Diario di bordo luglio-dicembre 2020

Mercoledì, 1 luglio 2020

“Avresti saputo presto che sono un egoista, che a volte faccio per gli altri ciò che non riesco a fare per me, presto avresti conosciuto anche le mie abitudini, i miei complessi, il fatto di non riuscire a stare al passo coi tempi, la mia ossessione per le cose che non esistono, che mi invento per scordarmi della realtà, avresti scoperto per che cosa mi imbarazzo e per che cosa mi stupisco. Avresti imparato presto come dentro io abbia un mondo che nascondo per paura che me lo rovinino come hanno fatto con questo mondo qui.”

(Marzia Sicignano, Aria)

 

 

Giovedì, 2 luglio 2020

Avrai avrai avrai
il tuo tempo, per andar lontano.
Camminerai dimenticando,
ti fermerai sognando.

Avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza,
e sentirai di non avere amato mai abbastanza.

 

Venerdì, 3 luglio 2020

MR. DOMENICO TRIPODI ?

“Uoh! Non mi dire quello che devo fare, hai capito?! Non siamo più figghioli! Zitta devi stare!”

 

Lunedì, 6 luglio 2020

Universi paralleli ?

I personaggi di Carmine Buschini si incontrano.

Domenico incontra Mattia.

 

Sabato, 11 luglio 2020

Con te ho imparato che la vita può essere stravolta in ogni momento, che niente è già deciso, e non dev’esserlo.

Mai.

Con te ho imparato che non tutto deve avere sempre una spiegazione logica, che ci sono cose che bisogna viversi e basta, senza domande, senza tormenti, senza sapere il perché.
Semplicemente lasciando che sia.

Con te ho imparato che esiste un tipo di amore che non pretende, che non chiede, che aspetta, che basta a se stesso, che si nutre della Vita dell’altro, ma senza succhiargliene un goccio. Un amore che può convivere pacificamente con tutti gli altri amori della mia vita senza privarli di niente e senza perdere valore.

Con te ho imparato che essere felici richiede il coraggio di saltare nel vuoto, ma che ciò che trovi quando atterri è straordinario; o che puoi anche restare sospeso in un limbo incantato, senza atterrare mai, e che è straordinario lo stesso.

Ciò che conta è saltare.

Non chiedermi come, perché non lo so, ma sei stato la scintilla che ha acceso tutto questo. Poteva essere un’altra persona, poteva essere un viaggio, un corso di cucina, una canzone, una poesia letta su un muro, ma il Caso ha voluto che sia stato tu.

E va bene così ❤️.

 

 

Domenica, 12 luglio 2020

FUNNY ROCCO ?

ROCCO (rivolto a suo padre): “Adesso io e te andiamo a mangiare due pizze!”

STEFANO: “Pizza? Perché la pizza, scusa? A casa c’è tutto!”

ROCCO: “Devo riscuotere un… credito, eh! Ho ceduto a un ragazzo un giubbino che non mettevo più, e ho avuto in cambio due pizze e due birre!”

STEFANO: “Non mi sembra un buon baratto, credimi…”

ROCCO: “Il giubbino era a pezzi, stava insieme per scommessa…! E comunque… l’ultimo che arriva se la mangia fredda, perché ho già ordinato!”

 

Domenica, 19 luglio 2020

C’era una volta…

Carmine in piscina con i suoi compagni ❣️

 

 

Martedì, 21 luglio 2020

Ciao, come stai?

Non te lo chiedo mai.

Però ci penso, sai?

Sei davvero felice come si intravede dal tuo sorriso?

Dormi bene? Un numero sufficiente di ore per conservare la tua pelle perfetta?

Se mangi non te lo chiedo, perché direi proprio di sì.

Sei sereno? Preoccupato? Ansioso? Rilassato? Di tutto un po’ a seconda dei momenti e delle situazioni?

Ti stai godendo questa overdose di persone che ami e di vacanze senza sensi di colpa?

Sei pronto a ripartire con il tuo lavoro? Non vedi l’ora? Ti fa paura?

O forse sei già ripartito, e io sto già aspettando un tuo personaggio senza saperlo?

Insomma, come stai?

Non te lo chiedo mai, ma me lo domando sempre.

E adesso lo sai ❤️

 

 

Giovedì, 30 luglio 2020

MERAVIGLIOSAMENTE LEO ?

“No problem: il vecchio Leo ha corrotto il cuoco!”

 

Venerdì, 31 luglio 2020

LEO&CRIS STORY ❤️74 ❤️

Finalmente l’aula si liberò, e i Braccialetti riuscirono a montare la batteria e a sistemare tutti gli altri strumenti.

“Cris, ti serve una mano?” le domandò Vale, mentre lei stava finendo di incollare sul tamburo della batteria la scritta I Braccialetti Rossi.

“No no, grazie.”

“Ragazzi, guardate il tamburo…” disse Toni, entrando col tamburo lungo che gli aveva regalato Davide e urtando la batteria, facendo così cadere i piatti che fecero un gran fracasso.

“Toniii!” lo rimproverarono tutti in coro.

“Ho dato il là, eh!” ribatté lui, e tutti non poterono fare a meno di ridere.

E poi arrivò anche Ruggero, con il suo basso elettrico.

“Ora siamo al completo” disse Leo dandogli il cinque e stringendogli la mano.

“Dai” sorrise Ruggero, ricambiando la stretta.

“Ciao Nicola!” esclamò Cris quando lo vide entrare.

“Ciao.”

“Ciao Nicola!” lo salutò anche Leo.

“Tutto bene?” gli chiese Vale.

“Tutto bene” rispose lui con enfasi. “Anzi: tutto più che bene.”

“Questa tonalità va bene?” domandò Vale a Leo, premendo il do sulla tastiera, e lui annuì mentre finiva di accordare la chitarra.

“Prova…” disse Cris un po’ imbarazzata, battendo il dito sul microfono, e Leo si perse a guardarla per qualche secondo, sorridendo tra sé e sé. “Funziona.”

“Ci siamo, ragazzi?” chiese Leo parlando al microfono.

“Ci siamo!” esclamò Toni.

“Sì” rispose Vale.

“Uno, due…” cominciò a dire Leo, contando anche con le dita.

“Un, du, tre, quattr” gli andò dietro Toni, sbattendo le bacchette della batteria.

Cominciarono a suonare e cantare “Io non ho finito”, ma era un vero disastro.

“Stop. Stop ragazzi, basta!” disse Leo fermando tutti. “Siamo fuori tempo. Toni, ce la fai ad andare a tempo?”

“Ma perché? Che ore sono?” chiese lui facendo finta di guardare l’orologio.

“Oh ragazzi!” esclamò Leo mentre Vale e Cris se la ridevano. “Se stiamo giocando è un conto… Cioè, me lo dite, uno lo sa, si adatta, no?” disse rivolto a Ruggero, che gli diede ragione. “Dai ricominciamo! Più carichi, eh?”

“Aspetta, da dove?” gli domandò Cris.

“Da guarda.”

“Ok.”

“Toni!” lo incitò Leo alzando la voce “E one, e two…”

“E un, du, tre, quattr!” urlò lui, e ricominciarono.

