Diario di bordo aprile-giugno 2019

Lunedì, 1 aprile 2019

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Carmine tornerà in scena con “La Partitella”: bellissima commedia dolce-amara, divertente e malinconica, e con un cast di giovani attori uno più bravo dell’altro!

Queste le DATE e i LUOGHI:
? Venerdì 12 aprile 2019, Teatro Puccini di Altopascio (Lucca), ore 21 (e alle 18 l’imperdibile incontro con la compagnia presso la Sala Granai).
Qua il link per acquistare i biglietti ?http://www.biglietto.it/teatro/scheda_titolo4.asp?titolo=1937461

? Sabato 13 aprile 2019, Teatro dei Vigilanti di Portoferraio (Isola d’Elba), ore 21:15.
Qua l’acquisto risulta un po’ più complesso; se siete interessati, contattatemi in privato che vi spiego!

***

Aspettando Rocco…

– 3 ?!

 

Martedì, 2 aprile 2019

LEO&CRIS STORY ❤️52❤️

“Allora che ve ne pare, dell’idea di Nicola?” domandò Leo agli altri Braccialetti, riuniti insieme a lui intorno al letto di Rocco, dopo che aveva raccontato loro ciò che Nicola gli aveva detto.

“Sì…” rispose Cris.

“Cioè…” cominciò Toni perplesso. “Dovremo dividerci la sua vita…?”

“Sì!” esclamò Leo ridendo, vedendo la faccia dell’amico. “Dividerla… e moltiplicarla… dentro di noi” gli spiegò poggiandosi una mano sul cuore.

Toni spalancò gli occhi e le braccia, meravigliato: “Bellissima…”

“A me piace” disse Vale.

“Anche a me…” aggiunse Cris.

“Rocco?” domandò Leo a Toni. “Che dice?”.

Toni sorrise e avvicinò l’orecchio alla testa di Rocco: “Dice che gli sembra una cosa buona! È d’accordissimo!”

“Perfetto!” esclamò Leo ridendo. “Allora, siccome siamo in cinque… a ognuno di noi spetta… più o meno…”

“Venti per cento…” gli suggerì Vale.

“Oh! Lo stavo per dire io…”

“Seee…” lo prese in giro Cris ridendo insieme agli altri, mentre Leo le faceva l’occhiolino.

“Il venti per cento della vita di Davide. E ognuno di noi, dovrà vivere delle cose per lui.”

“Per esempio…?” gli chiese Toni.

“Qualsiasi cosa” rispose lui. “Non so… un viaggio…”

“Una danza…” intervenne Cris.

“Sì!”

“Una nuotata…” disse Vale.

“Forte!” esclamò Toni. “Appena esco da qua gli faccio provare miii miiiiii… wuuu wuuuu… waaa….”

“Cos’è?” gli domandò Vale perplesso, mentre Leo rideva scuotendo la testa.

“Il vento in moto!” spiegò Toni facendoli ridere tutti.

“Ragazzi!” esclamò Vale colto all’improvviso da un’idea. “Davide non aveva detto che uno dei suoi più grandi sogni era fare una band?!”

“Sì!” risposero gli altri in coro.

“E allora facciamolo noi, un gruppo!”.

Leo era entusiasta a quell’idea: “Iniziamo subito, dai!”

“Eh, ma che cantiamo però?” gli domandò Vale.

“Accendi la radio!” suggerì Cris a Leo. “Prova…”

“Vediamo chi viene fuori…” disse Leo avvicinandosi alla radio che c’era sul comodino accanto al letto di Rocco.

“Bella questa…!” esclamò Cris mentre dalla radio usciva la voce di Tiziano Ferro con “Non me lo so spiegare”, e Leo cominciava a cantare, seguito subito dagli altri.

***

Aspettando Rocco…

Meno 2 ?!

 

Mercoledì, 3 aprile 2019

Cosa succederà nella seconda puntata di “Mentre ero via”?! ?

Lo scopriremo domani sera alle 21:25 su Rai 1! ???

 

 

Giovedì, 4 aprile 2019

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

Avevamo finito così.
Con un lungo applauso e un grande dolore interiore e straziante.
Straziante perché in quegli ultimi applausi avevo paura, perché in quelle ultime vibrazioni di mani avevo paura che sarebbe tutto finito.
Che avrei dovuto salutare tutto ciò che di bello mi aveva donato questo splendido spettacolo, dalla famiglia che ho trovato e con il quale ho avuto l’onore di lavorare alla scoperta della reciprocità ta le persone che hanno fatto di tutto per essere con noi.
L’ultimo giorno, quando dovetti consegnare in dietro tutti gli attrezzi di scena del mio personaggio, ricordo che diedi un lungo bacio al mio cappellino di scena chiedendogli come se fosse un salvatore di farmi rivivere nuovamente quelle gigantesche emozioni.
Come un ragazzino impaziente che non vede l’ora di entrare in campo il più presto possibile, speravamo dentro di me di essere nuovamente la, a Sala Umberto a conquistare con un gattino il mondo.
Qualcuno mi ha ascoltato.
Qualcuno mi ha detto “si”
Qualcuno mi ha detto “ricomincia la Partitella”
Oggi continuo a sognare, oggi continuò ad emozionarmi.
La partitella, capitolo 2 ❤️
(Federico Inganni, attore de La Partitella)

Venerdì, 5 aprile 2019

Nuova immagine di copertina

 

 

Sabato, 6 aprile 2019

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Lunedì, 22 ottobre 2018

“E va bene!” sbuffa Nic uscendo dalla stanza. “Vado a lavarmi i denti!”
“Questo da grande sarà peggio di te!” esclama Cris mentre lui esce dalla stanza.
“In che senso, scusa?!” le chiedo io facendo lo gnorri, e avvicinandomi per darle un bacio. “Lasciamo perdere va’! Senti, ma hai guardato nei jeans che avevi ieri?”
“Avevo questi ieri!”
“No, avevi quelli scuri.”
“Ah, già! Ma dove sono finiti…?”; diciamo che ieri sera dove finivano i vestiti non era proprio la nostra priorità. “Sul pavimento non ci sono”.
Lei si alza e si china sotto al letto. “Eccoli! Ed eccolo!” esclama tirando fuori il portafogli dalla tasca.
“Grazie” le dico con un sorriso, prendendolo e mettendolo in tasca. “Tu pranzi all’università oggi, vero?”
“Sì.”
“Allora non so se torno a mangiare a casa. Magari resto fuori e poi vado direttamente alla Radio.”
“Va bene”; le do un bacio, e poi un altro, ma quando sto per andarmene lei mi ferma. “Senti… Ho pensato che appena esco mi fermo a comprare il test…”
“Oh…”; io la guardo sorpreso, e poi mi illumino in un sorriso. “Ti sei decisa, finalmente!”
“Direi che due settimane di ritardo sono abbastanza sospette” mi dice buttandomi le braccia al collo.
“E direi di sì! Io sarà da una settimana che ti dico di comprarlo!”.
Lei ride e mi bacia. “Veramente… hai cominciato a insistere dal primo giorno di ritardo…!”
“Non è vero…!” ribatto io ridendo. “Forse dal secondo, dai!”
“Vai adesso, che se no davvero Nic non lo fanno più entrare!”
“Ok… però promettimi che aspetti me per fare il test.”
“Va bene… Promesso”.
Le do un ultimo bacio e poi vado a vedere se Nic ha finito di lavarsi i denti.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 22 ottobre 2018⬅️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

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Continuano anche oggi le prove de La Partitella (la foto però è dell’altro ieri ?)! ❤️

Ci sono ancora dei posti disponibili per il 12 aprile ad Altopascio (Lucca).

