Leo abbracciato a suo padre, Leo da bambino. “Quante foto…”

“Sì, a mia mamma piaceva moltissimo fare le foto…”

“Sono bellissime…” mormorò Cris sfiorandole con le dita, come a dar voce a quelle carezze che tutti i giorni era costretta a trattenere. “Senti ma… dov’è che devo cercare?”.

Asia la guidò attraverso la casa, suggerendole svariati posti probabili, ma Cris non riuscì a trovare nessun regalo nascosto. “No… niente regalo” sospirò scoraggiata. “Allora niente… io… adesso torno in ospedale, poi… Ti giuro, mi dispiace solo per Leo.”

“Dispiace anche a me Cris. E… ti ringrazio per essere così affettuosa con Leo”.

Cris salutò Asia e chiuse la telefonata ma, prima di andarsene, non poté fare a meno di entrare nella stanza di Leo per osservare tutte le tracce di lui: fumetti, cappellini, poster, fotografie, una coppa, il casco dello scooter col suo nome scritto a grandi lettere, che lei non resistette e prese in mano, accarezzandolo, sentendosi un po’ una ladra che fruga nei ricordi dolorosi di una vita messa in stand-by; il rumore della porta d’ingresso che si chiuse la fece sussultare; si affrettò a rimettere a posto il casco ed uscì dalla stanza, andando così incontro al padre di Leo.

“E tu chi sei?!” le domandò lui preso alla sprovvista. “Come sei entrata qui?!”

“Ah, io…” cominciò Cris intimorita. “Ho avuto il permesso di entrare da Asia e… dovevo prendere un regalo per Leo, dato che oggi è il suo compleanno…” proseguì con la voce un po’ tremante, mentre vedeva il volto dell’uomo oscurarsi. “Stavo cercando il regalo che gli ha fatto sua madre, però… non l’ho trovato e allora stavo andando via, adesso…”

“Ah, sì” disse lui con tono brusco. “Ce l’ho io il regalo.”

“Ah!” esclamò Cris sollevata. “E… lei è il padre di Leo?”

“Sì, sì. E tu chi sei? La sua ragazza?”

“No, io sono una paziente dell’ospedale. Sono solo una sua amica.”

“Ah… aspettami un attimo” le disse lui andando verso la propria camera.

“Ah, ok…”.

Cris camminava un po’ nervosamente per il soggiorno, mentre aspettava, e di nuovo venne attratta dalle foto di Leo, e di nuovo non poté non toccarle. “Siete molto belli in questa foto!” esclamò ad alta voce per farsi sentire.

Il padre di Leo la raggiunse, con in mano un pacchetto regalo e una busta, e si soffermò a guardare la foto indicata da Cris: “Era lei che ci vedeva meglio di come siamo” disse poi con amarezza, porgendole il regalo.

“Ma… se non fossi venuta io qui… lei… non lo avrebbe portato in ospedale a Leo?”

“No” rispose secco l’uomo. “Non me lo sarei neanche ricordato che oggi è il suo compleanno. Poi a me non piacciono gli ospedali.”

“E secondo lei, a Leo piacciono?” gli domandò Cris con la voce rotta, sull’orlo delle lacrime.

“No, non credo” disse dopo un attimo di silenzio. “Ecco…, c’è anche questa” aggiunse porgendole una busta.

Lei prese la busta, ma non voleva ancora andarsene; c’era un peso che le bloccava la gola e voleva liberarsene: “Posso dirle una cosa?”

“No. Vattene”.

Cris fece per andarsene, ma poi ci ripensò e si voltò di nuovo verso di lui: “Invece io gliela dico lo stesso. Me l’ha insegnato Leo, e lui neanche lo sa.”

“Cos’è che ti ha insegnato?”

“Il coraggio”.

 

Sabato, 20 ottobre 2018

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Domenica, 22 aprile 2012

La sensazione sgradevole torna e non se ne va.
Mamma cammina a lungo senza stanchezza apparente, sorride, raccoglie fiori di campo e scatta innumerevoli foto a noi e a qualsiasi altra cosa ma, nonostante questo, io continuo a guardarla come se dovesse scomparire da un momento all’altro e a chiederle di continuo se sta bene e se è stanca.
“E smettila di trattarmi come se fossi malata!” dice lei ridendo. “Dai, vai lì vicino al portico che ti faccio una foto!”
“Mamma, ne avrai già fatte cento!”
“E va bene, facciamo centouno!”.
Più che centouno, a dire il vero, diventano almeno centoventi: mi fa praticamente un servizio fotografico e poi ci sediamo sull’erba a riguardarle tutte.
“Oh! Questa è bellissima!” esclama lei soffermandosi su una delle ultime foto che mi ha scattato, dove sono seduto con la schiena appoggiata ad una colonna del portico e sto ridendo.
“Sì! Devo ammettere che non sono niente male!”
“Tutto merito mio, mio caro! Chi è la fotografa? Io! A chi è che assomigli? A me! Perciò fai senza compiacerti tanto!” ride lei dandomi un bacio. “Questa la faccio stampare in bianco e nero!”
“Perché in bianco e nero?”
“Perché così risaltano ancora di più i tuoi capelli e il tuo sorriso!”