La seconda volta andò decisamente molto meglio, e accorse anche tanta gente per ascoltarli.

E mentre cantava a squarciagola che nonostante tutto lui non aveva finito, Leo si convinceva veramente di potercela fare: di poter vincere ai rigori contro quella dannata Bestia che da un anno monopolizzava la sua vita.

 

 

Sabato, 1 agosto 2020

“Ancora non potevo saperlo che con quelle labbra mi avresti detto le peggiori cose, ma mi avresti anche fatto provare quelle più belle di sempre, non lo sapevo che con quelle labbra mi avresti trafitto il cuore, e che mi avresti salvata con un bacio sul collo a mezz’aria quando sul collo avrei avuto il fiato di mezzo mondo. Come avrei potuto saperlo?”

(Marzia Sicignano, Aria)

 

 

Lunedì, 3 agosto 2020

Universi paralleli ?

I personaggi di Carmine Buschini si incontrano:

Filippo incontra Enrico.

 

Venerdì, 7 agosto 2020

26 agosto 2010

C’era una volta…

Carmine con l’anguria ??!

 

Mercoledì, 12 agosto 2020

La cicatrice vicino al sopracciglio sinistro, tratto distintivo del suo viso (che a mio parere lo rende perfettamente imperfetto ?), se l’è procurata quando aveva circa 2-3 anni.

Stava giocando a saltare sul letto insieme a sua sorella, quando è volato giù, andando dritto con la fronte contro lo spigolo del comodino ?.

Pare che all’inizio non avesse nemmeno pianto; si era messo a piangere dopo, appena aveva visto il sangue (e anche al pronto soccorso mentre lo ricucivano ?).

 

Sabato, 15 agosto 2020

E chi ti ha toccato con le sue mani sporche

non ti potrà più sfiorare,

perché la tua anima nobile è destinata all’amore.

 

Domenica, 16 agosto 2020

MR. DOMENICO TRIPODI ?

TERESA: “Oh! Si bussa!”

DOMENICO: “Sì…, mò busso a casa mia?!”

 

 

Venerdì, 21 agosto 2020

Carmine parla di Leo ❤️.

“Essendo stata la mia prima esperienza, insieme a Giacomo, Leo lo abbiamo un po’ incontrato giorno dopo giorno, piano piano.

Siamo partiti dalle similitudini fino ad arrivare a lavorare sulle cose che erano più distanti da me.

Per cui, su alcune cose, sì, mi ci ritrovo, su altre… lo ammiro tanto e penso che tramite questo progetto mi abbia insegnato tanto, come per esempio il coraggio di prendere le situazioni di petto, a testa alta, e cercare di chiamare le cose col proprio nome…

Ovviamente, magari, facendosi aiutare da chi ti vuole bene, dalle persone che hai di fianco, invece di farlo da solo, quando magari spesso ti sembra la situazione migliore per non tirare nello stesso buco nero anche le altre persone.

È stato un progetto che io penso che mai si ripeterà in questo modo, perché è stato un periodo importante per me, un periodo speciale, sia dal punto di vista professionale, perché mi ha dato la possibilità di arrivare fino a dove sono ora, anche se sono ancora all’inizio, però a livello umano mi ha completamente cambiato, mi ha reso molto più sicuro di me stesso e mi ha fatto capire qual è la felicità vera nella vita, perché spesso magari andiamo a cercare cose molto grandi, quando sono quelle più piccole, quelle che abbiamo a portata di mano, che magari diamo per scontate…

Per cui, sì, assolutamente mi ha cambiato e mi ha reso molto più maturo”.

(Carmine Buschini)

 

 

Domenica, 23 agosto 2020

FUNNY ROCCO ?

ROCCO (parlando con suo padre di Monica): “Io l’avevo vista, lo sai? Da lontano…”

STEFANO: “Quando?”

ROCCO: “Eh, quando stava con zio! Li avevo visti dall’altra parte di una strada, in centro… Si stavano salutando. Ho aspettato che lei andasse via e ho raggiunto zio, e per scherzare gli ho detto… che gli avrei raccontato tutto a zia Giulia!”

STEFANO: “E lui che t’ha detto?”

ROCCO: “Mi ha messo una mano in testa, mi ha fatto una carezza, e mi ha detto sorridendo: tu non capisci un cazzo nipote mio!” (ride). “E che le cose non stavano come pensavo io.”

STEFANO: “Cioè ti ha detto che non stavano insieme..?”

ROCCO: “Eh…!” (ride di nuovo). “Ovvio che mi ha detto così, no?!”

 

 

Martedì, 25 agosto 2020

ENRICO MILLEPIPPE ?

ENRICO: “Scusate un po’…, ma sbaglio o dovevano venire pure le ragazze?! Mica per me…, è che poi Flavietta mi rimane sola!”

FLAVIA: “E piantala!”

ENRICO: “Ma piantala tu! Sai chi ti si fila?!”

 

Giovedì, 27 agosto 2020

Negli abbracci improvvisi per la strada…

“… ci siamo sempre trovati, negli abbracci improvvisi per la strada, nei vostri sorrisi spontanei, tra i tanti messaggi che di getto mi mandate dal cuore.”

 

Sulla pagina Facebook trovate l’album con tante altre foto (link).

 

 

Sabato, 29 agosto 2020

LEO& CRIS STORY ❤️75❤️

Era ormai tarda sera, Leo se ne stava sul letto ad ascoltare la musica in cuffia mentre Vale era seduto alla scrivania a disegnare, quando nella stanza piombò Toni, parecchio agitato.

Leo non sentì subito quello che stava dicendo, perché aveva la musica ad alto volume, ma notò subito che anche Vale si era agitato, e allora si tolse le cuffie.

“Stanno operando Rocco!” annunciò Toni trafelato. “Adesso!”

“Quella stronza della Lisandri aveva detto domani!” esclamò Leo scendendo dal letto e mettendosi sulla carrozzella, parecchio contrariato dall’essere stato preso in giro.

Vale corse a chiamare Cris, e poi tutti insieme si precipitarono davanti al Blocco Operatorio.

“Ulisse!” chiamò Leo appena lo vide. “Ma è vero che stanno operando Rocco?!”

“Sì.”

“E c’è qualche notizia?” gli domandò col cuore in gola.

“Nessuna.”

“Ma non possiamo entrare?” chiese Vale.

“Non potete” rispose Ulisse con tono dolce ma fermo. “Non potete entrare, non potete stare qui. Hanno incaricato me di far rispettare quest’ordine, che è tassativo! Perciò ragazzi, forza, andate a letto!”

“Ma se noi stessimo solo qua?” propose Cris, e Toni annuì.

“Non potete. Andate a letto, forza, che è tardi.”

“Dai, Ulisse…” disse Leo guardandolo con occhi imploranti, ma lui fu irremovibile.

“Forza, su… Tanto ne avranno per tutta la notte. Forza! Dai! Buonanotte, su! Dai! Buonanotte…”.