Trovate i biglietti qui:
http://www.biglietto.it/teatro/scheda_titolo4.asp?titolo=1937461

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“All’inizio è stata dura, non è stato semplice, Rocco mi ha fatto la guerra praticamente, odiava tutto: questa città, le strade, la gente…, il lago, il circolo nautico dove andavo da ragazzino -dove lavoro adesso-, la barca…, odiava persino suo zio Marco. Sempre chiuso in casa, non parlava mai, incazzato nero… Però poi, di colpo, così…, è cambiato! Non so neanche io come abbia fatto. Sembra che a quell’età hai delle risorse inaspettate, una voglia di vivere dentro che ti fa superare Il dolore e la rabbia per la morte di una madre. Lo vedessi adesso, è sempre positivo, energico, su di giri, ha aperto un sito di baratto online, insomma una cosa complicatissima che risponde a regole molto rigide. E non fa altro che parlare, in continuazione… Ha una sua idea su tutto!”.

(Rocco raccontato da suo padre Stefano ❤️).

 

 

Domenica, 7 aprile 2019

Stasera andrà in onda la replica della seconda puntata di “Mentre ero via” 😊❤️.
RAI PREMIUM, ore 21:20.

Mercoledì 10 aprile alle 23:15, sempre su Rai Premium.

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L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, testo

NUOVO CAPITOLO 
Leo è felice: sta bene, è innamorato di Cris e del loro Piscione, è realizzato sul lavoro, e trova anche il tempo di dedicarsi agli altri; da una sua idea, poco tempo fa, sono nati i “Braccialetti 2.0”: tanti nuovi personaggi quindi, ma che non sono affatto l’unica novità! 

È un capitolo leggero e profondo al tempo stesso, proprio come Leo sa essere, e come lui è decisamente proiettato sul futuro, nonostante del passato porti tutte le tracce indelebili, nel bene e nel male.

Buona lettura ?
http://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-2760-lunedi-22-ottobre-2018/

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

 

Lunedì, 8 aprile 2019

A partire da domani, e fino a venerdì, su Rai Premium andranno in onda le repliche de “Il Capitano Maria”.

Ore 17:50 🤗.

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L'immagine può contenere: 19 persone, persone che sorridono

Ecco la nuova locandina de “La Partitella”, che torna in scena dopo un anno di pausa:
– Teatro Puccini di Altopascio, 12 aprile
– Teatro dei Vigilanti di Portoferraio, 13 aprile
.
Oltre al nostro Carmine Buschini, della vecchia guardia ritroviamo @federicoingans , @no_e_mi_noe , @buonvii_ , @nicolo_mililli , @martina_maiucchi , @damianoangelucci , @danielegatti_ , @chiaratron , @daniele_locci_ e Elio Musacchio.

Tra le new entry: @harounfall (volto noto per noi Buschiner, in quanto compagno di corso di Carmine al CSC per tre anni), @marytruerats (anche lei allieva del CSC, attualmente al terzo anno), @gianfilippoazzoni , @daniele_di_martino_ddm , @larabalbo , @annamalvaso , @alessiacapua e @claudia.tosoni (nel ruolo di Flavia, che fu precedentemente di Vanessa Innocenti e di Giulia Zadra).

 

Martedì, 9 aprile 2019

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano

Nuova immagine del profilo.

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C’era una volta…

Carmine in seconda liceo ?!

Lo avete trovato? ?

 

Mercoledì, 10 aprile 2019

Domani sera alle 21:25 ci aspetta Rocco (e anche Sara) per la terza puntata di “Mentre ero via” ?.

Siete pronti? ?

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#Repost @federicoingans (@get_repost)

・・・

Un gruppo di persone che condivide un obbiettivo comune può raggiungere l’impossibile.

Un gruppo di persone con un talento vincono le partite, ma solo con l’intelligenza e il lavoro di squadra si vincono i campionati.

Una squadra che lavora insieme, vince insieme.

La mia squadra del cuore ❤️

#lapartitella #actor #actorlife #actor_jg #actorme#actores #theater

 

Giovedì, 11 aprile 2019

Stasera alle 21:25 su Rai 1, andrà in onda la terza puntata di “Mentre ero via” ❤️.

Se per caso vi siete persi le puntate precedenti, potete recuperarle su RaiPlay! ?

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I ragazzi de “La Partitella” sono arrivati ad Altopascio per le prove generali, prima dello spettacolo di domani! ?

Oltre che alle 21, ci sarà uno spettacolo anche alle 10, dedicato alle scuole. ?

 

Venerdì, 12 aprile 2019

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano

Aggiornamento #18esima avventura buschiniana ❤️.
Si è da poco concluso l’incontro con la compagnia (di cui prossimamente vedrete i video ?).
È stato molto bello, nonostante ci fosse molta confusione, con tanto di bambini urlanti e ragazzine in delirio ?!

Foto stupenda della mitica @Michela Gianstefani.

 

Sabato, 13 aprile 2019

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, primo piano e spazio all'aperto