➡️”Leo (io non ho finito)”: “Domenica, 22 aprile 2012″⬅️

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Venerdì, 6 luglio 2012

Fisso il soffitto della mia stanza, senza decidermi ad alzarmi. La sveglia è già suonata due volte, e due volte l’ho spenta. Oggi è il giorno della Verità e non ho per niente voglia di alzarmi. Ufficialmente, il giorno della Verità è stato lunedì, con quella cazzo di diagnosi che non mi lascia scampo, ma oggi saprò per davvero che schifo di estate mi aspetta.
Che schifo di destino, mi aspetta.
Sul fatto che debba fare la chemio pare non ci siano dubbi, posso solo sperare in un miracolo; sperare che la pet abbia smentito tutto, che gli altri esami che ho fatto non fossero attendibili, che nemmeno il pezzo d’osso che mi hanno preso fosse attendibile: “Scusaci Leo, ci siamo sbagliati! Sei sano come un pesce: vai, e goditi l’estate! L’unica rogna che avrai sarà quella di non poter fare il bagno per altre due settimane, per colpa dell’inutile intervento alla gamba, ma per il resto vai e sii felice!”.
Sì, nei miei sogni, proprio!
La realtà è ben diversa.
La realtà fa schifo.
“Leo, è ora che ti alzi!”; la voce di papà mi giunge forte e chiara dalla cucina; dieci minuti fa è venuto a chiamarmi e poi ha lasciato la porta aperta.
“Sì…” gli rispondo senza troppa convinzione, mentre ancora prendo tempo. Ho una paura fottuta di tutto quello che mi aspetta da adesso in poi, di sapere quanto è effettivamente stronza la Bestia, e di quanto sarà difficile e sanguinosa questa guerra che non ho scelto di combattere.
“Leo, dai! Ti ho preso i cornetti!”.
Mi ha preso i cornetti.
Anche se non è domenica.
Mi viene da sorridere per questa sua premura, per i gesti goffi che fa, cercando di compensare le cose che non riesce a dirmi e la forza che non riesce a darmi; mi ha preso i cornetti: pure più di uno, a quanto pare. Non si è accorto che ultimamente faccio fatica a mangiare? Che lo faccio giusto perché devo, il minimo indispensabile, senza la mia solita voglia? O se n’è accorto e spera che con i cornetti mi torni l’appetito?
Sospiro e mi alzo: “Arrivo!”; forse almeno uno riuscirò a mangiarlo.

➡️”Leo (io non ho finito)”: “Venerdì, 6 luglio 2012″⬅️

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Domenica, 2 settembre 2012

“Mi sembra che tu stia abbastanza bene, considerato tutto” annuncia la Lisandri quando ha finito di visitarmi e di leggere la mia cartella.
“Non lo dica che mi porta sfiga!” esclamo io spalancando gli occhi. “Comunque sì, va pure meglio di ieri.”
“Ti senti meno spossato?”
“Sì. Ieri non avrei fatto altro che dormire!”
“Me lo hanno riferito” dice lei con un mezzo sorrisetto. “Ma pare che le energie per discutere le avessi. Quelle direi che non ti mancano mai.”
“Come se io mi divertissi a discutere!” ribatto alzando gli occhi al cielo. “Lo faccio solo quando sono costretto!”
“E mi hanno pure riferito che hai dato una festa!” esclama lei, mentre a Chiara viene da ridere e comincia a mettere ordine sul mio comodino per distrarsi.
“Che festa?!” domando io non capendo a che cavolo si riferisca.
“Patrizia mi ha detto che c’era parecchia gente qui, ieri sera, e che facevate molta confusione.”
“Patrizia?! Sarebbe Crudelia De Mon?!”; e, stavolta, Chiara proprio non ce la fa a trattenersi dal ridere.
“Sarebbe l’infermiera che ha dovuto sequestrarti la pizza e la Coca Cola.”
“Ecco! E le sembra giusto?! Per tutto il giorno non avevo mangiato niente! E quando finalmente avevo voglia di mangiare, quella là mi porta via tutto!”
“Dal momento che tu sai tutto” puntualizza la Lisandri con tono parecchio ironico. “Dovresti sapere anche cosa è meglio che non mangi durante la chemio.”
“Certo che so tutto! E so che tra poco perderò di nuovo il gusto, e comincerò a vomitare a prescindere da quello che mangio! Se avessi vomitato dopo la pizza al salame, almeno ne sarebbe valsa la pena!”
“Non è detto che perderai il gusto, né che vomiterai. L’infusione lenta dovrebbe aver limitato molto gli effetti collaterali.”
“E allora d’ora in poi sempre pompa per ventiquattr’ore?”
“No, non sempre. Abbiamo cercato di elaborare un piano terapeutico più funzionale possibile al tuo caso. Nel prossimo ciclo useremo un nuovo farmaco, in un’unica somministrazione di quattro ore.”
“E quando? Lo sapete già?”
“Il dieci settembre”. Altri otto giorni di tregua, dunque. E, stranamente, stavolta non ho voglia di chiederle niente: né che farmaco è, né gli effetti collaterali, niente; stavolta preferisco permanere nell’ignoranza per qualche giorno, e intanto sperare di averla passata liscia col quarto ciclo. Sto per chiederle se posso andarmene un po’ sul terrazzo, ma poi penso che sarebbe da stupidi perché di sicuro otterrei un no; molto meglio aspettare il momento del cambio del personale ed andarci senza chiedere il permesso.

➡️”Leo (io non ho finito)”: “Domenica, 2 settembre 2012″⬅️

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Mercoledì, 13 febbraio 2013

Stamattina me la sto prendendo comoda: ho già finito di fare colazione e me ne sto a poltrire a letto volentieri, leggendo una rivista di Formula Uno e lanciando di tanto in tanto in aria la pallina da tennis per ingannare il tempo. Per una volta che non devo fare nessun esame e nessuna visita in particolare, non ci penso proprio ad alzarmi presto! A dire il vero dovrei andare a scuola, da cui manco da un bel po’ di giorni, ma sai che voglia che ne ho…
“Buongiorno Leo!” mi saluta Jhonny entrando con una carrozzella vuota, lasciandomi disorientato per un attimo: devo andare da qualche parte e non me lo ricordo? E poi di solito uso la mia, di carrozzella.
“Ciao Jhonny!” gli rispondo con tono allegro mentre vedo entrare un ragazzo e una donna, segno che la carrozzella, per fortuna, non è per me.
“Stamane ti ho portato una sorpresa… un nuovo amico!”; il mio “nuovo amico” avrà circa la mia età, cammina sorreggendosi ad una stampella e, nonostante indossi un berretto da baseball, si vede benissimo che è anche lui senza capelli. “Sei contento?!” mi chiede Jhonny, mentre sistema la carrozzella accanto all’altro letto.
“Dipende…” rido io. “Di notte russi?” chiedo al ragazzo, puntando l’indice contro di lui.
“No” mi risponde lui con tono serio, appoggiando lo zaino.
“Io mi chiamo Leo.”
“Io Vale… lei è mia madre” mi dice sedendosi sul letto.
“Ciao Leo” mi sorride la madre; non accenna a mollare il borsone del figlio e si vede lontano un miglio che è a disagio; conosco questa sensazione, l’ho provata in prima persona e l’ho vista sulla faccia di Asia e su quella di mio padre: quel voler restare nel limbo, quel non voler realizzare che tutto sia reale, come se così si potesse rimandare l’inevitabile.
“Ciao mamma di Vale” la saluto io sorridendo. “Hai mangiato?” chiedo poi a Vale che intanto si è fatto coraggio e si è tolto il berretto. “Vuoi qualcosa?”; gli porgo una merendina che mi è avanzata dalla colazione, ma prontamente sua madre mi ferma.
“No! No no no …” mi dice allungando una mano, quasi in tono di rimprovero, ed io rimetto la merendina sul vassoio. “È a digiuno, oggi lo operano. Per questo motivo siamo qui.”
“Ma di che ti devi operare?” gli domando lanciando in aria la pallina.
“Devono tagliarmi la gamba” mi risponde lui con tono secco e malinconico, facendo calare un improvviso silenzio nella stanza che dura per parecchi secondi. “Che succede? È volato l’angelo del silenzio? È strano… ogni volta che dico questa cosa… nessuno apre più bocca.”