Leo capì che insistere era inutile e lanciò uno sguardo agli altri per far capire loro che era meglio andarsene a letto, ma dubitava seriamente di riuscire a dormire: Nicola che si era sentito male, Rocco sotto i ferri, e quegli sguardi che lui e Cris continuavano a scambiarsi quando nessuno li vedeva (anche pochi secondi prima).

No, non credeva proprio di riuscire a dormire.

 

 

Domenica, 30 agosto 2020

“Non ti avevo mai visto prima, eppure c’era qualcosa in te che mi faceva venir voglia di guardarti un altro po’ e un altro po’ ancora.
Cos’era?

Le cicatrici aperte dei tuoi occhi.

La voglia di sapere perché chi ride sempre così tanto in realtà vorrebbe dire: “Ascoltami”.

La voglia di sapere chi fossi, senza nemmeno conoscerti.”

(Marzia Sicignano, Aria)

 

 

Giovedì, 3 settembre 2020

Oggi per me non è stata una gran giornata, ma poi è arrivato il tuo sorriso, come un raggio di sole, a portarmi gioia, e non solo a me, a tante altre persone con cui oggi ho parlato.

Ecco cosa sei tu: una costante di gioia.

Mia, e di tanti altri.

E non te lo posso spiegare razionalmente (ho rinunciato a capirlo tanto tempo fa), ma tu possiedi questo dono, quello di illuminare la vita delle altre persone, e sento il bisogno di dirtelo. E non ti sto idolatrando, te lo assicuro; sei tutt’altro che perfetto, lo so benissimo: sei imperfettamente umano, con le tue ombre e con i tuoi spigoli.

Ma tu splendi di luce propria.

È così, è un dato di fatto, questi non sono i deliri di una ragazzina patetica, perché non lo sono affatto (ragazzina; patetica a volte sì, specie se ci sei di mezzo tu).

Sei nella mia vita da quasi quattro anni, ormai (come Carmine, intendo. Leo c’era già prima) e ovviamente ho avuto altre giornate o altri periodi difficili, ma per una sorta di magia simpatica tu sei sempre arrivato al momento giusto a illuminare tutto: un sorriso, uno sguardo, un like, un retwitt, la tua bella faccetta in tutte le mie storie, o uno degli altri regali speciali ?.

Grazie.

Anche se il 99% delle volte che mi rendi felice lo fai inconsapevolmente, grazie.

Grazie perché mi fai restare anche quando è più difficile farlo.

Grazie perché “non mi perdi mai”.

Grazie di splendere.

Grazie di esistere.

#IoTiCamminoDiFianco

Mari ❤️

 

 

Domenica, 6 settembre 2020

C’era una volta…

Carmine con sua sorella Chiara ♥️.

 

 

Lunedì, 7 settembre 2020

Se la carriera di attore non gli fosse scoppiata da un giorno all’altro tra le mani, probabilmente Carmine a quest’ora sarebbe un… militare ??‍✈️!

Nutre infatti la passione per la divisa fin da piccolo, e pare addirittura che se la grande occasione di recitare in “Braccialetti Rossi” avrebbe tardato di poco ad arrivare, si sarebbe arruolato!

“Rispetto tanto il lavoro dell’Arma, dell’Esercito. Mi sarei arruolato volentieri, ammiro tantissimo il lavoro che fanno quegli uomini”.

Si era già informato ?!

Per fortuna nostra, la sua vita ha preso un’altra strada ?, e il sogno di indossare la divisa è adesso riservato solo a un eventuale personaggio. Del resto, come lui stesso ha dichiarato:

“Il bello del mio lavoro è che posso essere chi non ho avuto la possibilità di essere”.

Nei primi mesi del 2020 lo abbiamo visto nei panni di Mattia, un soldato della Guardia Nazionale Repubblicana (fiction “La guerra è finita”), e sarei proprio curiosa di sapere cosa abbia provato a indossare proprio “quella” divisa che non rappresenta esattamente i suoi principi ?.

Ma chissà però che prima o poi non lo vedremo davvero nei panni di un militare dell’esercito ??‍♀️!

 

 

Martedì, 8 settembre 2020

Ti mangi il mondo e fai pure scarpetta con quel che rimane.

 

 

Giovedì, 10 settembre 2020

“Non bisogna mai avere paura di provare, di tentare…, su qualsiasi fronte. Spesso l’intelletto ci frena, ma prima di poter dire o di poter sapere se era giusto o no, bisogna provare”.

(Carmine Buschini)

 

 

Venerdì, 11 settembre 2020

FUNNY ROCCO ?

ROCCO: “Stiamo sempre a parlare del commercio intelligente, che siamo contro gli sprechi, le multinazionali… E poi… basta la prima cagata americana che esce, e sono tutti lì pronti per vederla! Eh, è assurdo! Oh, pa’! E non hai un pensiero in proposito?!”

STEFANO: “Certo. Io penso solo che tu a volte sei troppo rigido.”

ROCCO: “Oh, senti chi parla! Da qualcuno avrò preso…!”

STEFANO: “Ma no, dico sul serio! Questa storia della community online ti sta davvero ossessionando! Poi hai riempito il tuo spazio giù, pieno di roba…, che a momenti si va a picco col barcone…!”

ROCCO: “Eh, ma è una cosa seria, altrimenti che l’abbiamo fatta a fare, no?!” (ride).

 

 

Lunedì, 14 settembre 2020

Negli abbracci improvvisi per la strada…

“… ci siamo sempre trovati, negli abbracci improvvisi per la strada, nei vostri sorrisi spontanei, tra i tanti messaggi che di getto mi mandate dal cuore.”

Sulla pagina Facebook trovate l’album con tante altre foto (link).

***

CARMINE BUSCHINI sarà tra i protagonisti di “Cuori”, una nuova fiction RAI in 8 puntate, ambientata nella Torino nel 1967 e diretta da Riccardo Donna.

“La storia di un’epica impresa come il trapianto di cuore e di un gruppo di uomini che vuole rivoluzionare la medicina.

Tra lotte di potere e operazioni a cuore aperto, tra triangoli amorosi e amicizie ritrovate, i nostri protagonisti avranno sempre a che fare con quell’organo meraviglioso chiamato CUORE”.

Nel cast anche: Daniele Pecci, Pilar Fogliati, Matteo Martari, Andrea Gherpelli, Marco Bonini e Neva Leoni.

Le riprese si svolgeranno a Torino e dovrebbero durare 6 mesi (quindi per vederla in tv, dovremo aspettare presumibilmente l’autunno 2021).

 

 

Mercoledì, 16 settembre 2020

MERAVIGLIOSAMENTE LEO ?

VALE: “Tu veramente hai dato una festa prima dell’operazione?”

LEO: “Certo!”

VALE: “E chi hai invitato?”

LEO: “Tutta gente che aveva a che fare con le mie gambe! E una ragazza alla quale ho fatto piedino sotto a un tavolo!”

VALE: “E lei è venuta?!”

LEO: “Sì! È venuta anche dopo l’operazione, ma non potevo più farle piedino…, e così… è scomparsa…”

 

 

Giovedì, 17 settembre 2020

Universi paralleli ?

I personaggi di Carmine Buschini si incontrano.

Domenico incontra Leo.

