Diario di bordo luglio-dicembre 2019

Lunedì, 1 luglio 2019

Roma, 11 ottobre 2016: Conferenza stampa “Braccialetti Rossi 3”

Martedì, 2 luglio 2019

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E finalmente una foto di Carmine sul set de “La guerra è finita” ???!!!

Non ricorda anche a voi Domenico?! ?.

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Una lettura veloce alla trama.
Due scatti rubati sul set.
E già si intuisce quanto, anche con questo personaggio, Carmine sarà capace di scuotere le nostre emozioni più profonde ❤️.

 

Giovedì, 4 luglio 2019

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ROCCO&SARA STORY ❤️❤️

Rocco l’aveva quasi baciata. C’era mancato veramente poco, e non era un rischio che Sara poteva permettersi di correre.
Proprio no.
Lo desiderava almeno quanto lui, ma era consapevole che baciarlo avrebbe significato non poter più tornare indietro, e le emozioni che già il solo stargli accanto gli suscitava, erano così intense da spaventarla a morte: l’avrebbero travolta, sommersa, soffocata, e lei non poteva permetterselo. Avrebbe finito col soffrire, ne era sicura; con lo stare male più di quanto già non stesse.
E allora no.
Meglio di no.
“Carina…!” esclamò afferrando il cellulare di Rocco che era poggiato sul suo zaino e che era coperto da una simpatica cover. “Dove l’hai comprata?”; non gliene fregava niente di quella cover, e probabilmente lo aveva capito anche lui, ma doveva assolutamente cambiare discorso.
“Non l’ho comprata” rispose lui riprendendo il cellulare e sedendosi. “La vuoi?” le domandò, e lei annuì. “Che mi dai in cambio?”.
E questo? Che stava a significare?! “Ehi! Frena!” esclamò scuotendo la testa con decisione e abbassando lo sguardo.
“No, cos’hai capito?! Se la vuoi… devi darmi qualcosa di tuo. Si chiama baratto”. Sara lo guardò senza capire, e lui si affrettò a spiegarsi. “Quando ho detto che non l’ho comprata, volevo dire che l’ho scambiata con qualcos’altro.”
“Cosa?”
“Un paio di calzini da montagna. Usati una volta, ma erano in perfetto stato, eh?!”
“Spero anche lavati…”
“Certo!” esclamò Rocco ridendo. “Ho messo su un sito per il baratto etico.”
“Il baratto che?!”
“È un sito perché la gente possa scambiarsi le cose anziché comprarle nuove.”
“E che c’è di male, a comprarle nuove?”
“Che le cose che hai, se non ti servono, possono servire a qualcun altro! Durano più a lungo, e non finiscono nella spazzatura, inquinando l’ambiente!”
“Prima o poi ci finiscono!”
“Ma molto più tardi!”.
Rocco sembrava avere una risposta per tutto, e anche abbastanza convincente. E poi aveva quello sguardo così vivo, così acceso, mentre ne parlava. “Davvero hai un sito per scambiare le cose?!” gli domandò lei con tono ironico.
“Sì!”
“Sembra una cosa piuttosto noiosa!”
“Tu vedila così: se scambi una cosa, ce n’è una in meno venduta, una in meno fabbricata, e molte risorse in meno consumate. E alla fine… un pinguino in Antartide sorride, eh?!”.
Sara scoppiò a ridere; questa faccenda del baratto e del sito le sembrava davvero un’assurdità, ma non conosceva nessuno che credesse così tanto in qualcosa. E non conosceva nemmeno nessuno capace di farla ridere così… “Allora… se vuoi, io una brava la conosco!”
“Ah!” ribatté Rocco con enfasi, ridendo. “Parla quella che mi porta qua… a tirare i sassi! E che cammina in mezzo alla strada alla ricerca degli autobus!”.
Lei lo guardò per un attimo in silenzio, come se stesse riflettendo, e poi prese in mano il proprio mazzo di chiavi, che era ancora sui sassi insieme a tutto il contenuto dello zaino che prima aveva rovesciato. “Allora, facciamo così…” disse staccando un portachiavi a forma di gufo e mostrandoglielo. “Questo… e questo”; si avvicinò a lui, appoggiandogli una mano sulla spalla e dandogli un bacio delicato sulla fronte.
Rocco era spiazzato da quel gesto e rimase per un attimo a guardarla senza fare e dire niente, mentre lei agitava il portachiavi davanti a lui, aspettando che accettasse l’offerta; lui però aveva colto in quel gesto una specie di resa, e pensò di approfittarne per volgere le cose a suo vantaggio.
“Non basta” le disse sorridendo, mentre lei lo guardava perplessa. “Facciamo questo…”; afferrò il portachiavi e anche la sua mano, e la tirò verso di sé. “E questo…” sussurrò dandole un bacio veloce sulle labbra.
L’aveva baciata.
Alla fine Rocco l’aveva baciata.
Era solo l’inizio di un bacio, un tentativo, un approccio. Lui si era staccato subito, e adesso toccava a lei decidere cosa fare. Toccava a lei decidere se continuare a fuggire o se arrendersi senza pensare alle possibili conseguenze che tanto la spaventavano.
Si arrese.
Rocco era a pochi centimetri dalla sua faccia, era bellissimo, e la stava guardando come nessuno l’aveva mai guardata prima.
E Sara si arrese, annullando quella minima distanza che li separava e baciandolo.
Per un po’ fu uno sfiorarsi di labbra, un rincorrersi, un assaggiarsi, ma poi non fu più abbastanza; Sara sciolse le gambe incrociate per potergli andare ancora più vicina e circondargli le spalle con un braccio. Il bacio divenne profondo, intenso, passionale, e lui le afferrò il viso con una mano, come a volerle impedire di allontanarsi.
Ma non ce n’era bisogno.
Sara non scappava più.

 

Venerdì, 5 luglio 2019

LEO&CRIS STORY ❤️58❤️

Poi “Ogni volta” cominciò a diffondersi nella stanza, e anche in sala tac: la Lisandri e gli altri dottori non sembravano molto convinti che potesse funzionare, al contrario di Piera che sorrideva fiduciosa.

Leo e Cris si lanciarono uno sguardo, uno dei loro, uno di quelli che non aveva bisogno di parole; era uno sguardo carico di ansia e speranza, ma anche di tutti i ricordi che quella canzone rievocava.

Quella canzone li avrebbe sempre fatti pensare a Davide.

Sempre.

Ovunque sarebbero stati.

Anche quando sarebbero trascorsi molti anni.

Anche quando avrebbero dimenticato i dettagli del suo viso o la sua risata.

Quella canzone li avrebbe sempre riportati a lui.

Sempre.

Quella canzone apparteneva a Davide.

Quella canzone era Davide.

“Canta amore, mio, ti prego…” supplicò Piera. “Canta…, canta per me”.

E Rocco mosse le labbra.

“Canta, dottoressa!” esclamò Piera entusiasta. “Canta!”.

Cris sorrise felice e appoggiò una mano sulla spalla di Leo; lui si avvicinò di più a lei, sorridendo incredulo, ma c’era qualcosa che non tornava: nessuno dei medici stava sorridendo; continuavano a guardare i monitor con sguardo molto serio, e non sorridevano.

“Non lo sentite?!” domandò loro Piera. “Dottoressa! Canta! Amore… hai cantato!”

“Dottoressa, guardi qui” disse il dottor Mazzotta alla Lisandri, indicando un punto preciso del monitor.

“Sì, sto vedendo.”

“Ma che cos’è?” chiese Leo avvicinandosi.

“Ragazzi, dovete andare adesso, eh?” disse la Lisandri, poggiando una mano sulla gamba di Leo e ignorando la sua domanda.

“Ma si può sapere che succede?!” provò ad insistere lui.

“Succede che… dobbiamo lavorare” gli rispose Sara.

“Forza, Leo!” lo incitò la Lisandri. “Dai, Cris! Fuori!”.

E a loro non restò che andarsene.

 

Sabato, 6 luglio 2019

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La villa del Generale.
La villa di “mio nonno”.
È strano essere di nuovo qui, quasi quanto è strano pensare a lui come “mio nonno”.
Mi ha accompagnato papà, e mi ha chiesto non so quante volte se fossi sicuro di voler entrare da solo. Non è che io sia proprio entusiasta di essere qui, eh! Non mi sento molto a mio agio con quell’uomo, ma andiamo, l’ho già affrontato una volta, e poi a dirla tutta nella mia vita ho affrontato cose ben peggiori di una chiacchierata con lui.
“Questioni importanti”, ha detto.
Sono curioso di sapere di che si tratta; chissà se è qualcosa che riguarda il passato e la mamma…
“Ti aspetto qui” mi dice papà abbassando il finestrino dell’auto. “Vado a parcheggiare lungo la via.”
“Ma no! Non occorre! Prenderò un autobus.”
“Sei sicuro?”
“Sì sì, vai.”
“Va bene, ci vediamo a casa.”
“Sì, ciao.”
“Ciao”.
Faccio un bel respiro e poi suono al campanello; il cancello si apre quasi immediatamente e io attraverso a passo svelto il giardino. Viene ad aprirmi alla porta una donna che non ho mai visto, piuttosto trafelata, e dall’abbigliamento direi che è una domestica.
“Oh buonasera, prego, si accomodi” mi dice tenendo la porta aperta con una mano, mentre io entro.
“Salve…” la saluto un po’ imbarazzato dal fatto che mi dia del lei nonostante potrei essere suo figlio.
La casa è totalmente cambiata rispetto a qualche mese fa: le tende sono tutte aperte, i mobili non sono più accatastati in un angolo, ma tutti al loro posto, e non c’è più quel fastidioso odore di chiuso.
“Il Generale Campo arriva subito, si accomodi pure.”
“Ok…”
“Gradisce qualcosa da bere?”
“No, grazie… Sono a posto così.”
“Con permesso” mi dice accennando un saluto con la testa, e poi se ne va.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Giovedì, 18 giugno 2015⬅️

❇️Letture consigliate: 11 giugno e 17 giugno 2015❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

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E quando ormai non lo aspettiamo più… lui arriva ❤️.

Carmine stasera a cena a Reggio Emilia, con altri componenti del cast/staff de “La guerra è finita” ?.

Anche se non l’ho ancora incontrato, sapere che è qui vicino a me è una sensazione bellissima ?.

 

Domenica, 7 luglio 2019

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I buongiorno che piacciono a me (e mi sa tanto anche a voi ?!).

 

Lunedì, 8 luglio 2019

Carmine ad Altopascio per andare in scena a teatro con “La Partitella” (12/04/2019).

Martedì, 9 luglio 2019

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Non sei il mio primo amore. La prima persona con la quale ho visto un film al cinema, imbarazzata e timida, che mi ha fatto tremare le ginocchia di nascosto, sotto a un banco.
Non sei tu la prima persona che mi ha baciata quando ancora non sapevo che due bocche per comunicare veramente tra loro devono rimanere zitte.
Però sei il primo che ha visto i miei occhi brillare di stupore, di passione, di vita vera.
Sei il primo che ha tenuto le mie paure a riparo e ha fatto sì che per un po’, soltanto per un po’, potessero non esistere più.
Sei il primo che mi ha vista spogliata di ogni insicurezza, e poi piena di qualsiasi fragilità.
Il primo con il quale ho tentato di non rovinare tutto perché era tutto troppo importante per essere rovinato da me.
Il primo che si è incasinato dei miei casini e ha sorriso in funzione dei miei sorrisi e mi ha stretta forte quando non riuscivo a respirare, e invece che soffocarmi probabilmente mi ha dato un sacco di anni di vita in più.
Non sei la prima persona che ha sfiorato le mie mani, che è entrata dentro la mia vita, ma sei la prima persona per cui ce l’ho messa tutta affinché restasse, la prima che mi ha fatto sentire che ne valeva la pena.
Sei il primo che mi ha convinto a non sentirmi un disastro, e a volte è bastato anche solo uno sguardo, il primo che mi ha fatto pensare: “È meravigliosamente più bello, quand’è distratto”.
Sei stato il primo a farmi veramente battere il cuore
in una maniera talmente sensazionale da non avere più all’improvviso le parole.
Tu non sei il mio primo amore, sei il mio primo vero amore, e c’è una bella differenza.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Mercoledì, 10 luglio 2019

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Tu mi ricordi una poesia che non riesco
a ricordare
una canzone che non è mai esistita
e un posto in cui non devo essere
mai stata.

(Efraim Medina Reyes)

 

Sabato, 12 luglio 2019

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Carmine, purtroppo, non ha potuto partecipare alla cerimonia di consegna dei diplomi del Centro Sperimentale di Cinematografia, essendo occupato a Reggio Emilia con le riprese de #LaGuerraèFinita.
Eccolo ieri sera con Federico Cesari e altri componenti del cast (e dello staff).

 

Domenica, 14 luglio 2019

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Lunedì, 28 marzo 2016

Parcheggio davanti al cancello della masseria, e mentre scendo dall’auto controllo il cellulare: niente, nessun messaggio. Prima di uscire di casa, mi sono deciso e ho scritto a Mattia: “Ciao… non so se hai ancora il mio numero… sono Leo”. Certo, avrei potuto essere più brillante o usare più fantasia, ma che si dice a un amico che hai tagliato fuori dalla tua vita e che non vedi e non senti da più di tre anni?
Il tuo migliore amico, mi ricorda una voce nella mia testa, e chissà perché mi sembra quella di Nicola, anche se lui Mattia non l’ha mai conosciuto.
Non so nemmeno cosa dirgli, nel caso in cui dovesse rispondermi. Ho agito d’istinto, come al mio solito, e delle conseguenze me ne preoccuperò dopo.
Prendo le chiavi e apro il cancello, ma quando arrivo davanti alla porta d’ingresso tentenno e non so se aprire o no. E se ci fosse di nuovo Anna? E se li disturbassi? L’ultima cosa al mondo che vorrei è sorprenderli mentre si baciano… o peggio. Ok, papà sapeva che sarei passato a quest’ora, ma magari se l’è scordato o non ha ben presente che ore sono… Preferisco suonare.
Papà viene ad aprirmi quasi subito, col cane al seguito. “Ciao!”
“Ciao papà” dico entrando.
“Vuoi il caffè?” mi chiede mentre andiamo verso la cucina, col cane che ci segue e mi fa le feste. “L’ho appena fatto.”
“No…”
“Ah già, che tu caldo non lo bevi. Possiamo metterci il ghiaccio se…”
“No, grazie. L’ho già preso. Ma tu ti sei alzato adesso?”
“Sono rientrato dalla caserma alle otto, e ho dormito un paio d’ore.”
“Ah. Beh, se me lo dicevi passavo più tardi.”
“No, figurati. Nic come sta? Ha ancora la febbre?”
“No, non ce l’ha più” gli rispondo scuotendo la testa.
“Ah, meno male.”
“Però si lamenta ancora per i denti”

➡️ Più tardi il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 28 marzo 2016⬅️

❇️Letture consigliate: 26 e 27 marzo 2016❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Martedì, 16 luglio 2019

LEO&CRIS STORY ❤️59❤️

“Secondo te ha cantato?” domandò Cris a Leo, una volta fuori dalla sala tac, mentre provava a sbirciare dal vetro cosa stesse succedendo là dentro.

“Mah… non lo so!” rispose lui stringendosi nelle spalle.

“Ma cosa gli starà succedendo?”

“Ma tanto qui non ci dicono niente! Lo so io chi ci può aiutare!”

“Chi?”

“Il dottor Alfredi. Lui qui dentro è l’unico che dice sempre la verità.”

“E allora andiamoci, no?”

“Sì. Però…”; Leo abbassò il tono della voce e Cris si girò a guardarlo. “Ci dobbiamo procurare la cartella clinica di Rocco.”

“Leo, mica starai pensando di…?” gli chiese lei incredula, seguendolo mentre lui si avviava.

“Io?!” esclamò lui con tono ironico: “No!”

“Ma tu sei matto!”

“Beh… se non ti va…”

“Certo che mi va!” ribatté lei appoggiandogli una mano sulla schiena. “Dai, andiamo!”

 

Mercoledì, 17 luglio 2019

Carmine in gita scolastica a Tivoli e Roma, aprile 2014

 

Venerdì, 19 luglio 2019

Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore che ti spazi via le
bugie che ti porti l’illusione,
il caffè e la poesia.

(Estefanía Mitre)

 

Sabato, 20 luglio 2019

Questa è l’unica foto che -per ora- abbiamo insieme a Carmine: la Partitella, il mio cellulare nuovo che in quell’occasione abbiamo scoperto fare brutti scherzi col flash, una fantastica sera di metà aprile, Roma notturna, quella pizza d’asporto mangiata sul muretto della fontana di Trevi.

Forse ne verranno altre, forse no, ma non è poi così importante.

Quello che è importante è che ne abbiamo tante altre, io e te.

Quello che è davvero importante è che la nostra amicizia è andata già da tempo oltre Carmine, tanto che a volte passano giorni e giorni senza che parliamo di lui, e a volte quasi me lo dimentico com’è nato tutto tra noi, come all’inizio tu fossi la mia “Talpona”, come tu mi abbia guidata all’interno del fantastico mondo buschiniano quando io c’ero appena entrata, mostrandomi come potermici addentrare, svelandomi retroscena e verità, condividendo i tuoi ricordi e le ricchezze del tuo archivio personale (un archivio molto poco organizzato, devo dire, ma chissà com’è che alla fine, trovi sempre tutto !), “accompagnandomi” durante tutto il viaggio verso Roma, quando stavo andando da lui per la prima volta, e poi anche la seconda, e la terza. In tutte le mie avventure buschiniane mi hai in qualche modo accompagnata, sia quando c’eri che quando non c’eri, da vicino o da lontano, ma alla fine, sai che c’è? Nemmeno questo è davvero importante.

O meglio, lo è, ma non quanto il fatto che a un certo punto sul treno mi ci sono ritrovata per venire da te, per incontrarci a metà strada in un pomeriggio tiepido, di autunno appena iniziato, riconoscendoci subito, immediatamente, trovandoci in quell’abbraccio davanti alla Triennale di Milano, e poi chiacchiere fino a stordirci e il concerto di Nicc.

E i tanti altri incontri che sono seguiti: Novellara, ancora Milano, Brescia, Roma, Verona, e ancora Novellara, e ancora Brescia, e ancora Roma; il conto l’ho perso da un po’.

Sono stati due anni pazzeschi, sconvolgenti, in cui sono successe cose incredibili, in cui abbiamo scoperto cose che mai avremmo immaginato, e che inaspettatamente ci siamo ritrovate a condividere, io e te: Carmine, certo, ma anche la nostra vita più vera, più profonda, più meravigliosa e a volte anche tanto dolorosa.

Tante volte è stato molto più semplice e naturale aprirmi con te che con persone presenti da anni e anni nella mia vita, forse perché per te ero tutta “nuova”, non avevi aspettative su di me, non avevi termini di paragone con la vecchia Mari, e mi hai accolta in tutto e per tutto, arrivando a conoscermi più a fondo di tanti altri. Mi sei stata vicina nel momento più destabilizzante e rivoluzionario della mia vita, abbiamo pianto tante, tante, lacrime, ma spesso abbiamo anche riso così tanto da non avere più lacrime da piangere.

E siamo ancora qui.

Lontane anni luce da quando ci siamo conosciute, ma con la stessa voglia di condividere la vita che abbiamo avuto sin da subito, con la stessa sintonia che ci fa scrivere le stesse frasi e poi “ecco” con tante faccine che ridono (con le lacrime, appunto), con la stessa fiducia l’una nell’altra, con la stessa presenza costante anche quando i tuoi impegni e i miei trafficamenti ci tengono un po’ lontane e silenziose.

Tu ci sei.

Io ci sono.

Siamo ancora qui.

E ancora una volta non posso che ritrovarmi a pensare che senza Carmine “noi” non ci saremmo. E ancora una volta non posso che essere immensamente grata a quel capellone talentuoso e cocciuto che mi ha sconvolto la vita e che mi ha portato anche te .

Buon compleanno, amica mia !

PS: magari a Carmine non diciamolo, che a settembre andiamo insieme da Leo e Brad, non si sa mai che si ingelosisca! 

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Sabato, 21 gennaio 2017

Anche oggi non riesco ad alzarmi e posticipo la sveglia. Sono andato a letto tardi e stanotte mi sono pure svegliato due volte, completamente sudato, e mi è toccato alzarmi per cambiarmi. La prima volta ho provato a trascinarmi fino alla doccia, ma rischiavo seriamente di svenirci dentro, così mi sono dato una sciacquata veloce nel lavandino, ho infilato una canotta pulita, e poi sono tornato a letto. Per fortuna, sia Cris che Nic dormivano profondamente e non li ho disturbati.
Ho la gola completamente secca e mi fa malissimo. Allungo una mano verso il comodino e afferro la bottiglietta; bevo un sorso d’acqua e poi mi lascio ricadere, abbandonando pesantemente la testa sul cuscino. Cazzo, sto peggio di ieri.
“Papà!”; non faccio in tempo a sentire la voce di Nic, che si è già arrampicato sul letto e mi è salito sopra. “Papà, no nanna! Più! Papà!”. La sua voce è squillante e acuta, ed è come se mi trapanasse il cervello. Faccio finta di dormire, che così magari mi lascia in pace, ma lui si siede a cavalcioni sulla mia pancia e comincia a saltellare. “Papà!”.
Sento i passi leggeri e veloci di Cris che si avvicinano, fino a che la sento entrare nella stanza. “Nic!” lo chiama con decisione, pur mantenendo un tono di voce bassissimo. “Vieni qua!”
“No!” le risponde lui con altrettanta decisione.
“Non svegliare il papà! E smettila di toglierti i calzini!”
“No!”.
È ufficialmente entrato nella fase del “No”, che di solito pare sia attorno ai due anni, ma lui ovviamente deve sempre anticipare tutto. Come me. Mi sa che Cris lo ha preso in braccio con la forza, perché adesso ha cominciato ad urlare. “Papààà! Io papààà! Lui svegliaaa!”.
Mi tiro su a sedere sbuffando, reggendomi la testa con una mano…
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➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Sabato, 21 gennaio 2017⬅️
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❇️Letture consigliate: 19 e 20 gennaio 2017❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Lunedì, 22 luglio 2019

C’era una volta…

un bambino, che non poteva nemmeno lontanamente immaginare ciò che un giorno sarebbe diventato per migliaia di persone ?.

 

Martedì, 23 luglio 2019

“Beh, ovviamente è stata un’esperienza e un progetto che umanamente mi ha arricchito molto [Braccialetti Rossi], per i tanti motivi che sono stati detti e per altri che voi sapete benissimo. Mi ricollego alla frase che ha detto prima Pio: perché queste persone sono dotate di un’energia, di un’aura sovrannaturale?

Io credo siano persone speciali perché siano le uniche che veramente hanno capito che cosa significa vivere la vita.