➡️”Leo (io non ho finito)”: “Mercoledì, 13 febbraio 2013″⬅️

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Giovedì, 14 febbraio 2013

“Puoi…” mormora Vale con voce così bassa che io e Cris dobbiamo avvicinarci alla sua bocca per capire cosa stia dicendo. “Mi puoi dare un bacio?”
“Cosa dice?” mi domanda Cris, facendo finta di non aver capito.
“Come cosa dice?! Sta parlando di un bacio!”
“Un bacio, ti prego…” mormora ancora Vale.
“Ma con chi ce l’ha?!” esclama lei sorpresa.
“Con me, no di sicuro!” rido io. “Direi che ce l’ha con te! Dai, dagli ‘sto bacio, che ti costa?!”
“Ma no, scusa!” protesta lei. “Perché gli devo dare un bacio?!”
“Intanto… perché non ha i capelli! Già solo questo ti dovrebbe impietosire…”
“Se dovessi impietosirmi per tutti quelli che non hanno i capelli…!”
“Un bacio, solo un bacio…” continua a implorare Vale.
“E poi…” le dico sorridendo. “Perché gli hanno appena fatto fuori una gamba!”
“Parli di lui o alludi a qualcun altro?!” mi domanda allora lei guardandomi dritto negli occhi.
“Nooo…” rispondo io con una smorfia.
“Dammelo…” continua intanto Vale. “Me lo hai promesso…”
“Aaah! Buono a sapersi!” esclamo ridendo.
“Ma non è vero!” si difende lei, stupita e imbarazzata. “Cioè…”
“E questo quando è successo?!”
“Non è mai successo! Non gli ho promesso proprio niente!”
“E dai! Dagli questo bacio! Che sarà mai?!”
“Vorrei tanto capire se stai dormendo o se stai facendo lo scemo…” dice Cris a Vale, avvicinandosi di più a lui per baciarlo sulle labbra, ma venendo interrotta da Orietta.
“Dai ragazzi, fuori! Fuori! Qui non si può stare!”
“Eddai Orietta, non rompere!” ribatto io. “Lo sta resuscitando!”
“Mezzo minuto!” concede lei uscendo.
“Beh, in effetti un po’ di febbre ce l’ha” noto toccando la fronte di Vale. “Ma è normale”; la mia mano si sposta poi sul viso, trasformandosi in una carezza: “Coraggio fratello”.
Cris mi osserva per un attimo e sembra sorpresa da questo mio gesto: probabilmente non credeva che io fossi capace di essere anche gentile, oltre che stronzo; poi si decide e dà a Vale un rapido bacio sulle labbra.

➡️”Leo (io non ho finito)”: “Giovedì, 14 febbraio 2013″⬅️

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Martedì, 26 febbraio 2013

Sta piovendo.
Parecchio.
E la Lisandri mi sta dicendo cose che non voglio sentire.
Per niente.
Mi viene in mente quel giorno che mio padre è partito per l’Afghanistan, che pioveva, pioveva, ed io ero di umore nero come oggi, e come oggi me ne stavo davanti al vassoio della merenda ancora mezzo pieno, e la Lisandri parlava, parlava, ed io mi trattenevo dall’urlarle contro, proprio come oggi. Allora mi aveva pure stupito la sua calma e il suo mancato cazziatone, nonostante il giorno prima fossi di nuovo uscito dalla mia stanza senza permesso e mi fosse tornata la febbre alta, rischiando di dover rimandare l’inizio della chemio che avrei dovuto fare di lì a qualche giorno; non era arrabbiata, non mi aveva nemmeno rimproverato, però aveva un tono molto serio, preoccupato, e mi aveva fatto intendere che continuando a comportarmi così stavo rischiando di compromettere tutto quanto, che riteneva che io dovessi restare in camera fino alla chemio, e per cercare di tirarmi un po’ su mi aveva detto che sarebbe arrivato un compagno di stanza a farmi compagnia. Ne ero stato contento. Adesso, invece, vorrei che il mio compagno di stanza si togliesse di torno e la piantasse di impicciarsi dei fatti miei, facendo finta di avere in cuffia la musica, quando invece io mi sono accorto benissimo che ha abbassato il volume e che sta ascoltando tutto quello che io e la Lisandri ci stiamo dicendo.
“I risultati della tac non sono buoni, Leo. Bisogna che fai un altro ciclo di chemio, e al più presto anche”.
Ancora chemio. No, non ce la posso fare. Ero convinto di aver finito ormai, e invece no.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Martedì, 26 febbraio 2013⬅️