 

 

Lunedì, 21 settembre 2020

Avventura buschiniana 2

Roma, 21 settembre 2017

Tre anni fa.

La seconda volta.

Migliore della prima, come spesso capita per tutte le seconde volte della vita in generale. Forse perché la seconda volta sei più preparato a quello che ti aspetta, anche se col tempo ho imparato che con te è tutto così imprevedibile che preparata ho smesso di sentirmici già da un bel po’.

Ho il batticuore ancora adesso, se solo ci ripenso, a quella volta lì.

Al sole che iniziava a calare sul cortile, alla pianta di rosmarino che ho torturato mentre ti aspettavo, al tuo passo spedito che contrariamente alla prima volta ho riconosciuto immediatamente.

Quel tuo “Cià-oo” che non mi scorderò mai.

Il mio imbarazzo, mentre ti chiedo se hai cinque minuti per me.

Sì, ce li avevi, e alla fine ne hai trovati anche di più, dieci, quindici, non so, mentre io per la paura che scappassi via da un momento all’altro, ti investivo di parole a raffica, parlando così veloce che a pensarci ora mi stupisco del fatto che tu capissi tutto e riuscissi a rispondermi in modo pertinente.

E poi la mia voce da bambina timida che ti chiede “Ti posso abbracciare…?” mentre stiamo per fare la foto insieme, e tu che mi rispondi “Certo!” e che mi guardi con quell’espressione stupita, perché mi sa che era da un po’ che nessuno te lo chiedeva e ti eri abituato a prenderli tutti a prescindere, gli abbracci, e mi sorridi, e mi attiri a te stringendomi, prima ancora che io trovi il coraggio di abbracciarti per davvero.

Era la prima volta che sentivo il calore del tuo corpo, e non sapevo ancora quante altre volte lo avrei cercato, in ogni successivo incontro, e lo avrei trovato, provando quella meravigliosa sensazione che provi quando sei lì, proprio lì, nel posto dove vorresti essere.

Avevi una felpa grigia, calda e morbida, che non ti avevo mai visto indossare prima e che non ti ho rivisto indossare più. Mi piace molto questa cosa: è come se quella felpa appartenesse solo al mio ricordo e a quello di nessun altro. Profumava di ammorbidente, e quell’odore mi è rimasto addosso per giorni. Ho passato tutto il viaggio in treno a sniffare la manica del mio cardigan che era stata a contatto con te, e per una settimana l’ho indossato per dormire, fino a che il tuo odore è andato via, al contrario di tante altre cose che non sono andate via più.

In qualche modo lo avevo sempre saputo, che sarebbe stato un viaggio senza ritorno ?.

 

 

Sabato, 26 settembre 2020

MR. DOMENICO TRIPODI ?

“Dammo ‘a nostra parola! Non si cambia idea!”

 

Mercoledì, 30 settembre 2020

ENRICO MILLEPIPPE ?

ENRICO: “Oh! Quant’è che bisogna caccià?”

ALEX: “Sei sacchi e mezzo a cranio.”

ENRICO: (Mettendo mano al portafoglio) “Ammazza, è aumentato! Che c’hai da cambiare?”

ALEX: (Prendendo) Intanto dammi, i conti li famo dopo…”

 

Venerdì, 2 ottobre 2020

LEO&CRIS STORY ?76?

Leo non si era sbagliato: di dormire neanche a parlarne.

Lui e Vale avevano parlato fino a tarda notte, ma poi Vale era crollato, e lui era rimasto seduto sul letto a lanciare e rilanciare la pallina da tennis come un automa.

Era proprio una pena dover aspettare così, senza poter fare niente, senza nemmeno sapere niente. Faceva schifo stare dentro la sala operatoria, ma faceva schifo pure aspettare fuori, impotenti.

Erano quasi le 5 ormai. Leo non aveva idea di quanto durasse un’operazione al cervello, ma erano già passate tantissime ore e lui non ce la faceva più a starsene lì; decise allora di andare agli Ulivoni per starsene un po’ sulla panchina di Nicola; magari poteva anche aspettare l’alba, ormai, e veder sorgere il sole.

Quando arrivò sullo spiazzo antistante l’ospedale, però, si accorse di non essere l’unico a non riuscire a dormire e ad aver avuto l’idea di andarsene agli Ulivoni: seduta di spalle su un masso, c’era Cris.

Lui era ancora molto lontano, perciò non si seppe spiegare come lei avesse fatto a sentirlo arrivare, ma a un certo punto si voltò a guardarlo, e fu così bello vederla, in una notte desolata come quella, che non riuscì a nasconderlo, nemmeno a se stesso; rimasero a guardarsi per qualche secondo, poi lei gli sorrise e lui si decise a raggiungerla.

Cris se lo sentiva che era lui.

Aveva sentito un rumore, uno stridere di ruote quasi impercettibile, e aveva capito; o forse non aveva sentito nemmeno quello: aveva percepito la sua presenza e basta.

Si era girata verso Leo, e lui la stava guardando con un’espressione così dolce sul viso da restarne incantata; si erano guardati negli occhi, da lontano, e per un momento lei aveva temuto che lui rimanesse lì, senza raggiungerla; aveva temuto che dopo quello sguardo lui se ne andasse via.

E allora gli aveva sorriso, per fargli capire che non voleva che se ne andasse.

E Leo non se n’era andato.

Leo l’aveva raggiunta.

L’aveva guardata ancora in quel modo così dolce, accennando un sorriso, si era sistemato con la carrozzella alla sua destra, senza dire niente, e per un po’ erano rimasti così, senza parlare, nella notte fresca e silenziosa.

 

Lunedì, 5 ottobre 2020

Fin da piccolo, Carmine è sempre stato molto geloso dei suoi capelli, tanto che da bambino permetteva solo a sua madre di tagliarglieli ✂️.

Immaginate che trauma dev’essere stato per lui il sacrificio della sua bellissima chioma, la prima volta che ha dovuto rasarsi a zero per interpretare Leo ?! Inutile dire che ha pianto lacrime amare.

Ben presto, però, ci ha preso gusto a trasformarsi nei vari personaggi anche tramite i suoi capelli ?, tanto che ormai li taglia solo sul set ?, lasciandoli crescere a oltranza durante i periodi liberi.

Proprio per questo motivo, ultimamente aveva i capelli molto lunghi: essendo stato costretto ad una pausa forzata dal suo lavoro per tanto tempo (a causa dell’emergenza Covid), gli sono cresciuti tantissimo (considerate che ha anche una ricrescita rapidissima! Così rapida che durante le riprese di “Braccialetti Rossi” dovevano rasarglieli due volte al giorno! ?).

Di recente ha potuto finalmente ritornare sul set, e lo abbiamo visto sfoggiare un nuovo taglio corto ?!

 

 

Mercoledì, 7 ottobre 2020

Passa per irriderti il destino:
schiaccialo ragazzo nella mano.

Vai ragazzo, prendi il mondo,
falli pure ridere ma in fondo,
tu ricorda, non c’è niente,
niente di più vero del presente.