Ogni volta che parto per un’avventura buschiniana, mi ripeto che non devo farmi aspettative, ma inevitabilmente finisce che qualcuna, di sua spontanea volontà, il mio cervello se la crei lo stesso. Eppure, alla 18esima volta, avrei dovuto saperlo che ogni avventura è a sé, e che può succedere tutto e il contrario di tutto.
E invece ieri sera sono andata a letto irrequieta e insoddisfatta, perché le cose non erano andate esattamente come avevo desiderato, perché per una serie di circostanze non favorevoli (tra cui troppi ragazzini schiamazzanti e invadenti, e un’organizzazione precaria dell’evento), non sono riuscita ad avere un momento tranquillo con Carmine, per potergli parlare con calma, dargli il mio regalo e magari fare la foto con lui (però sono riuscita a fargli arrivare l’uovo di Pasqua ?❤️).
Stamattina, però, mentre mi preparavo per la seconda parte di questa avventura, mi sono resa conto che non avevo motivo di permanere nell’umore non proprio brillante in cui mi trovavo.
Non ne avevo proprio motivo.
Mi sono resa conto (o meglio, mi sono ricordata) di quale sia il vero spirito delle mie avventure buschiniane, di cosa mi spinge a prendere e andare, senza curarmi del dove, del come e del quando, e di cosa io mi porti a casa ogni volta.
Avere una foto insieme da guardare e riguardare è bellissimo, certo, sarei ipocrita a sostenere il contrario, ma seguire Carmine Buschini è molto, molto più di questo.
È avere con te altre persone che non si preoccupano del dove, del come e del quando; persone che vengono da ogni parte d’Italia per vivere questa avventura insieme a te, per condividere viaggi della speranza su treni in ritardo e in camere d’albergo sgangherate, che insieme a te si dimenticano di mangiare e pure di avere fame, che dormono giusto tre ore, ma che non hanno sonno perché l’adrenalina in circolo è talmente tanta che vale come dieci caffè; persone che senza Carmine non avresti mai conosciuto, che non avresti mai abbracciato, con cui non avresti mai riso (e a volte anche pianto), o condiviso un pezzo di pizza a mezzanotte seduta dove capita, o le chiacchiere in camera fino a tarda notte, come facevi in gita con la scuola.
Seguire Carmine Buschini è rivedere sette volte lo stesso spettacolo e riuscire ancora a ridere alle battute che ormai sai a memoria, e a commuoverti come sempre su quel finale dolce-amaro sulle note di Father and son.
Seguire Carmine Buschini è poterlo incontrare tre volte in un giorno, poterlo salutare, augurargli buon appetito o buonanotte, fare una figuraccia davanti a lui -l’ennesima-, guardarlo da lontano, contemplare i capelli che gli si arricciano sul collo, ricevere i suoi sorrisi, sentirlo parlare del suo lavoro e di piccoli frammenti della sua vita con così tanto orgoglio e umiltà, vedere i suoi occhioni sgranati di sorpresa e tutte le mille altre espressioni che in pochi secondi gli passano sul viso.
Tutte queste cose sono successe ieri: un viaggio “della speranza” e una giornata passata a incontrare Carmine, insieme a delle persone che senza di lui non avrei mai conosciuto, dai suoi compagni di avventura, ai miei compagni di avventura.
E nessuna foto insieme.
Né con lui, né con loro.
Eppure è tutto così vivido, così impresso nei miei pensieri e nelle mie emozioni, che davvero la foto è la mancanza minore.
Mi basta questa: una piccola donna che sorride felice tra le sue braccia, e che due secondi dopo tremava tra le mie, regalandomi a cuore aperto tutte le sue emozioni, facendomi gioire della sua gioia. Una gioia che senza Carmine non avrei provato, perché non ci sarebbe stato quell’abbraccio, e non ci sarebbe stato nemmeno quel momento. E non importa che fino a un’ora prima io e lei non ci fossimo mai incontrate, perché questo è un altro dei poteri di Carmine Buschini: unire le persone, annullando le distanze geografiche e le differenze di età, in un circolo d’amore che si auto-alimenta.
E davvero, per riassumere e ricordare quello che è stata per me la giornata di ieri, di foto, per stavolta, basta questa ❤️.

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L'immagine può contenere: 2 persone, primo piano

“Mi piace tantissimo Beatrice! Anche Iris…, e Laura!”. Michelle e Cecilia stanno parlando di nomi per bambini, sedute sul divano accanto a me, mentre Vero è affacciata alla finestra a fumare, e gli altri si stanno sfidando alla Play.
Io non ho voglia né di parlare (tantomeno di piscioni), né di giocare, né di beccarmi del fumo passivo, e me ne sto sulle mie. Siamo a casa di Riccardo, in taverna, e io a dirla tutta non ci volevo nemmeno venire. Volevo starmene a casa con la mamma, e invece lei mi ha praticamente costretto ad uscire. Come promesso, ieri dopo la chemio è tornata a casa, e ha pure controllato i miei compiti di latino (erano pieni di errori, però almeno ho fatto tutti gli esercizi), ma poi se n’è stata a letto per tutto il tempo e non ha nemmeno cenato con noi. Anzi, non ha cenato proprio. E anche oggi non sta bene: la gialla l’ha ridotta uno straccio ed è stata per tutta la mattina sul divano, alzandosi però di continuo per andare a vomitare.
Io ho provato a rendermi utile in qualche modo, ma lei mi ha detto che voleva starsene da sola e che ero più utile se uscivo con i miei amici, che lo sapeva che si riunivano tutti da Riccardo. Non so come l’abbia saputo o da chi. Da Boccaccia Larga, probabilmente. Da chi altri sennò? Io ho insistito per restare a casa con lei, ma a quel punto ha perso la pazienza e ha detto che se non mi toglievo di torno, piuttosto si faceva ricoverare in ospedale, così almeno là poteva starsene tranquilla. E così alla fine sono uscito e sono venuto qua, ma non ne avevo per niente voglia, e mi girano le palle a elica.
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➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Martedì, 3 gennaio 2012⬅️
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Domenica, 14 aprile 2019

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, primo piano

11 treni e 2 traghetti in tre giorni.
10 ore scarse di sonno in due notti.
Un pranzo e una cena saltati.
Innumerevoli chilometri a piedi sotto al sole e pure sotto alla pioggia, tra sanpietrini e vecchie scale.
Qualcuno ieri sera mi ha chiesto: “Ma perché?!?”.
Ho risposto: “Perché mi rende felice!”, ma ripensandoci, forse, la risposta giusta sarebbe stata un’altra:
“Guarda quel sorriso, non ti sembra abbastanza?”.
❤️
***

Stasera andrà in onda la replica della terza puntata di “Mentre ero via” 😊❤️.

RAI PREMIUM, ore 21:20.

Mercoledì 17 aprile alle 23:15, sempre su Rai Premium.

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L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, testo

NUOVO CAPITOLO ?
Irene ha ricominciato la chemio e le conseguenze si fanno sentire, non solo a livello fisico ma anche psicologico; a risentirne non è solo lei: anche la sua famiglia è irrimediabilmente coinvolta, soprattutto Leo, legato a sua madre in modo così profondo e viscerale.

Buona lettura ?
http://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-12-martedi-3-gennaio-2012/

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Lunedì, 15 aprile 2019

Tornare alla routine quotidiana, dopo un’avventura buschiniana, è sempre dura. Lo so che devo essere felice e grata per quello che ho appena vissuto, e vi garantisco che lo sono, lo sono davvero tanto, e sempre. Ma vivere un’avventura buschiniana significa essere catapultati in un Altrove da cui in un certo senso non si ritorna mai davvero del tutto, come in una sorta di sausade, e dove le emozioni -anche quelle meno piacevoli- sono così intense e profonde che è davvero difficile poi farne a meno. Ci vuole qualche giorno di assestamento e di rielaborazione, prima che la vita riprenda a scorrere su onde consuete; poi all’improvviso succede, e ricomincia l’attesa della prossima avventura, con lo scrigno dei tesori sempre più pieno, che per qualche strana magia anziché diventare più pesante, diventa più leggero.