Spesso, ciascuno di noi… noi, adesso definisco ‘normali’ (ma non ha senso, perché apparteniamo tutti allo stesso mondo), spesso ci lamentiamo di ogni banalità, di ogni piccolezza… magari cado, mi sbuccio il ginocchio e comincio a urlare, urlare, urlare, come se solo io mi fossi fatto male in quel momento…

Ecco: ci diamo la possibilità di urlare e lamentarci perché sappiamo che prima o poi passerà, e queste persone (adesso parlo dal punto di vista emotivo), sono speciali, ed io le ammiro molto. Abbiamo avuto la possibilità di visitare diversi ospedali e quindi di parlarci, di starci insieme, ed ogni volta è stata un’emozione molto grande, eravamo noi ad essere senza parole, non sapevamo cosa dire…

Io, ancora una volta, li ammiro; ammiro la forza che ogni giorno hanno”.

(Carmine Buschini)

***

“La storia di Rocco ?”

Sul canale YouTube “Carmine Buschini Over Club”.

 

Mercoledì, 24 luglio 2019

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ROCCO&SARA STORY ?6?

Sara l’aveva chiamato e gli aveva chiesto di vedersi al solito posto, subito, immediatamente, e non gli aveva detto altro, non aveva voluto spiegargli nulla; e anche adesso che stavano camminando l’uno di fianco all’altra sul lungo Adige, lei non era certo di molte parole, e questo faceva sentire Rocco parecchio confuso.
“Non so se devo essere lusingato o preoccupato…” le disse mentre cercava di starle dietro, trasportando a mano la bici: il passo di Sara era decisamente più veloce del solito.
“Da cosa?!” gli rispose lei con tono scontroso, girandosi appena verso di lui e continuando a camminare.
“Dal fatto che hai voluto vedermi con tanta urgenza…”
“Perché?! Che c’è di strano?! Volevo solo stare un po’ con te”.
No, la sua risposta non era stata per niente convincente. E di strano c’era tutto, soprattutto lei. Non lo aveva nemmeno baciato, quando era arrivato, mentre invece di solito non riuscivano a staccarsi.
“Ma sì, ma non è solo questo!” esclamò lui raggiungendola. “Passo per un ragazzo moderatamente superficiale…, ma mi rendo conto se c’è qualcosa che mi stai nascondendo… Fin lì ci arrivo!”
“Va bene! Ma non sono cose che riguardano noi!” ribatté lei togliendogli la bici dalle mani e appoggiandola contro un muretto. “Quindi, se non ti dispiace, preferirei non parlarne!”.
Si allontanò da lui, dandogli le spalle, e lasciandolo per un attimo interdetto: tutte le ragazze erano complicate, ok, ma questa era decisamente la ragazza più complicata che avesse mai frequentato. “Va bene, non ne parliamo…” le disse allargando le braccia e lasciandole ricadere stancamente. Non aveva proprio idea di cosa le stesse succedendo, ma probabilmente insistere non era la via migliore per capirlo.
Poi Sara si girò a guardarlo: stava tremando e stava piangendo, e il suo primo istinto fu quello di precipitarsi da lei e stringerla, ma temeva di darle fastidio e preferì restare fermo, finché lei, con la voce che tremava, si decise a parlare, aprendogli uno spiraglio: “Potresti solo…?”
“Cosa?” le chiese avvicinandosi, ma fermandosi ancora a qualche passo da lei.
“Potresti solo abbracciarmi…?”
Oh, certo che poteva! E certo che voleva! Non aspettava altro che quello. Un attimo dopo l’aveva già raggiunta e l’aveva stretta a sé, mentre lei si abbandonava tra le sue braccia.
Forse non importava poi tanto sapere cosa le passasse in quel momento per la testa.
Forse l’unica cosa che importava era stringerla forte, sprofondare nel profumo dei suoi capelli e non pensare più a nient’altro.
“Posso anche darti un bacio, se pensi che aiuti…” le disse sorridendo. “Qualsiasi cosa sia quella che stai passando… Insomma.., anche se non lo so…”.
Lei annuì e ricambiò il sorriso. “Va bene…”
“Sicura? Cioè, non è che poi scopro che sto approfittando di un tuo momento di fragilità e quindi è tutto sbagliato, no…?!”.
“Rocco, stai zitto e dammi questo bacio!” ribatté lei, e lui non se lo fece certo ripetere due volte.
Di solito non si faceva tutte queste paranoie con le ragazze. Qualcuna, magari, ma non tutte queste. Però con Sara era diverso: aveva spesso la sensazione di camminare su un terreno minato, dove sarebbe bastato un gesto o anche solo una parola sbagliata per mandare tutto per aria.
Ma stavolta, a quanto pareva, no.
Stavolta no.

 

Giovedì, 25 luglio 2019

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Tu sei tu
è questo il guaio,
non hai niente a che vedere
col resto delle persone.
Hai tutto diverso,
sei tutto diverso
perché tu sei tu
e non c’entri col resto.
Tu sei tu
anche in mezzo a così tanta gente
che io non riesco a guardare come ti guardo
quando ti guardo e non mi stanco
anche in mezzo a così tanta gente
che dice di tutto e pensa tutt’altro
e tu invece non dici niente
però fai
e fai tanto,
sei tu
con il sorriso che ti spunta quando ti viene in mente un’idea che è geniale ma detta ad alta voce poi mica tanto,
con la tristezza che sale quando negli occhi hai un ricordo che non scappa mai,
con le mani grandi che dentro han tutto quello che mi serve per perdermi e dopo poco ritrovarmi.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

***

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Capita che sfiori la vita di qualcuno,
ti innamori
e decidi che la cosa più importante è toccarlo,
viverlo,
convivere le malinconie e le inquietudini,
arrivare a riconoscersi
nello sguardo dell’altro,
sentire che non ne puoi più fare a meno…
e cosa importa se per avere tutto questo
devi aspettare cinquantatré anni sette mesi e undici giorni
notti comprese.

(Gabriel García Márquez)

 

Sabato, 27 luglio 2019

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Giovedì, 13 settembre 2018

“Dai Piscione, finisci il latte che andiamo. Va a finire che facciamo tardi anche oggi”.
Nic mi guarda poco convinto, e poi beve tutto d’un sorso il latte rimasto nella tazza. “Però mi fa male la pancia” mi dice riappoggiandola sul tavolo.
“Eh no! Oggi non ci casco mica!” esclamo io alzandomi. “Si va all’asilo”.
Dopo la messa in scena di lunedì col piede, ci ha riprovato pure ieri, dicendo che si sentiva la febbre; gliel’ho pure misurata ma non era vero, e poi la maestra Mary ha detto a Cris che è stato in gran forma per tutto il giorno, anzi, pure troppo agitato.
“Scuola” puntualizza lui piegando le labbra di lato. “Ma mi fa tanto male davvero!”
“Dai, su!”; infilo in tasca il cellulare e poi vado a recuperare le chiavi sul mobile dell’ingresso. “Nic, ti sto aspettando!”. Devo anche passare in banca, prima di andare alla Radio, e non ne ho per niente voglia. Le faccende burocratiche sono una di quelle cose dell’essere adulti che proprio non mi vanno giù. “Nic, devo venire a prenderti di peso?!”
“Arrivo…” mugugna lui dalla cucina, e subito dopo arriva veramente.
Siamo già per le scale, quando io mi accorgo che non ha il suo pupazzo. “Ma il micio?”
“Oh no, è rimasto a casa!” mi risponde lui già allarmato, portandosi le mani sulla faccia. E così torniamo su a prenderlo, perché senza di quello non c’è proprio possibilità che dorma: più di una volta, quando andava al nido, siam dovuti tornare a casa a prenderlo, e non si metteva tranquillo finché non ce l’aveva tra le mani.
Inutile dirlo, arriviamo in ritardo a scuola anche oggi.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Giovedì, 13 settembre 2018⬅️

❇️Letture consigliate: Lunedì, 10 settembre 2018❇️

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LEO&CRIS STORY ❤️60❤️

Nell’ufficio di Radiologia c’erano Ester, Benedetta, e una dottoressa che Leo conosceva di vista, così lui e Cris decisero di nascondersi in una reception vuota, ad aspettare che se ne andassero.

“Vieni…” bisbigliò lui, dopo essere sceso dalla carrozzella ed essersi rintanato sotto alla scrivania, e lei lo raggiunse subito. Si ritrovarono seduti vicini, spalla contro spalla, e a Leo, quella situazione venutasi a creare, non dispiaceva affatto; sorrise e rivolse a Cris uno di quegli sguardi, quelli che la facevano andare letteralmente in subbuglio e che lei, ad averlo così a stretto contatto, non riuscì a tollerare un secondo di più: si sentì a disagio e preferì guardare davanti a sé e chiudersi in difesa, rannicchiando le gambe e abbracciandole. Se solo Leo non fosse stato così vicino!

“Ti ricordi l’altra volta che ci siamo nascosti?” le domandò lui con un tono di voce che non fece che alimentare il suo disagio.

“Certo che mi ricordo” si affrettò a rispondere lei.

Certo che si ricordava!

Come dimenticare le emozioni che aveva provato quella notte, quando si erano scoperti l’un l’altro in modo nuovo e sorprendente, quando c’era mancato tanto poco così che si baciassero…?

E adesso erano di nuovo così vicini che lei non sapeva proprio come difendersi da ciò che stava provando.

“Io cos’ho fatto? Ci ho provato?” le chiese, e Cris non capì se lui stesse cercando di rassicurarla o di provocarla.

“No caro, altrimenti ti avrei staccato un braccio!”

“Ah! Brava, brava!” esclamò lui ridendo. “Staccavi un braccio a uno che già non ha una gamba… tu non sei una donna! Sei una strega!”.

“Shhh, piano…” sussurrò lei sorridendo, dato che Leo aveva alzato il tono della voce senza accorgersene, rischiando di farli scoprire.

“Aspetta…” bisbigliò lui, uscendo da sotto la scrivania per andare a sbirciare fuori dalla porta, spostandosi per terra facendo forza sulle braccia.

“Attento!”

“Eccole! Se ne vanno finalmente!” esclamò tornando accanto a lei, ma in quel momento cominciò a squillare il telefono, portando Ester ad avvicinarsi alla reception per rispondere; per fortuna non entrò, ma si sporse dall’apertura che dava sul corridoio.

“Sì?” chiese Ester rispondendo al telefono. “Leo?! No, no no, Leo non l’ho visto! Sì, sì, sono ancora qui… te la porto io, ok, ciao ciao!”.

Ester allungò la mano sotto alla scrivania, cercando a tentoni la cassettiera, e per poco non toccò Leo e Cris, facendoli sussultare e indietreggiare il più possibile, e facendoli ritrovare ancora più vicini di prima.
Cris si tappò la bocca con la mano perché non riusciva più a trattenersi dal ridere, mentre Leo spingeva piano con

la mano i fogli e le buste che erano sulla cassettiera, per fare in modo che Ester riuscisse a prenderli; per loro fortuna, Ester trovò ciò che le serviva, e loro poterono tirare un sospiro di sollievo.

“Guardo un attimo…” disse lui a voce bassa, dopo che si furono scambiati l’ennesimo sguardo complice di quella giornata. “Possiamo andare!” esclamò dopo essersi sollevato sulle braccia ed essersi accertato che la via fosse finalmente libera.

*

Lunedì, 29 luglio 2019

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Le uniche parole che in questo momento mi vengono sono:
FINALMENTE! ???
GRAZIE (ad Andrea Bosca) ❤️❤️❤️
AHIAAA (perché dall’emozione mi sono letteralmente tuffata sul pavimento e ci ho lasciato l’osso sinistro del bacino – già per il primo promo di#LiberiDiScegliere c’avevo lasciato entrambe le ginocchia ?).

#Felicità

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L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'aperto

Carmine sul set de #LaGuerraèFinita con Andrea Bosca e Federico Cesari ?.

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L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano

Nuova immagine del profilo

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Nuova immagine di copertina

 

 

Mercoledì, 31 luglio 2019

C’era una volta…

Carmine con i suoi cugini che…

Lascio a voi i commenti! ???

 

Giovedì, 1 agosto 2019

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Le riprese de “La guerra è finita” sono quasi giunte al termine. Purtroppo sono uscite pochissimissime foto del nostro Buschini: dal momento che le scene girate da lui sono state principalmente in interno, non ci sono stati avvistamenti da parte dei fan (a parte il 1 luglio a Modena) ?.

La fiction è inserita nei palinsesti Rai 2019/2020, ed è molto probabile che la vedremo a gennaio, in occasione del “giorno della memoria”.

Guardando questa tenerissima foto scattata sul set, mi sono chiesta: “E se i due bambini maschi seduti in cima alle scale rappresentassero i personaggi di Carmine e di Federico Cesari da piccoli?!” ??

 

Venerdì, 2 agosto 2019

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Regali inaspettati dall’Universo ❤️.

 

Sabato, 3 agosto 2019

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Sabato, 26 maggio 2012

“Sono a casa!”.
Non so nemmeno che lo dico a fare, tanto lo so benissimo che non c’è nessuno.
La casa è vuota, immersa nel silenzio e nella penombra, come ormai capita un po’ troppo spesso da due anni a questa parte. Ho perso il conto delle volte che sono tornato a casa da scuola non trovandoci nessuno: la mamma in ospedale, papà al lavoro, Asia all’università…; eppure, richiudendo la porta d’ingresso, mi ostino ancora a ripetere quella frase: “Sono a casa!”, come se ci fosse davvero qualcuno a cui dirlo, come se avesse davvero importanza. Ma non c’è nessuno, e questo silenzio mi fa male; mi stringe il petto e lo stomaco in una morsa dolorosa.
La prima volta che è successo me la ricordo benissimo: andavo in terza media, e la mamma era in ospedale per fare i primi esami, quando ancora il cancro era solo uno spauracchio e non un’angosciante certezza. Lei era convinta che per pranzo sarebbe stata a casa, e quella mattina, nel darmi un bacio prima che uscissi per andare a scuola, mi aveva detto: “Ci vediamo dopo, ti preparo la pasta al tonno.”
“Piccante!” le avevo risposto io sorridendo, e poi ero uscito per prendere l’autobus.
E invece, la cosa in ospedale era andata per le lunghe, e quando ero tornato a casa lei non c’era, e neanche la pasta al tonno. Non c’era nemmeno papà, che era rimasto con lei per tutto il tempo, e nemmeno Asia, che avendo lezione anche al pomeriggio si era fermata a pranzare all’università.
Non c’era nessuno.
Come adesso.
Quella volta c’ero rimasto un po’ male, sì, ma mi ero subito concentrato sugli aspetti positivi dell’essere a casa da solo, e me l’ero goduta un sacco a pranzare con pane e Nutella, in mutande, spaparanzato sul divano, davanti alla tv.
Adesso la cosa non è più così allettante…

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Sabato, 26 maggio 2012⬅️

❇️Letture consigliate: Domenica, 22 aprile 2012❇️

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Lunedì, 5 agosto 2019

Bologna, 28 marzo 2015

Fiera internazionale del libro per ragazzi ?.

 

Martedì, 6 agosto 2019

Un lato divertente della recitazione è che tramite essa puoi essere anche chi non sei.
Sinceramente, ad essere schietto ,le emozioni che io porto, ed ho portato tutti i giorni sul set, sono tutte emozioni vere… Non ho molta esperienza alle spalle e quindi ho attinto dal mio Io… dalle mie emozioni.

Quindi anche le parti drammatiche, i sorrisi, le lacrime…, in un certo senso mi calavo nella parte a tal punto che le provavo realmente tutte.

Giacomo [Campiotti] ci ha sempre chiesto di essere puri nelle emozioni che cercavamo di trasmettere nelle scene che giravamo, di recitare il meno possibile. Resta il fatto che dopo scene intense magari ti rimane un po’ il magone, ma dopo ore ed ore di lavoro intenso, allo stop finalmente ci svaghiamo facendo altro, così riusciamo a farci scivolare di dosso quello che sentivamo sino ad un attimo prima. Al massimo ti resta il mal di testa per aver pianto per mezza giornata… [ride].

(Carmine Buschini)

Giovedì, 8 agosto 2019

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E diamo ufficialmente il via all’estate buschiniana 2019 ???!

Carmine ha finito le riprese de #LaGuerraèFinita(non mi è chiaro però se dovrà ultimare qualcosa dopo le vacanze), ed è tornato nella sua amata Romagna! ❤️

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L’hobby di tendenza di questa estate? ?

Venerdì, 9 agosto 2019

Cesenatico, 8 agosto

Estate buschiniana 2019, Day 1

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ROCCO&SARA STORY ❤️7❤️
Rocco non ci poteva credere: Sara, la sua Sara, era la figlia di Monica Grossi. Tra tutte le donne del mondo, proprio quella doveva essere la madre di Sara?! La presunta amante di suo zio, nonché la donna che suo padre stava frequentando adesso e con cui era stato fotografato in atteggiamenti compromettenti, per poi essere sbattuto sul giornale in prima pagina, finendo sulla bocca di tutti.
Era per questo che suo padre gli aveva chiesto di rivolgersi al suo amico Lampo, hacker super esperto: per scoprire l’identità di quel vigliacco che aveva fotografato lui e Monica e che poi aveva venduto la foto ai giornali. Era disposto pure a cedere la sua lampada vintage, su cui Lampo aveva messo gli occhi da tempo, pur di saperlo.
E mai e poi mai, Rocco, avrebbe potuto immaginare di imbattersi in una simile verità.
“Cazzo!” esclamò quando vide sullo schermo del computer la foto di Sara insieme a Monica.
“Carina, eh?!” gli disse Lampo, girandosi appena verso di lui.
“Non è questo… La conosco.”
“Come, la conosci?!”
“La conosco, la… la frequento” rispose lui con un filo di voce. “Solo che non sapevo che fosse lei. Che fosse la figlia di Monica Grossi…”
“Aspetta un secondo… Tu mi stai dicendo che… frequenti una ragazza -evento numero uno-, e che la ragazza in questione è… la figlia della donna di tuo padre -evento numero due-…?!”.
Sì, era davvero assurdo.
“Prendi pure la lampada” gli disse Rocco sospirando. “Mio padre per adesso non deve sapere niente. Devo prima risolvere una cosa io”.
Adesso doveva assolutamente parlarne con Sara, ma non sarebbe stato affatto facile, e temeva molto la sua reazione. Possibile che per una volta nella sua vita in cui tutto stava filando liscio, l’universo avesse in serbo per lui un tiro del genere?

Sabato, 10 agosto 2019

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Mi sono appisolato al sole, e mi risveglio col rumore del portone che si chiude. Sicuramente è Ulisse che è venuto a fare una delle sue pause. Strano che non stia cantando o che non mi abbia ancora salutato urlando. Magari non è lui, però non ho voglia di girarmi e vedere chi è. Sto così bene qua disteso al sole senza fare niente…
Dopo pochi secondi però mi sento coprire gli occhi con delle mani, e decisamente non sono le manone di Ulisse… Giurerei che questo è il profumo dei capelli di Cris, ma non è possibile, dai! Lei è in Sardegna! Quando però sento un bacio sulla spalla, non ho più dubbi: sposto le mani dalla mia faccia e mi giro immediatamente.
“Cris!”
“Ciao” mi risponde lei con un sorriso meraviglioso, sedendosi subito sulle mie gambe.
“Ma che…?”. Vorrei capire che cosa ci fa qui, ma il bisogno di baciarla è più urgente della curiosità, così le prendo il viso tra le mani e la bacio.
“Mi mancavi troppo!” mi dice quando ci stacchiamo, prima che io possa chiederle qualsiasi cosa.
“Oh anche tu!” esclamo stringendola. “Non sai quanto!”.
Ci baciamo di nuovo, poi lei appoggia la testa sulla mia spalla e sospira. “Mi era mancato il tuo odore…”
“Ma siete tornati prima?” le chiedo dandole un bacio sulla testa e iniziando ad accarezzarle i capelli.
“No, sono praticamente fuggita via!”
“Oh… Ti mancavo così tanto?!” le domando allargando le braccia sorridendo.
“Da morire! E poi oggi è il nostro primo mesiversario…”.
Io la guardo un attimo perplesso e poi le do un bacio. “È vero!”. Cazzo, è già passato un mese da quando lei e gli altri sono stati dimessi. E un mese da quando le ho detto “ti amo” per la prima volta ed è diventata la mia ragazza. La abbraccio, e per un po’ ce ne stiamo in silenzio, ma poi io devo per forza chiederle…

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Martedì, 16 luglio 2013⬅️

❇️Letture consigliate: Lunedì, 17 giugno 2013❇️

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Domenica, 11 agosto 2019

Milano Marittima, 10 agosto

Estate buschiniana 2019, Day 3

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Lunedì, 12 agosto 2019

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Buonasera Buschiner ?.

Oggi avrei voluto pubblicare il video che raccoglie tutte le interviste fatte a Carmine durante la conferenza stampa de “Il Capitano Maria”, ma sono stata molto impegnata e non ho fatto in tempo a finirlo ?.

Sta venendo fuori un video molto carino, ma dovrete aspettare domani per poterlo vedere ?.

Intanto godetevi un fermo immagine di Carmine spettacolare! ?

 

Mercoledì, 14 agosto 2019

Cesenatico, 13 agosto
Estate buschiniana 2019, Day 6

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Giovedì, 15 agosto 2019

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Tu sei tu 
e ci sono persone che mi sono entrate nel cuore
e ci sono persone che mi hanno fatto male
e mi hanno fatto bene
e mi hanno fatto sentire sbagliata
oppure speciale,
ci sono persone a cui voglio
ho voluto
vorrò sempre
un sacco bene
solo che non ti battono, non si prendono mai il tuo posto
nel mio cuore.
Tu sei tu
e nessuno per me
sarà mai come te.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

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Lo trovo bellissimo anche così: sono proprio senza speranza! ?

 

Venerdì, 16 agosto 2019

Stasera alle 21:20, su Rai Premium, va in onda la replica della prima puntata de “Il capitano Maria”, con il nostro Buschini ?.

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Pare che l’estate buschiniana 2019 proseguirà in California ?.

Ehm… No: pare che dovremo aspettare le vacanze di Natale ?.

 

Sabato, 17 agosto 2019

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Guardo il cielo, affacciato al balcone, e non posso che pensare a lei, che era capace di starsene qui per un tempo interminabile, soprattutto nelle sere d’estate, quando l’aria era molto calda e cantavano le cicale. E io spesso la raggiungevo, e ce ne stavamo qui, vicini, affacciati al balcone, a guardare il cielo, parlando poco, solo lo stretto necessario, e sorridendoci tanto.
Mi manchi, mamma.
Oggi un po’ di più, non so perché.
Forse perché sono tornato a casa, dopo tanti giorni, e tu non ci sei.
Non c’è il tuo profumo, non c’è la tua risata, non c’è il tuo disordine.
E avrei tanto bisogno che tu ci fossi, avrei tanto bisogno che tu fossi qui con me, a sorridermi, a stringermi forte la mano, a darmi forza, perché la mia, di forza, non so dove sia andata a finire.
E invece non ci sei, e questa casa senza di te non mi sembra più la stessa.
Fa male.
Fa male vedere il tuo posto vuoto a tavola, fa male vedere i tuoi fiori e sapere che li ha innaffiati qualcun altro, fa male vedere la tua macchina fotografica e il tuo computer abbandonati a prendere polvere sul mobile del soggiorno.
Fa male tutto.
Ogni singolo, minuscolo, particolare dove manchi. E ti assicuro che manchi dappertutto.
Mi sento solo.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Domenica, 15 luglio 2012⬅️

❇️Letture consigliate: dal 9 al 13 luglio 2012❇️

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“… e poi di abbracci senza misura…”

Carmine, qualche giorno fa, con Sarah, una fortunatissima ragazza che lo ha incontrato a Cesenatico! ?