 

 

Giovedì, 8 ottobre 2020

“Sono molto disponibile nei confronti degli altri, ma spesso tutto quello che mi brucia dentro, l’ho sempre tenuto per me. Questa non è una cosa che fa bene…, infatti su questo ci sto lavorando tanto. Quando c’è un problema, qualsiasi tipo di cosa…, non bisogna mai restare in silenzio, anzi, bisogna trovare piano piano la forza di parlarne e farsi aiutare da qualcuno: da una mamma, da una sorella, da un amico…”

(Carmine Buschini)

 

 

Sabato, 10 ottobre 2020

“Sì, mi piaceva guardarti mangiare. Credo fosse istinto. Sapevo che, se avessi mangiato, saresti sopravvissuto. Ma in parte era bello vedere quanto godessi.”

(Matthew Thomas)

 

Lunedì, 12 ottobre 2020

MERAVIGLIOSAMENTE LEO ?

LEO: “Ma dai! Lo sanno tutti! In ogni gruppo ci sono sempre sei tipi: il Leader, il Bello, il Furbo, l’Imprescindibile, la Ragazza e il Vice Leader, che potrebbe essere il Leader, se non ci fosse già un Leader! Tu potresti essere… il Furbo!”

VALE: “Ma io non…, non mi sento furbo. Penso di essere normale…”

LEO: “E che vuol dire?!”

VALE: “Eh, vuol dire normale! Normale come…”

LEO: “Attento! Non dire come te, perché io non sono normale!”

VALE: “No?! E tu come sei?!”

LEO: “Speciale! Non si vede?!”

 

Sabato, 24 ottobre 2020

MISTERIOSAMENTE MATTIA ?

“Ho bisogno di un posto dove nascondermi… Fucilano la gente del mio battaglione, hanno una lista coi nomi… Io non ho fatto niente però, eh?! Te lo giuro!”

 

 

Mercoledì, 28 ottobre 2020

“Ho alzato lo sguardo ed eri lì. I tuoi occhi spalancati hanno sorriso ai miei: si sono subito piaciuti.

Ho sospirato con fatica, ho abbassato lo sguardo ed eri pure lì, fermo, e mi guardavi.

Eri strano. La prima cosa che ho pensato è che eri davvero strano.

In più mi stavi anche un po’ sul cazzo, ed era un male, perché le persone che odio tanto sono le uniche che poi arrivo ad amare.”

(Marzia Sicignano, Aria) 

 

 

Lunedì, 2 novembre 2020

“… ci siamo sempre trovati, negli abbracci improvvisi per la strada, nei vostri sorrisi spontanei, tra i tanti messaggi che di getto mi mandate dal cuore.”

         

 

 

Martedì, 3 novembre 2020

Universi paralleli ?

I personaggi di Carmine Buschini si incontrano:

Rocco incontra Filippo.

***

Il 3 novembre di un anno fa era stata una giornata proprio speciale: alle 3 di pomeriggio era arrivato il corriere Amazon con l’ultimo libro, da me tanto atteso, di Niccolò Agliardi, dove sapevo che avrei trovato un po’ di te.

Avevo letto e riletto quelle pagine infinite volte, e mentre ero ancora in preda a questa magia, eri arrivato anche ty stesso, a sorpresa, con un nuovo post dopo un assenza di 7 mesi, svelandoci qualcosa in più sul tuo nuovo personaggio.

Oggi invece è stata una giornata che molti definirebbero “normale”, ma la verità è che da quando tu sei entrato nella mia vita, nessuna giornata è mai banale o scontata, perché è sempre illuminata da una gioia che va al di là di tutto.

Al di là del fatto che tu non posti da un anno, al di là del fatto che non ti veda da troppo troppo tempo e debba aggrapparmi al ricordo del tuo odore e del tuo tepore, al di là persino dell’epidemia mondiale e di come inevitabilmente influenzi la mia vita.

C’è qualcosa che va al di là di tutto questo.

Per me adesso sei tu (ma è un tu immensamente vasto, che va oltre te e comprende tutte le meraviglie che hai portato nella mia vita).

In passato questo “qualcosa” è stato la cucina, un gruppo di amici, un grande amore, il mio lavoro, organizzare feste, modellare l’argilla in mezzo alla natura insieme ad altre donne, un corso di lettura dei tarocchi, una casa diroccata nel bosco, un orto da cui ho ricavato meraviglie, un quaderno che portavo sempre con me per trascrivere le poesie che mi nascevano all’improvviso…, e tante, tante altre cose.

A volte mi sembra di aver vissuto mille vite.

Di ognuna di esse non rimpiango nulla, e di ognuna di esse porto tracce indelebili.

Sarà così anche con te, lo so.

Da tempo ho smesso di chiedermi quanto durerà. So solo che ADESSO (anche se è un “adesso” che dura ormai da quasi 4 anni) mi rendi felice oltremisura, al di là di qualsiasi altra cosa, persona, evento, situazione o problema.

Sei la mia costante di gioia.

 

 

Mercoledì, 4 novembre 2020

Ho saputo della tua esistenza in una noiosa sera dell’inverno 2015, in cui facendo zapping ti ho visto in tv nei panni di Leo, pelato e sulla carrozzella; era l’ultima mezz’ora della replica della prima stagione di “Braccialetti Rossi” che la Rai stava trasmettendo in vista della seconda che sarebbe iniziata di lì a pochi giorni. Finita la puntata, ho cercato “Braccialetti Rossi” su Google, scoprendo che ti chiamavi Carmine Buschini e che, contrariamente a Leo, nella vita reale avevi la testa piena di splendidi capelli neri e fluenti. Il sorriso invece era identico a quello di Leo: uno di quei sorrisi capaci di incantare all’istante. E forse è stato proprio per quel sorriso, che ho deciso di seguire la seconda serie e di recuperare tutta la prima.

Non lo potevo sapere, quella sera, che mi avresti sconvolto la vita, e non lo avrei saputo per molto tempo ancora.

Quella sera, eri solo un bel sorriso.

 

Quando ti ho incontrato per la prima volta, invece, era l’estate di due anni dopo.

Il Solstizio d’estate, per essere precisi.

Avevo scelto con cura quella data. Per settimane ero stata combattuta tra la voglia di venirti a trovare al Csc e il pensiero che fosse una pazzia, poi un pomeriggio di inizio giugno, mentre mi lavavo i capelli -è bizzarro, ma le decisioni e le ispirazioni più importanti della mia vita arrivano sempre mentre mi lavo i capelli- ho deciso che lo avrei fatto: avrei dato ascolto a quella parte di me più profonda e istintiva che per troppo tempo avevo soffocato e che adesso scalpitava per tornare allo scoperto.

Tanto caldo.

Il tuo passo veloce che si avvicina.

La tua maglietta blu.

Il mio imbarazzo.

La stretta della tua mano mentre ti presenti.

L’anello al dito medio.

Qualche parola scambiata in fretta.

Il mio stupore nel vederti tanto diverso da Leo: delicato, introverso, misurato.

Il tuo viso così liscio, così perfetto.

Una foto insieme, in controluce.

Le tue cuffiette aggrovigliate tra la mia mano e il mio zainetto.

Io così emozionata da non riuscire a sbrogliarle e devi pensarci tu.