E che cosa mi porto a casa, stavolta, a parte ore e ore passate in viaggio, il male alle gambe, e il mio trolley azzurro pieno di vestiti da lavare?

Mi porto a casa due giorni vissuti a pieno, come sempre, e l’averli condivisi con Marianna e Michela, due delle mie compagne di avventura più storiche – e stoiche-, con Carlotta che è appena salita a bordo, e con la dolcissima Adri e la sua mitica nonna.

Abbracci, risate, chiacchiere fino a tarda notte.

Odori, sapori e accenti di una regione da cui mancavo da tempo e che da sempre mi affascina.

Un mare blu blu blu, che sembrava quello della mia Sicilia.

Il verso dei gabbiani.

Un vestito nuovo indossato apposta per l’occasione.

Un paesaggio inaspettato e mozzafiato, all’improvviso.
E poi, certo, mi porto a casa quelle emozioni e quelle sensazioni che solo Carmine Buschini è capace di darmi, e che sono diverse da tutte le altre emozioni e sensazioni che conosco.

Un cocktail analcolico all’ananas che non finivo più di bere, perché il ghiaccio si scioglieva ma io non ci badavo perché ero troppo impegnata a contemplare la sua schiena, i suoi capelli -mamma quei riccioli sul collo!- e talvolta -colpo al cuore!- il suo profilo o il suo viso quando si girava dalla mia parte.

Il suo sorriso, anzi, i suoi sorrisi, perché tanti gliene ho visti fare in questi due giorni.

Il tono della sua voce nel dirmi “Ciao”, con quell’inflessione che ormai so ripetere perfettamente, per quante volte l’ho ascoltato e per quanto mi sia rimasto dentro.

Il suo modo di parlare coi bambini, alla pari, ma allo stesso tempo lasciando trasparire una dolcezza sconfinata.

Quel ricordo che ha condiviso, di un Carmine bambino, gelosissimo dei suoi capelli -“la mia chioma!”- tanto che se li lasciava tagliare solo dalla sua mamma.

La sorpresa -ancora una volta- nei suoi occhi e nella sua risata, davanti al mio regalo.

Il suo braccio che mi circonda le spalle mentre mi ringrazia con un bacio.

Il suo zaino ingombrante sotto cui ho infilato la mano per poter toccare la sua schiena mentre Haroun ci fa la foto.

La consistenza della pelle liscissima del suo viso quando non so nemmeno come mi sono ritrovata ad accarezzarglielo.

Queste sono tutte le cose che mi porto a casa, e probabilmente se mi soffermassi solo un altro attimo a pensarci, molte altre mi affiorerebbero alla mente e al cuore.

Ma per stavolta basta così.

Il mio scrigno dei tesori trabocca, e in questo momento, di emozione o sensazione, non riesco ad aggiungercene nemmeno una.

 

 

Martedì, 16 aprile 2019

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Avevi la dolcezza dentro agli occhi
ma li chiudevi per non farmela vedere,
tranne qualche volta
che mi guardavi fino a consumarmi
e io ti sentivo che aprivi la porta dei miei sentimenti a calci.
Avevi bisogno di qualcuno,
non so se avessi bisogno proprio di me
io avevo bisogno di te
anche se pensavo di non avere bisogno di nessuno.
Avevi i tuoi occhi grandi
e io dentro ci ho visto l’estate.
(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

 

Mercoledì, 17 aprile 2019

Dal backstage di “Braccialetti Rossi“.

 

 

Giovedì, 18 aprile 2019

Il tuo 23esimo compleanno.

Il terzo da quando sei nella mia vita.

Due compleanni fa, nella mia vita c’eri appena arrivato, come Carmine intendo, perché come Leo c’eri già da un po’.

Ti seguivo da poco, non sapevo quasi niente di te, se non che eri un attore di talento e bellissimo, da togliere il fiato.

Da un mese avevo aperto la mia fanpage, e per il tuo 21esimo compleanno avevo pubblicato una delle tante -stupende- foto del servizio che ti ha fatto Francesca Marino, scrivendoti semplicemente “Buon compleanno Meraviglia”. Che poi non so nemmeno se tu lo abbia mai visto quel post, penso di no; probabilmente non conoscevi ancora la mia pagina, era appena nata; ma allora io non sapevo che esistessero dei modi più diretti per farmi leggere da te (come Twitter o la bacheca della tua pagina Facebook, ad esempio), e così i miei auguri si erano limitati a quel “Buon compleanno Meraviglia”, del tutto ignara della Meraviglia che davvero avrebbe pervaso la mia vita di lì a poco; del tutto ignara che dopo appena due mesi ti avrei incontrato per la prima volta, e del tutto ignara anche delle cose sorprendenti che sarebbero poi successe tra il tuo 21esimo e il tuo 22esimo compleanno.

E chi me lo doveva dire, quel 18 aprile 2017, che un anno dopo mi sarei ritrovata a poterti fare gli auguri di persona (anche se con un giorno di ritardo, ok), dandoti un bacio e il regalo pensato per te, e facendoti arrivare in camerino la torta fatta da me col tuo cioccolato preferito?! Chi me lo doveva dire, che mi avresti riconosciuta, e accolta con un sorrisone, venendomi incontro con quell’espressione stupita sulla faccia, sorpreso di trovarmi lì, al Centro Sperimentale?

Chiunque me lo avesse detto, avrei faticato a crederci. Persino alla me stessa del futuro forse non avrei creduto. E invece è tutto vero, e invece è passato un altro anno ancora, e se possibile è stato ancora più sorprendente di quello prima!

E adesso tu compi 23 anni, e hai il mondo in mano; e grazie a te, io il mio mondo me lo sono ripresa, perché senza saperlo mi hai fatto ricordare chi sono e cosa voglio.

Stavolta ti ho visto qualche giorno prima del tuo compleanno, e ho subito precisato che non te li avrei fatti, gli auguri in anticipo: lo so che sei scaramantico. Però, anche se stavolta non posso farti gli auguri di persona, è bello lo stesso. È bello lo stesso pensare che è il terzo compleanno da quando sei nella mia vita, e pensare a tutto lo splendore di cui l’hai riempita.

Perché tu splendi, splendi, splendi, e non ne perdi nemmeno uno dei tuoi raggi, anzi, nel darli si moltiplicano, innescando un meraviglioso circolo d’amore da cui io sono stata irrimediabilmente travolta, senza ritorno.

Buon compleanno Meraviglia ❤️.

 

 

Venerdì, 19 aprile 2019

Carmine ieri sera a Cesenatico ❤️. 