 

Domenica, 18 agosto 2019

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Quieta voglio ringraziare il mio destino:
mai ti perdo del tutto.
Come una perla cresce nella conchiglia,
così dentro di me
germoglia dolcemente il tuo essere bagnato di rugiada.
Se infine un giorno ti dimenticassi –
allora sarai tu sangue del mio sangue
allora sarai tu una cosa sola con me –
lo vogliano gli dei.

(Karin Boye)

 

Lunedì, 19 agosto 2019

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“Mentre i fascisti giocano a fare i duri con la vita delle persone, noi nel nostro piccolo, usciremo con un progetto che narra la vita di giovani ragazze e ragazzi, il loro dramma fisico e psicologico nato dopo la fine della guerra. Ci vediamo a gennaio su raiuno, cari bastardi”.

Così, uno degli addetti alla produzione Palomar, ha commentato questa e altre foto del backstage de “La guerra è finita” (ve lo avevo detto che probabilmente sarebbe andata in onda a gennaio, in occasione del giorno della memoria ?).

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Ok, Buschiner, stasera sono rientrata dalle vacanze, e direi che è stato un rientro piuttosto movimentato ?!

Non tanto per il viaggio che è durato 14 ore (???), quanto perché appena arrivata a casa sono stata sommersa da imput “buschiniani”! ?

Pare che le vacanze di Carmine (per sua e nostra fortuna), non siano affatto finite, e stiano proseguendo in Umbria! ?

 

Martedì, 20 agosto 2019

Le belle sorprese ???.

Come vi ho detto ieri sera, Carmine è in Umbria, eccolo poco fa con Martina, l’amica con cui è andato in vacanza ?❤️.

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Mercoledì, 21 agosto 2019

Il 21 agosto 2017 lo ricordo come un giorno speciale: quella mattina una ragazza mi aveva mandato questi scatti rubati di Carmine al mare, e io ne ero felicissima.

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La storia carina però non è esattamente questa, ma quella che segue:
quello stesso pomeriggio, un’amica di Carmine aveva pubblicato su Instagram una story, e io l’avevo contattata scrivendole: “Mi è sembrato di vedere un Buschini! ? Ho visto bene o ho le allucinazioni per la troppa voglia di vederlo?!”.

Adesso non mi sognerei mai di fare una cosa del genere ?, ma all’epoca Carmine lo avevo incontrato solo una volta e lui non sapeva nemmeno chi fossi; mi sentivo quindi molto più libera in certe “manifestazioni” d’interesse (e di stalkeraggio ?).

La sua amica mi rispose ridendo e complimentandosi per il mio “radar buschiniano”, o qualcosa del genere. Io la ringraziai e le dissi “Salutamelo!”.

Glielo dissi così, come quelle cose che dici tanto per…, sicura che tanto cadranno nel vuoto… E invece, pochissimi minuti dopo, mi arrivò la notifica Twitter del like di Carmine al post in cui avevo usato proprio queste foto ?: aveva usato quel modo per rispondere al mio saluto e mi aveva regalato il suo terzo like tutto mio ❤️ (il primo -e unico- su Twitter. I due precedenti erano stati sulla sua pagina Facebook).

Che dire di più? Ero esaltatissima e sempre più impaziente di rivederlo (cosa che accadde esattamente un mese dopo, ma questa è un’altra storia…) ❤️.

 

Giovedì, 22 agosto 2019

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Buongiorno Buschiner ???!

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LEO&CRIS STORY ❤️ 61❤️

La via era finalmente libera, e Leo e Cris poterono uscire dal loro nascondiglio.

“Dobbiamo cercare nel computer di Radiologia” le spiegò lui mentre si risedeva sulla carrozzella.

“Ok, ci penso io!” esclamò lei.

“Perché scusa?! Io sono scemo?!”

“No, però io sono una freccia al computer.”

“Anch’io sono una freccia!”

“Ooh!” sbuffò lei. “Possibile che per te è tutto una gara?!”.

E Leo, per una volta, cedette: “Dai, vai! Io faccio la guardia” le disse piazzandosi in mezzo al corridoio, mentre Cris entrava nell’ufficio e andava a sedersi davanti al pc.

Leo, intanto, si muoveva nervosamente avanti e indietro lungo il corridoio, e il tempo gli sembrava non passare mai. “A che punto sei?” domandò a Cris poco dopo, avvicinandosi alla porta.

“Eh… aspetta!”.

Tornò in corridoio, ma dopo meno di un minuto non resistette e si riavvicinò, impaziente: “Trovato qualcosa?”

“No, ancora no, ma…”

“Ma cosa?”

“E sta’ un po’ zitto che mi deconcentri!”

“Sì, sbrigati però!”.

Passarono altri secondi e finalmente Cris riuscì a trovare quello che serviva. “Trovato! Trovato, Leo!” esultò a bassa voce, mentre lui la raggiungeva. “C’è tutto! Ci sono anche gli esami che ha fatto ora!”

“Sei un genio!” esclamò Leo sorridendo raggiante, sporgendosi verso di lei con slancio per abbracciarla.

E fu in quel momento che accade.

Si baciarono.

Nessuno dei due avrebbe saputo spiegare la dinamica di quel bacio o chi di loro avesse preso l’iniziativa: si stavano per abbracciare, e improvvisamente si erano ritrovati stretti l’uno all’altra, labbra contro labbra, senza sapere né come né perché; a dire il vero, forse, il perché lo sapevano, anche se non erano ancora pronti ad ammetterlo.

Non fu un bacio vero, non fece in tempo a diventarlo, perché Cris si staccò, anche se Leo non voleva lasciarla andare e aveva ancora una mano sulla sua schiena; si guardarono per un momento, straniti, quasi increduli, un po’ colpevoli.

“Ah… scusa…” disse lei abbassando lo sguardo.

“Eh… scusa tu” rispose lui, allontanandosi a malincuore. “Non volevo.”

“No…, non volevo neanch’io”.

Non sapevano più cosa dirsi, e Cris, a disagio, fissava in silenzio lo schermo del computer; Leo, invece, non riusciva a toglierle gli occhi di dosso, per poi distogliere lo sguardo, facendo finta di niente, quando lei si voltò verso di lui.

“Passami quella chiavetta, dai!” disse Cris, interrompendo così il silenzio imbarazzante che si era venuto a creare; lui gliela porse e rimase a osservarla mentre copiava tutti i dati di Rocco.

“Sai, ogni tanto mi viene un dubbio…” cominciò a dirle con un sorrisetto malizioso.

“Cosa?”

“No, è che… mi fai pensare a una che ho visto in un film…, che all’inizio è tutta bella, dolce…, splendida…” le raccontò, facendola sorridere. “E poi si scopre che sta nei servizi segreti ed è una che spacca il culo ai passeri!” esclamò ridendo.

“Certo che sei proprio romantico, tu!” ribatté lei lanciandogli uno sguardo gelido. “Dai, andiamo…!” gli disse prendendo la chiavetta.

 

Venerdì, 23 agosto 2019

C’era una volta…

Un bel tenebroso quindicenne ?.

 

Sabato, 24 agosto 2019

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Venerdì, 6 giugno 2014

Stacco dal muro una foto che ci ritrae insieme e la guardo a lungo; ce l’aveva fatta Asia, una mattina che era arrivata e non trovandomi in camera era venuta a cercarmi fuori e ci aveva sorpresi così, con le mani strette nel Watanka. Avevo conosciuto Vale e Cris da pochi giorni, stavamo ancora cercando il Bello e il Furbo, e non vedevo l’ora di raccontare tutto a Nicola, soprattutto quanto fosse bello avere di nuovo un compagno di stanza, anche se forse era un po’ fuori di testa, dato che aveva voluto fare entrare Rocco nel gruppo e asseriva di avergli pure parlato.

Nicola però voleva che gli raccontassi di quanto era bella la Ragazza. “Ma l’hai già vista!” gli avevo risposto ridendo. Gliel’avevo pure presentata, qualche giorno prima, ma lui aveva insistito perché fossi io a descrivergliela, e così mi ero ritrovato a parlargli di Cris, dei suoi capelli lunghi che profumavano sempre di shampoo alla camomilla, di quel suo modo di portarseli dietro l’orecchio o di giocarci quando era a disagio; del modo in cui mi guardava, fulminandomi, quando facevo qualche battuta di troppo, e del sorriso splendido che invece la illuminava quando stava bene; e quando quel sorriso sapevo di averglielo provocato io… beh… allora mi appariva ancora più splendido. Qui ero arrossito, e Nicola mi aveva preso in giro, dicendomi che ero cotto di lei, ma io avevo precisato subito che non era vero, che era carina, sì, ma che non mi interessava più di tanto, che stavo bene da solo, che non volevo complicazioni alla mia vita già complicata.

“Questa si chiama paura, però” mi aveva risposto lui con un sorriso divertito. “E non è da te”.

Io avevo fatto una smorfia e mi ero affrettato a cambiare discorso, chiedendogli uno spicchio della sua arancia.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Venerdì, 6 giugno 2014⬅️

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Martedì, 27 agosto 2019
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Money-Mary-Fame

Il fantastico trio, qualche settimana fa a Cesenatico ❤️.

(Foto dell’8 agosto)

 

Mercoledì, 28 agosto 2019

“La mia passione è la cucina. Mi piacerebbe partecipare ad un programma a tema, perché mia nonna mi ha insegnato tutto quello che so. Faccio la pasta fatta a mano, dai passatelli romagnoli agli gnocchi, fino alle tagliatelle. Ma quello che mi riesce meglio è la pasticceria. Sui dolci vado forte e la mia torta preferita è la cheesecake al lampone”.

(Carmine Buschini)

 

Giovedì, 29 agosto 2019

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ROCCO&SARA STORY ?8?
Era quasi ora di entrare a scuola, e Sara stava ancora ripassando la lezione di francese. Con la fortuna che si ritrovava ultimamente, c’era da scommettere che la professoressa avrebbe interrogato proprio lei, e lei non poteva permettersi di certo un altro brutto voto. Il rischio era alto, però, dato che ultimamente le risultava quasi impossibile studiare: il ritorno di sua madre dopo tutti quei mesi di coma l’aveva scombussolata non poco, ancor di più il fatto che apparisse così diversa dalla donna che lei aveva sempre conosciuto; e adesso, per completare il quadro, sua madre non si era fatta mancare un bello scandalo, finendo sulla prima pagina dei giornali insieme alla sua nuova fiamma: niente meno che Stefano De Angelis, il fratello dell’uomo con cui aveva tradito suo padre, e che insieme a lui era morto, in quella maledetta notte.
“Buongiooorno!”.
Una voce la riscosse all’improvviso, mentre camminava per il cortile della scuola ripetendo a voce alta la lezione. Anzi, non una voce, quella voce. La voce di Rocco. Il suo raggio di sole.
Se ne stava seduto in mezzo a due alberi e le stava sorridendo, e non poté che sorridere anche lei, nonostante fosse molto sorpresa di trovarlo lì: “E tu che ci fai qui?”
“Diciamo che non viviamo a New York…” le rispose lui alzandosi. “E che ho un amico molto simpatico che è bravo a scoprire le cose su internet, quindi…”
“Quindi hai fatto una ricerca su di me!” esclamò lei. Rocco intanto l’aveva raggiunta ed era a un passo da lei, solare e sorridente come al solito, ma con uno sguardo strano. Strano era anche il fatto che se ne stesse davanti a lei senza dirle niente e senza baciarla, limitandosi ad accarezzarle i capelli, spostandoglieli dal viso. “Che hai?” gli chiese allora, cominciando a preoccuparsi. E se non voleva più stare con lei? E se era venuto lì a scuola apposta per lasciarla?
“No, va tutto bene… È… che dobbiamo parlare, però”; il tono di voce di Rocco non suonò molto convincente, però al tempo stesso l’aveva un po’ rassicurata; lui aveva qualcosa di strano, e questo era certo, ma da come la guardava non sembrava avere intenzione di lasciarla.
“Dai, va bene” gli disse lei sorridendo e prendendolo per mano. “Tanto non mi andava di andare a scuola, oggi”.
Lui le strinse la mano e le rivolse uno dei suoi incantevoli sorrisi, e Sarà penso che qualsiasi cosa fosse, questa di cui dovevano parlare, non doveva poi essere tanto grave.

 

Sabato, 31 agosto 2019

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Venerdì, 20 luglio 2012

Tra la visita della Lisandri e Carlo, una partita alla Play, e un giro sui social, la mattina bene o male passa, anche se la trascorro tutta a letto, perché mi sento davvero stanchissimo. Mi alzo solo una volta per andare in bagno, ma più che camminare praticamente trascino i piedi; mi sento come se avessi corso per cinquanta chilometri. Mentre mi lavo le mani, incrocio il mio sguardo allo specchio, e non è una bella sensazione.

Non mi piace quello che vedo.

Non mi riconosco.

Sono pallido, ho le occhiaie.

Non riconosco la mia faccia, non riconosco il mio corpo.

Non sono mai stato così magro, le mie braccia sono tutte bucherellate, ho un ago perennemente infilato da qualche parte, e la flebo sembra ormai un mio prolungamento.

Non mi riconosco.

Non riconosco più me stesso.

E mi viene da piangere.

Ma sono anche tanto incazzato.

Non sto bene, sono costretto a stare qua, non posso fare niente… Tutte le cose che facevo prima mi sembrano lontanissime. Mi sembra impossibile che fino a pochissimo tempo fa giocavo a pallanuoto, andavo in piscina, al mare, facevo lunghe corse, uscivo con Giulia, coi miei amici, ero pieno di energie… Adesso sono sempre stanco, non ho fame, non distinguo il sapore del cibo, è tutto amaro, metallico, schifoso, e sono terrorizzato all’idea di vomitare, perché quello è ancora più schifoso.

Non mi riconosco.

Sto lottando, sto cercando di resistere, di combattere, di andare avanti, di non mollare…, ma non mi riconosco, e questa cosa non mi piace per niente e mi fa stare ancora più male.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Venerdì, 20 luglio 2012⬅️

❇️Letture consigliate: 18 e 19 luglio 2012❇️

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Martedì, 3 settembre 2019

Selezioni al Centro Sperimentale di Cinematografia (07/09/2015)

Carmine partecipa alle selezioni per accedere al corso di Recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia. Viene poi ammesso con 26/30 insieme ad altri 6 ragazzi e 7 ragazze, scelti tra più di cinquecento aspiranti attori, e termina il triennio a dicembre 2018, conseguendo il diploma (di recente equiparato ufficialmente a una laurea triennale).

Giovedì, 5 settembre 2019

Incontro coi Braccialetti Rossi al Cinema Modernissimo di Napoli (25 novembre 2016)

Incontro coi Braccialetti Rossi al Cinema Modernissimo (con proiezione in anteprima nazionale della settima puntata della terza serie) ?.

➡️Sulla pagina Facebook trovate l’album con tante altre foto (link)⬅️

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Venerdì, 6 settembre 2019

Per te potrei venire ovunque
e, se me lo chiedessi piangendo,
potrei persino imparare a volare.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Sabato, 7 settembre 2019

Giovedì, 14 maggio 2015

“Questa, Piscione, è la zia Carola. Quella riccona che ti riempirà di cose inutili come i bavaglini di Armani e i pannolini di Dior!”

“Non esistono i pannolini di Dior!” ribatte lei.

“Ma se esistessero glieli compreresti, di’ la verità!”.

Lei sospira e alza gli occhi al cielo. “No…”

“Non crederle, Piscione!” bisbiglio io a Nic, ridendo.

“Comunque quel soprannome è davvero orrendo. Devi per forza usarlo?”.

Io rido e mi siedo sul divano, in mezzo a lei e Cris. “Anche mia sorella lo detesta!” esclamo passando un braccio sopra le spalle di Cris. “Ma il Piscione è mio, e perciò decido io!”

“E tu non gli dici niente?!” domanda Carola a Cris, sgranando gli occhi.

“Io lo trovo carino…” sorride lei dandomi un bacio sulla mano.

“Ci rinuncio!” sbuffa Carola. “Con voi due è una partita persa!”.

Io sorrido e accarezzo la guancia di Nic con un dito; tutto sommato sembra stare bene pure in braccio alla zia riccona. E la zia riccona ha già perso la testa per lui, si vede da come lo guarda. E d’altronde, non potrebbe essere altrimenti. Guarda lì: 3 kg e 840 grammi di puro amore.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Giovedì, 14 maggio 2015⬅️

❇️Letture consigliate: 11-12-13 maggio 2015❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
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***

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Sarà un cielo chiaro.
S’apriranno le strade
sul colle di pini e di pietra.
Il tumulto delle strade
non muterà quell’aria ferma.
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come donne
divertite. Le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
S’aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando
come l’acqua nelle fontane
sarà questa la voce
che salirà le tue scale.
Le finestre sapranno
l’odore della pietra e dell’aria
mattutina. S’aprirà una porta.
Il tumulto delle strade
sarà il tumulto del cuore
nella luce smarrita.

Sarai tu – fermo e chiaro.

(Cesare Pavese)

 

Domenica, 8 settembre 2019

Lo ammetto: temevo che l’estate buschiniana 2019 fosse già miseramente finita ?… e invece no!!! ?
Sta continuando in montagna, con Nicc e Sam! ♥️

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Lunedì, 9 settembre 2019

LEO E CRIS STORY ❤️62❤️

“Come va con Vale?” domandò Leo a Cris con tono incerto, mentre uscivano dall’ufficio di Radiologia.

Quella domanda l’aveva colta alla sprovvista e non sapeva bene cosa rispondergli; preferì così ribattere con un’altra domanda: “Perché me lo chiedi?”

“No… così…” rispose lui con noncuranza, avviandosi verso l’ascensore.

“C’è… qualcosa in particolare che vuoi sapere?”

“No…! È solo per sapere… così! Che c’è di strano?”

“Ti interessa la nostra storia?”

“Sì” rispose Leo stringendosi nelle spalle. “Siete miei amici!”.

Cris si fermò di colpo, parecchio infastidita dal fatto che lui stesse facendo finta di niente: “Ho capito, però…!” provò a dire indicando con la mano l’ufficio dove si erano baciati pochi minuti prima, ma lui continuava a far finta di non capire. “Vabbè, io ti giuro che delle volte mi fai veramente venire i nervi!” esclamò allora esasperata, accelerando il passo fino ad arrivare all’ascensore, per poi premerne nervosamente il tasto di chiamata.

“Ma perché?!” le domandò lui raggiungendola.

“Perché sembra che fai finta di essere interessato quando in realtà non te ne frega niente!” gli rispose alzando la voce e incrociando le braccia, e appoggiandosi alla parete dell’ascensore mentre aspettava che arrivasse.

Leo abbassò lo sguardo, consapevole di aver tirato un po’ troppo la corda. “Avevo solo chiesto…”

“Sì! Io e Vale stiamo molto bene!” sbuffò Cris, guardandolo per un momento, per poi distogliere subito lo sguardo, mentre lui la guardava senza dire niente. “Domanda stupida!” borbottò tra sé e sé. “Per caso c’entra qualcosa il bacio che ci siamo dati prima?” gli chiese voltandosi verso di lui.

“No, assolutamente!” si affrettò a rispondere Leo, quasi ridendo. “Poi quello… non è stato un bacio. Cioè, dico… non era un bacio vero!”

“E infatti! Mica era un bacio vero!” lo rimbeccò Cris infastidita, affrettandosi ad entrare nell’ascensore che si era appena aperto.

Leo la seguì in silenzio, mentre si rendeva conto di aver perso l’ennesima occasione per evitare di dire la cosa sbagliata.

 

Martedì, 10 settembre 2019

MICOL

Mi ricordo che quell’estate avevo ricominciato a vedere le puntate di “Braccialetti Rossi”: mi mancavano, avevo proprio bisogno di rivederli.

La sera mi mettevo lì con con l’iPad, e le guardavo; inizialmente una a sera, ma poi non riuscivo più a fermarmi, e rimanevo sveglia fino a tardi per guardarle.

Proprio quell’estate, un bel po’ di tempo prima che venisse annunciato l’evento di Venezia, mi ero scattata una foto in cui ero disperata e stavo piangendo, pensando che non li avrei mai incontrati. Ero già stata a un evento, a Milano, ma lì era stato tutto così frenetico e caotico che non ero riuscita nemmeno a guardarli negli occhi. Poter incontrare Carmine era il mio sogno (anche Mirko, in realtà, ma il mio preferito era sempre stato Carmine), e scattando quella foto avevo pensato che magari un giorno sarebbe stato bello riguardarla, sapendo di avercela fatta, di averlo realizzato, quel sogno.

Poche settimane dopo, Carlo Degli Esposti diede l’annuncio che i Braccialetti Rossi sarebbero stati ospiti al Festival del Cinema di Venezia per l’anteprima di “Piuma” e che ci sarebbe stato un incontro con i fan! E lo fece tramite un video con Carmine, dove lui sorrideva in un modo stupendo, e rideva, ed era bellissimo. E mentre lo guardavo, io tremavo dall’emozione.

Lui sorrideva, e io tremavo.

Non riuscivo a crederci: finalmente avrei potuto incontrarlo!

E così arrivò il grande giorno, e io mi ritrovai a Venezia! Già solo essere al Festival era un’emozione fantastica; l’idea di poter incontrare Carmine… non ne parliamo!

La sera ci sarebbe stato il Red Carpet e la proiezione di “Piuma”, ma prima era stato organizzato un vero e proprio incontro con gli attori di Braccialetti, in un enorme campo da basket.

Aspettavo con impazienza dietro alle transenne che le aprissero per farci entrare, e nel frattempo vedevo da lontano Carmine e gli altri ragazzi che si stavano preparando, intorno al tavolo dove li avremmo raggiunti. All’improvviso partì la musica di Braccialetti, e senza che quasi me ne rendessi conto, scoppiai a piangere senza riuscire a fermarmi. Era un’emozione fortissima, assurda, era come rivivere tutte quelle emozioni che avevo provato guardando le puntate.