Tutta la roba che ti ho portato, dentro alla borsina con scritto “You are special”.

Tu che ridi e mi dici: “Mi hai fatto la spesa?”.

Il tuo bacio per ringraziarmi.

Il tuo passo veloce che si allontana.

 

Queste sono le cose che ricordo di quel giorno -a dire il vero il tuo bacio lo ricordo poco, perché ero troppo incredula per rendermene conto davvero-.

Cosa ci sia stato in mezzo, tra quella sera d’inverno e quel pomeriggio d’estate, non lo so bene nemmeno io. Come sia possibile che dal mio divano io sia finita nel cortile del Csc ad aspettarti, davvero non lo so.

Tutto quello che c’è stato dopo, però, quello lo so benissimo.

Tutto quello che c’è stato tra quel pomeriggio d’estate e questo dell’autunno di due anni dopo, è scolpito così in profondità in me, che sarà impossibile dimenticarlo.

Anche se un giorno io dovessi prendere una strada diversa, che mi allontanerà da te, niente potrà essere perduto e dimenticato, perché una cosa bella come te, difficilmente capita nella vita, e quando capita si può solo esserne grati, sperare che duri il più a lungo possibile, e custodirne ogni dono, ogni attimo prezioso.

Ogni volta che ti ho visto arrivare.

Ogni volta che ti ho visto andare via.

Ogni mio batticuore.

Ogni tuo sorriso.

Ogni nuova attesa,

Ogni treno per venire da te, verso luoghi che senza di te non avrei visto, con persone che senza di te non avrei conosciuto, molte delle quali sono diventate per me così importanti che non riuscirei ad immaginare la mia vita senza.

Ogni volta che mi sono ritrovata di nuovo sul mio divano, ad aspettare Filippo, Domenico, e poi Rocco. Ogni volta che mi sono sorbita l’intera programmazione Rai per una giornata intera, pur di vedere i promo delle fiction dove c’eri tu.

Ogni volta che ti ho visto su un palco, nei panni di Enrico, e io seduta lì a guardarti, col cuore colmo di orgoglio e di emozione, o quella volta che di palco in mezzo a noi non ce n’era, e Gabriele era proprio lì, davanti a me, talmente intenso che dovevo ricordarmi di respirare.

Ogni volta che invece su quel palco ho visto te, te stesso vero e proprio, a ricevere premi per il tuo Leo, a raccontare di lui, e io sempre seduta lì a guardarti, sempre col cuore colmo di orgoglio e di emozione.

Ogni volta che ti ho avuto di fronte a me e ti ho parlato, con le gambe che volta dopo volta tremavano sempre meno, fino a poterti stare accanto con serenità, riuscendo a godermi tutto lucidamente, senza che il cervello se ne andasse in tilt.

Ogni volta che ho potuto sfiorarti, ogni volta che mi hai concesso il tuo tempo, ogni volta che abbiamo riso insieme mentre mi prendevi in giro per le follie che faccio per te, per tutta la roba da mangiare che ti porto, o per il fatto che non so fare le foto.

Le foto. Tutte quelle foto sfocate e sbagliate. E poi tutte quelle foto bellissime, fatte da te, mentre io ti stringo forte.
E il calore emanato dal tuo corpo, attraverso quella camicia a righine azzurre e bianche che mi piace tanto, in quella calda sera di luglio in cui sono diventata “la più tremenda”.

Quel tuo modo di dirmi “Cià-oo”.

Quel tuo modo cortese di chiedermi “Come va?”. E come vuoi che vada, sono con te, niente potrebbe andare meglio.

Ogni volta che al comparire della tua faccetta sul cellulare sono saltata sulla sedia e ho cacciato un urlo da spaventare a morte i miei vicini.

Ogni tuo preziosissimo like. No, non quelli che mettevi a raffica nei tuoi “giri social”. Dico quelli pensati, quelli scelti con cura, quelli tutti miei: il video sull’estate buschiniana, quello su “Sogna ragazzo sogna”, il post su “Carmine è Carmine e non è Leo”… Nove, sono in tutto, due la scorsa estate, dopo un’assenza durata più di un anno. Ma sembra che tu conosca sempre il momento perfetto in cui è ora di tornare. Ne potrei elencare non so quante, di giornate storte che tu hai raddrizzato arrivando nel momento perfetto.

E adesso probabilmente penserai che io stia esagerando -se non addirittura delirando- ma ti assicuro che non è così. Non sono una ragazzina, sono una donna, e non sono una visionaria: sono una persona presente a se stessa, ben consapevole di quello che sente e che vive, e posso affermare con sicurezza che tu mi hai stravolto la vita -in meglio-.

E sono consapevole che tutto ciò che tu hai scatenato era già dentro di me, pronto ad esplodere, e aspettava solo la scintilla che desse il via al tutto: avrebbe potuto essere un corso di cucina, una frase letta in un libro mentre aspetto l’autobus, una persona incontrata chissà dove…

E invece sei stato tu.

Sicuramente tutti i cambiamenti avvenuti in me negli ultimi tre anni si sarebbero verificati lo stesso, anche senza di te: in altri modi, con altri tempi, con altre persone… Ma il punto è che quella scintilla, senza volere e senza saperlo, sei stato tu.

Tu.

Sei stato tu che mi hai dato più di quanto tu possa anche solo lontanamente immaginare e mi hai permesso di dare agli altri, di ricevere anch’io da loro, e di ridare ad altri e altri ancora. Spero che in questo circolo d’amore infinito, che da quasi tre anni non ne vuol sapere di arrestarsi, qualcosa sia tornato indietro anche a te.

Direi di sì.

Forse a volte ti è tornato indietro pure troppo per i tuoi gusti. Forse a volte ti ho soffocato e infastidito con tutte le mie attenzioni, e per questo ti chiedo scusa, ma se ci sei di mezzo tu, faccio davvero fatica a frenarmi. Sto imparando a farlo.

Per te.

Perché ci tengo.

Perché voglio continuare a camminarti di fianco, ancora e ancora a lungo.

Perché voglio essere ancora presente nei momenti importanti della tua vita.

Perché voglio continuare a guardarti, da lontano ma senza perderti mai di vista, mentre insegui il tuo sogno, mentre sali sempre più in alto, lo raggiungi e lo afferri, e potermene stare lì, a ripensare incredula a quella sera d’inverno in cui ho saputo della tua esistenza.

Quella sera in cui non potevo ancora sapere che mi avresti sconvolto la vita.

Quella sera in cui eri solo un bel sorriso.

 

Mercoledì, 11 novembre 2020

C’era una volta…

Carmine con i suoi cugini ♥️.

 

Sabato, 14 novembre 2020

Sulla pagina Facebook “Carmine Buschini Over Club” trovate l’album con altre foto (link).

 

Lunedì, 16 novembre 2020

ENRICO MILLEPIPPE ?

MASSIMILIANO: Ma già ringrazia che m’adatto a giocà co’ voi…

LA RUVIDA: A’ fresco…!!! Guarda che te stacco ‘n braccio e te ce meno!…

MASSIMILIANO: Tu sta’ ganza!