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Martedì, 11 giugno 2013

Sono felice.
Da tempo non mi sentivo così felice.
Alla fine ho avuto lo stesso la mia festa di compleanno, anche senza di lei.
Anche se avevo detto di non volerla.
Anche se temevo che risultasse troppo doloroso.
Anche se l’ultima volta che ho spento le candeline e hanno brindato a me poco dopo sono dovuto correre proprio in questo maledetto ospedale per dirle addio.
Anche se non ho fatto quasi in tempo a piangere per lei, che ho dovuto quasi subito cominciare a piangere per me.
Ed è già passato un anno, da quel maledetto giorno.
È stato un anno pesante, impegnativo, difficile.
Ho perso la mamma.
Ho perso la mia salute, la mia libertà, i miei capelli, la mia camera, la mia casa.
Ho perso Giulia.
Ho perso la mia forza, l’ho ritrovata, l’ho ripersa ancora e ancora ritrovata.
Ho perso i miei amici.
Ho perso miriadi di battaglie contro la Bestia, la mia gamba, la mia autonomia, un pezzo di polmone, litri di sangue, la pallanuoto, la scuola, lo scooter.
Ho perso mio padre.
E da qualche parte, ho perso anche una parte di me stesso.
Ho perso i miei sedici anni, che non torneranno.
Se pure un giorno riuscirò a ritrovare parte delle cose che ho perso, lungo questo doloroso anno, il me stesso sedicenne le ha perse per sempre e non le riavrà mai più.
Ma c’è di buono che sono ancora vivo per contare le perdite e forse il diciassettenne potrà ritrovarle, tante di quelle cose.
C’è di buono che se anche ho perso tanto, tanto ho vinto.
Battaglie contro la Bestia.
Nuovi amici.
Abbracci.
Sorrisi.
Forza.
Consapevolezza.
Vita.
La voglia di andare ancora avanti.
La voglia di lottare, di combattere, di vivere.
Cadendo e rialzandomi.
Con le lacrime e con il sorriso.
E c’è questa stanza, che oggi si è riempita di palloncini, festoni e tante persone, apposta per me.
Ci sono i miei amici che hanno organizzato tutto questo.
C’è Ulisse, con tanto di naso e parrucca da clown, insieme ad Ester, che entrano con una grande torta mentre tutti intonano per me Tanti auguri.
C’è questa torta con diciassette candeline accese e la scritta Watanka, a ricordarmi chi sono.

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Sabato, 15 giugno 2013

Toni è preoccupato: non riesce più a comunicare con Rocco. Io non lo so nemmeno se c’ho mai creduto a questa storia, è talmente assurda! Certo è che di robe assurde nella vita me ne sono capitate, e certo è che Toni ha sempre dimostrato di sapere cose che noi comuni mortali non sappiamo.
“E non ti era mai successo prima?” gli domanda Vale.
“No, mai” gli risponde lui sconsolato.
“Cosa può significare?” gli chiedo io con la voce che mi esce un po’ bassa: vera o no, questa faccenda di Rocco mi turba più di quanto io voglia ammettere.
“Eh… non lo so” mi risponde lui voltandosi verso di me; è seduto sulla ruota della mia carrozzella ed io gli tengo una mano sulla spalla: meglio evitare che caschi per terra e si spacchi di nuovo la gamba che ormai è quasi guarita. “Però… ormai sono quasi ventiquattro ore che non non sento più la voce di Rocco. Forse dovrei dirlo alla Lisandri. Eh?”
“Sì… È la persona giusta!” annuisco io con tono sarcastico. “Sì, vai lì e dici: senta, io prima parlavo con Rocco, adesso però non ci riesco più… Lei ci crede?!”
“Non sei spiritoso, Leo!” mi dice Cris infastidita.
“Cris ha ragione” interviene Vale. “Non è il momento di scherzare”; e certo! Ti pareva se il cavaliere dall’armatura scintillante non scendeva in campo per difendere la sua dama!
“Oh!” esclamo alzando la voce. “Ma c’è una volta, e dico una, in cui per te Cris non ha ragione?! O ti darebbe le vertigini dire che ha torto, eh?!”.
Cris sbuffa e si gira dall’altra parte, mentre Toni sospira e allarga le braccia,: “Ma che fate, litigate?”
“Lui provoca” puntualizza Vale distogliendo lo sguardo.
“Ragazzi, parliamo di Rocco” dice Cris, che probabilmente non riesce a reggere la tensione tra me e Vale; tensione che ha generato lei, per essere precisi! “Anch’io voglio parlare con la Lisandri.”
“Vai, vai!” sorrido beffardo io dando a Toni una pacca sulla spalla. “Vai con Toni! Andate! E poi… mi fai sapere se vi ascolta…, ok?”
“Certo che ci andiamo!” esclama lei alzandosi dal prato su cui era seduta e guardandomi come se volesse fulminarmi. “Vero, Toni?”
“Eccomi!”; Toni raggiunge Cris e si allontanano in fretta, lasciando me e Vale da soli; io faccio fatica a guardarlo negli occhi: è come se temessi che mi leggesse in faccia quello che è successo ieri con Cris.

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Martedì, 10 giugno 2014

Mi siedo sul muretto e guardo le luci della città lontana, come ho già fatto tante volte da quando sono qui. Quante volte, guardando questo panorama, ho immaginato la vita che avrei vissuto là fuori, aspettando che quel giorno finalmente arrivasse.
E invece sono stato uno stupido illuso a pensare di farcela, a pensare che bastassero la mia forza di volontà e il mio coraggio; è stato tutto inutile.
Del resto, è stato inutile pure per la mamma, e Davide, e Nicola, perché avrebbe dovuto essere diverso per me?
Ma io non mi rassegno a dargliela vinta del tutto, a quella fottuta Bestia.
Non ci sto.
Giuro su Dio che me vado da qui.
Se devo morire, morirò a modo mio, lontano da questo cazzo di posto.
Libero.
Fosse pure l’ultima decisione che prendo.
Il re Leone ha detto basta.
Il re Leone se ne va.

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Mercoledì, 11 giugno 2014

La sala chemio.
Questa è l’ultima volta che ci entro.
Mi sarei evitato volentieri anche quest’ultimo giro, ma so che Nina è qui e voglio andare a salutarla in santa pace, senza nessuno tra i piedi; Vale negli ultimi giorni non fa che starle appiccicato, mi sa che si è preso una sbadata. Non ho intenzione di dirle che vado via, però voglio stare un po’ con lei per l’ultima volta.
Sta dormendo, attaccata a una flebo di Gialla; che poi, quello che ti prende durante la chemio non è un vero e proprio sonno, è più uno strano torpore, la stanchezza che ti assale e ti sfinisce, e il tentativo di ingannare il tempo, sperando che tutto finisca il prima possibile; è un sonno da cui ti svegli pallido e sudato, con la nausea, e più stanco di prima: un vero schifo, insomma. Mi siedo vicino a lei e do un’occhiata al libro che c’è appoggiato sul bracciolo del lettino, una roba di fisica non so cosa, davvero incomprensibile per me, così lo metto giù e resto lì a guardarla finché non si sveglia e si accorge di me.
“Come stai?” le chiedo mentre lei si tira un po’ su.
“Così…” mi risponde lei con un filo di voce, e quella risposta io la conosco benissimo: dietro quel così si nascondono sempre una marea di cose che non si vogliono dire. “Tu?”
“Benone” le dico annuendo, ma lei non sembra convinta.