Finalmente aprirono le transenne e ci fecero entrare nel campo; io non riuscivo ancora a credere di averli lì, proprio lì davanti ai miei occhi. Non c’era nemmeno tanta gente, rispetto ad altri eventi, si stava benissimo e ci si poteva avvicinare liberamente ai ragazzi, salutarli, scambiare due chiacchiere, fare la foto, senza nessuno che ti dicesse di fare in fretta o che ti mandasse via.

Andai da Mirko, e poi trovai il coraggio di avvicinarmi a Carmine, anche se avevo troppa paura di disturbarlo. Lui è così diverso da Mirko, così riservato, addirittura timido, oserei dire. Mia madre aveva portato la macchina fotografica e faceva un sacco di foto in giro, ma lui avevo paura di metterlo in imbarazzo, così preferii usare il mio cellulare. “Ti dispiace se facciamo una foto?” gli chiesi gentilmente. Lui fu molto carino e disponibile, mi autografò anche una sua foto che avevo fatto stampare apposta dal fotografo, e poi lo abbracciai. Altro non riuscii a dire o a fare, ero troppo emozionata, ma ero anche tanto felice di essere lì con lui.

Fu tutto perfetto.

Tutto.

E dopo l’incontro non era mica finita, perché c’era la proiezione di “Piuma”, e prima il Red Carpet! Carmine e gli altri erano davvero bellissimi, tutti eleganti…, fu stupendo anche quello! Ci lanciarono pure le paperelle (il simbolo del film) e io riuscii a prenderne due. Veramente fantastico!

Ero euforica, felice, piena di gioia.

Non potevo chiedere di più.

Di lì a poco sarebbe ricominciata la scuola, e io ero contenta di rivedere i miei compagni e di riprendere la routine, ma al tempo stesso ero malinconica per la fine delle vacanze e della libertà che portano con sé, ma la mia estate non avrebbe potuto avere un finale migliore.

Perfetto.

Quello fu il mio giorno perfetto.

 

Sabato, 14 settembre 2019

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Martedì, 7 agosto 2012

Le 9:50.

Vado.

Prendo in mano il block notes, la biro, il mio coraggio, e vado.

“Leo! Te ne vai già in giro a quest’ora?” mi ferma subito Laura in corridoio. “Devi aspettare il giro visite della Lisandri!”

“No, oggi no. Ho appuntamento col dottor Abele per parlare dell’operazione.”

“Ah, ok! Ti hanno già detto quando ti operano?”

“Tra due settimane”.

No, non è esatto: tra tredici giorni.

“Oh, vai pure, allora” mi dice mentre io mi avvio. “E cerca di stare tranquillo!”.

“Cerca di stare tranquillo”.

No, non sono per niente tranquillo.

Stavolta, l’idea di affrontare questa cosa da solo non mi dà più forza, ma solo più ansia, più paura. E mi pare impossibile che fino a due mesi fa avevo paura di un prelievo di sangue. Anzi, diciamo pure che fino a due mesi fa non avevo nemmeno mai fatto un prelievo di sangue, e invece adesso non mi fanno più effetto e ne ho già perso il conto, così come ho perso il conto delle flebo e di tutto il resto.

E tra tredici giorni mi apriranno in due la gamba.

Ho avuto l’idea del cazzo di curiosare su internet, e mi sono apparse delle immagini per niente simpatiche: in confronto, l’incisione che mi hanno fatto per la biopsia sembra un ginocchio sbucciato. Mi rompe parecchio ammetterlo, ma la Lisandri aveva ragione quando mi ha detto di non cercare, che mi sarei impressionato.

È con queste immagini davanti agli occhi che raggiungo lo studio del dottor Abele, e vorrei tanto non doverci entrare da solo.

Vorrei che ci fosse la mamma.

Vorrei perfino che ci fosse papà, piuttosto che entrarci da solo.

Oppure vorrei Asia.

E Asia c’è.

Asia c’è sempre.

“Cosa fai qua?!” le domando stupito mentre lei si alza dalla poltroncina e mi viene incontro.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Martedì, 7 agosto 2012⬅️

❇️Letture consigliate: tutti i capitoli di luglio/agosto 2012 che avete voglia di leggere ?❇️

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Lunedì, 16 settembre 2019

MERAVIGLIOSAMENTE LEO ?

“Così sia detto, così sia scritto, così sia fatto”.

 

Martedì, 17 settembre 2019

“Prima di iniziare le riprese (di Braccialetti Rossi) sono stato una settimana in una comunità di disabili… La cosa più difficile non è tanto imparare a stare sulla sedia a rotelle fisicamente, perché quello… ci vuole un attimo. La cosa difficile da realizzare è che non potresti fare altrimenti: sei così, e devi ammettere che a volte hai bisogno di aiuto”.

(Carmine Buschini)

 

Giovedì, 19 settembre 2019

Backstage “Il Capitano Maria”

Sulla pagina Facebook trovate l’album con tante altre foto (link).

 

Venerdì, 20 settembre 2019

C’era una volta…

Carmine e la sua famiglia ?.

 

Sabato, 21 settembre 2019

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Milano, 21 settembre 2019

Finalmente un avvistamento buschiniano! ?

Carmine è a Milano, sembra stare bene, e continua a farsi crescere la barba: pigrizia, sfizio, o qualcosa di nuovo in vista? ?

***

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Martedì, 29 marzo 2016

“Cris è tua moglie?” mi domanda Mattia.

“Sì.”

“E che tipo è? Com’è? Oltre ad avere un’enooorme pazienza, ovviamente!”

“Ovviamente!” ripeto io ridendo. “Beh… Cris è… è tante cose. È dolcissima, ma è anche una delle persone più determinate che io conosca. Ed è forte, solare…, intelligente, passionale…”

“Ah, è perfetta in pratica!”

“Sì!”; io rido e affondo la forchettina in un pezzo di fragola che era rimasta nel piatto, la mangio, e poi faccio un sorriso malizioso. “E ovviamente… è anche una strafiga!”

“Ah, non lo metto in dubbio! Hai sempre avuto buon gusto!”

“Aspetta, te la faccio vedere”. Prendo il cellulare dalla tasca, e proprio in quell’esatto momento compare la foto di Cris sullo schermo perché mi sta chiamando. “Non ci credo!” esclamo mostrando il telefono a Mattia. “Mi sta chiamando proprio adesso!”.

Lui si avvicina un po’ per guardare meglio e poi si guarda intorno. “Ma non è che ci sta spiando?”

“Ah, magari pensa che in realtà non sono qui con te ma con Giulia! Si è incazzata di brutto per quella storia lì…”

“E allora è meglio se le rispondi, no? Comunque hai ragione, è una strafiga!”

“Ehi! Vacci piano! Stai parlando della mia donna, eh?!”

“Ma se tu…”; lui si ferma con una mano a mezz’aria e poi la lascia ricadere. “Vabbè, lasciamo perdere. Rispondi che è meglio.”

“Sì…” dico io ridendo. “Cris?” rispondo con tono allegro, ma mi accorgo subito che c’è qualcosa che non va.

“Leo…”; le trema la voce, e istintivamente mi si contrae lo stomaco in una morsa dolorosa.
“Che c’è?” le domando con urgenza. “È successo qualcosa?”.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Martedì, 29 marzo 2016⬅️

❇️Letture consigliate: 26-27-28 marzo 2016❇️

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Domenica, 22 settembre 2019

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Non c’è molto da dire.
Se tu vedessi
i miei occhi
mentre parlo di te
capiresti.

(Marzia Sicignano).

 

Lunedì, 23 settembre 2019

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ROCCO&SARA STORY ?9?

Rocco aveva scoperto che lei era la figlia di Monica Grossi. Ecco di cosa voleva parlare. E questo rendeva Sara nervosa, molto nervosa, ed era già alla seconda sigaretta in pochi minuti, anche se ultimamente era riuscita a diminuirle; ma questo era proprio uno di quei momenti in cui ne sentiva estremamente il bisogno.

“Sì, è vero” ammise annuendo nervosamente. “Sono la figlia di Monica Grossi. E… io non te l’ho detto, mi dispiace”.

Rocco però non sembrava essersela presa più di tanto per il fatto che lei glielo avesse tenuto nascosto, anzi, si stava dimostrando piuttosto comprensivo: “Non è questo il punto. Capisco benissimo che tu non abbia voluto dirmelo, con tutta la curiosità che c’è intorno alla tua famiglia e a tua madre…”

“E allora perché hai voluto parlarmi?”. Sara non ci stava capendo più niente: se questa storia non era un problema, cosa c’era di così urgente allora? E soprattutto, perché lui aveva quell’espressione così angosciata sulla faccia?! Di certo non aveva saltato la scuola, e non l’aveva fatta saltare anche a lei, solo per fare colazione insieme. Che poi…, lei già di suo non aveva molto appetito, ma adesso era così nervosa che aveva solo bevuto un caffè senza riuscire a mangiare nulla.

“Perché il punto non è di chi sei figlia tu… Ma di chi sono figlio io” le rispose Rocco con aria molto seria, aprendo poi il giornale che aveva appoggiato sul tavolino, e mostrandole la prima pagina senza avere il coraggio di guardarla negli occhi.

Sara non poteva crederci. Aveva già visto quel giornale, certo. Uno dei tanti in cui c’era in bella vista sua madre col suo amante. Ma quella frase di Rocco… voleva forse dire che…?

“Tu sei…” cominciò a dire, e le veniva già da piangere davanti a quella prospettiva assurda; era talmente assurda che non riuscì nemmeno a completare la frase; si limitò a scuotere la testa con decisione, come a cacciar via quell’idea, mentre si sforzava di trattenere il pianto.

“Sono il figlio di Stefano De Angelis” annuì Rocco. “Mi dispiace”.

No no no.

Non era possibile!

Per una volta che nella sua vita le cose stavano andando un po’ meglio, per una volta che non era tutto assurdamente complicato, per una volta che si era quasi convinta di poter essere felice, veniva a scoprire che il ragazzo che stava frequentando, anzi, no, il ragazzo di cui era innamorata, perché lo era, ed era del tutto inutile continuare a fingere di non esserlo -se non altro con se stessa-, era il figlio dell’amante di sua madre!

No, questo era davvero troppo e non poteva tollerarlo. Si alzò di scatto, prese lo zainetto, e poi si allontanò in fretta dal tavolino del bar all’aperto in cui erano seduti, prima di rischiare di scoppiare a piangere davanti a lui, che era proprio l’ultima cosa che voleva.

Rocco rimase un attimo bloccato, spiazzato da quella reazione, ma poi si alzò anche lui per andarle dietro. “Perché fai così?!” le chiese raggiungendola, dopo aver inciampato, rischiando di cadere rovinosamente per terra.

“Ma non capisci?!” urlò lei scoppiando a piangere, mentre si allontanava a passo spedito e non accennava a fermarsi, e Rocco per starle dietro inciampò di nuovo, stavolta sui gradini del sagrato della chiesa. “È riuscita a rovinarmi anche questo! Anche quello che c’è tra noi! Sei il figlio dell’amante di mia madre! Il nipote dell’uomo che è morto insieme a mio padre. È terribile! Sembra uno scherzo! Sembra…”

“Non c’è niente di terribile!” esclamò lui alzando la voce. “Forse vuol dire solo che eravamo destinati a incontrarci!”

“Oppure vuol dire che mia madre rovina sempre ogni cosa che tocca, che io non riesco a impedirlo, e che va sempre sempre tutto male! Tutto storto! Anche tu! E tuo padre!”.

La situazione stava degenerando: Sara era fuori di sé e vedeva tutto nero, tutto storto, lui compreso, e Rocco questo non poteva permetterlo. Stava rischiando di perderla per uno strano scherzo del destino, e non poteva assolutamente permetterlo.

“Mio padre mi aveva chiesto di incontrarti…!” urlò mentre Sara continuava ad allontanarsi. “Di… incontrarti, di conoscerti! Io non lo sapevo che eri tu!”. Sara improvvisamente rallentò il passo. Forse questo discorso poteva funzionare, forse poteva convincerla che non era poi tutto così sbagliato come lei pensava, forse sarebbe riuscito a non perderla. Lasciò cadere per terra lo zaino, mentre lasciava andare anche ogni difesa. “Mi aveva detto che la figlia di una sua amica aveva dei problemi, che stava attraversando un periodo difficile…”; stava parlando il più in fretta possibile, Rocco, per riuscire a dirle tutto, per poterla fermare prima che lei se ne andasse via; stava parlando così in fretta da restare a corto di fiato. Anche se forse, ciò che gli stava togliendo davvero il fiato, era l’agghiacciante possibilità che lei se ne andasse davvero e che non volesse più saperne di lui; e quindi continuava a parlare, in fretta. “…che era in cura in una clinica e che quindi io potevo…”. Aveva funzionato. Sara si era fermata. Quando però si girò verso di lui, il modo in cui lo stava guardando gli lasciò ben poche speranze. Adesso forse l’aveva persa davvero. “Io gli ho detto di no, però” le disse con voce angosciata, che risuonò quasi come una supplica. “E poi ci siamo conosciuti…, per caso! Non ti sembra un segno di qualcosa?”. Si stava aggrappando a tutto. A tutto, pur di non perderla, ma aveva solo peggiorato la situazione, e adesso Sara stava più male di prima.

“Quindi tu sapevi che ero malata?” gli domandò con la voce che tremava, avvicinandosi lentamente a lui, con un’espressione profondamente ferita sulla faccia e con le braccia incrociate, come a volersi proteggere da tutto quello che le stava capitando. “Che ero un caso pietoso…, qualcuno… da soccorrere, qualcuno a cui stare vicino perché aveva bisogno di aiuto?!”

“No, Sara…!” rispose lui cercando di abbracciarla, ma lei si scansò immediatamente. “Era solo preoccupazione per te.”

“Non…”

“E… e quando ti ho conosciuta non ho messo insieme le cose! È stato tutto casuale!”.

Rocco ci aveva provato ancora, e ancora una volta era senza fiato. Sara sembrava irremovibile, e a lui cominciava a mancare la terra sotto ai piedi.

“No no no no no!” disse lei scuotendo la testa con decisione, mentre stringeva forte gli occhi per evitare di piangere ancora. “È tutto sbagliato! Anche tu!”; e poi gli voltò di nuovo le spalle.

“Aspetta…” sussurrò lui facendo uno scatto verso di lei, cercando di afferrarla, ma non fece che farla alterare ancora di più.

“Rocco per favore non seguirmi!” gli urlò addosso. “Non farlo! Non adesso! Ho bisogno di stare da sola!”.

E Rocco non la seguì.

Rimase a guardarla andare via, mentre pensava a che razza di casino assurdo si era venuto a creare, cercando inutilmente di calmarsi, e sperando con tutto se stesso di non averla persa per davvero.

 

Martedì, 24 settembre 2019

“La Partitella” a Tor Bella Monaca (23/03/2018)

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Mercoledì, 25 settembre 2019

L'immagine può contenere: una o più persone

Voglio scrivere della tua bocca
che m’ha raccontato poesie,
che m’ha permesso di volare
su in cielo, tra le nuvole,
voglio scrivere di noi,
del tuo corpo nei giorni di maggio,
delle mie paure
posate sul tuo collo,
dell’attesa incessante,
tu che vai via
e non torni più,
io che t’aspetto
con un buco nel petto,
io voglio scrivere di me che ti voglio
più forte di sempre,
della vita che si ferma,
dei nostri piccoli frammenti
di felicita:
i tuoi capelli
tra le mie mani,
i miei dubbi e le tue certezze,
il tuo sguardo nel mio passato,
il mio viaggio nella tua vita,
voglio scrivere dei tuoi capricci
e del mare che m’hai portato a visitare
mano per mano
sulla spiaggia dei nostri sentimenti,
hai raccolto una pietra colorata
e m’hai chiesto perché mai
i miei occhi fossero finiti
nascosti tra la sabbia
e allora hai raccolto i miei occhi
e li hai messi in tasca:
<<Così sono con me sempre>>
hai detto,
sì,
così sono con te sempre.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Venerdì, 27 settembre 2019

Tg 1 (2 marzo 2014)


Sabato, 28 settembre 2019

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Sabato, 11 agosto 2012

“Vabbè…!” sospiro io alzando gli occhi al cielo. “Quindi la storia è sempre la stessa, no? Cioè che la Bestia è più str… ehm… più bastarda del previsto.”
“Cioè che il tumore si è comunque ridotto” puntualizza la Lisandri. “Ma è più aggressivo del previsto.”
“E vabbè, la dica come vuole, ma la faccenda sempre quella è!”. E sempre nella merda sto. “E le altre ossa stanno bene, almeno?”
“Benissimo. E anche i valori dell’ultimo esame del sangue sono buoni. A questo proposito, pensavo di lasciarti la giornata libera, domani. Di lasciarti andare a casa.”
“Davvero?!” esclamo io incredulo, e quasi mi sollevo dalla sedia.
“Sì, davvero” mi sorride lei.
“E posso anche restarci a dormire?!”
“No. Non esageriamo adesso”.
Ok, ci ho provato… “Ma posso tornare alle undici?”
“Facciamo alle dieci e mezza.”
“Addirittura mezz’ora in più dell’altra volta?! Dottoressa, lei mi preoccupa! Si sta rammollendo!”
“Oh beh, se non ti va bene puoi sempre tornare alle otto.”
“No no! Le dieci e mezza va benissimo! Ma come mai tanta generosità? Dove sta la fregatura?”
“Non c’è nessuna fregatura, Leo.”
“Su, andiamo!”
“Perché devi pensare che ci sia?”
“Perché mi sembra strano che lei mi regali un’altra giornata di permesso dopo appena una settimana, quando prima mi ha tenuto prigioniero fino allo sfinimento!”
“Semplicemente, quando ti ho tenuto prigioniero, era perché per la tua sicurezza era meglio così. Ad oggi stai abbastanza bene, e dal momento che le prossime settimane si preannunciano piuttosto pesanti, ritengo di poterti lasciare uscire per un giorno”.
Piuttosto pesanti, detto dalla Lisandri, va tradotto in vero inferno: le prossime settimane saranno un vero inferno.
Ma domani posso uscire!

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Sabato, 11 agosto 2012⬅️

❇️Letture consigliate: 8-9 agosto 2012❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 29 settembre 2019

MERAVIGLIOSAMENTE LEO ?

“Questo è niente rispetto a come restano quando vedono che… la gamba ti manca proprio! Questo sì che è un silenzio!”.

 

Lunedì, 30 settembre 2019
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Ancora non potevo saperlo con che con quelle labbra mi avresti detto le peggiori cose, ma mi avresti anche fatto provare quelle più belle di sempre, non lo sapevo che con quelle labbra mi avresti trafitto il cuore.
(Marzia Sicignano, Aria)

 

Mercoledì, 2 ottobre 2019

C’era una volta…

a voi i commenti.

Io di parole stavolta non ne ho ?.

 

Venerdì, 4 ottobre 2019

LEO&CRIS STORY ❤️63❤️

Cris sembrava davvero arrabbiata e se ne stava appoggiata contro la parete dell’ascensore, evitando volutamente di parlare con Leo o anche solo di guardarlo.

“Ah…!” si lamentò lui ad un certo punto, sfregandosi un occhio, e lei non riuscì a rimanere indifferente.

“Che hai?”

“Non lo so… però da quest’occhio non vedo più niente…”

“Eh… esagerato, mò!”

“Però mi fa male…” si lamentò ancora Leo, continuando a sfregarselo. “Prova a vedere… è rosso?”.

Cris, un po’ riluttante, si chinò verso di lui per guardare. “No, non c’è niente qui…” fece appena in tempo a dire, indugiando con la mano sul suo viso, prima che lui annullasse la breve distanza che li divideva e la baciasse.

Si staccarono dopo pochi secondi, rimanendo in silenzio a guardarsi, per un tempo che sembrò loro interminabile. Lo sguardo di Leo era così incredibilmente intenso che Cris ne rimase come ipnotizzata, ancora china su di lui, incapace di muoversi. E poi lui si avvicinò di nuovo per baciarla, afferrandole il viso con la mano per non lasciarla scappare via, proprio come quella volta in sala chemio, delicato e prepotente al tempo stesso, come solo lui sapeva essere, e lei non poté far altro che chiudere gli occhi e ricambiare quel bacio, avvicinandosi a lui il più possibile, mentre ogni remora, ogni preoccupazione, ogni ansia scompariva, lasciandole la testa libera e leggera e il corpo in balia di sensazioni mai provate prima.

“E questo?” gli domandò ancora incredula quando si allontanarono.

“Questo era un bacio vero” le rispose Leo deglutendo, tenendole ancora la mano sul viso, come se non ci fosse bisogno di aggiungere nient’altro, come se quel bacio bastasse a se stesso, come se il terremoto emotivo che le aveva provocato non avesse importanza; ma lei aveva bisogno di sentirsi dire altro, aveva bisogno di dare un nome a tutto quello che stava provando.

“Perché?”

“Non lo so…” sorrise lui.

“Come sarebbe a dire non lo so?!”

“Non lo so!” ripeté Leo mentre lei si alzava. “L’ho fatto perché… mi è venuto di farlo! Non c’ho pensato, giuro” disse prendendole la mano. “Però… mi è piaciuto molto. E a te?” le domandò un po’ imbarazzato.

Lei annuì, non staccando gli occhi dai suoi: “Sì, anche a me”.

Poi l’ascensore si aprì ed era ora di uscire. Cris si incamminò, giocando nervosamente con la tracolla della borsetta, seguita da Leo che si muoveva lento, forse troppo, come a voler tenere la debita distanza di sicurezza, come se fuori da quell’ascensore il mondo li avesse afferrati un’altra volta e tutto apparisse loro molto meno semplice di come sembrava fino a pochi attimi prima.

 

Sabato, 5 ottobre 2019

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Domenica, 22 gennaio 2017

È mattina.

E a giudicare dalla luce che filtra dalle fessure della tapparella, dev’essere mattina inoltrata. Ho ancora quel mal di testa assurdo, e neanche a dirlo sono di nuovo completamente sudato. La febbre però credo che sia scesa.

Mi trascino fino in bagno, e quando mi guardo allo specchio mi prende quasi un colpo: chi è quello là? La mia faccia ha un pessimo aspetto. Per fortuna che oggi non devo andare alla Radio; nemmeno con quintali di trucco, Giorgia avrebbe potuto sistemare la situazione. Sono bianco da far spavento, ho le occhiaie, gli occhi spiritati, e non riesco a guardarmi oltre. Mi infilo in doccia, cercando di non bagnarmi i capelli, che non c’ho voglia né di lavarli né di asciugarli. Ci sto meno di cinque minuti, giusto il tempo di togliermi di dosso quella sensazione sgradevole e appiccicosa lasciata dal sudore, mi avvolgo un asciugamano intorno ai fianchi, e poi vado in camera per vestirmi. Nic non è nel suo letto. Effettivamente sono già passate le dieci, quindi si sarà svegliato già da un pezzo, però è strano che non lo senta parlare, o ridere, o urlare. Non tace praticamente mai!

Mi metto un paio di pantaloni della tuta, una canotta e una felpa, e poi vado in cucina dove c’è Cris che sta studiando seduta al tavolo.