LA RUVIDA: Ma sta’ ganzo te, che io te scollo le palle e te ce faccio du’
orecchini!

MASSIMILIANO: Giusto perché co’ te nun posso fa’ altrettanto…!

LA RUVIDA: Seee, seee… ce l’hai bona la scusa!

SISSI: Oh, ma siete proprio dei trogloditi! E che maniere!

LA RUVIDA: Ha parlato ‘Piccole donne crescono’!

ENRICO: Capirai! Poi è chiaro che con tutta questa tensione in accumulo…, uno va in campo che è già logoro e non rende!

 

 

Martedì, 17 novembre 2020

FUNNY ROCCO 😄

“Eh…, dev’essere una situazione del cacchio non ricordarsi un intero pezzo di vita! Sei a metà, ti manca un pezzo. E poi tutti…, eh, potrebbero raccontarti quello che vogliono! Non lo so, dirti che sei stato un serial killer… E tu non potresti difenderti perché non sai se è vero o no…!”

 

 

Mercoledì, 18 novembre 2020

LEO E CRIS STORY 💖77💖

“Secondo te… se ci fossimo incontrati fuori di qui, saremmo comunque diventati amici?” gli chiese Cris a un certo punto.

“Non credo che ci saremmo mai incontrati” le rispose Leo con un sorriso sarcastico. “Ambienti troppo diversi!”

“Magari sarebbe potuto succedere, che ne so…, in una discoteca…”

“Beh, sì… Io sicuramente avrei provato a rimorchiarti!”

“E io sicuramente ti avrei mandato a fare un giro!” ribatté lei ridendo, anche se sapeva benissimo di stare dicendo una bugia: a Leo probabilmente sarebbe bastato mezzo sorriso per rimorchiarla.

“Ah sì?!” esclamò lui, fingendo di prendersela.

“Sì!”

“Peggio per te! Guarda che con i capelli, in piedi… e col ballo nel sangue che c’ho io…” le disse sorridendo e muovendo le spalle come se stesse ballando. “Ti perdevi un’occasione, eh?!”

Leo rise, e anche Cris rise: “Non è che ogni tanto ti sopravvaluti un po’?”

“Io?! No, mai!!” rispose lui ridendo ancora. “Alla fine però… sì, dai… saremmo comunque diventati amici!”.

Si guardarono negli occhi e inaspettatamente fu Leo a distogliere lo sguardo per primo, e a Cris sembrò addirittura che lui fosse imbarazzato.

Forse perché in fondo sapeva benissimo, così come lo sapeva lei, che quello che provavano l’uno per l’altra era già andato da tempo ben oltre l’amicizia?

Cris non sapeva se quello fosse il momento giusto oppure no per provare a dire a Leo ciò che si portava dentro, ma di lì a poche ore sarebbe stata dimessa, e dentro di sé sapeva perfettamente che se fosse andata via senza dichiarargli i propri sentimenti, se ne sarebbe di certo pentita.

“Ci sono anime gemelle predestinate da… milioni di anni…” cominciò a dirgli, richiamando a sé tutto il proprio coraggio.

Leo la guardò e annuì. “Sì…” le disse deglutendo, mentre lei sentiva il proprio cuore battere all’impazzata. “Il nostro gruppo, per esempio! Sicuramente dall’età della pietra!”.

Niente.

Non c’era niente da fare.

Per l’ennesima volta, Leo non l’aveva capita.

“E invece ci sono persone predestinate a non unirsi mai…” gli disse con tono amaro.

“Sì.”

“Senti…, devo dirti una cosa che…”

“Cosa…?!” le domandò lui interrompendola bruscamente.

“Oggi vado via” disse senza avere il coraggio di guardarlo. “Per i medici sono guarita, e così mi mandano a casa”.

Aveva una tremenda paura di voltarsi a guardarlo, però lo fece: doveva sapere che effetto avevano avuto su di lui quelle parole.

La tempesta.

Ecco arrivare la tempesta che già si era annunciata, minacciosa e inarrestabile.

Leo però aveva anche gli occhi lucidi, avrebbe potuto piangere da un momento all’altro, e lei questo non se lo aspettava.

“Non hai nient’altro da dire…?” gli chiese sperando che finalmente lui si decidesse ad ammettere i propri sentimenti.

“E cosa?!” le rispose invece con tono brusco. “Che ci mancherai?! Che senza di te i Braccialetti…”

“Sì…” annuì lei sorridendo. “Magari”.

E magari che ti mancherò, che senza di me tu ti sentirai perso, e che…

“Però dovresti anche dire che sei contento per me.”

“Sono molto contento per te” dichiarò lui, lapidario.

No, non era vero, non era contento: aveva il tono duro, la mascella contratta, la tempesta negli occhi… Non era per niente contento, ma era troppo orgoglioso per ammetterlo.

E lei ci teneva troppo per non rimanerci male.

 

 

Giovedì, 19 novembre 2020

“Ecco il nuovo look… rasato e con l’orecchino… Via alle risate!! Ahah”.

Così scriveva Carmine il 25 luglio 2013, pubblicando la sua prima foto che lo vedeva trasformato nel personaggio di Leo ??‍♂️.

Inizialmente, infatti, era previsto che anche il Leo di “Braccialetti Rossi” italiano avesse l’orecchino come il Lleó del format catalano “Polseres vermelles”.

Strada facendo, poi, la cosa non deve più aver convinto gli autori, che hanno preferito dare a Leo l’immagine da bravo ragazzo, discostandolo da quello catalano che ha l’aria più “da duro” (è più muscoloso, guida una grossa moto, ha lineamenti meno delicati rispetto a Carmine e appunto, porta l’orecchino).

All’inizio delle riprese, quindi, l’orecchino del nostro Leo scompare, per riapparire nella seconda serie, nella puntata in cui si traveste da Aladino.

Carmine, invece, all’orecchino ci aveva preso gusto, e anche se non era più necessario per esigenze di copione, ha preferito continuare a usarlo nella sua vita quotidiana, tenendolo per parecchi mesi ?.

 

 

Sabato, 21 novembre 2020

“Mamma ha lavorato sempre nel sociale, e da giovane si occupava di bambini problematici mentre ora è in un centro per l’impiego. Ha uno spirito pratico molto spiccato, è sempre stata una spalla importante per me e mi ha insegnato con l’esempio a non fare distinzione tra persone in salute e persone ammalate. Mi ha inculcato un’apertura mentale e un senso d’accoglienza enorme”.

(Carmine Buschini)

 

 

Mercoledì, 25 novembre 2020

MISTERIOSAMENTE MATTIA 💜

“Il Tenente ha pensato che era meglio dividerci, per… per rivederci tra un po’… Sono due giorni che scappo. E non ho dormito, non ho mangiato…”

 

 

Giovedì, 26 novembre 2020

Lo ero anch’io, sai, stanca di combattere contro la vita, di dover sempre trovare una scorciatoia, una via d’uscita, di sentirmi inadeguata, di cercare un’alternativa al futuro, di non saper essere me stessa perché non sarebbe stato popolare; stanca del passato che si infila nel petto come le lame, dell’indecisione, del vuoto dentro che sembra parlare, che sembra dire: “Andrà tutto male”.