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Giovedì, 12 giugno 2014

Non so quanto tempo sia passato: ci siamo tranquillizzati entrambi, ci siamo asciugati le lacrime, e sono riuscito a trovare un sorriso un po’ più vero. Più di uno. Mi sento più leggero adesso, come se avessi aggiunto un altro elemento importante a questo viaggio.
Vorrei che questa notte non finisse mai.
Ad un certo punto, vediamo arrivare un sacco di gente con in mano delle cose che da lontano non riusciamo a decifrare.
“Guarda… ma cosa fanno?” mi domanda Cris.
“Non lo so!”
“Guarda Toni…” mi dice lei indicandolo. Cazzo: Toni è insieme alla cantante della band! Cioè: Toni ha rimorchiato una ragazza! Non so se mi spiego! “Andiamo a vedere!” esclama Cris alzandosi, mentre io rido e la seguo. Ci sediamo un po’ più vicini alla folla, ma tenendocene sempre a distanza, e cerchiamo di capire cosa stiano facendo. “Accendono le lanterne…” nota lei.
“Fantastico!”.
È davvero uno spettacolo fantastico: tutte queste lanterne accese che volano ad illuminare il cielo, mentre tutti ridono e applaudono, urlando di gioia; ed io sono qua, con Cris tra le braccia, e mi sento un po’ come quelle lanterne: finalmente libero di prendere il volo, seppur consapevole che presto o tardi precipiterò al suolo.

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Venerdì, 13 giugno 2014

Raccolgo qualche conchiglia, poi torno da lei, che per fortuna dorme ancora, e mi ci siedo accanto, perdendomi a guardarla: è così bella…, ha un’espressione così beata, così serena, così dolce… Non ci posso pensare a quanto la farò soffrire, ma sono sicuro che soffrirebbe molto di più a vedermi stare male e a vedermi morire giorno dopo giorno. Decisamente di più.
Andare via è la scelta migliore per tutti.
Voglio lasciarle un messaggio scritto con le conchiglie, prima di andare via, ma mentre la guardo non resisto alla tentazione di spostarle dal viso una ciocca di capelli; cerco di essere più delicato che posso: non voglio assolutamente correre il rischio di svegliarla. Dispongo le conchiglie a comporre la scritta “Ti amo”, rivolta verso di lei, in modo che riesca a leggerla subito appena aprirà gli occhi, e sorrido pensando a come sia davvero strana la vita, a come io sia dovuto arrivare su quest’isola per fare l’amore con lei e, soprattutto, per capire davvero quanto la amo. Mi chino piano verso di lei, le do un lieve bacio sulle labbra, le accarezzo un’ultima volta i capelli, e poi mi decido ad andarmene: più indugio, più diventa difficile, e più rischio che lei si svegli.
Raccolgo le mie cose, controllo di avere nello zaino le chiavi di scorta del pulmino perché devo recuperare le ceneri di Nicola, e poi mi incammino; prima di allontanarmi troppo, però, mi giro ancora a guardarla.
“Ciao…” dico con un filo di voce, anche se lei non può sentirmi.
E poi me ne vado davvero.

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Sabato, 14 giugno 2014

La cena è deliziosa almeno quanto il profumo, e non so quante bruschette al pomodoro mi faccio fuori; anche Cris mangia di gusto, ed è davvero un piacere guardarla, cosa che però non riesco a fare a lungo perché Alice richiama di continuo la mia attenzione.
Bianca, purtroppo, non riesce a trovare nessuno che abbia delle stanze libere per stanotte, e quindi ci propone di fermarci da lei, adattandoci un po’. A me non va affatto giù l’idea di dover rinunciare ai miei progetti con Cris, ma l’alternativa di tornare in spiaggia non è molto allettante, e così finiamo con l’accettare; il mio umore migliora notevolmente quando, dopo che io e Cris le abbiamo raccontato della nostra intenzione di fermarci ancora un po’ sull’isola, Bianca ci offre la Casa del Faro.
“È un po’ da ripulire, ma è perfettamente abitabile!” ci dice lei mentre taglia a fette un’invitante torta al cioccolato. “Ho sempre voluto mantenere attive tutte le utenze, non so perché!” esclama guardando in aria per un attimo, per poi guardare di nuovo noi e sorriderci: “O forse stavo solo aspettando di saperlo, e adesso il perché è proprio qui davanti a me!”.
Le sue parole mi colpiscono profondamente e vengo attraversato da un brivido: è come se all’improvviso sentissi che ero destinato già da tempo ad arrivare su quest’isola, e come se da tempo quest’isola mi stesse attendendo.
Cris mi prende una mano e la stringe, come se avvertisse il mio turbamento. “Grazie Bianca” le dice.
“Sì, davvero! Grazie!” aggiungo io. “È davvero fantastico!”

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Domenica, 15 giugno 2014

La Casa del Faro ha quell’odore che hanno tutte le case vecchie che sono rimaste chiuse a lungo: profuma di umidità e ricordi.
Umidità e ricordi: è stato questo l’odore che ha invaso Leo e Cris stamattina, quando ci sono entrati per la prima volta; e nonostante l’abbiano pulita tutta, da cima a fondo, e nonostante abbiano lasciato le finestre aperte per tutto il giorno, quest’odore non se ne è andato; quest’odore li invade di nuovo, adesso che ci rientrano mentre il sole sta tramontando, dopo aver accompagnato Vale e Toni al traghetto.
Quest’odore sa già di casa, sa già di felicità, mescolato a quello della focaccia coi pomodorini e a quello della crostata che Bianca ha lasciato lì per loro; mescolato all’odore di bucato fresco emanato dagli strofinacci, dagli asciugamani, dalle lenzuola.
Le lenzuola.
C’è stato un momento, stamattina mentre facevano il letto, c’è stato un momento particolare: Bianca stava ripulendo la cucina e Vale la stava aiutando; Toni, invece, era lì in camera con loro a togliere anni di ragnatele dai muri e dal soffitto, e stava fischiettando un motivetto che conosce solo lui; Leo e Cris erano in piedi, uno di fronte all’altra, ognuno da una parte del letto, e avevano sollevato in aria il lenzuolo superiore per stenderlo bene; quando poi il lenzuolo era ricaduto, permettendo loro di guardarsi di nuovo, c’era stato uno sguardo che non aveva lasciato spazio a nient’altro; uno di quegli sguardi capaci di farli sentire altrove, capaci di cancellare tutto il mondo circostante: erano rimasti solo loro due e quel letto che profumava di impazienza e di promesse.