“Ciao” dico entrando, e lei si alza immediatamente per venire da me.

“Stai meglio?” mi domanda accarezzandomi il viso. “Mi sembra di sì.”

“Sì… meglio” le rispondo sfiorandole il mento col pollice, e lei sorride. “Ma il Piscione dov’è?”

“Ho chiesto a tuo padre di venirlo a prendere e di tenerlo per un po’ di ore, così puoi startene tranquillo. Lo sai che non ti avrebbe lasciato in pace…”

“Mio padre?! Cazzo, Cris! Hai detto tutto a mio padre?!”

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Domenica, 22 gennaio 2017⬅️

❇️Letture consigliate: 19, 20, 21 gennaio 2017❇️

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Martedì, 8 ottobre 2019

“Fare questo lavoro è sempre stato un mio grande desiderio, fin da bambino, ma non ne ho mai avuto la possibilità, né economica né a livello familiare, per motivi personali…; poi, i miei attori di riferimento avevano iniziato tutti da piccoli, per cui ho detto <<Sto crescendo in fretta…, non fa per me>>; e poi vengo da un paesino molto piccolo, per cui…

Quando ho avuto la possibilità di essere visto, e quando mi è stato proposto il mio primo provino per la Coca Cola, lì ho cominciato a realizzare che forse c’è sempre un’opportunità per tutti, soprattutto quando si tratta di sogni e di desideri. Ovviamente poi vanno alimentati con la costanza, con l’impegno e con la determinazione, con lo studio…, però… sì: per la mia esperienza personale attuale sono convinto che tutti abbiano almeno una possibilità per i propri sogni, o comunque sia per quello che si desidera veramente”.

 

Mercoledì, 9 ottobre 2019

ROCCO&SARA STORY ?10?

Rocco aveva continuato imperterrito per tutto il giorno a chiamare Sara e a scriverle, ma lei non aveva fatto che ignorarlo, non rispondendo mai. Ormai era sera, ma lui non si era ancora arreso: non poteva andare a dormire con quell’angosciante paura di averla persa. Doveva vederla e dovevano chiarirsi a tutti i costi.

“Sono fuori. Se non esci mi attacco al campanello” le scrisse quando arrivò davanti al cancello dell’enorme e imponente villa dove Sara abitava, e poi cominciò mentalmente a contare i secondi, determinato davvero ad attaccarsi al campanello se lei avesse continuato a ignorarlo ancora per molto.

Sara stava finendo di cenare insieme a suo fratello Vittorio, quando le arrivò quel messaggio; quella sera in casa non c’era nessuno, a parte Vittorio e Filomena, la governante, perché il nonno si era sentito male e tutto il resto della famiglia era in ospedale da lui, compresa sua madre. Fu un misto tra panico e gioia, quello che provò. In fondo non era così male sapere che c’era qualcuno che teneva così tanto a lei da non mollare la presa, anche in quella assurda situazione in cui si trovavano. Si alzò in fretta da tavola e chiamò Debbie, chiedendole cosa fare, mentre camminava avanti e indietro nervosamente lungo il corridoio.

“Come che fai?!” le rispose l’amica. “Ringrazia il cielo che hai trovato un ragazzo che si fa meno paranoie di te! Corri ad aprirgli, sbrigati!”.

Sara sorrise tra sé e sé e si rese conto che Debbie aveva proprio ragione, che era ora di smetterla con le sue solite paranoie che non le avevano mai portato nulla di buono. Scese le scale di corsa, e poco più di un minuto dopo l’arrivo del messaggio era già davanti al cancello; Rocco non stava scherzando: era davvero lì fuori.

“Ciao…” la salutò con tono piuttosto afflitto, ma poi le sorrise. “Sì, lo so, tutto questo si configura come reato di stalking… Spero tu non abbia chiamato la polizia!”

“No” gli rispose; lo aveva ascoltato in silenzio, restando molto seria e tenendo le braccia conserte, ma adesso gli sorrise anche lei. “Cioè, non ancora!”

“Mi apri o… ti devo parlare da dietro l’inferriata?” le chiese sorridendo di nuovo.

“Ti apro…” sussurrò Sara, mentre ancora una volta una vocina dentro di lei le urlava che quel sorriso era troppo bello, troppo bello, troppo bello per essere davvero per lei. E ancora una volta cercò di metterla a tacere e di smetterla con le paranoie; aprì il pesante cancello e Rocco entrò, aiutandola poi a richiuderlo.

“Come stai?” le domandò mentre lei iniziava a camminare per il giardino e lui la seguiva.

“Eh! Mh… come prima: confusa…, arrabbiata…, e anche un po’ rassicurata.”

“Rassicurata?!” le chiese senza capire.

“Lo sapevo che a me non potevano succedere cose belle” gli spiegò lei con un sorriso nervoso, continuando a camminare mentre lui invece si fermava. “In fondo lo sapevo. E adesso che è successo questo casino… ne ho semplicemente avuto la prova.”

“E io quindi sarei la cosa bella che ti è capitata?”

“Non volevo dire questo!” esclamo Sara voltandosi di scatto verso di lui, piuttosto imbarazzata. “Volevo dire…”; si stava impappinando, e lui aveva ancora quel sorriso troppo bello di prima, e la stava guardando in un modo che non faceva che metterla ancora più in imbarazzo. “Volevo dire… Il centro del discorso… non era la cosa bella, era il casino!”

“Ok…”; Rocco sorrise ancora, ma poi abbassò lo sguardo e sospirò. “Io devo dirti due cose, invece”; si prese una lunga pausa, prima di parlare, e a Sara sembrò davvero infinita, ma poi finalmente si decise. “La prima è che non me ne frega niente di chi sei, come ti chiami…”; e stavolta fu lui a iniziare a camminare, mentre lei restava ferma ad ascoltarlo, un po’ sulla difensiva. “Cosa… cosa ha fatto tua madre o cosa sta facendo adesso con mio padre, perché penso che loro sono loro, e noi siamo noi. E siamo stupidi se ci lasciamo influenzare da quello che succede a loro”.

Rocco parlava camminando e poi si fermava girandosi a guardarla, e nonostante Sara avesse ancora quella dannata paura che a lei le cose belle non potessero succedere, più lui parlava e la guardava, più lei si andava convincendo che lui le stava succedendo per davvero, e che era una cosa bellissima. “Sì, è strano, e… e non capita tutti i giorni che due come noi devono pensare che i rispettivi genitori hanno una storia! Ma non capita nemmeno a me di incontrare per caso… una ragazza che mi piace, non sapere chi è, e volerla rivedere tutte le volte che posso!”. Rocco si era allontanato troppo, e così stava rischiando che Filomena lo vedesse da una delle finestre del primo piano; con passo rapido Sara lo raggiunse, e prendendolo per un braccio lo riportò in un punto nascosto del giardino, mentre non sapeva che dirgli ma non poteva fare a meno di sorridere per tutte le belle cose che lui le aveva detto, senza immaginare che stava per dirgliene una ancora più bella. “Ecco… se ti dovessi pensare con le mie logiche mentali, all’interno del mio mondo…, diciamo che non ti baratterei mai con niente! Ti terrei solo per me”.

Lei scoppiò a ridere, coprendosi la faccia con le mani; forse questa era la cosa più bella che chiunque le avesse mai detto, ma al tempo stesso suonava così divertente che non riusciva a smettere di ridere. “Ok. Diciamo che ho afferrato il concetto” gli disse cercando di calmarsi, mentre lui, imbarazzatissimo, infilava la mano nel colletto della maglietta, allargandolo, e pensava a quanto quella risata disarmante che esplodeva all’improvviso lo facesse sentire proprio bene. “E… ne sono molto lusingata.”

“Bene!” esclamò lui sorridendo. Forse per stavolta erano riusciti a capirsi e non ci sarebbero stati altri casini. Non per stasera, almeno.

“La seconda cosa che volevi dirmi?” gli chiese lei per uscire in fretta da quella situazione bella, sì, ma che la metteva tremendamente a disagio.

“Ah sì…” annuì lui abbassando lo sguardo, e se possibile era ancora più a disagio di lei. “Mi fai salire da te?”.
L’aveva fatto di nuovo: quel sorriso troppo bello, troppo bello, troppo bello per essere davvero per lei.

Sara sorrise, e annuì con decisione. Sembrava proprio che quel sorriso troppo bello fosse veramente per lei: adesso ci stava quasi credendo per davvero.

Venerdì, 11 ottobre 2019

“Se permettete parliamo di Scola”, spettacolo teatrale (Gabriele)

Il 19 e il 20 aprile 2018, al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, è andata in scena “Se permettete parliamo di Scola”, rappresentazione teatrale di scene tratte dai film del celebre regista italiano Ettore Scola, interpretate dagli allievi di recitazione del terzo anno, tra cui il nostro Buschini, che ha avuto ruolo da protagonista in “Una giornata particolare” (dove interpreta Gabriele, ruolo che fu di Mastroianni) e altri due ruoli, più marginali, in “Ballando Ballando” e “Dramma della gelosia”! ?

Sulla pagina Facebook trovate l’album con tante altre foto (link).

 

Sabato, 12 ottobre 2019

Lunedì, 10 settembre 2012

Ho passato la notte quasi del tutto insonne. Forse perché la giornata di ieri l’ho praticamente trascorsa a dormire, o forse per colpa di tutti i brutti pensieri che ho per la testa.

Me ne stavo sveglio, a guardare il soffitto illuminato dalla luce dei lampioni che filtrava attraverso gli spiragli delle veneziane, e non facevo che rimuginare sulla situazione di merda in cui mi trovo.

E piangevo.

Non facevo che piangere.

Silenziosamente, per non rischiare di svegliare Lorenzo, ma piangevo.

In certi momenti mi sembrava di essere riuscito a calmarmi, ma poi bastava un niente, un niente, e ricominciavo di nuovo.

Bastava toccarmi la testa, ad esempio, e ripensare ai miei capelli e a quanto mi piacevano, e a quanto mi mancano.

Bastava sentire il rumore impercettibile di una goccia della flebo e immaginarla scendere lungo il tubicino trasparente ed entrare nel mio sangue.

Bastava avere voglia di girarmi sul fianco e non poterlo fare per colpa del gesso.

Bastava ricordarmi dell’orrenda cicatrice nascosta sotto a quel gesso, e dell’ancora più orrenda protesi d’acciaio e del raccapricciante osso di un morto innestati nella mia gamba.

Bastava pensare alla prossima radiografia, all’angoscia, alla paura che mi suscita, al terrore che le cose non stiano andando bene, che l’osso non si stia saldando, o che, e non ci posso nemmeno pensare, la Bestia sia già tornata.

Bastava sentire i passi leggeri in corridoio di qualche infermiere, un campanello in lontananza suonato da un paziente, la sirena di un’ambulanza che entrava nel parcheggio, per ricordarmi dove mi trovo e quanto io sia lontano anni luce dalla mia casa, dalla mia stanza, dal mio letto, dalla mia vita.

E così piangevo, piangevo, piangevo.

E piangevo.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 10 settembre 2012⬅️

❇️Letture consigliate: capitoli di settembre 2012❇️

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Domenica, 13 ottobre 2019

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Carmine ieri è tornato a Casa (non so se solo per il weekend o per qualche giorno ?). Eccolo poco fa a Cesenatico ❤️.

***

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, bevanda

E indovinate lui che fa?! ?❤️

 

Lunedì, 14 ottobre 2019

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Savignano sul Rubicone, 13 ottobre 2019

E come volevasi dimostrare… lui mangia! ? American pancake ai frutti di bosco, per la precisione ?.

Quanto adoro questo suo lato buongustaio ???!

 

Martedì, 15 ottobre 2019

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono

15 ottobre 2019.

18 anni.

Il gran giorno è arrivato.

Ce l’abbiamo fatta.

Parlo al plurale perché è da quando ti conosco che questo evento è stato onnipresente in mezzo a noi, ed oggi eccoci qua.

18 anni.

Ti ho supportata, ti ho sopportata, ti ho anche presa in giro dicendoti che certe robe che avevi in mente per ‘sto compleanno erano così trash che manco al “castello delle cerimonie” si erano mai viste ?.

E abbiamo riso, e abbiamo fantasticato sul vestito (“No! La tuta NO! Ti preeegooo!”?), e sulle unghie, e sul tema, e i colori, e gli invitati, e mille, mille altre cose, ed è stato divertente, perché io per i miei 18 anni non ero così emozionata, per me erano un compleanno come un altro, e invece per te no, e ne abbiamo parlato fino allo sfinimento, per giorni, per mesi, per due anni, a ogni ora del giorno e delle notte, e finalmente eccoci qua.

Da oggi sei maggiorenne.

Il gran giorno è arrivato.

Il TUO giorno, quello tanto atteso, sognato, desiderato…

E allora adesso basta, smetto di fare la sorella maggiore che ti disillude e ti bacchetta sempre (solo per oggi, eh?! ?) e col cuore in mano ti dico AUGURI ❤️!

Auguri Paoletta mia, auguri Signorina Paranoia -Ansiosa- del mio cuor. Te lo meriti tutto, questo giorno che hai atteso per diciott’anni, perché solo tu sai quanto te li sei sudata questi diciott’anni.

Ti meriti il vestito da principessa e la super festa, le unghie, i capelli, “l’anteprima” (di cui io nemmeno sapevo l’esistenza ?), e ti meriti di credere che da oggi tutto cambierà.

Forse sarà veramente così, chi lo sa, o forse no, ma quel che conta è che oggi tu ti sentirai la protagonista di una bellissima fiaba, e te la meriti, te la meriti davvero.

Alla realtà ci penseremo poi (sai che io sono molto brava in questo! ?), ma oggi no.

Oggi dobbiamo solo festeggiare.

Ti voglio tanto bene.

Tanto.

La tua Sorellona Pistacchiotta.

?

 ***

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Ricordo tutto,
voglio dire,
ogni momento,
ogni secondo,
ricordo senza potermi fermare.
Ricordo, e tu?
Il primo bacio
quando ti sei avvicinato,
lento,
e mi hai detto qualcosa all’orecchio,
e tu stavi lì a pensare:
“La bacio o no
che se la bacio e non vuole
poi rovino tutto
ma se non la bacio però vuole
allora sono un coglione”,
me l’hai detto poi
e io, ti confesso, pensavo un po’ lo stesso.
Alla fine mi baciasti
e meno male,
e io non pensai:
“Finalmente”
oppure cose così
non pensai: “Era ora”
perché fu una di quelle cose
talmente belle
che quando succedono
non ti lasciano la libertà di pensare
proprio a niente.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Mercoledì, 16 ottobre 2019

MERAVIGLIOSAMENTE LEO ?

“I medici non vengono mai il giorno che ti ricoverano, così capisci subito chi è che comanda! Però nel tuo caso vedo che… è tua madre quella che comanda!”

 

Giovedì, 17 ottobre 2019

Adoro quando, a distanza di tempo, saltano fuori delle foto di Carmine mai viste prima ?!

Se poi la foto in questione è di una magica serata passata in sua compagnia, e ha pure il mio regalo in mano… Che ve lo dico a fare?! ???

 

 

Venerdì, 18 ottobre 2019

LEO&CRIS STORY ❤️64❤️

Il dottor Alfredi fu molto sorpreso di vedere arrivare nel suo studio Leo e Cris, ma era contento di vederli e rivolse loro un sorriso accogliente mentre li salutava. “Salve! È da un po’ che non ci vediamo!”

“Ieri… non è venuto neanche al funerale di Davide” gli disse Leo, lasciando trasparire la sua delusione.

“Non vado mai ai funerali. Ero qui a lavorare… e a cercare di capire perché l’intervento è andato male. È l’unica cosa che so fare!”

“Cosa?” gli domandò lui perplesso.

“Cercare di capire…”

“E infatti noi siamo qui proprio per questo” intervenne Cris sedendosi. “C’è… un nostro amico che… è in coma da otto mesi e…”

“Ma chi, Rocco?!”

“Sì!” esclamò Cris. “E lui ieri sera, così… all’improvviso… ha iniziato a parlare…, ha detto delle parole… e… solo che il problema è che nessuno ci dice niente.”

“Secondo me non capiscono niente” aggiunse Leo, tirando fuori dalla tasca del pigiama la chiavetta. “Tenga, le ho portato questa: qui ci sono tutti gli esami di Rocco, dal primo all’ultimo”.

Il dottor Alfredi sorrise, un po’ stupito ma non troppo, del resto ormai conosceva bene Leo e sapeva che da lui poteva aspettarsi di tutto: “Questa dove l’hai presa?”

“Glielo dico se lei mi dice che cosa ci capisce: verità… per verità”.

L’uomo sospirò, mise da parte ciò che stava leggendo, e si alzò dalla poltrona: “Da’ qua!” disse prendendo la chiavetta; andò poi a sedersi alla scrivania e inserì la chiavetta nel computer, mentre Leo si sistemava con la carrozzella di fronte a lui e cercava lo sguardo di Cris, che gli sedeva accanto; ma lei stavolta non lo colse, intenta ad osservare il dottor Alfredi, o forse, pensò Leo, stava volutamente evitando di guardarlo.

“Il caso di Rocco è un caso molto complesso. Sicuramente c’è stato… uno sbalzo di pressione…” spiegò loro Alfredi, mentre stavolta fu Cris a voltarsi verso Leo, che sentendosi osservato si girò, guardandola negli occhi. “E la pressione eccessiva… non è mai un fatto positivo. Avete fatto bene, comunque, a venire da me” continuò il dottore esaminando le immagini sullo schermo. “Questa la tengo io” disse estraendo la chiavetta ed alzandosi. “Voi… restate qui.”

“Scusi, ma che fa?!” gli domandò Leo alzando la voce, vedendolo andare verso la porta.

“Vado a parlare con la Lisandri!” gli rispose lui uscendo e richiudendo la porta.

“Questo è matto…” sospirò Cris, prima di realizzare che adesso lei e Leo erano di nuovo soli. “Vabbè, dai, andiamo…”.

Ma Leo non era della stessa idea… Stava così bene lì con lei, lontani da tutti, e aveva una voglia matta di baciarla ancora.

“No, aspetta!” le disse prendendole la mano. “Non è tanto male qua…, no? Restiamo un altro po’…”.

Cris rimase immobile mentre lui le accarezzava i capelli e le si avvicinava, ma poi scosse leggermente la testa.

“Meglio di no”.

Leo a quel punto annuì e allontanò la mano, lasciandola andare, a malincuore, e rimanendo lì come un cretino, col braccio ancora appoggiato alla sedia dove c’era lei fino a pochi secondi prima.

***

Io non ti penso.

Mai.

Io ti vivo.

Ti vivo tutto il giorno,
dal primo all’ultimo respiro.

Ti vivo in ogni singola,
piccola o grande,
cosa che attraversa la mia giornata.

Sei ovunque,
dappertutto,
sempre.

Impregni la mia vita.

Sei in una canzone che passa alla radio,
in uno smalto per le unghie o in un vestito
che avevo una delle volte che ci siamo incontrati,
nelle mie chiavi e nel mio portafogli che adesso hanno quel profumo,
quello che uso sempre quando vengo da te, perché
quest’estate mi si è rovesciato nella borsa.

Sei nei grammi sul display della bilancia digitale
che ho comprato per prepararti i biscotti
la prima volta che ci siamo visti.

Sei nel numero 18,
come oggi,
che mi fa pensare ai mesi che si aggiungono ai tuoi anni
-oggi sono esattamente 23 anni e mezzo,
lo sai?-.

Sei in questa attesa
che mi sta divorando,
mentre aspetto che ritorni,
mentre aspetto di poter ritornare io da te,
mentre aspetto il tuo “Cià-oo”
e il tuo sorriso sorpreso.

Aspetto.

Aspetto.

Aspetto.

Certi giorni è più facile,
altri meno.

Certi giorni sorrido -molti-,
e godo di tutto quello che hai portato nella mia vita,
altri mi manca il respiro
per quanto mi manchi,
e mi prende l’angoscia
di non vederti mai più.

Mai più.

E poi mi sento ridicola,
ma poi mi sento viva.

E grata.

E ti vivo.

Ma non ti penso.

Mai.

Ti vivo.

Sempre.

 

 

Sabato, 19 ottobre 2019

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, primo piano

Martedì, 7 agosto 2018

“Comunque tuo figlio è troppo spericolato!” mi dice Cris venendo vicino a me per prendere i bicchieri dalla lavastoviglie che nessuno dei due ha avuto voglia di svuotare. “Non ha cognizione! Continuava ad andare dove non toccava! E io a correre dietro a lui!”

“Ha il nuoto nel sangue” le dico sorridendo tra me e me.

“Magari a settembre potremmo iscriverlo in piscina.”

“Oh, perché no? Sì, si può provare… Ce lo porto io però. L’insegnante che fa il corso ai piscioni è davvero molto carina!”

“Ehi!” esclama lei lanciandomi addosso uno strofinaccio. “E chi sarebbe questa qua?!”

“Erika. La incontro sempre quando vado in piscina di pomeriggio.”

“Facciamo che Nic a nuoto ce lo porto io. E che tu d’ora in poi ci vai solo la mattina o la sera, ok? O magari potresti anche cambiare direttamente sport. Che dici?”

“Dico che sei troppo gelosa!” esclamo ridendo. “E non ne hai per niente motivo!”

“Ah, no?” mi domanda incrociando le braccia.

“No!”.

Lei accenna un sorriso malizioso e poi mi abbraccia da dietro. “Avere il marito più figo di tutti mi sembra un motivo valido. Più che valido” dice infilandomi le mani sotto alla canotta e toccandomi gli addominali.

Io rido e continuo a tagliare i pomodori. “Sì…, sarebbe un motivo abbastanza valido…, se non fosse che il marito più figo di tutti ha occhi solo per quella strafiga di sua moglie!”

“Bugiardo! Gli occhi sulle altre li metti eccome!”

“E vabbè! Tutto il resto però lo metto solo su di te, mica sulle altre, no?”

“Com’è che finisce sempre che hai ragione tu?”

“Perché sono il più figo di tutti, no?”

“Giusto…”; la sento sorridere, e sento le sue mani risalire verso il mio petto.

“Stai distraendo il grande cuoco!” le dico ridendo.

“Il grande cuoco sta solo tagliando dei pomodori…”

“Ci vuole arte pure in questo, eh?!”

 

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Martedì, 7 agosto 2018⬅️

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Lunedì, 21 ottobre 2019

Buon pomeriggio Buschiner! ??‍♀️

Guardate un po’ cosa ho trovato?! ? Un’intervista nuova nuova dove si scoprono lati inediti di Carmine (tipo che è ipocondriaco ? e che ama scrivere ❤️)!

 

Martedì, 22 ottobre 2019

Natale buschiniano 2016

Sulla pagina Facebook trovate l’album con altre foto (link)

Mercoledì, 23 ottobre 2019

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, barba

Buon pomeriggio Buschiner ?!
Qualcosa mi dice che manchi davvero poco alla partenza per la California del nostro Buschini ??.
Attendiamo fiduciosi ❤️.