Mi hai sorriso.

Sembravi volermi dire: “Ehi, respira. Andrà tutto bene”.

(Marzia Sicignano, Aria)

 

Venerdì, 27 novembre 2020

Quattro anni fa, sembrava una sera come un’altra, in cui ero seduta sul mio divano, con la copertina morbidosa dell’Ikea e le gambe allungate sulla penisola, a guardare Braccialetti Rossi, una delle mie fiction preferite.

Non lo sapevo che stava per succedere qualcosa di straordinario che mi avrebbe stravolto la vita.

Nonostante in quel momento la mia vita interiore fosse in piena rivoluzione e gli effetti stessero iniziando a manifestarsi anche all’esterno, come potevo immaginare che di lì a pochi minuti niente sarebbe più stato lo stesso?

All’improvviso, quella sera, vidi Leo sotto un’altra luce, quella di Carmine, e per la prima volta, mentre mi trasmetteva un’emozione incredibile dopo l’altra in quella che per me è in assoluto la puntata più bella di tutte e tre le serie, lo vidi uomo.

Quando la puntata finì, mi ritrovai persa in un vortice inarrestabile di emozioni e turbamento.

Ero appena salita su un treno senza destinazione e senza ritorno.

27/11/2016: l’inizio di tutto.

***

Avventura buschiniana 17

Bologna, 16 gennaio 2019

 

 

Sabato, 28 novembre 2020

“… ci siamo sempre trovati, negli abbracci improvvisi per la strada, nei vostri

sorrisi spontanei, tra i tanti messaggi che di getto mi mandate dal cuore.”

         

 

 

Domenica, 29 novembre 2020

Universi paralleli ?

I personaggi di Carmine Buschini si incontrano.

Mattia incontra Enrico.

 

Giovedì, 3 dicembre 2020

C’era una volta…

Ditemi voi ?!

 

 

Lunedì, 7 dicembre 2020

La terza volta è stata in un paesino sperduto dell’Abruzzo, di cui fino ad allora non conoscevo nemmeno l’esistenza.

Era il tuo debutto teatrale con “La Partitella”, e io non potevo mancare per nulla al mondo, anche se da parte avevo già tre biglietti in fila zero per la messa in scena della primavera successiva a Roma.

Quando lo avevo scoperto, una mattina di ottobre, non avevo ancora finito di urlare e saltare per l’euforia, che ero già al telefono con l’impiegata -molto paziente- del botteghino del teatro di Atri: le dispiaceva, ma l’evento era dedicato solo alle scuole e agli abbonati, e quindi non poteva vendermi i biglietti. La mia unica possibilità sarebbe stata presentarmi a teatro la sera stessa e sperare che fosse rimasto qualche posto libero.

Le avevo spiegato che abitavo dall’altra parte dell’Italia e poi l’avevo intontita parlando a raffica, spiegandole quanto fosse importante per me questa cosa, raccontandole quanto fossi importante tu. Non so dirti se alla fine io l’abbia presa per sfinimento o per compassione, fatto sta che riuscii ad ottenere tre posti in piedi in fondo alla platea (che poi si trasformarono in tre posti -rimasti liberi- su una panca scomoda della piccionaia).

Due mesi dopo quella telefonata, ero nella piazza di Atri e ti stavo aspettando, insieme ai miei compagni di avventura (destinati a diventare compagni di molte entusiasmanti avventure buschiniane).

Erano circa le 18:30 quando ti ho visto arrivare, sprofondato nel montgomery, con lo stesso passo rapido e gli stessi pantaloni grigi, felpati, di due mesi e mezzo prima, un po’ disorientato e sorpreso di trovarmi lì.

Ricordo il profumo dell’aria.

Quel profumo che c’è in quei giorni a cavallo tra l’autunno e l’inverno, in cui c’è freddo ma non troppo, in cui il cielo è limpido e l’aria è secca e piacevole sul viso.

Ricordo il tuo sorriso, timido e un po’ imbarazzato. Chissà se ti abituerai mai ad essere fermato per strada o, ancor di più, a chi di strada se ne fa davvero tanta per poter stare un po’ con te.

Un saluto veloce, quel tuo “Cià-oo! Come stai?”, io che ti consegno 3 kg e mezzo di biscotti che avresti dovuto condividere coi ragazzi della compagnia ma che per un malinteso hai tenuto tutti tu e che hai finito poi per regalare in giro, una volta tornato a Roma.

E poi lo spettacolo, con le emozioni che straripavano da tutto il mio essere.

E poi aspettarti fuori, vederti uscire dal retro del teatro, acclamato come un vero vip, anche se tu vip non ti ci senti e del vip hai davvero ben poco, ed è una delle cose che ti rende ancora più speciale.

Eri stanco, innervosito dalla confusione, impaziente di andarti a rintanare in albergo, così me ne sono stata in disparte a guardarti da lontano mentre, un po’ a disagio, elargivi sorrisi e risposte gentili. Era solo la terza volta che ti incontravo, e prima di allora non ti avevo mai condiviso con la folla; non conoscevo il tuo lato più irrequieto e sfuggente, e anche se mi era dispiaciuto non poter avere un altro momento esclusivo con te, conservo un ricordo dolcissimo di quella sera.

Quella sera, per la prima volta, avevo visto da vicino un aspetto di te che non conoscevo e che mi disorientava, ma avevo anche aggiunto un tassello a quel puzzle complesso che sei, e che mi permetteva di accoglierti sempre di più nella tua interezza.

Quella sera avevo compiuto un passo fondamentale per addentrarmi in profondità nel tuo mondo, ma ancora non lo sapevo.

 

 

Venerdì, 11 dicembre 2020

Avventura Buschiniana 1

Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia

21 giugno 2017

I miei regali a Carmine ?

 

 

Sabato, 12 dicembre 2020

Grandi notizie Buschiner ?❤️!

Il nostro Carmine sembra proprio essere una fonte inesauribile di sorprese e di emozioni ?!

Presto si cimenterà nelle nuove vesti di “professore”, ma stavolta non per interpretare un personaggio: intraprenderà un percorso formativo con gli studenti della Scuola Cinematografica della Calabria (regione con cui lui ha già avuto a che fare, durante le riprese di “Liberi di scegliere”).

Che dire se non in bocca al lupo?!

Sul fatto che riuscirà alla grande anche qui, non ci sono molti dubbi ✌️?.

 

 

Domenica, 13 dicembre 2020

C’era una volta…

Un cucciolo d’uomo ❤️.

 

 

Sabato, 26 dicembre 2020

Universi paralleli ?

I personaggi di Carmine Buschini si incontrano.

Mattia incontra Leo

***

Avventura Buschiniana 2

Roma, Centro Sperimentale di Cinematografia

21 settembre 2017

I miei regali a Carmine ?

(C’erano anche una torta al cioccolato, una focaccia con pomodorini e un capitolo di “Braccialetti Rossi” scritto da me, che però non ho fotografato).

 

 

Mercoledì, 30 dicembre 2020

Inverno buschiniano 2019/2020

 

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