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Lunedì, 1 settembre 2014

Non riesco a dormire, sono irrequieto. Per tutto il giorno non ho fatto che pensare a quel maledetto 8%, e poi anche a mamma, come non facevo da tempo; negli ultimi giorni ero riuscito a restare spensierato, a cacciare via i brutti pensieri, ma dopo quello che mi è successo stamattina è inevitabile che adesso non ci riesca più.
Sono rimasto tutta la sera a rimuginare davanti al camino, silenzioso, e Cris, dopo avermi chiesto una volta se volessi parlarne, ha poi rispettato il mio silenzio e si è dedicata alla lettura. Io non avevo voglia di fare niente: me ne sono stato fermo lì ad attizzare il fuoco ogni tanto, e ad angosciarmi, finché lei mi ha trascinato a letto; abbiamo fatto l’amore a lungo, e almeno per un po’ sono riuscito a distrarmi, ma adesso lei si è addormentata ed io mi ritrovo di nuovo in compagnia dei miei fantasmi, ad ascoltare il crepitio del fuoco che arriva dall’altra stanza, interrotto solo dal rumore dei tuoni del temporale imminente.
Basta! Vado a fare un giro! Sembra stia per piovere da un momento all’altro, ma un po’ di pioggia non mi spaventa di certo: non mi allontanerò molto, così farò in tempo a rientrare se per caso dovesse diluviare. Sposto delicatamente Cris, che come al solito si è addormentata abbracciata a me, prendo dal comodino il diario di mamma e poi, cercando di non fare rumore, raccatto i vestiti e vado a vestirmi di là per non rischiare di svegliarla.

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Domenica, 13 settembre 2015

Sono passate da poco le quattro di notte, quando Cris si sveglia, stupita dal fatto che Nic non abbia ancora reclamato la sua poppata: solitamente è molto puntuale e insistente nelle sue richieste, almeno quanto suo padre; si accorge subito che né l’uno né l’altro sono a letto, e sa, senza ombra di dubbio, dove trovarli: Leo va sempre sul terrazzo quando fa fatica a dormire, e ultimamente è successo spesso; Cris si alza, prende il cardigan dalla sedia, e lo indossa mentre sale le scale che conducono alla porta del terrazzo che, come volevasi dimostrare, è aperta.
Ed eccolo lì, il suo Leo.
Il suo Leo dal sorriso micidiale e dalle spalle larghe.
Il suo Leo dalle mani grandi che sanno accarezzarla con tanta delicatezza e toccarla con tanta passione.
Il suo Leo dai capelli neri, “come la criniera di un corvo”, che sta lasciando crescere a oltranza.
Il suo Leo dagli occhi verdi e profondi, dove a volte si agita il mare in tempesta.
Il suo Leo dalle braccia forti, che sta cullando con infinita dolcezza il loro bambino.
Il suo Leo che si porta dentro vecchi fantasmi con cui ogni tanto gli tocca combattere.
E a quanto pare, stanotte, tra lui e i suoi fantasmi è guerra aperta.

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Sabato, 22 settembre 2018

“Leooo! Ma non sei ancora pronto?!”
“Cinque minuti!” rispondo io mentre mi pettino i capelli con le mani.
“Sono le dieci e mezza! Faremo tardi!” esclama Cris entrando in bagno.
“Tranquilla! Senza di me mica cominciano!” le rispondo mentre la osservo attraverso lo specchio: indossa un abito blu chiaro, senza spalline, stretto sul busto ma che le cade morbido sui fianchi, e ha raccolto i capelli, lasciando scoperto il collo e le spalle; si è pure truccata, ed è davvero bella da togliere il fiato; mi lecco involontariamente le labbra e poi accenno un sorriso compiaciuto piegando la testa un po’ di lato, e lei si mette a ridere.
“È da mezz’ora che ti stai pettinando i capelli, basta! Andiamo!” mi dice avvicinandosi e sistemandomi la cravatta.
“Saranno al massimo dieci minuti, che sono in bagno! E prima ho pensato a Nic!”
“Papino mi ha messo il gel” dice lui che è seduto sul ripiano accanto al lavandino, mostrandole orgoglioso la sua acconciatura.
“Ho visto…” sospira Cris prendendolo in braccio. “Dai, Leo! Guarda che sei solo il testimone! Non sei mica tu, lo sposo!”
“Beh, quando lo sposo ero io, di capelli non ne avevo, perciò…”
“E adesso ne hai pure troppi! Non è ora che li tagli un po’?” mi chiede sorridendo, mentre con una mano mi sfiora i capelli che si arricciano leggermente alla base del collo.
“No!” esclama Nic prendendole il viso tra le mani. “Sono belli i capelli di papino! Sono uguali ai miei!”
“Sì…” gli risponde lei. “Avete i capelli uguali. E non solo quelli…”; sospira scuotendo la testa, ed io rido.

➡️”Leo (io non ho finito)”: “Sabato, 22 settembre 2018″⬅️

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Domenica, 21 ottobre 2018

Incontro col cast de “La Partitella” al teatro Sala Umberto (Roma)

“La Partitella“, commedia corale scritta da Giuseppe Manfridi, è tornata in scena (dopo l’anteprima nazionale al Teatro Comunale di Atri e tre date al Teatro Tor Bella Monaca di Roma) al teatro Sala Umberto di Roma, dal 29 marzo al 15 aprile 2018, con protagonista Carmine Buschini affiancato da altri diciotto giovani e bravissimi attori.

Il 12 aprile, il teatro ha organizzato un incontro tra il pubblico e la compagnia teatrale, proseguendo così la scia di “aperitivi” organizzati durante la stagione teatrale 2017/2018: una serie di incontri, all’ora dell’aperitivo (18:30 circa), in cui il pubblico ha la possibilità di incontrare gli attori, porre domande, ma anche scambiare quattro chiacchiere informali.

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NUOVO CAPITOLO ?
Il tumore al polmone non accenna a voler regredire, ed è necessario che Leo torni a fare la chemio, ma lui non ne vuole proprio sapere: è stanco, non ha voglia di ricominciare tutto da capo un’altra volta, e sembra determinato a non cambiare idea.