 

Giovedì, 24 ottobre 2019

L'immagine può contenere: una o più persone e primo piano

Le persone che contano sono incise laddove nessuno può cancellare il loro nome. Stanno lì, anche quando le distanze le tengono separate. In quel luogo dove non esiste un “non posso” e nulla è proibito, dove sosta l’amore, dove vive la magia.

(Silvana Stremiz)

 

Venerdì, 25 ottobre 2019

C’era una volta…

Carmine con sua sorella Chiara e dei loro amici ?❤️.

 

Sabato, 26 ottobre 2019

Lunedì, 27 febbraio 2012

Mi sento osservato.

Mi giro appena verso la ragazza e mi accorgo che effettivamente mi sta guardando, ma quando i nostri sguardi si incrociano si volta verso il finestrino, mentre io resto a guardarla. Ha i capelli lunghi, castani, che le ricadono sciolti sulla schiena, indossa un giubbotto verde scuro e dei jeans chiari, aderenti, e ha anche lei le cuffiette. Certo però che è proprio bella!

Adesso mi sa che è lei che si è sentita osservata, perché si volta di nuovo verso di me, e stavolta sono io a distogliere lo sguardo, tornando a guardare fuori. Mi sembra di averla già vista, ma non mi ricordo dove. Forse viene nella mia scuola? O magari ci siamo incrociati in palestra, o a qualche festa.

Mi sta guardando ancora. Me ne accorgo con la coda dell’occhio. Che faccio? Non è certo da me fare il timido, però non lo so, non ho molta voglia di fare conversazione, è stata una giornata pesante. Fosse per me, me ne starei a guardarla e basta, in silenzio.

“Ciao!”; il suo tono di voce è così squillante da farmi sobbalzare, nonostante io abbia la musica in cuffia a un volume molto alto. Mi giro, ed è proprio qui, in piedi vicino al sedile libero.

“Oh… ciao” le dico un po’ imbarazzato, togliendomi le cuffiette.

Cazzo…, in piedi e da così vicino è ancora più bella. Ha un fisico da urlo e un viso praticamente perfetto. Mi mette quasi a disagio guardarla, e non è una sensazione che io provo spesso.

“Posso?” mi chiede indicando il sedile accanto a me.

“Oh… sì…, certo!” le rispondo spostando lo zaino e appoggiandolo per terra, in mezzo ai miei piedi; me l’ero portato dietro per studiare Petrarca, ma ovviamente non ne ho avuto nessuna voglia né all’andata né al ritorno.

Lei si siede e mi sorride. “Sei Leo, no?” mi domanda porgendomi la mano. “Io sono Giulia.”

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 27 febbraio 2012⬅️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

Domenica, 27 ottobre 2019

“Tutto questo successo (per “Braccialetti Rossi”), sinceramente non ce lo aspettavamo…, però secondo me è arrivato perché l’abbiamo vissuta veramente. Siamo stati un gruppo, una famiglia, fino alla fine. Non sapevamo quello che sarebbe successo, e speriamo di non saperlo anche quest’anno, perché solo essendo puri e lasciandoci emozionare riusciamo a lavorare tranquillamente.”

(Carmine Buschini)

Venerdì, 1 novembre 2019

“La Partitella” al Sala Umberto

Commedia corale, che vede Carmine Buschini tra i protagonisti nel ruolo di Enrico, andata in scena al Teatro Sala Umberto di Roma dal 29 marzo al 15 aprile 2018.

 

Sabato, 2 novembre 2019

Martedì, 10 settembre 2013

“Ma come mai la Lisandri ti ha rimandato la chemio?” mi domanda Cris giocherellando con i bottoni del mio pigiama.
“Eh… In sala chemio mancava del personale” le rispondo facendo uno sforzo sovrumano per non sfregarmi l’occhio. “E così ha dato la precedenza a casi più urgenti del mio”.
Chissà se esistono davvero, casi più urgenti del mio. A sentir quella là pare che sto con un piede nella fossa. Il piede vero o quello finto? Mi viene da ridere, e Cris mi guarda senza capire.
“Che hai?”
“Niente, sono contento di non dover fare la chemio oggi. E sono molto contento che tu sia qui” le dico afferrandole le gambe e tirandola verso di me. “Vieni qui”. Le sorrido, e poi le prendo il viso tra le mani e la bacio.
Funziona.
Smette di farmi domande e ricominciamo a baciarci con la stessa foga di prima, e infila pure le mani sotto alla mia maglietta, iniziando a percorrermi il petto con carezze leggere.
“Cris…” sussurro mentre i battiti del mio cuore accelerano immediatamente. “Così ti cacci nei guai, lo sai…?”; la voce mi esce roca, e pure piuttosto incerta, ma sentire addosso le sue mani mi dà alla testa.
Lei mi sorride, guardandomi negli occhi.
Conosco questo sorriso.
Penso di conoscerli tutti, i suoi sorrisi, ormai, e questo l’ho già visto altre volte.
È malizioso, provocante, e dannatamente eccitante.
Sembra che Cris non veda proprio l’ora di cacciarsi nei guai.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Martedì, 10 settembre 2013⬅️

❇️Letture consigliate: 8 e 9 settembre 2013❇️

 

Lunedì, 4 novembre 2019

Ho saputo della tua esistenza in una noiosa sera dell’inverno 2015, in cui facendo zapping ti ho visto in tv nei panni di Leo, pelato e sulla carrozzella; era l’ultima mezz’ora della replica della prima stagione di “Braccialetti Rossi” che la Rai stava trasmettendo in vista della seconda che sarebbe iniziata di lì a pochi giorni. Finita la puntata, ho cercato “Braccialetti Rossi” su Google, scoprendo che ti chiamavi Carmine Buschini e che, contrariamente a Leo, nella vita reale avevi la testa piena di splendidi capelli neri e fluenti. Il sorriso invece era identico a quello di Leo: uno di quei sorrisi capaci di incantare all’istante. E forse è stato proprio per quel sorriso, che ho deciso di seguire la seconda serie e di recuperare tutta la prima.

Non lo potevo sapere, quella sera, che mi avresti sconvolto la vita, e non lo avrei saputo per molto tempo ancora.

Quella sera, eri solo un bel sorriso.

 

Quando ti ho incontrato per la prima volta, invece, era l’estate di due anni dopo.

Il Solstizio d’estate, per essere precisi.

Avevo scelto con cura quella data. Per settimane ero stata combattuta tra la voglia di venirti a trovare al Csc e il pensiero che fosse una pazzia, poi un pomeriggio di inizio giugno, mentre mi lavavo i capelli -è bizzarro, ma le decisioni e le ispirazioni più importanti della mia vita arrivano sempre mentre mi lavo i capelli- ho deciso che lo avrei fatto: avrei dato ascolto a quella parte di me più profonda e istintiva che per troppo tempo avevo soffocato e che adesso scalpitava per tornare allo scoperto.

Tanto caldo.

Il tuo passo veloce che si avvicina.

La tua maglietta blu.

Il mio imbarazzo.

La stretta della tua mano mentre ti presenti.

L’anello al dito medio.

Qualche parola scambiata in fretta.

Il mio stupore nel vederti tanto diverso da Leo: delicato, introverso, misurato.

Il tuo viso così liscio, così perfetto.

Una foto insieme, in controluce.

Le tue cuffiette aggrovigliate tra la mia mano e il mio zainetto.

Io così emozionata da non riuscire a sbrogliarle e devi pensarci tu.

Tutta la roba che ti ho portato, dentro alla borsina con scritto “You are special”.

Tu che ridi e mi dici: “Mi hai fatto la spesa?”.

Il tuo bacio per ringraziarmi.

Il tuo passo veloce che si allontana.

 

Queste sono le cose che ricordo di quel giorno -a dire il vero il tuo bacio lo ricordo poco, perché ero troppo incredula per rendermene conto davvero-.

Cosa ci sia stato in mezzo, tra quella sera d’inverno e quel pomeriggio d’estate, non lo so bene nemmeno io. Come sia possibile che dal mio divano io sia finita nel cortile del Csc ad aspettarti, davvero non lo so.

Tutto quello che c’è stato dopo, però, quello lo so benissimo.

Tutto quello che c’è stato tra quel pomeriggio d’estate e questo dell’autunno di due anni dopo, è scolpito così in profondità in me, che sarà impossibile dimenticarlo.

Anche se un giorno io dovessi prendere una strada diversa, che mi allontanerà da te, niente potrà essere perduto e dimenticato, perché una cosa bella come te, difficilmente capita nella vita, e quando capita si può solo esserne grati, sperare che duri il più a lungo possibile, e custodirne ogni dono, ogni attimo prezioso.

 

Ogni volta che ti ho visto arrivare.

Ogni volta che ti ho visto andare via.

Ogni mio batticuore.

Ogni tuo sorriso.

Ogni nuova attesa.

Ogni treno per venire da te, verso luoghi che senza di te non avrei visto, con persone che senza di te non avrei conosciuto, molte delle quali sono diventate per me così importanti che non riuscirei ad immaginare la mia vita senza.

Ogni volta che mi sono ritrovata di nuovo sul mio divano, ad aspettare Filippo, Domenico, e poi Rocco. Ogni volta che mi sono sorbita l’intera programmazione Rai per una giornata intera, pur di vedere i promo delle fiction dove c’eri tu.

Ogni volta che ti ho visto su un palco, nei panni di Enrico, e io seduta lì a guardarti, col cuore colmo di orgoglio e di emozione, o quella volta che di palco in mezzo a noi non ce n’era, e Gabriele era proprio lì, davanti a me, talmente intenso che dovevo ricordarmi di respirare.

Ogni volta che invece su quel palco ho visto te, te stesso vero e proprio, a ricevere premi per il tuo Leo, a raccontare di lui, e io sempre seduta lì a guardarti, sempre col cuore colmo di orgoglio e di emozione.

Ogni volta che ti ho avuto di fronte a me e ti ho parlato, con le gambe che volta dopo volta tremavano sempre meno, fino a poterti stare accanto con serenità, riuscendo a godermi tutto lucidamente, senza che il cervello se ne andasse in tilt.

Ogni volta che ho potuto sfiorarti, ogni volta che mi hai concesso il tuo tempo, ogni volta che abbiamo riso insieme mentre mi prendevi in giro per le follie che faccio per te, per tutta la roba da mangiare che ti porto, o per il fatto che non so fare le foto.

Le foto. Tutte quelle foto sfocate e sbagliate. E poi tutte quelle foto bellissime, fatte da te, mentre io ti stringo forte.
E il calore emanato dal tuo corpo, attraverso quella camicia a righine azzurre e bianche che mi piace tanto, in quella calda sera di luglio in cui sono diventata “la più tremenda”.

Quel tuo modo di dirmi “Cià-oo”.

Quel tuo modo cortese di chiedermi “Come va?”. E come vuoi che vada, sono con te, niente potrebbe andare meglio.

Ogni volta che al comparire della tua faccetta sul cellulare sono saltata sulla sedia e ho cacciato un urlo da spaventare a morte i miei vicini.

Ogni tuo preziosissimo like. No, non quelli che mettevi a raffica nei tuoi “giri social”. Dico quelli pensati, quelli scelti con cura, quelli tutti miei: il video sull’estate buschiniana, quello su “Sogna ragazzo sogna”, il post su “Carmine è Carmine e non è Leo”… Nove, sono in tutto, due la scorsa estate, dopo un’assenza durata più di un anno. Ma sembra che tu conosca sempre il momento perfetto in cui è ora di tornare. Ne potrei elencare non so quante, di giornate storte che tu hai raddrizzato arrivando nel momento perfetto.

 

E adesso probabilmente penserai che io stia esagerando -se non addirittura delirando- ma ti assicuro che non è così. Non sono una ragazzina, sono una donna, e non sono una visionaria: sono una persona presente a se stessa, ben consapevole di quello che sente e che vive, e posso affermare con sicurezza che tu mi hai stravolto la vita -in meglio-.

E sono consapevole che tutto ciò che tu hai scatenato era già dentro di me, pronto ad esplodere, e aspettava solo la scintilla che desse il via al tutto: avrebbe potuto essere un corso di cucina, una frase letta in un libro mentre aspetto l’autobus, una persona incontrata chissà dove…

E invece sei stato tu.

Sicuramente tutti i cambiamenti avvenuti in me negli ultimi tre anni si sarebbero verificati lo stesso, anche senza di te: in altri modi, con altri tempi, con altre persone… Ma il punto è che quella scintilla, senza volere e senza saperlo, sei stato tu.

Tu.

Sei stato tu che mi hai dato più di quanto tu possa anche solo lontanamente immaginare e mi hai permesso di dare agli altri, di ricevere anch’io da loro, e di ridare ad altri e altri ancora. Spero che in questo circolo d’amore infinito, che da quasi tre anni non ne vuol sapere di arrestarsi, qualcosa sia tornato indietro anche a te.

Direi di sì.

Forse a volte ti è tornato indietro pure troppo per i tuoi gusti. Forse a volte ti ho soffocato e infastidito con tutte le mie attenzioni, e per questo ti chiedo scusa, ma se ci sei di mezzo tu, faccio davvero fatica a frenarmi. Sto imparando a farlo.

Per te.

Perché ci tengo.

Perché voglio continuare a camminarti di fianco, ancora e ancora a lungo.

Perché voglio essere ancora presente nei momenti importanti della tua vita.

Perché voglio continuare a guardarti, da lontano ma senza perderti mai di vista, mentre insegui il tuo sogno, mentre sali sempre più in alto, lo raggiungi e lo afferri, e potermene stare lì, a ripensare incredula a quella sera d’inverno in cui ho saputo della tua esistenza.

Quella sera in cui non potevo ancora sapere che mi avresti sconvolto la vita.

Quella sera in cui eri solo un bel sorriso.

 

Martedì, 5 novembre 2019

L'immagine può contenere: una o più persone

Ricordo
quando piangevi d’un tratto
e quando io piangevo d’un tratto
e bastava un sorriso dell’altro
per farci smettere
d’un tratto.
E poi ricordo
quando mi parlavi
di tutte quelle
che c’erano state
prima di me,
io ti chiedevo se erano belle,
tu mi dicevi di sì,
io ti chiedevo:
“Belle più di me?”
e tu abbassavi gli occhi
con le mani strette a me:
“No”
e dicevi che la mia bellezza
era una questione d’anima
e io ti dicevo: “Cazzate”
e tu mi dicevi no, è la verità,
mi dicevi che la mia anima
ti sorrideva ogni giorno,
ogni qualvolta
chiedevi al mondo
un po’ di pace del cazzo.
E mi dicevi che ero bella,
non per le gambe,
non per le labbra,
ma per ogni volta
che mi sentivo di non esserlo
per ogni volta
che non mi sentivo all’altezza
e invece
mi mangiavo il mondo.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Mercoledì, 6 novembre 2019

L'immagine può contenere: una o più persone, primo piano e testo

LEO&CRIS STORY ❤️65❤️

Cris se ne stava a guardare l’orizzonte in lontananza, affacciata a uno dei balconi che davano sul mare. Aveva gli occhi colmi di lacrime pronte a sgorgare, e non sapeva nemmeno spiegarsi il perché.
O forse, la verità era che i perché erano talmente tanti che era difficile capire dove finisse uno e cominciasse l’altro.
Era difficile riconoscerli, accettarli e chiamarli per nome, ma contro il suo stesso volere, i nomi di quei perché le affiorarono chiari nella mente.

Mamma e papà.
Mamma e papà freddi, distaccati, lontani anni luce. Mamma e papà da sempre convinti di sapere quale fosse il meglio per lei. Mamma e papà così occupati a figurarsi l’immagine di lei che più loro aggradava, da non averla mai veramente vista.

Davide.
Davide che non c’era più. Davide che era morto senza mai aver dato un bacio, perché lei gliel’aveva negato. Davide che se n’era andato in punta di piedi, senza avvisare, senza voler disturbare, così in contrasto con il suo vivere chiassoso.

Rocco.
Rocco che viveva sospeso chissà dove. Rocco che aveva cantato insieme a loro, illudendoli che fosse una cosa buona. Rocco che forse si sarebbe svegliato, ma forse no, perché le cose non sempre vanno come dovrebbero andare.

Leo.
Leo che le aveva dato un bacio vero. Leo che continuava a scombussolarla, semplicemente esistendo. Leo che avrebbe voluto baciarla ancora. Leo che lei avrebbe voluto baciare ancora. Leo che le faceva provare tutte le emozioni possibili, tutte insieme: rabbia, gioia, tristezza, paura. Leo che la faceva sentire viva.

Vale.
Vale che la guardava con gli occhi sinceri e pieni di affetto. Vale che l’aveva capita fin da subito e che le era sempre stato vicino. Vale che era dolce, premuroso, gentile e che lei aveva tradito senza pensarci due volte.

 

Sabato, 9 novembre 2019

Domenica, 4 marzo 2012

“Sei già sveglio?!”. Papà si ferma davanti alla porta aperta della mia camera e mi guarda allibito. Io sto cercando le ciabatte, ma non mi ricordo dove le ho lasciate, e quindi alla fine resto scalzo. Lui è appena rientrato dal suo solito giro della domenica mattina in cui va a prendere il giornale e i cornetti. “Non sono nemmeno le 8!” esclama dopo aver guardato l’orologio. “Ed è domenica mattina!”

“Lo so” dico passandogli accanto e prendendo dalle sue mani la busta coi cornetti. “Grazie”. Prima di andare in cucina passo dalla camera di Asia e apro la porta che è socchiusa; lei è ancora a letto. “Sono le 8! Alzati, su!”

“Ma che succede?” mi domanda papà seguendomi in cucina. Accende il fornello con sopra la moka già pronta, e poi mi guarda. “Io non capisco!”

“Come fai a non capire?!” gli rispondo passandomi una mano in mezzo ai capelli. “Lo sai che succede oggi, no?!”

“Aaah…!” sorride lui sedendosi a tavola e aprendo il giornale, mentre io mi preparo il caffellatte. “Ma mancano ancora cinque ore, prima che vada a prendere la mamma!”

“Lo so. Ma dev’essere tutto perfetto!”; mi siedo, e prendo un cornetto alla crema dalla busta. “ASIAAA!” urlo forte perché mi senta fino in camera sua, e papà che stava leggendo il giornale mi guarda male. “Dai, che ci metti mezz’ora a fare colazione!” urlo ancora.

“Prendi un piattino” sospira papà, sollevando di nuovo lo sguardo dal giornale. “Che sbricioli dappertutto.”

“Fa niente, poi pulisco. ASIAAA!”

“Eccomi! Eccomi!” esclama lei mentre entra in cucina sbadigliando, stringendosi nella vestaglia. “Ti metti un po’ calmo adesso, però?! Abbiamo tutto il tempo!”

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Domenica, 4 marzo 2012⬅️

❇️Letture consigliate: 27 e 29 febbraio, 1 marzo 2012❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

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L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano

“Non hai mai smesso di mancarmi, in realtà.
Hai solo smesso di venirlo a sapere.”

(Nicolas Paolizzi)

 

Domenica, 10 novembre 2019

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, persone sedute, tabella e spazio al chiuso

Roma, 9 novembre 2019
Carmine a cena con Mattia ed Elena in un fighissimo ristorante sul Tevere che in realtà è molto familiare a tutti noi… ?.

 

Lunedì, 11 novembre 2019

Dal videoclip “Io non ho finito”

 

Giovedì, 14 novembre 2019

ROCCO&SARA STORY ?11?

Rocco era lì, proprio lì, incredibile a credersi. Nessun ragazzo era mai stato in camera sua; nemmeno un’amica ci aveva mai portato, in realtà. La propria camera era per Sara uno spazio sacro, lontano dal mondo là fuori, uno spazio da difendere; uno dei pochi posti dove talvolta riusciva a provare un po’ di sollievo e dove riusciva a sentirsi se non pienamente se stessa, almeno la versione di se stessa più somigliante possibile.

E adesso Rocco era lì, seduto alla sedia della sua scrivania, che si stava guardando intorno, mentre lei, seduta sul letto a gambe incrociate, non riusciva a smettere di guardarlo, ancora incredula che fosse lì veramente.

“Hai un sacco di cose…” osservò lui sorridendo.

“Non cominciare a criticare…!” ribatté lei con tono sarcastico. “Questo è uno dei motivi per cui non volevo dirti della mia famiglia.”

“No no, e chi critica! Le guardavo con gli occhi dell’esperto. Con queste cose sai quante altre ne potresti prendere?” le disse mentre lei si lasciava cadere sdraiata sul letto. “Quanti baratti potresti fare?”

“Ma io non voglio fare affari…” ribatté ancora lei, e Rocco rise.

“Non sono affari…” le rispose alzandosi e avvicinandosi alle grandi lettere luminose appese alla parete che componevano Sara, e toccandole. “È un po’ come dare un pezzetto della tua vita o della tua esperienza a una persona…, e ne ricevi in cambio un pezzo della sua. È uno scambio. È come conoscere la parte dell’esistenza di un altro.”

“Quindi tu sei venuto qui per valutare quanta esperienza ho da scambiare?” le domando lei con tono ironico.

Rocco sospirò e si avvicinò al letto, accovacciandosi vicinissimo a lei. “No” le rispose con un sorriso timido che lei trovò molto tenero. “Ti ho chiesto di salire per… per stare con te”. E davanti a questa ammissione così disarmante, Sara non poté che scoppiare a ridere. “Ma adesso sono troppo imbarazzato per dirlo” continuò Rocco; e adesso sì che era davvero, ma davvero imbarazzato.

“Lo stai dicendo!” gli fece notare lei ridendo.

“Sì…?!” esclamò ridendo anche lui.

“Sì!”

“Bene! Quindi la figura del cretino l’ho fatta, non ho più niente da perdere…!”.

In realtà, Rocco sentiva di avere molto da perdere.

Quella risata che esplodeva all’improvviso, ad esempio, e che era quiete e tempesta insieme.

Quel mondo sconfinato che stava cominciando a intravedere dentro di lei, e di cui non ne aveva mai abbastanza.

Quel modo in cui lo guardava, e in cui lo stava guardando anche adesso, dritto negli occhi, senza abbassare lo sguardo, come se volesse arrivare fino alla parte più profonda di lui.

E poi quello che provava quando la baciava e la sentiva quasi tremare, e ancora non aveva capito se era una cosa positiva o negativa, se era la paura di ferirsi a farla tremare, e allora doveva sperare che prima o poi smettesse di succedere, o se era l’emozione di stargli così vicino, e allora doveva sperare che non smettesse proprio mai.

Si avvicinò ancora di più per baciarla, e anche stavolta la sentì tremare mentre ricambiava il bacio e gli prendeva il viso tra le mani; salì sul letto, su di lei, stando attento a non schiacciarla, mentre il bacio diventava sempre più intenso e appassionato, e a quello ne seguivano molti altri, finché l’atmosfera cominciò davvero a surriscaldarsi, e fu lì che Sara fu presa dalla paura di ciò che sarebbe potuto succedere.