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Sabato, 20 aprile 2019

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“Anche io faccio parte della Partitella!”: così ci siamo conosciuti, quasi due anni fa, con questo tuo commento sotto ad un mio post.
E poi: biscotti smarriti, tante risate, e anche qualche discorso importante su cui il tempo mi ha dato ragione.
Otto repliche de “La Partitella” in cui ero lì, ad emozionarmi insieme a voi: Atri, Roma, e una settimana fa la Toscana.
Grazie, perché senza di te il mio vivere “La Partitella” sarebbe stato diverso.
“Diverso” non so come, ma “diverso”.
E invece così è stato fantastico! ❤️
Buon compleanno Federico Inganni ?.

***

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Sabato, 8 settembre 2012

“Quindi?” domando alla Lisandri che ha appena finito di visitarmi. “Si fa?”
“Sì, Leo” mi risponde dando un’occhiata alla mia cartella clinica. “Si fa. I tuoi parametri e i tuoi valori non sono proprio ottimali, ma ritengo che sia più pericoloso rimandare la chemio piuttosto che farla.”
“Che cosa vuol dire più pericoloso, mi scusi?”
“Lo sai benissimo che vuol dire, su!”. Sì, lo so che vuol dire: meglio fare la chemio e ridurmi uno straccio, tra nausea, vomito, stanchezza cronica e tutti quegli altri fantastici effetti collaterali della gialla, piuttosto che non farla e lasciare alla Bestia campo libero per ritornare. “Tra poco verrà Patrizia a prenderti. Ripasso più tardi, ciao”.
Che gioia! La chemio e l’odiosa Patty in un colpo solo!
“Coraggio” mi dice Carlo appoggiandomi una mano sulla spalla, per poi seguire la Lisandri.
“Dottoressa!” la chiamo io quando ormai è praticamente in corridoio.
“Sì?”
“Le devo chiedere una cosa”.
Lei annuisce e poi si rivolge a Carlo: “Prosegua pure il giro, dottore. La raggiungo subito”. Lui se ne va, e la Lisandri torna e si siede sul letto di Lorenzo che adesso non c’è perché è andato in Oculistica a fare degli esami. “Dimmi Leo, cosa c’è?”
“Ecco… crede che starò molto male? Peggio ancora del solito?”
“Spero di no” mi dice con un sorriso tirato. “Spero di no.”
“Spera di no!” esclamo io in tono polemico, agitando in aria una mano. “Ma crede di sì!”. Lei arriccia le labbra e non mi risponde. “Crede di sì?!” ripeto alzando la voce.
Lei mi guarda negli occhi e poi annuisce. “Sì. Credo di sì”.
Io abbasso lo sguardo, sconfitto. Lo sapevo già che questo ciclo avrebbe fatto più schifo degli altri, però adesso che ci siamo sono veramente spaventato a morte.

***

Nuova immagine di copertina

 

 

Domenica, 21 aprile 2019

Stasera andrà in onda la replica della quarta puntata di “Mentre ero via” 😊❤️.

RAI PREMIUM, ore 21:20.

Mercoledì 24 aprile alle 23:10, sempre su Rai Premium.

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NUOVO CAPITOLO ?
Quinto ciclo di chemio.
Pesante, difficile, logorante.
La battaglia contro la Bestia si fa sempre più dura, e stavolta la corazza di Leo non sarà abbastanza per proteggerlo.

Buona lettura ?
http://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-260-sabato-8-settembre-2012/
Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora

http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Lunedì, 22 aprile 2019

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“Il mio porto sicuro, in cui so di poter tornare e di poter respirare e ricominciare da capo tutte le volte, è Casa.
Casa intesa come famiglia, intesa come la mia Romagna”.

(Carmine Buschini)

 

Martedì, 23 aprile 2019

Carmine a Roma (11/06/2013)

Roma, 11 giugno 2013 Carmine va a Roma con la sua agente dell’epoca, per l’ultimo provino per Braccialetti Rossi. Il destino era in agguato: “Vicit Leo” (il Leone ha vinto) è inciso nella pietra alle sue spalle, e pure il biscottino della fortuna (ultima foto) si è rivelato un ottimo auspicio.

 

Mercoledì, 24 aprile 2019

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Altopascio, 12 aprile 2019

A un passo dal possibile,
a un passo da te.
Paura di decidere,
paura di me.
Di tutto quello che non so,
di tutto quello che non ho.
Eppure sentire,
nei fiori tra l’asfalto,
nei cieli di cobalto,
c’è.
Eppure sentire
nei sogni in fondo a un pianto,
nei giorni di silenzio,
c’è.
Un senso di te
C’è un senso di te.

 

Venerdì, 26 aprile 2019

Sarà che ha la tua pettinatura.

Sarà che indossa le stesse t-shirt semplici, monocolore.

Sarà che se ne va sempre in giro con quello zaino, come te.

Sarà che quei sorrisi che fa somigliano tanto ai tuoi, a quelli spontanei.

Sarà che pure nel modo di camminare ti assomiglia, anche se il tuo passo è un po’ più veloce.

Sarà per tutti questi particolari, ma io questo Rocco lo amo proprio tanto ❤️.

***

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Più dolce sarebbe la morte,
se il mio ultimo sguardo avesse come orizzonte il tuo volto.
E se così fosse, mille volte vorrei nascere,
per mille volte ancor morire.

(William Shakespeare)

 

Sabato, 27 aprile 2019

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Domenica, 8 settembre 2013

Finalmente è arrivato mezzogiorno: Cris non vede l’ora di rivedere Leo, tanto per cambiare, ma oggi c’è pure dell’altro.“C’è una sorpresa!”: così ha detto lui ieri sera al telefono, e nonostante lei abbia insistito parecchio, non è riuscita a farsi dire di che sorpresa si tratti. Da ieri sera non ha fatto che ripensare a quella frase, vagliando varie ipotesi, ma senza trovarne una che la convincesse abbastanza; ha pure cercato di ricordare se all’8 fosse collegata qualche loro ricorrenza importante, ma niente!
Adesso è arrivata al piano, salendo le scale di corsa, dopo aver liquidato in modo non proprio carino Laura che era in vena di chiacchiere, ma è troppo impaziente. Svolta l’angolo, imbocca velocemente il corridoio, e poi si ferma di colpo.
Leo.
Leo è davanti alla porta della sua stanza.
Indossa quella canotta gialla che gli sta così bene, che mette in evidenza le sue braccia forti che lei ama tanto, e le sta regalando uno dei suoi splendidi sorrisi.
È un sorriso emozionato, imbarazzato, luminoso, questo. E Cris giurerebbe che lui sta anche tremando un po’.
Anche lei sta tremando adesso, ed è ancora lì, ferma impalata a guardarlo.
Meravigliata, stupita, sorpresa, col cuore che le scoppia di emozione.
Leo.
Leo è in piedi.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Domenica, 8 settembre 2013⬅️

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Domenica, 28 aprile 2019

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NUOVO CAPITOLO ?
Da un po’ di tempo Leo si è finalmente rimesso in piedi, grazie alla sua nuova super gamba, ed oggi fa la sorpresa a Cris, che finora era ignara di tutto.
L’umore gioioso di Leo però precipita quando si ritrova, per l’ennesima volta, ad affrontare i limiti che la sua giovane età e la Bestia impongono alla sua libertà.