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-431-martedi-26-febbraio-2013/

 

Lunedì, 22 ottobre 2018

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“Sei come un giacimento di sorrisi” ❤️.

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A tavola con Buschini

     

“Sì, mi piaceva guardarti mangiare. Credo fosse istinto. Sapevo che, se avessi mangiato, saresti sopravvissuto. Ma in parte era bello vedere quanto godessi.”

(Matthew Thomas)

Sulla pagina Facebook trovate l’album con tante altre foto (link).

 

Martedì, 23 ottobre 2018

⚠️ ATTENZIONE! ⚠️ ATTENZIONE! ⚠️

Dopo qualche mese di pausa, ritorna “La Partitella”! ❤️

Al momento, l’unica data che è uscita è quella del 10 gennaio 2019, al Teatro Puccini di Altopascio (Lucca), ore 21, ma non è escluso che più avanti siano previste altre date, probabilmente a Roma.

Le prevendite dovrebbero aprire tra circa un mese: STAY TUNED!

***

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“Contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono a qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere”.
(Milan Kundera)

Buonanotte Buschiner ?

 

Mercoledì, 24 ottobre 2018

I Braccialetti Rossi a Radio Italia (14/02/2015)

Alla vigilia della messa in onda su Rai 1 della prima puntata di “Braccialetti Rossi 2“, Carmine Buschini, e il resto del cast di giovani attori, è stato ospite al 65° Festival di Sanremo, condotto da Carlo Conti, calcando il prestigioso palco del teatro Ariston, insieme al regista Giacomo Campiotti.

Durante la giornata sanremese, gli attori e il regista di “Braccialetti Rossi“, e il cantautore Niccolò Agliardi che ne ha curato la colonna sonora, sono stati ospiti di varie rubriche radiofoniche e televisive dedicate al Festival, tra cui “Fuori Sanremo” rubrica di Radio Italia, condotta da Paola Gallo.

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LEO&CRIS STORY ❤️41❤️

Prigioniero.

Era così che si sentiva ancora Leo, dopo quasi un anno chiuso in ospedale.

Prigioniero del tumore.

Prigioniero dei suoi anni che erano ancora troppo pochi per poter disporre del proprio corpo e della propria vita come gli pareva.

Prigioniero della tristezza che quella giornata portava con sé.

Stava guardando pensieroso fuori dalla finestra della sua stanza, quando sentì dei passi avvicinarsi; si girò verso la porta e vide arrivare Vale, Cris e Toni, con l’aria di stare nascondendo qualcosa; sbuffò e ritornò a guardare fuori, mentre gli altri entravano.

“Leo, abbiamo una sorpresa per te!” annunciò Vale.

“Dobbiamo portarti in un posto!” esclamò Cris.

“Dai, ragazzi!” protestò lui alzando la voce e rimanendo di spalle. “Vi ho già detto che le sorprese non le voglio! Ok?!”

“Ma non puoi dire di no” gli disse Vale. “Prima devi venire a vedere…”

“Ho detto no!” urlò Leo girandosi verso di loro e accorgendosi che erano tutti di spalle.

“Uno, due, tre… Ta-daaan!” esclamò Cris, girandosi insieme a Toni e Vale; e Leo, vedendo i suoi amici con il naso rosso da pagliaccio e i palloncini in mano, non ce la fece a mantenere il suo pessimo umore e scoppiò a ridere: “Certo che però siete stronzi, eh?!”.

La maschera era ormai caduta, e lui era in realtà felice che i suoi amici non si fossero dimenticati del suo compleanno; li seguì lungo il corridoio, per andare chissà dove, ridendo e cantando insieme a loro: “Io non ho finito… fuori è primavera…”

 

Giovedì, 25 ottobre 2018

Vico Equense, 27 luglio 2017

✨Social World Film Festival ✨

➡️Sulla pagina Facebook “Carmine Buschini Over Club” trovate l’album con tante altre foto⬅️

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Aspettando Domenico ❤️

“…stava quasi sempre zitto, ma il suo non era il silenzio di chi non voleva parlare, piuttosto il silenzio di chi non sapeva parlare. Ha scoperto un mondo nuovo: ha riscoperto le persone, la gioia e la leggerezza della sua età.”

(Angela Iantosca, “Bambini a metà. I figli dell’ndrangheta”)

#LiberiDiScegliere

 

Venerdì, 26 ottobre 2018

Premio alla Cultura Città di Latiano 2014

Latiano, 17 maggio 2014

Carmine ritira il Premio alla Cultura Città di Latiano 2014, per la sua interpretazione di Leo in “Braccialetti Rossi” ❤️.

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Forse la nostra è solo una storia come un’altra,
forse non abbiamo niente di diverso dagli altri:
le corse, gli affanni, i ritardi,
le prime volte, i primi acciacchi.
Forse è solo un puntino,
la nostra storia,
tra tutti gli altri puntini
che sono le storie degli altri
e che,
messi insieme,
fanno una terra fatta
a tratteggi,
forse la nostra storia
non avrà cambiato il mondo
forse non avrà fatto nessuna differenza
ed è solo una storia come un’altra
ma per me è speciale,
io dico che è speciale
perché è la nostra.
(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

***

Carmine con Nicc, Aurora e Brando, stasera a Roma per festeggiare 5 anni da quando è iniziata l’avventura di “Braccialetti Rossi” ???! 

— a Roma.

 

Sabato, 27 ottobre 2018

Anteprima “Braccialetti Rossi 2” (8/02/2015)

L’8 febbraio 2015, presso l’Anteo Spazio Cinema di Milano, è stata trasmessa in anteprima la prima puntata di “Braccialetti Rossi 2”.

Oltre al cast era presente anche Niccolò Agliardi, che si è esibito con la sua band.

Carmine e gli altri ragazzi sono stati intervistati dalla conduttrice radiofonica di Rtl 102.5, Federica Gentile. Dopo la proiezione e le interviste, i fan accorsi hanno potuto incontrare da vicino gli attori.