“Aspetta, io…” gli disse per fermarlo, poggiandogli una mano sul petto e allontanandolo da sé.

“Guarda che non posso rassicurarti tanto…” mormorò lui sorridendo imbarazzato. “Anch’io non ho ancora… Diciamo che l’ho fatto mezza volta, a voler essere generosi…!”.

Lei rise, ancora una volta stupita dalla sincerità disarmante di lui, ma poi si fece seria. “No, è che… penso sia meglio di no”.

Sara si stava tirando indietro, nonostante fino a pochi attimi prima le sembrasse sulla sua stessa linea d’onda e intenzionata a continuare; beh, era normale che fosse un po’ a disagio, lo era anche lui, e forse era anche spaventata; ma lui era sicuro che in realtà lei lo desiderasse quanto la desiderava lui. Lo sentiva con tutto se stesso, e decise di insistere.

“Eh no, no…!” ribatté spegnendo la luce. “Meglio di sì”; le sorrise e ricominciò a baciarla. Lei non lo respinse e rispose al suo bacio con lo stesso trasporto di prima, ma quando lui iniziò a sbottonarle la camicia, si irrigidì di nuovo.

“No Rocco, davvero” gli disse afferrandogli la mano. “Mi vergogno troppo.”

“Ma nemmeno se spengo l’ultima lucina?” le domandò allora lui con dolcezza, ma lei scosse la testa; non era un passo che si sentiva pronta a fare. Aveva passato anni a non sentirsi abbastanza e ad odiare il proprio corpo, e stava appena cominciando ad accettarlo, a odiarlo un po’ meno; era troppo difficile adesso accettare anche solo l’idea che qualcuno potesse amarlo come lei non aveva mai fatto.

“Però stai un pochino qui con me e mi stringi forte?” gli chiese tenendo stretta la sua mano e guardandolo dritto negli occhi, cercando di fargli capire quanto fosse importante per lei, quanto fosse la cosa più bella mai capitatela finora.

E Rocco lo capì.

Le diede un ultimo bacio e poi si stese accanto a lei, facendole posto tra le sue braccia.

Il posto più caldo e familiare dove lei fosse mai stata.

 

Sabato, 16 novembre 2019

Lunedì, 29 settembre 2014

Un bambino.

Avrò un bambino.

Io avrò un bambino.

Io e Cris avremo un bambino.

Non è possibile.

Un bambino.

Io.

Non…

“Cazzo, sarò padre!” urlo di gioia con tutta la mia voce, e faccio pure la giravolta.

Non riesco ancora a crederci per davvero, ancora non me ne capacito, non può essere, non può essere.

E invece sì.

E invece è così.

E invece è.

Esiste.

Un bambino.

Mio e di Cris.

Lì, proprio lì, dentro di lei.

“E tu madre!” urlo ancora mentre lei ride e piange insieme. “Ma ti rendi conto, Cris?! Un bel pupone tutto nostro!”. Le prendo il viso tra le mani e la bacio, e poi la tiro verso di me, facendola alzare. “Vieni qui! Vieni qui, vieni qui! Wow…!”

“Sei felice?” mi domanda lei poggiandomi le mani sulle spalle.

“Ma certo che sono felice, Cris! Perché anche tu lo sei, no?”

“Sì…” mi risponde abbracciandomi, e io la stringo forte.

Se sono felice?! Credo che non ci siano parole per esprimere quanto lo sono. Tutto questo è assurdo e fantastico.

Fantastico.

L’abbraccio stretta, mentre soffoco le mie urla di gioia contro il suo collo, e respiro il profumo dei suoi capelli, e ancora non ci credo, e sono così euforico da non riuscire a contenermi, e continuo a girare su me stesso insieme a lei.

“E io che avevo paura di dirtelo…” dice lei ridendo, tenendomi stretto a sé, e poi ci baciamo. “Tu non hai paura?” mi chiede con un filo di voce, poggiandomi una mano dietro il collo e guardandomi dritto negli occhi.

Paura?

Ero così preso dalla grandiosità di questa notizia, che alla paura non c’ho proprio pensato.

Paura.

Sì.

Se mi soffermo a pensarci anche solo per un attimo, direi che ne ho.

Sì.

Anzi, diciamo pure che se ci penso veramente me la faccio sotto.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 29 settembre 2014⬅️

❇️Letture consigliate: 31 agosto e 1 settembre 2014❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Lunedì, 18 novembre 2019

MERAVIGLIOSAMENTE LEO ?

“Senta prof, questa matematica mi mette ansia…! Per favore… La faccio più tardi, con calma, eh? Sennò finisce che comincio ad agitarmi…, mi viene l’ansia…, mi ammalo…, e torno in ospedale, eh?!”

 

Martedì, 19 novembre 2019

C’era una volta…

Carmine con la sua sorellina 🥰.

 

 

Mercoledì, 20 novembre 2019

Carmine risponde a una domanda riguardante la prima volta che ha tagliato i capelli a zero:

“Oramai ci sono abituato, mi diverto molto a cambiare look, a cambiare pettinatura nel mio lavoro. Sono sempre stato molto legato alla mia chioma quand’ero piccolo, tant’è che solamente mia madre mi tagliava i capelli…, però è stato un gesto, oltre che dal punto di vista lavorativo per Braccialetti, che mi ha per la prima volta messo a nudo”.

(Carmine Buschini)

 

Venerdì, 22 novembre 2019

Filippo Gravina ?Il Capitano MariaEpisodio 2Scena 12#CarmineBuschini#IlCapitanoMaria

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Freitag, 22. November 2019

Filippo Gravina ?
Il Capitano Maria
Episodio 2
Scena 12

Sabato, 23 novembre 2019

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono

Galeotto fu Carmine, anche stavolta.

O forse dovrei dire “Buschini”, perché agli inizi era così che mi piaceva chiamarlo; sarebbe dovuto passare un bel po’ di tempo prima che per me diventasse Carmine, il “mio” Carmine.

Questa fanpage era proprio agli inizi, nata da poco, per me stessa e per farmi conoscere da lui. Ancora non sapevo quanto sarebbe cresciuta e quanto la community sarebbe diventata importante per me.

Ma tu c’eri già.

E un giorno mi hai scritto per dirmi quanto apprezzavi quello che facevo (e soprattutto quello che scrivevo), e mi auguravi che presto lui si accorgesse di me. Chissà, forse mi hai portato fortuna, perché proprio in quei giorni lì, Carmine aveva iniziato a seguirmi; è durato solo tre giorni e probabilmente era il segno che gli avevo chiesto: sapeva che esistevo, e il resto è ormai storia.

La prima volta che io e te ci siamo incontrate è stato quasi un anno dopo, a Roma. Ricordo che indossavi un giubbottino di jeans e un bellissimo sorriso, dolce e solare, e che stavi sgranocchiando dei cracker.

La seconda volta è stata a Bologna, e lì eri tutta elegante, emozionata all’idea di incontrare Nicc, e imbarazzata dal fatto che fossimo le prime della fila davanti alle transenne per entrare al teatro Duse.

Entrambe le volte eravamo lì per Carmine.

Entrambe le volte ci siamo ritrovate subito.

La terza volta invece è oggi, a Milano, e Carmine non c’entra; anche se lui in qualche modo c’entra sempre, spesso non c’entra più, perché la maggior parte delle relazioni che ho creato a partire da lui sono andate ben oltre lui, sono un mondo a parte, altrettanto profondo, ricco ed emozionante.

Tra mezz’ora ci vediamo, e gli auguri potrò farteli di presenza, ma per me è importante farteli anche qua, dove tutto è nato.

Buon compleanno cara Lia, e grazie per essere una delle persone che arricchiscono la mia vita ❤️.

***

Sabato, 23 giugno 2012

In realtà non era poi così tardi quando ho spento la luce e mi sono addormentato, ma non molto tempo dopo mi sono svegliato per colpa del dolore lancinante alla gamba. Non avevo acqua in camera, e così sono andato in cucina per prenderla, e già che c’ero ho aperto la dispensa per prendere un paio di cracker, dato che ieri ho mangiato pochissimo e la Lisandri si è raccomandata di non prendere l’antidolorifico a stomaco vuoto perché altrimenti mi fa male; e lì ho visto il barattolo col decaffeinato della mamma, che nessuno di noi beve e che nessuno di noi avrà mai il coraggio di buttare via, anche quando sarà ormai scaduto.

Ho preso l’antidolorifico e sono tornato a letto; dopo pochi minuti il dolore si era già attenuato, ma ho fatto davvero fatica a riaddormentarmi. Continuavo a pensare a quel caffè nella dispensa e a quel posto vuoto ieri sera a tavola -vuoto per sempre-, e poi rivedevo nella mia testa tutte le volte che negli ultimi giorni mi sono ritrovato nello studio della Lisandri, davanti a lei, a sentirmi dire cose che solo a pensarci prima mi sarebbero sembrate surreali. E mai, mai, avrei creduto di ritrovarmi nel suo studio per me; credevo che quella volta che c’ero entrato per convincerla a dimettere la mamma sarebbe stata la prima e l’ultima, e invece guarda in che razza di situazione sto! In meno di dieci giorni ci sono già stato tre volte.

E poi rivedevo anche tutta la scena in sala tac e la scenata isterica che ho fatto, anzi, per essere precisi ho fatto proprio la figura del piscione, ma davvero non riuscivo a respirare. Chissà se anche alla mamma è mancato il respiro la prima volta che si è ritrovata dentro al tubone; se anche fosse, non me lo avrebbe mai detto, così come io non lo direi mai a nessuno.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Sabato, 23 giugno 2012⬅️

❇️Letture consigliate: 19, 20 e 22 giugno 2012❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 24 novembre 2019

Momento *nostalgia*Carmine durante la diretta Twitter per "Braccialetti Rossi 3" ♥️.#CarmineBuschini#MomentoNostalgia

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Sonntag, 24. November 2019

Momento *nostalgia*
Carmine durante la diretta Twitter per “Braccialetti Rossi 3” ♥️.

#CarmineBuschini
#MomentoNostalgia

***

NUOVO CAPITOLO ?
Leo sta aspettando i risultati degli esami per saperne di più sulla sua gamba, e nel frattempo cerca di godersi del “tempo spensierato”, come gli ha suggerito la dottoressa Lisandri; purtroppo, però, non è così semplice, né per lui, né per le persone che lo amano.

Buona lettura ?
http://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-183-sabato-23-giugno-2012/

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
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Lunedì, 25 novembre 2019

BUSCHINEEER! 😆
Siete pronti a fare il CONTO ALLA ROVESCIA?!?

Finalmente abbiamo LA DATA d’inizio de “LA GUERRA È FINITA”, la nuova fiction che vede Carmine tra i protagonisti 😍!

#CarmineBuschini
#LaGuerraèFinita

***

Ed ecco il trailer de "La guerra è finita" ???.Stavolta mi sa che #MoriròDiBuschini per davvero ?, insieme a tutti voi ??‍♀️.Dal 13 gennaio 2020Quattro puntate in prima serata su Rai 1 ?.#CarmineBuschini#LaGuerraèFinita

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Montag, 25. November 2019

Ed ecco il trailer de “La guerra è finita” ???.

Stavolta mi sa che #MoriròDiBuschini per davvero ?, insieme a tutti voi ??‍♀️.

Dal 13 gennaio 2020
Quattro puntate in prima serata su Rai 1 ?.

 

 

Martedì, 26 novembre 2019

Rocco De Angelis ?Mentre ero viaEpisodio 3Scena 11#CarmineBuschini#MentreEroVia

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Mittwoch, 27. November 2019

Rocco De Angelis ?
Mentre ero via
Episodio 3
Scena 11

 

Mercoledì, 27 novembre 2019

Carmine Buschini Over Club ha aggiunto 8 nuove foto all’album: Gita scolastica a Praga (febbraio 2015).

Sulla pagina Facebook trovate l’album con altre foto (link).

 

 

Giovedì, 28 novembre 2019

LEOECRIS STORY ❤️66❤️

Leo era seduto vicino al letto di Rocco, com’era ormai solito fare da tanti mesi, ma stavolta non gli veniva in mente niente da dirgli e si limitava a stargli vicino tenendolo per mano, pervaso da un’immensa voglia di piangere. Gli ultimi giorni erano stati così densi di emozioni e di avvenimenti che lui se ne sentiva letteralmente sopraffatto: la festa a sorpresa per il suo compleanno, suo padre, il regalo di sua madre, la morte di Davide, il funerale, Rocco che aveva cantato, quell’estenuante attesa per sapere se si sarebbe svegliato e, poche ore prima, il bacio con Cris.

Cris che adesso arrivava, insieme a Toni e Vale, e che silenziosamente prendeva posto con loro intorno al letto di Rocco.

Il silenzio, interrotto solo dal bip frequente e costante della macchina che monitorava il cuore di Rocco, che sovrastava tutto.

Era come se nessuno di loro sapesse che dire, o forse era come se sapessero che tanto Rocco in quel momento non sarebbe riuscito a sentirli.

Leo trovò quasi ironico che Cris si sedette proprio in mezzo a lui e Vale, come a voler sottolineare la situazione equivoca in cui si trovavano; lei gli sembrava molto serena in proposito; per quanto lo riguardava, invece, faceva fatica a guardare Vale in faccia: non si era comportato come un buon amico, baciando Cris, ne era pienamente consapevole.

E poco importava che lui, Cris, l’avesse vista “per primo”, poco importava che gli piacesse dall’esatto istante in cui l’aveva vista seduta a quel banco, poco importava che in sala chemio si fossero baciati, prima ancora che lei si mettesse con Vale; quello che importava era che lui se l’era fatta scappare, che lei e Vale adesso stavano insieme, e che baciandola aveva tradito la sua amicizia.

E avrebbe tanto voluto sentirsi in colpa, davvero l’avrebbe voluto.

Avrebbe voluto essere pentito, e giurare a se stesso che non sarebbe capitato mai più.

Ma la verità era che quel bacio gli era piaciuto da impazzire, e avrebbe voluto che ricapitasse subito.

La verità era che adesso Cris era seduta troppo vicina a lui, e già solo questo lo mandava ai matti.

La verità era che doveva lottare con tutte le sue forze contro l’istinto di afferrare quella mano che era così vicina alla sua, stringerla forte, e non lasciarla più.

***

Carmine la scorsa estate a Casalgrande (Reggio Emilia) durante le riprese de “La guerra è finita”, insieme a Tommaso, un giovanissimo attore che vedremo nella fiction, a partire dal prossimo 13 gennaio ?.

Ma quanto sono belli?!? ???

Grazie a Fabio Lucchini , il papà di Tommaso, per avermi mandato questo bellissimo regalo, stamattina appena sveglia ?!

 

Venerdì, 29 novembre 2019

COSA: Fiction “La guerra è finita”

QUANDO: dal 13 gennaio al 3 febbraio 2020

DOVE: in prima serata su Rai Uno, il lunedì.

CON CHI: Carmine Buschini, Andrea Bosca, Michele Riondino, Isabella Ragonese, Federico Cesari, Valerio Binasco.

REGIA: Michele Soavi.

PUNTATE: 4

GENERE: storico.

TRAMA: è il 1945, e finita la Seconda Guerra Mondiale, le persone sopravvissute ai campi di concentramento devono adesso ricostruire la propria vita.
La storia del dopoguerra, raccontata attraverso gli occhi dei bambini e dei ragazzi che dovranno fare i conti con un passato di orrori da elaborare e un futuro tutto da costruire.

 

Sabato, 30 novembre 2019

Mi scoppia la testa.

Sto cercando di resistere, perché il fatto di dipendere dalla morfina non mi va giù.

Prima dell’operazione credevo di aver raggiunto il mio livello massimo di soglia del dolore, e invece il peggio doveva ancora venire, e non solo a livello fisico.

Sono insofferente.

Insofferente al dolore, all’ospedale, ai continui esami, a tutto quanto. Mi sembra che la mia vita sia ancora congelata, e che l’unica cosa che scandisce il tempo sia il pancione di Cris che cresce a vista d’occhio, ogni giorno di più.

Vorrei essere libero.

Libero di vivere la mia vita come meglio credo, di svegliarmi e addormentarmi con Cris, di poter stare con lei quanto e come voglio, e soprattutto libero per sempre dall’incubo della Bestia.

Lo sapevo che l’operazione non avrebbe risolto tutto quanto come per magia, lo sapevo che la convalescenza sarebbe stata lunga e faticosa, e che prima di poter essere dichiarato ufficialmente guarito sarebbero dovuti passare mesi fatti di controlli, esami, attese e terapie. Anche la riabilitazione mi è toccata, e quella non l’avevo nemmeno messa in conto. I mal di testa atroci sì, quelli sì, che li avevo messi in conto; lo sapevo che farsi trapanare la testa non sarebbe stata propriamente una passeggiata di salute, ma non credevo che si potesse provare un dolore simile senza svenire. La Lisandri dice che è normale, che un po’ alla volta la situazione migliorerà, che saranno meno frequenti e meno dolorosi, anche se pare che dovrò conviverci per anni. Beh, sempre meglio loro della Bestia, certo, però non sono nemmeno tanto sicuro che quella stronza non si faccia viva mai più.

Chi me lo garantisce?

Nessuno.

Nessuno può garantirmelo.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Venerdì, 23 gennaio 2015⬅️

❇️Letture consigliate: 8, 9, 10 novembre 2014❇️

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https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 1 dicembre 2019

NUOVO CAPITOLO ?
Sono passati due mesi da quando Leo ha subito l’operazione al cervello, ma non può ancora tirare un sospiro di sollievo: la convalescenza è lunga e faticosa, e lui sta perdendo quella poca pazienza che gli era rimasta.
Qualcosa in grado di farlo resistere ancora e di fargli tornare il sorriso, però c’è; per fortuna c’è.

Buona lettura ?
http://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-1127-venerdi-23-gennaio-2015/

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***

Riuscirà il Buschini in versione natalizia, a esorcizzare il Grinch che da qualche anno si è impossessato di me?! ??‍♀️

***

Per una serie di motivi -tra cui anche Carmine ?-, la fine del mio novembre è stata molto, molto dolce…, e mai credevo di poter cominciare dicembre con altrettanta dolcezza.

Vedere Carmine, anche se attraverso un video, vederlo rilassato, sorridente, con la sua immancabile ironia, e insieme a persone che ho avuto il piacere di conoscere…, beh, direi che dicembre è proprio iniziato alla grande ?!

PS: della dedica della canzone di Gigi D’Alessio, facevo anche senza ?!

Per una serie di motivi -tra cui anche Carmine ?-, la fine del mio novembre è stata molto, molto dolce…, e mai credevo di poter cominciare dicembre con altrettanta dolcezza.Vedere Carmine, anche se attraverso un video, vederlo rilassato, sorridente, con la sua immancabile ironia, e insieme a persone che ho avuto il piacere di conoscere…, beh, direi che dicembre è proprio iniziato alla grande ?!PS: della dedica della canzone di Gigi D'Alessio, facevo anche senza ?!

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Sonntag, 1. Dezember 2019

 

Lunedì, 2 dicembre 2019

Autunno buschiniano 2019

      

 

Martedì, 3 dicembre 2019

Backstage “Braccialetti Rossi 2”.
♥️ Il pulmino di Nicola ♥️

Backstage "Braccialetti Rossi 2".♥️ Il pulmino di Nicola ♥️#CarmineBuschini#BraccialettiRossi

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Dienstag, 3. Dezember 2019

#CarmineBuschini
#BraccialettiRossi

***

Se tu dovessi venire in autunno
mi leverei di torno l’estate
con un gesto stizzito ed un sorrisetto,
come fa la massaia con la mosca.

Se entro un anno potessi rivederti,
avvolgerei in gomitoli i mesi,
per poi metterli in cassetti separati –
per paura che i numeri si mescolino.

Se mancassero ancora alcuni secoli,
li conterei ad uno ad uno sulla mano –
sottraendo, finché non mi cadessero
le dita nella terra della Tasmania.

Se fossi certa che, finita questa vita,
io e te vivremo ancora –
come una buccia la butterei lontano –
e accetterei l’eternità all’istante.

Ma ora, incerta della dimensione
di questa che sta in mezzo,
la soffro come l’ape-spiritello
che non preannuncia quando pungerà.

(Emily Dickinson)

 

Mercoledì, 4 dicembre 2019

Domenico Tripodi ?
Liberi di scegliere
Scene 14

#CarmineBuschini
#LiberiDiScegliere

Domenico Tripodi ?Liberi di scegliereScene 14#CarmineBuschini#LiberiDiScegliere

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Mittwoch, 4. Dezember 2019

 

Giovedì, 5 dicembre 2019

Cosa direbbe il Carmine di oggi al Carmine bambino, se attraverso uno strano varco spazio-temporale potesse incontrarlo?

Me lo sono chiesta spesso.

“Andrà tutto bene”, “Siamo forti”, “Andremo lontano”…, queste sono le frasi che immagino lui gli sussurrerebbe, con quella dolcezza e quell’attenzione che dimostra sempre verso i bambini.

Ma li immagino anche ridere fino alle lacrime, piangere abbracciati, sostenersi a vicenda, imparare l’uno dall’altro…, e attraverso quel magico varco guardare il passato e il futuro, pieni di meraviglia, con un sorriso e con gli occhioni verdi spalancati sul mondo.

 

 

Venerdì, 6 dicembre 2019

MERAVIGLIOSAMENTE LEO ?

“Scusi prof, però… Leopardi all’ospedale è proprio una cattiveria! Addirittura, qua in libreria, lo vendono con dentro le lamette, eh?! Così uno se lo legge… e intanto si taglia direttamente le vene!”

 

 

Sabato, 7 dicembre 2019

Mercoledì, 25 luglio 2012

Mi giro per sistemare i cuscini dietro la schiena, ed è allora che li vedo.
Capelli.
Capelli sul cuscino.
Cazzo!
Non solo una ciocca, come ieri.
Sono tanti.
Tantissimi.
I miei capelli.
Che sembrano ancora più neri, sul cuscino bianco.
Mi viene da piangere.
Me ne sto a fissarli e mi viene da piangere.
I miei capelli.
Sul cuscino bianco.
Non sono i miei.
No, dai, cazzo, non possono essere i miei.
Lo sapevo che sarebbe successo, eppure mi sembra impossibile.
Lo sapevo, ma non sono pronto.
Non può succedere veramente.
Non sta succedendo.
Mi si riempiono gli occhi di lacrime, che mi annebbiano la vista.
Ma li vedo ancora.
I capelli.
I miei capelli sul cuscino bianco.
Allontano di scatto con la mano il tavolino, mandandolo ai piedi del letto, facendo strabordare il tè dalla tazza, che finisce sul vassoio e bagna il pane. Poco importa, tanto quel poco di fame che avevo mi è completamente passata.
Merda!
Mi alzo lentamente, sorreggendomi con una mano la testa che non fa che girare e girare.
Inizio a raccogliere i capelli, sperando di riuscire a prenderli tutti. Ci riesco. Li tengo stretti in un pugno e vado in bagno per buttarli nel water. Tiro immediatamente lo sciacquone, senza guardarli oltre.
Non voglio guardarli oltre.
Mi avvicino con timore allo specchio, per capire come sono messo, se ho la testa piena di buchi.
Erano così tanti!
Così neri!
No.
Ancora non si nota niente.
Tiro un sospiro di sollievo, ma poi mi guardo dritto negli occhi e mi viene di nuovo da piangere.
Ho la faccia stravolta e fatico a riconoscermi.
Fatico a riconoscermi in questi occhi stanchi e spiritati, in questo sguardo pieno di paura.
Fatico a riconoscermi in questa faccia pallida.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Mercoledì, 25 luglio 2012⬅️

❇️Letture consigliate: Martedì, 24 luglio 2012❇️

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Domenica, 8 dicembre 2019

NUOVO CAPITOLO ?
Sono pagine dolorose del diario di Leo, queste; la sua vita sta cambiando in peggio, e troppo velocemente, e lui non riesce proprio ad accettarlo ?.