Buona lettura ?
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Lunedì, 29 aprile 2019

SERENA

Carmine l’ho conosciuto nel 2014, grazie a “Braccialetti Rossi”, da lì ho incominciato a tartassare i miei per farmi portare a Roma a vederlo, però i miei non potevano perché lavoravano sempre…

Nel 2017, a Natale, mi hanno regalato tutti e tre i cofanetti dei “Braccialetti” e io ero stra-felice perché almeno avevo una parte di Carmine con me sempre, perché c’erano dei braccialetti rossi all’interno.

Nel 2018 sono andata d’estate a Cesenatico e speravo di incontrarlo, solo che non l’ho mai visto e questo mi ha resa tristissima ? perché speravo davvero di incontrarlo…

Ad aprile del 2018 è arrivata una notizia bellissima: a gennaio avrei potuto vedere Carmine a teatro! Ero super emozionata, tutta felice, mi tremavano le gambe, e ho cominciato a piangere. Era stupendo, ma la settimana prima di andare a teatro è arrivata un email che diceva che lo spettacolo era sospeso per motivi lavorativi di Carmine! Mi è crollato il mondo addosso e mi sono detta: “Amore mio, addio, non ti vedrò mai più!” .

A metà gennaio 2019, però, è arrivata un’altra email, e lì c’era scritto che lo spettacolo era rimandato al 12 aprile!

Ho ricominciato a vivere, ero super gasata…!

E poi è arrivato il 12 aprile, ed io ero lì ad aspettare con ansia Carmine dalle 17:30. Appena l’ho visto, non ci credevo che lui era davanti a me in carne ed ossa, e mi sono sentita stra-fortunata!

Quando è finita la conferenza, gli ho chiesto l’autografo e la foto, in lacrime, e poi l’ho abbracciato. Quando è uscito dalla stanza dove c’era la conferenza gli ho chiesto se mi dava la mano e lui me l’ha data ❤.

Alla fine, dopo essere andata a mangiare, sono andata a vedere “La Partitella”, e mi sono detta: “Bravo, amore mio! Ce l’hai fatta a fare il pienone!”.

Ma l’emozione più grande che ho provato resta quando mi ha abbracciata, parlato, e stretto la mano: è stata un emozione indescrivibile!

 

Martedì, 30 aprile 2019

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In tutti i personaggi interpretati finora da Carmine, c’è qualcosa del mio ragazzo ideale, in alcuni più, in altri meno. E voi? Qual è il vostro tipo ideale? A quale personaggio assomiglia di più? ?

Vi lascio un sondaggio nelle storie Instagram (ho dovuto farlo sotto forma di Quiz, ma ovviamente non c’è una risposta giusta! Ho messo la mia, così scoprirete qual è ?!).

NB: ho escluso Enrico perché tra i 5 è quello che magari non tutti conoscete!

Andate a votare adesso, sono curiosa! ?.

***

LEO&CRIS STORY ❤️53❤️

Stavano tutti cantando, tenendosi per mano e muovendole a tempo di musica, intorno al letto di Rocco, quando successe qualcosa di imprevedibile: Leo sentì un’altra voce oltre a quelle di loro quattro.

Era la voce di un bambino.

Sconvolto si voltò verso Rocco, sollevandosi sulle braccia per poterlo guardare più da vicino, attirando l’attenzione degli altri, che si zittirono all’istante.

“Rocco…” disse Cris con un filo di voce.

Rocco stava cantando, tra l’agitazione generale.

“Shhh! Aspè! Silenzio!” esclamò Leo mentre Rocco continuava a cantare. “È sveglio! Sta cantando! Ma canta! È sveglio!”; per qualche secondo rimasero tutti interdetti a guardarlo e ad ascoltarlo, poi Leo riprese in mano la situazione: “Andiamo! Andiamo!” incitò rimettendosi sulla sedia a rotelle e uscendo dalla stanza a tutta velocità insieme a Cris. “È sveglio!”.

Vale e Toni rimasero ancora qualche attimo ad osservarlo, increduli.

“Dai Toni, Toni!” lo richiamò poi Vale; e Toni, disorientato, afferrò la stampella e si alzò, seguendo gli altri.

Leo non aveva mai corso così tanto con la carrozzella, forse nemmeno quando aveva fatto la sfida con Ruggero: muoveva le braccia più veloce che poteva, in preda all’urgenza di arrivare il prima possibile dalla Lisandri, mentre Cris cercava di stargli dietro.

“Si è svegliato!” esclamò piombando nello studio della dottoressa senza bussare, seguito subito da Cris; entrambi cominciarono a spiegare alla Lisandri quello che era successo, ma erano agitatissimi e le loro voci si accavallavano, senza che lei riuscisse a capirci poi molto, a parte che “qualcuno” si fosse svegliato.

“Ma chi?!” chiese urlando, esasperata, per sovrastare le loro voci.

“Rocco!” risposero Leo e Cris urlando a loro volta.

“Andiamo subito! Veloce!” esclamò Leo, mentre lei si toglieva gli occhiali, afferrava la sua cartellina e si affrettava a seguire lui e Cris, correndo verso la stanza di Rocco, raggiunti poi da Toni, Vale ed Ester.

“State fuori” raccomandò la Lisandri a Leo e gli altri, avvicinandosi al letto di Rocco; gli toccò la fronte mentre i Braccialetti, ignorando del tutto quello che aveva appena detto loro, entravano nella stanza e si raggruppavano ai piedi del letto del ragazzino, trattenendo il fiato mentre la dottoressa gli prendeva il polso e lo visitava col fonendoscopio. “Siete sicuri che…?”

“Sì!” risposero tutti in coro, non lasciandole finire la domanda.

“Sì, ma cantava!” esclamò Vale.

“Siamo sicuri: stava cantando, era sveglio” affermò Leo.

“Vabbè… chiamiamo la neurologa” disse la Lisandri ad Ester.

“Credo sia a casa.”

“Chiamiamola lo stesso.”

“Ok.”

“Coraggio, in stanza!” ordinò la Lisandri ai ragazzi.

“No!” protesta Toni.

“Ma come sta?!” le domandò Leo indicando Rocco. “Per favore!”

“No, no, no, no, no. Io adesso devo fare un consulto medico con altri dottori per cui andate in stanza…”

“No, adesso, no!” protestò Leo.

“E senza discutere!” disse la Lisandri alzando la voce. “In stanza!”

“Dai Rocco!” sussurrò Toni.

“Avanti, Leo!” lo incalzò la Lisandri, mentre lui, arreso, usciva dalla stanza di Rocco, seguito dagli altri.