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Lunedì, 16 giugno 2014

“Pensavo di trovarti ancora a letto!” esclamo arrivando in cucina, e cogliendo Cris di sorpresa.
“Avevo troppa fame!” mi risponde lei, sorridendo un po’ imbarazzata mentre mi osserva: ho un asciugamano annodato al fianco, sono ancora tutto bagnato, e pare che questa visione non le dispiaccia affatto.
“Cris, non guardarmi così” le dico accennando un sorriso compiaciuto e raggiungendola alle spalle. “Altrimenti ti riporto di là!” aggiungo con tono molto provocante, spostandole i capelli di lato e cominciando a baciarle il collo; lei deglutisce emozionata e poi gira la testa verso di me per baciarmi. “Peccato che ti sei alzata…” mormoro quando ci stacchiamo. “Volevo portarti la colazione a letto.”
“Avrai altre occasioni!” esclama lei portando a tavola la spremuta.
“Eh… ma volevo farlo oggi…” ribatto io sedendomi. “Dato che in mezzo a tutto questo casino… non ho pensato a farti un regalo…!”
“Che regalo?” mi domanda lei corrugando le sopracciglia e sedendosi di fronte a me. “Come che regalo?!” le rispondo con tono divertito, sgranando gli occhi: davvero se n’è dimenticata?!
Cris si mordicchia il labbro inferiore e ci pensa un attimo, poi finalmente le viene in mente e si alza in piedi di scatto: “È il nostro anniversario!” esclama correndo da me e chinandosi ad abbracciarmi.
“Ti amo…” le sussurro all’orecchio, come un anno fa, e lei sorride felice e mi risponde nello stesso modo.
“Anch’io…”; poi si siede sulle mie gambe e ci baciamo, proprio come un anno fa. Adesso però lei non deve andare via, adesso io non devo rientrare in ospedale, e adesso siamo da soli, per tutto il tempo che vogliamo.

➡️ Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 16 giugno 2014⬅️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 28 ottobre 2018

Festa dei diplomi del Centro Sperimentale di Cinematografia 2017

   

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NUOVO CAPITOLO ?
È passato esattamente un anno da quando Leo e Cris, nel cortile dell’ospedale, si sono finalmente dichiarati il loro amore e hanno iniziato a stare insieme; oggi sono sull’isola, dopo che hanno deciso di fermarcisi ancora, e festeggiano lì il loro primo anniversario.
È un anniversario romantico, passionale (attenzione: scene “calde” ⚠️??), e soprattutto leggero, quello che ho voluto regalare loro: senza brutti pensieri, senza momenti tristi, senza Bestia a fare da terza incomoda. Questo capitolo racconta semplicemente di due ragazzi felici e innamorati, nient’altro: perché se lo meritano un anniversario e un capitolo così, e perché, diciamocelo, ce lo meritiamo anche noi.

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-lunedi-16-giugno-2014/

➡️Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora

https://www.carminebuschinioverclub.it/455-2/⬅️

 

Lunedì, 29 ottobre 2018

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E ti diranno parole rosse come il sangue
Nere come la notte
Ma non è vero, ragazzo
Che la ragione sta sempre col più forte
Io conosco poeti
Che spostano i fiumi con il pensiero
E naviganti infiniti
Che sanno parlare con il cielo
Chiudi gli occhi, ragazzo
E credi solo a quel che vedi dentro
Stringi i pugni, ragazzo
Non lasciargliela vinta neanche un momento
Copri l’amore, ragazzo
Ma non nasconderlo sotto il mantello
A volte passa qualcuno
A volte c’è qualcuno che deve vederlo

Sogna, ragazzo sogna
Quando sale il vento
Nelle vie del cuore
Quando un uomo vive
Per le sue parole
O non vive più

Sogna, ragazzo sogna
Non lasciarlo solo contro questo mondo
Non lasciarlo andare sogna fino in fondo
Fallo pure tu

Sogna, ragazzo sogna
Quando cade il vento ma non è finita
Quando muore un uomo per la stessa vita
Che sognavi tu

Sogna, ragazzo sogna
Non cambiare un verso della tua canzone
Non lasciare un treno fermo alla stazione
Non fermarti tu

Lasciali dire che al mondo
Quelli come te perderanno sempre
Perché hai già vinto, lo giuro
E non ti possono fare più niente
Passa ogni tanto la mano
Su un viso di donna, passaci le dita
Nessun regno è più grande
Di questa piccola cosa che è la vita

E la vita è così forte
Che attraversa i muri per farsi vedere
La vita è così vera
Che sembra impossibile doverla lasciare
La vita è così grande
Che quando sarai sul punto di morire
Pianterai un ulivo
Convinto ancora di vederlo fiorire

Sogna, ragazzo sogna
Quando lei si volta
Quando lei non torna
Quando il solo passo
Che fermava il cuore
Non lo senti più

Sogna, ragazzo, sogna
Passeranno i giorni
Passerrà l’amore
Passeran le notti
Finirà il dolore
Sarai sempre tu

Sogna, ragazzo sogna
Piccolo ragazzo
Nella mia memoria
Tante volte tanti
Dentro questa storia
Non vi conto più
Sogna, ragazzo, sogna
Ti ho lasciato un foglio
Sulla scrivania
Manca solo un verso
A quella poesia
Puoi finirla tu

(Roberto Vecchioni, Sogna ragazzo sogna)

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Estate buschiniana 2015

 

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Calma non può esserci nell’amore, perché quel che si è ottenuto è sempre e solo un nuovo punto di partenza per desiderare di più.

(Marcel Proust)

 

Martedì, 30 ottobre 2018

Aspettando Domenico ❤️

Carmine sul set di “Liberi di scegliere”, in una scena girata al tribunale ?.

#LiberiDiScegliere

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Carmine stamattina al Centro Sperimentale di Cinematografia, durante le prove di uno spettacolo ?.

 

Mercoledì, 31 ottobre 2018

I Braccialetti Rossi a Radio 2 (4 febbraio 2015)

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In questi giorni, presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, è ospite una delegazione di studenti di recitazione di una nota scuola di cinema di Mosca, l’istituto ВГИК | VGIK, in occasione del suo centenario.

Gli studenti russi e quelli del corso di recitazione del CSC, dopo aver passato insieme gli ultimi due giorni, tra lezioni collettive, masterclass e incontri, si esibiranno stasera in una konzert class (ognuno dei due gruppi porterà in scena uno spettacolo); Carmine e i suoi compagni del Centro Sperimentale si esibiranno in un riassunto del lavoro fatto in questi tre anni, in un misto di recitazione, canto e danza.

 

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