Buona lettura ?
http://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-215-mercoledi-25-luglio-2012/

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Roma, 8 dicembre 2019
Buonasera Buschiner ???.

Roma, 8 dicembre 2019Buonasera Buschiner ???.

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Sonntag, 8. Dezember 2019

 

Lunedì, 9 dicembre 2019

Vacanza in Grecia con Nicc (aprile 2018)

     

  

 

 

Martedì, 10 dicembre 2019

Anteprime capitoli Leo

Lunedì, 2 luglio 2012

Inspiro profondamente quando mi ritrovo davanti alla porta dello studio della Lisandri.
Busso piano ed attendo che la sua voce mi inviti ad entrare.
Stavolta papà si è imposto ed è voluto entrare insieme a me.
A niente sono servite le mie proteste.
Per una delle prime volte nella sua vita, è stato irremovibile.
E così adesso siamo seduti davanti alla Lisandri.
E al dottor Alfredi, il primario di chirurgia.
E già questo non mi fa presagire nulla di buono.
Né i loro sguardi hanno niente di rassicurante.
La Lisandri si è già tolta gli occhiali.
Come per prepararsi a darmi la cattiva notizia.
Non provo paura.
Non molta almeno.
Quello che mi pervade è più uno strano senso di rassegnazione.
“Non facciamola tanto lunga” dico con tono canzonatorio accennando un sorriso: “È un osteosarcoma?”.

***

Sabato, 7 luglio 2012

Alle 22:30 comincia l’esibizione della rock band e Giulia mi trascina a ballare, ma presto la gamba mi fa male e andiamo a sederci su un divanetto.
Ci stiamo baciando appassionatamente.
Le sue mani sono intrecciate dietro al mio collo.
Le mie accarezzano le sue gambe nude.
“Sei troppo bello stasera” dice ad un certo punto staccandosi da me. “Devo tenerti stretto!”.
Io sorrido, senza dire niente, ripensando alle parole di Asia e mi affretto ad accorciare di nuovo la distanza tra le nostre bocche, forzando con la lingua le sue labbra che subito mi lasciano passare.
Veniamo interrotti da Mattia e Cecilia che sono venuti a salutarci.
“Andate via di già?!” domando loro stupito. “Non saranno nemmeno le undici!”
“Eh…” dice Mattia mentre Cecilia sorride. “Vogliamo farci un giretto da soli!”
“Aaah! Buon giretto allora!!” esclamo lanciandogli un’occhiata complice.
“Passo a trovarti in settimana, prima di partire per Londra, ok?” mi chiede mettendomi una mano sulla spalla.
“Ok.”
“Mi dispiace così tanto che tu e Giulia non veniate…” mi dice Cecilia dandomi un bacio.
Giulia che non va a Londra?!
Che storia è mai questa?!
Mi giro a guardarla e vedo che sta fulminando Cecilia con lo sguardo.
Lei le chiede scusa muovendo le labbra senza parlare, poi prende per mano Mattia e si affretta ad andarsene, augurandoci la buonanotte.
Io mi alzo dal divanetto, piuttosto innervosito e faccio cenno a Giulia di seguirmi fuori.

***

Lunedì, 9 luglio 2012

Entriamo in una saletta con quattro poltrone, di cui due già occupate.
Io sono il più giovane.
L’unico coi capelli.
La donna più anziana mi sorride, ma i suoi occhi sono tristi ed io vi leggo tutta la sua commiserazione nei miei confronti.
Un’infermiera le sta cambiando la sacca della flebo; quando ha finito chiude la tenda che fa da separé e si avvicina a noi. È piuttosto giovane, deve avere meno di trent’anni, ed è anche piuttosto carina.
“Chiara, ti affido Leo” le dice la Lisandri.
“Ciao Leo” mi saluta Chiara sorridendomi e si vede che è dispiaciuta per me. A quanto pare è questo l’effetto che fa un ragazzo capellone in sala chemio. “Vieni, accomodati pure…”.
Poggio lo zaino per terra accanto al lato destro della poltrona e mi siedo.
“Io vado Leo. Passo più tardi a vedere come va, d’accordo?” mi domanda la Lisandri.
Io annuisco, poi osservo papà che si guarda intorno disorientato e… angosciato.
Sì, angosciato è la parola giusta.
Ritrovarsi qui lo fa di sicuro pensare alla mamma.
Non credo che possa riuscire a sopportare quattro ore qua dentro.
“Vai anche tu, papà” dico mentre Chiara aggancia la prima sacca di farmaci all’asta della flebo. “Vai a fare un giro da qualche parte, oppure a casa, e torna a riprendermi tra quattro ore.”
“Leo, non vorrai mica che ti lasci qui da solo?!”
“Sì, per favore.”
“Non mi sembra una buona idea.”
“Per favore”; la mia è quasi un’implorazione.

***

Martedì, 10 luglio 2012

Dopo ventiquattro ore chiuso qua dentro sto peggio di quando sono arrivato e adesso mi girano veramente le palle.
Vorrei essere lontano da qui.
A casa mia, nel mio letto, a dormire fino a tardi.
Con Giulia, a baciarla e a bearmi del suo seno e magari a convincerla a fare l’amore con me.
Al bar a bere il caffellatte freddo e a mangiare due cornetti alla crema senza vomitare tutto.
Da qualche parte con i miei amici a ridere fino a farci venire le lacrime agli occhi.
In giro con la mia Vespa.
Vorrei essere ovunque tranne che qui.
A scuola, durante un’interrogazione di matematica.
In coda alle Poste.
Al corso per il patentino.
Dal dentista.
Beccato dal padre di Giulia mentre facciamo robe che non approverebbe.
Ovunque, purché lontano da qui.
Vorrei essere sano.
Senza osteosarcoma, senza analisi, senza chemio, senza intossicazione al fegato, senza ospedale.
Vorrei indietro la mia vita normale.
La mia vita prima.

***

Mercoledì, 11 luglio 2012

“Buongiorno Leo” mi saluta la Lisandri, prendendo in mano la mia cartella clinica e cominciando a leggere gli aggiornamenti scritti da Ulisse; anche oggi ha al seguito lo spilungone.
“Buongiorno!” rispondo con voce squillante poggiando la Play sul comodino.
“Come ti senti?”
“Bene!” esclamo regalandole uno dei miei migliori sorrisi. “Pronto per essere dimesso!”.
Lei accenna un mezzo sorriso e scuote la testa: “Stenditi che controlliamo il fegato. Dottore, lei intanto dia un’occhiata a questa” dice passando la cartella clinica allo spilungone. “Ti faccio male?” mi chiede tastandomi l’addome.
“No” rispondo sollevato. “Non mi fa male per niente.”
“Bene. Anche le dimensioni sono quasi rientrate nella norma.”
“E ho bevuto l’acqua e mangiato uno yogurt senza vomitare!”
“Sì, ho letto.”
“Quindi mi dimettete?” le chiedo tirandomi su.
“Dottore, lei che dice?”.
Lo spilungone diventa di mille colori: gli ci vorrà un po’ per abituarsi alle domande a sorpresa della Lisandri, mi sa; dà un’altra occhiata alla cartella clinica e poi trova il coraggio di parlare: “I valori delle analisi sono migliorati ancora rispetto a ieri. Sono quasi nella norma.”
“Bene. Poi?”
“A due ore dalla sospensione dell’antipiretico non ha presentato febbre, e anche gli episodi di nausea ed emesi sono cessati.”
“Quindi lo dimettiamo?”; lo spilungone è in preda al panico, terrorizzato dal poter sbagliare risposta. “Su dottore!” lo incalza lei togliendosi gli occhiali.
Su spilungone, rispondi!
E dammi la risposta che voglio sentire!
Lui guarda di nuovo la cartella, poi la Lisandri, poi me: “Se le analisi di domattina confermano i valori di oggi, direi che domani pomeriggio ti possiamo dimettere, Simone.”
“Leone” lo correggo contrariato, non tanto dal fatto che continui a sbagliare il mio nome, quanto dalla sua risposta.
Come sarebbe a dire domani?!
Io voglio andare a casa oggi!

***

Giovedì, 12 luglio 2012

Stamattina lo spilungone se ne sta in disparte, graziato dall’interrogazione della Lisandri, mentre lei, senza occhiali, si è seduta sul mio letto. So già tutto prima ancora che parli: “Mi dispiace Leo, ma ti è tornata la febbre e non posso dimetterti”.
Quando ieri sera la febbre è tornata su, avevo già previsto che non mi avrebbe lasciato andare a casa, ma una parte di me ci aveva sperato lo stesso.
“Ma non le sembra di stare esagerando?! Non ho mica la febbre a quaranta! Se tiene in ospedale tutti quelli con la febbre a trentotto, non rimane più posto per i malati veri!”.
La mia protesta la lascia imperturbata, a parte un breve sguardo che interpreto come commiserazione: “Con la chemio non ti puoi permettere di avere la febbre, nemmeno a trentasette e mezzo”.
Per la serie: guarda che tu sei un malato vero, nel caso te lo fossi dimenticato.
“Ma è ancora colpa del fegato?”
“No, direi proprio di no. I valori del fegato sono buoni, e gli esami del sangue non mostrano niente che possa giustificarla. Non capiamo esattamente da dove provenga questa febbre. Cominciamo subito col somministrarti antibiotici a largo spettro e vediamo che succede.”
“Cioè?! Che roba è?”
“Un insieme di antibiotici che attaccano batteri di varia natura. In poche parole, proviamo a curarti anche se non sappiamo ancora che cos’hai”.
Ho capito: praticamente come lanciare una bomba aerea, a caso, sperando di beccare i cattivi e chi piglio piglio, chissenefrega dei buoni.
Mando giù l’idea di dover restare ancora qui e provo a digerirla.

***

Venerdì, 13 luglio 2012

“Molto bene” dice la Lisandri leggendo la mia cartella clinica. “Vedo che stamattina sei sfebbrato, quindi l’antibiotico sta facendo il suo dovere. Nessun effetto collaterale? Niente mal di testa, stanchezza, dolori articolari?”
“Niente.”
“Ne sei proprio sicuro? Non mi sembri molto in forma.”
“Sto bene” ribadisco con fermezza; di certo non mi va di parlare con lei dei cazzi miei.
“D’accordo” sospira lei passando la cartella allo Spilungone. “Se dopo pranzo sei ancora sfebbrato dirò ad Ester che può lasciarti libero di andartene in giro, va bene?”
“Certo che va bene! E posso andare anche agli Ulivoni o in palestra?”
“No, non esageriamo”.
E ti pareva!
“Lo sa che se continua a obbligarmi a stare a riposo… diventerò tutto flaccido?!” esclamo alzando la voce.
“Sei giovane e forte. Non diventerai flaccido in così poco tempo. Il tuo tono muscolare mi pare sia messo benissimo, stai tranquillo. Adesso ci sono altre priorità.”
“Sopravvivere, ad esempio?” le chiedo con tono di sfida.
Lo Spilungone mi guarda allibito, mentre la Lisandri non si lascia minimamente turbare. “Ad esempio” mi risponde sostenendo il mio sguardo, per poi voltarsi verso lo Spilungone: “Dottore, per quanto crede sia necessario continuare con la cura antibiotica?”.
Lui come sempre diventa di mille colori: “Quante somministrazioni sono già state fatte?”
“Tre” gli rispondo io.
“Tre” gli conferma la Lisandri. “Due volte al giorno a partire da ieri mattina.”
“Direi di completare il ciclo di sei, con l’ultima somministrazione domani sera.”
“Sì, sono d’accordo”; lei trattiene un sorrisetto soddisfatto, e poi guarda di nuovo me. “E se rimani sfebbrato fino a domenica mattina, potrai andartene a casa per un paio di giorni, d’accordo?”
“Quindi niente chemio lunedì?” le chiedo sorpreso.
“No. Abbiamo preferito rimandarla a mercoledì, dato che sono subentrati i problemi al fegato e la febbre”.
Dopodomani posso andarmene a casa.
E avrò due giorni in più di respiro prima della chemio.
Ci devo credere per davvero o faccio meglio a non illudermi?

***

Comunque Carmine è più influencer di quanto non creda ?! Mi ha davvero fatto venire voglia di addobbare casa per Natale, laddove chiunque e qualsiasi cosa avevano fallito ?!

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Dienstag, 10. Dezember 2019

Comunque Carmine è più influencer di quanto non creda ?! Mi ha davvero fatto venire voglia di addobbare casa per Natale, laddove chiunque e qualsiasi cosa avevano fallito ?!

 

 

Mercoledì, 11 dicembre 2019

FANTASTICHE NOTIZIE, Buschiner! 😍😍😍.

Non solo Carmine è entrato a far parte degli Ambasciatori di Missione della Fondazione Telethon, ma SABATO 14 DICEMBRE 2019, durante la “Festa di Natale” che andrà in onda in primissima serata su Rai 1 (dalle 20:35), lui CONDURRÀ IL DIETRO LE QUINTE sull’account Instagram @telethonitalia, con incursioni e interviste ai vari ospiti della serata!

Non è una notizia meravigliosa?! 💖

 

 

Venerdì, 13 dicembre 2019

Roma, 8 dicembre 2019
Festa dell’albero numero 2 ?.

 

 

Sabato, 14 dicembre 2019

“Sono a casa!”; lo dico a bassa voce, perché di solito a quest’ora Nic fa il pisolino, ma Cris mi sente lo stesso perché è nella mia vecchia camera che è praticamente all’ingresso. L’abbiamo adibita a studio, tanto per ora a Nic non serve, ma nonostante ci sia la scrivania, lei preferisce studiare sul letto, ed è proprio lì che la trovo, seduta a gambe incrociate con davanti il pc portatile e in testa quel buffo cappello di lana rosso che le ha regalato Toni a Natale.
“Oh, hai fatto la spesa!” dice lei con un sorriso raggiante.
“Sì. Ti preparo una cenetta come si deve!”
“Che meraviglia!” esclama dando un morso alla mela che ha in mano. “Sono proprio affamata.”
“Ma hai pranzato?”
“Più o meno.”
“Che cosa vuol dire più o meno?!”
“Avevo preparato la pasta per me e Nic, col sugo che hai fatto tu, ma lui ha voluto mangiare da solo, rovesciandola tutta per terra, e quindi gli ho dato buona parte della mia.”
“E tu?!”
“E io… questa!”
“Una mela?! Potevi almeno farti un toast, no?!”
“Il pancarré è finito.”
“Vabbè, ho capito…” dico andando verso la cucina. “Ti preparo una pasta al volo.”
“Ma no! Poi mi rovino l’appetito per la cenetta, scusa!”.
Effettivamente è già tardo pomeriggio. Metto a posto la spesa e poi torno da Cris con una tavoletta di cioccolato fondente che ho appena comprato; quando era incinta di Nic le è venuta la passione e non l’è più andata via. “Mangia un po’ di questo almeno” le dico sedendomi accanto a lei.
“Oh grazie!” esclama dandomi un bacio, ma poi mi guarda in modo sospettoso. “Oggi mi stai viziando troppo.”
“Ma non è vero! Io ti vizio sempre!”.
Cris scarta il cioccolato e ne mangia un pezzo, ma continua a guardarmi in modo strano. “Ecco perché stamattina eri silenzioso! Che mi devi dire?”

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Martedì, 5 gennaio 2016⬅️

❇️Letture consigliate: Lunedì, 4 gennaio 2016❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

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Ci siamooooooooo! ???
Le luci in studio sono accese, le prove sono terminate e tra qualche minuto inizierà la maratona Telethon! Carmine ci racconterà il dietro le quinte attraverso le Instagram stories ?!

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Siete pronti?! ?

Io non sto più nella pelle! Non credo di reggereee! ?

Siete pronti?! ?Io non sto più nella pelle! Non credo di reggereee! ?

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Samstag, 14. Dezember 2019

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Il Buschini in versione valletto mi mancava ?.

Che dire?
Se la cava pure in questo ruolo ?✌️.

Il Buschini in versione valletto mi mancava ?.Che dire?Se la cava pure in questo ruolo ?✌️.

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Samstag, 14. Dezember 2019

 

Domenica, 15 dicembre 2019

Buongiorno buschiner ❤️!
Ieri è stata una serata davvero fantastica in compagnia di Carmine ?. Io ero emozionatissima, e mi sono anche divertita tanto ?.

È stato molto bello vederlo in questa nuova veste, che sinceramente non mi sarei mai aspettata di vedere, ma come sempre lui è sorprendente ??.

In questo video ho raccolto tutti i vari momenti delle sue incursioni nel backstage Telethon di ieri sera ?.

Buongiorno buschiner ❤️!Ieri è stata una serata davvero fantastica in compagnia di Carmine ?. Io ero emozionatissima, e mi sono anche divertita tanto ?.È stato molto bello vederlo in questa nuova veste, che sinceramente non mi sarei mai aspettata di vedere, ma come sempre lui è sorprendente ??..In questo video ho raccolto tutti i vari momenti delle sue incursioni nel backstage Telethon di ieri sera ?.

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Sonntag, 15. Dezember 2019

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NUOVO CAPITOLO ?
I genitori di Cris vogliono fare la pace e conoscere Nic, ma lei ancora non lo sa perché Carola ha preferito parlarne prima con Leo. Riuscirà il nostro re Leone a starsene tranquillo, oppure no? E Cris come prenderà la notizia?

In mezzo a tutti questi turbamenti, un po’ di svago ci vuole, e come ha detto una volta una mia affezionata lettrice: “A casa Correani i problemi si risolvono sempre nello stesso modo!” (???).

 

Lunedì, 16 dicembre 2019

Beh…, per essere uno che sui voti di matematica a scuola voleva bypassare, non se l’è mica cavata male, no?! ?

Il video integrale con tutti i momenti di Carmine a “Talenthon” è ora disponibile su Youtube ?

 

 

Martedì, 17 dicembre 2019

Oggi il sito web compie due anni ❤️.

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Roma, 17 dicembre 2019
Ma quante belle sorprese ci sta riservando ultimamente il nostro Buschini?! ?
Non lo sa che ci si abitua in fretta alle cose belle? ?

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E dopo la festa dell’albero… la cioccolata di Natale e un’altra perla di saggezza di Carmine ?.

E dopo la festa dell'albero… la cioccolata di Natale e un'altra perla di saggezza di Carmine ?.

Gepostet von Carmine Buschini Over Club am Dienstag, 17. Dezember 2019

 

 

Mercoledì, 18 dicembre 2019

Maratona Telethon

Il 14 dicembre 2019, Carmine Buschini ha partecipato a “Talenthon”, il varietà in seconda serata inserito nella maratona per la raccolta fondi Telethon.

     

 

 

Giovedì, 19 dicembre 2019

Estate buschiniana 2018

L’estate buschiniana 2018 si è fatta attendere a lungo, e ancora più lungo abbiamo poi dovuto attendere per (intra)vedere Carmine in costume ? (ma, diciamocelo, è stato uno splendido regalo di Natale ♥️). In compenso, però, i sorrisi che ci ha regalato quell’estate sono davvero straordinari ?.

➡️Sulla pagina Facebook trovate l’album con tante altre foto (link)⬅️

 

 

Sabato, 21 dicembre 2019

Venerdì, 27 luglio 2012

Asia mi prende la Play, ma quando si avvicina al mio letto per darmela, noto che lo sguardo le cade su qualcosa alle mie spalle. “Che c’è?” le chiedo prendendogliela di mano.
Lei non dice niente e prende fiato, allora io mi giro per capire cosa sta guardando.
I miei capelli.
I miei capelli sul cuscino.
Neri e tanti.
Ancora.
Ancora, cazzo!
Deglutisco, mentre il cuore mi accelera all’improvviso, e metto le gambe giù dal letto per provare ad alzarmi in piedi.
“Ci penso io” mi dice Asia con tono premuroso. “Tu resta a letto che è meglio.”
“No!” ribatto io urlando, lasciandola per un attimo impietrita. “Faccio io”.
Lei annuisce lentamente e resta in silenzio a guardarmi mentre mi alzo in piedi barcollando. Cazzo, gira tutto e non riesco a muovere un passo; mi lascio ricadere seduto, col cuore che mi batte fortissimo e una rabbia assurda che mi fa venire voglia di spaccare tutto. Non ho la forza per dare un pugno al materasso, e l’unica cosa che riesco a fare è afferrare il lenzuolo e stringerlo, anche se parlare di stretta è davvero eccessivo.
“Non li toccare!” urlo di nuovo, quando Asia si avvicina per raccoglierli. “Ti ho detto che non li devi toccare!”.
Scoppio a piangere come un bambino, vergognandomi da morire ma non riuscendo a fermarmi. Asia se ne sta ferma e zitta, e io non ho il coraggio di sollevare lo sguardo dal pavimento per guardarla. Doveva andarsene a casa come le avevo detto! Odio farmi vedere in questo stato! Odio i capelli che continuano a cadere! Odio che sono due giorni che non riesco ad alzarmi da questo cazzo di letto! Odio questo posto! Odio quest’ago conficcato nel braccio, odio essere bucato tutti i giorni, odio il colore di questo pigiama, odio questo sapore schifoso che ho sempre in bocca!
Odio tutto quanto!

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Venerdì, 27 luglio 2012⬅️

❇️Letture consigliate: 24 e 25 luglio 2012❇️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Giovedì, 26 dicembre 2019

Leone Correani ❤️
Braccialetti Rossi
Serie 1
Episodio 01
Scena 14

#CarmineBuschini
#BraccialettiRossi

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1211320469066844&id=598200927045471&ref=page_internal

 

Sabato, 28 dicembre 2019

Buongiorno Buschiner ?.

Non so voi, ma io non mi sono ancora ripresa dagli sconvolgimenti di ieri ?.

Vi annuncio con piacere che la mattina del 7 gennaio ci sarà la conferenza stampa de #LaGuerraèFinita : confidiamo in tante foto e interviste ?!

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