 

Mercoledì, 1 maggio 2019

Oggi pomeriggio alle 16:50 su Rai 1, va in onda la replica della quarta puntata di “Mentre ero via”!

Mi sa che non me la perdo nemmeno stavolta! 😁

 

 

Giovedì, 2 maggio 2019

Stasera finalmente torna il nostro Buschini in tv ?!

Pare proprio che Rocco discuterà con suo padre a causa di Sara…, e sembra anche che si rivelerà una puntata ad alta tensione, ricca di colpi di scena! ?.

Facciamoci trovare pronti!

L’appuntamento è come sempre su Rai 1 alle 21:25! ?.

 

 

Venerdì, 3 maggio 2019

Nuova immagine di copertina

***

Nuova immagine del profilo.

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Sabato, 4 maggio 2019

Leo: “The Show must go on”.

NUOVO VIDEO SUL CANALE YOUTUBE! ❤️

***

Giovedì 9 maggio, andrà in onda la sesta e ultima puntata di “Mentre ero via”, e finalmente sapremo tutta la verità! ?

Io sono convinta che Monica e Marco non fossero amanti, e che la stiano manipolando per farle credere cose non vere (magari quegli ansiolitici che le propina la psichiatra in realtà provocano allucinazioni! ?).

Penso che Monica e Marco stessero indagando insieme su quella faccenda del farmaco sperimentale, e che la sera dell’incidente Monica sia andata alla villa per avvertire Marco della trappola, ma non abbia fatto in tempo, venendo dopo investita da Barbara che era in macchina con Riccardo.

La psichiatra non è direttamente coinvolta, ma è l’amante di Riccardo (vi dicono niente gli orecchini di smeraldo?! ?) e lo sta aiutando a tenere coperta tutta la faccenda!

E voi, che teoria vi siete fatti?! ?

***

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Sabato, 8 novembre 2014

E così eccomi qua, davanti alla villa del Generale. Chissà se è qui che è cresciuta la mamma, o se la casa era un’altra; neanche di questo mi ha mai parlato. E dire che lei con me parlava di tutto…, quanto dev’esserle costato, tenermi nascosta questa cosa?
“Vuoi che t’accompagno fino a dentro?” mi chiede il tassista dopo aver scaricato la carrozzella.
“No, vada. È tutto ok” gli rispondo io sedendomi. Appoggio la scatola con le lettere sulle gambe, e poi vado dritto al cancello, e mi attacco al campanello.
Non risponde, però si fa sgamare mentre sposta la tenda della porta a vetri per guardare chi è.
“Guarda che lo so che sei lì dietro!” urlo per farmi sentire bene. “Apri! Sono Leo! Sono tuo nipote!”; mi alzo in piedi per battere la mano contro la cassetta delle lettere e fare rumore, ma poi mi risiedo subito. “Ma come?! Sei un Generale e ti nascondi, eh?!”; sono sicuro che lui mi stia sentendo benissimo, anche con la porta chiusa, perché sto usando un tono molto alto, ma non si decide ad aprire. “Hai paura?!”.
È come aver pronunciato la formula magica: il cancello si apre immediatamente, e io entro nel giardino; subito dopo compare anche lui, in cima alle scale.
“Io non ho paura di nessuno” mi dice guardandomi dall’alto in basso.
“E neppure io” ribatto rispondendogli a tono. “L’unica cosa in cui siamo uguali”; avanzo con la carrozzella fino ad arrivare ai piedi delle scale e lo guardo dritto negli occhi. “Forse”.
Perché forse di cose in comune con quest’uomo, ne ho di più di quante io non voglia.
“Che cosa vuoi?” mi chiede rimanendo fermo e impassibile.
“Intanto voglio entrare. E subito, visto che non sono in forze. Anzi, per l’esattezza sono più morto che vivo, perché non so se lo sai, ma ho un cancro, e quindi non ho tempo da perdere!”.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Sabato, 8 novembre 2014⬅️

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Domenica, 5 maggio 2019

Stasera andrà in onda la replica della quinta puntata di “Mentre ero via” 😊❤️.

RAI PREMIUM, ore 21:20.

Mercoledì 8 maggio alle 23:10, sempre su Rai Premium.

***

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NUOVO CAPITOLO ?
Leo si sente molto vicino alla fine: è sempre più debole e stanco, e le sue paure vengono confermate anche da una conversazione tra la Lisandri e Alfredi che lui ascolta per caso.

Eppure, proprio adesso che è a un passo dalla morte, o forse proprio per questo motivo, trova la forza e il coraggio per tirare fuori le ultime energie e mettere a posto tanti tasselli importanti della sua vita.

Questa giornata, lui la definisce più volte assurda; io direi che è straordinaria.

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-1051-sabato-8-novembre-2014/

PRIMA DI COMINCIARE A LEGGERE, ASSICURATEVI DI AVERE A DISPOSIZIONE DEL TEMPO (SONO OLTRE 10.000 CARATTERI) E UNA BUONA SCORTA DI FAZZOLETTI! ?

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Martedì, 7 maggio 2019

Tra due giorni scopriremo finalmente come andrà a finire “Mentre ero via”!

Da un lato, non vedo l’ora, dall’altro mi sento già triste a questa idea ?.

***

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… perché sei il più unico pezzo raro
che si possa trovare al mondo,
perché quando piangi
le tue
sono lacrime d’oro
perché quando vuoi essere il migliore
non rendi gli altri peggiori,
perché credi in ciò che credi
anche quando fa male,
perché non vuoi deludere gli altri
e ti metti da parte,
perché hai dentro un universo
che scoppia per venire fuori
ma tu lo tieni chiuso dentro,
e così scoprirlo
diventa più bello.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Giovedì, 9 maggio 2019

Stasera alle 21:25, su Rai 1, ci aspetta Rocco per l’ultima puntata di “Mentre ero via” ❤️.

Questo è il mio mood attuale: ??????????.

 

Venerdì, 10 maggio 2019

Eccomi qua, a tirare le somme su quest’ultimo viaggio, terminato ieri sera, nel meraviglioso mondo di Carmine Buschini: “Mentre ero via”.

All’inizio non avevo grandi aspettative sul personaggio di Rocco, consapevole che non sarebbe stato il protagonista, e anzi, temevo anche che sarebbe stato relegato al ruolo di “fidanzatino bellino della figlia tormentata della Puccini”, ma poi mi è nata la speranza che potesse essere qualcosa di più, quando ho cominciato a sospettare che avrebbe interpretato il figlio di Zeno, pur restando scettica sulle caratteristiche e sullo spazio che avrebbe avuto.

Fino a pochi giorni prima della messa in onda, non era trapelata quasi nessuna indiscrezione, e le mie idee in merito me l’ero fatte solo vedendo coi miei occhi una scena sul set, e con una buona dose di intuito personale di chi le storie è abituata a immaginarle e a raccontarle.

Poi però Rocco De Angelis è arrivato e mi ha sorpresa.

Ci ho messo mezzo secondo a innamorarmi di lui, probabilmente già in quella scena in cui è poco più di un piccolo puntino (sono miope e mi ostino a non portare gli occhiali, perdonatemi) che piomba nell’ufficio di suo padre facendo subito percepire tutta la sua dirompente energia e il suo entusiasmo; sensazione che non ha fatto che riconfermarsi puntata dopo puntata.

Perché, di fondo, Rocco De Angelis questo è: un concentrato di energia e di entusiasmo, in ogni aspetto della sua vita.

Un ragazzo che nonostante conviva con una grande mancanza, sfoggia perennemente un sorriso luminoso e contagioso. E non è un sorriso-corazza: è il sorriso puro di chi la vita ha deciso di affrontarla così, perché nonostante le batoste non è poi così male stare al mondo.

Ma Rocco De Angelis è anche un convinto idealista, e perciò vuole pure renderlo migliore, questo mondo. E non si limita a sognare di farlo, lui lo fa davvero. Lo fa mettendo in piedi una micro società del baratto, ma lo fa soprattutto mettendo in circolo il suo amore per la vita, che sia per la spiazzante risata di una ragazza che prima di conoscerlo viveva immersa nel proprio dolore, o magari, chissà, per il sorriso di un pinguino in Antartide.

Rocco De Angelis è anche uno che vive le proprie relazioni con slancio e generosità; è attento e premuroso nei confronti di suo padre, e con lui ha un rapporto davvero invidiabile. “Dove ho sbagliato con te?” gli chiede suo padre verso la fine dell’ultima puntata, dopo l’ennesimo, assurdo, baratto, eppure nei suoi occhi si legge tutto l’amore e tutto l’orgoglio per quel figlio così speciale.

Che dire poi, della sua relazione con Sara? Ha preso una ragazza che intorno a sé -e soprattutto dentro di sé– vedeva solo colori spenti e bui, e le ha spalancato un mondo sfavillante di colori, uno più bello dell’altro.

E mi mancherà, Rocco De Angelis.

Mi mancherà sapere cosa sta combinando, o che baratto si inventerà la prossima volta; mi mancherà vedere la sua dolcezza o la sua passionalità irrompere all’improvviso; mi mancheranno le sue goffaggini, le sue corse in bici, quella mano ad allargare il colletto della maglietta quando è imbarazzato e sembra diventare troppo stretto, i suoi sorrisi, il tono della sua voce, quelle camice a quadri un po’ anni ’90 rigorosamente abbinate alle t-shirt.

E mi mancherà Carmine, perché ci vorrà un po’ prima di poter rivedere il suo talento all’opera; mi mancherà aspettarlo, e i giovedì sera saranno improvvisamente vuoti.

Ancora una volta, ha saputo regalare a un personaggio parti di se stesso: le sue emozioni positive e negative, i suoi sorrisi e le sue lacrime, frammenti della sua vita…, e lo ha fatto con la solita straordinaria verità di cui lui è capace.

Non importa quanto ci sia di vero o di finto, come lui stesso ha dichiarato in una recente intervista, quello che conta è che in quel preciso momento è tutto maledettamente vero: l’amore, la rabbia, il dolore, la frustrazione, la gioia, la passione, tutto.

Quello che conta è che questo tutto, Carmine ha il potere di trasmetterlo a chi lo guarda così com’è: puro, vero.

Le sue emozioni ti arrivano addosso e ti travolgono, ti sommergono, lasciandoti disorientato e terribilmente grato.

E sarà che questo Rocco De Angelis somiglia davvero tanto tanto a Carmine, e non parlo semplicemente dei suoi capelli, o del suo zaino onnipresente, o delle sue magliette monocolore; parlo di certi sorrisi, di certi sguardi, di certi gesti delle mani, dell’inflessione che hanno alcune parole quando le pronuncia, e poi di altre cose che ho percepito, ma in modo così intimo e profondo che spiegarlo a parole mi è impossibile.

“Sì… è proprio lui” mi ha confermato qualcuno che lo conosce bene, da vicino.

E magari sarà per questo, che questo Rocco De Angelis l’ho amato dal primo istante.

E magari sarà per questo che nell’Olimpo di tutti i personaggi che Carmine ha interpretato e che interpreterà, Rocco De Angelis si è guadagnato uno dei posti più speciali.

❤️

 

Sabato, 11 maggio 2019

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Mercoledì, 17 giugno 2015

“Ecco qua dell’altro latte” dice Cris passando per il soggiorno e andando verso la cucina. “Lo metto in frigo”.
Papà annuisce e le sorride: “Va bene”.
Cris si è alzata prima dell’alba per tirarsi il latte, e quando io mi sono svegliato l’ho trovata con Nic che ciucciava da un seno, e quell’affare attaccato all’altro. Mi ha fatto non poca impressione; non certo per Nic (lui ormai sono abituato a vederlo nel MIO territorio, e guardare Cris che lo allatta è davvero uno spettacolo fantastico), quanto per quella specie di strumento di tortura che ha usato pure ieri sera; ma d’altronde non è che avesse molta scelta: non può mica portarsi dietro Nic, e lui non può stare per tutte quelle ore senza mangiare.
“Ah, dimenticavo…!” dico io avvicinandomi al tavolino dove ho lasciato il biglietto che ho scritto mentre facevo colazione. “Toh!”
“Cos’è?” mi domanda papà prendendolo.
“Le istruzioni.”
“Le istruzioni…?!” esclama ridendo mentre apre il foglio. “Ma per cosa?”
“Per lui, no?!” dico facendo un cenno con la testa verso Nic, che se ne sta bello tranquillo in braccio a me.
Lui comincia a scorrere il foglio con gli occhi e solleva le sopracciglia. “Ma Leo! Addirittura come devo asciugarlo quando gli cambio il pannolino?! Guarda che lo so come ci si prende cura di un neonato!”
“Sì, ma sono passati vent’anni!”
“Un po’ meno, dai!” esclama lui ridendo ancora.
Ride anche Cris, mentre prende la sua borsa dall’attaccapanni dell’ingresso, e poi viene verso di noi. “Andiamo, amore?” mi chiede accarezzandomi i capelli e chinandosi a dare un bacio a Nic.
“Sì…” le rispondo io sospirando. Già non mi piace per niente l’idea di lasciare Nic, figuriamoci per andare a fare la prima prova della maturità.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Mercoledì, 17 giugno 2015⬅️

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Domenica, 12 maggio 2019

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Buongiorno Buschiner! ?

Ieri sera il nostro Buschini si aggirava per le strade di non so dove in compagnia di altri attori… Qualcosa mi dice che uno dei famosi “progetti in cantiere” sta per vedere la luce!

Aspetto notizie certe per svelarvi i dettagli, ma direi che ormai ci siamo… ???.

#AspettandoIlNuovoPersonaggio

***

Stasera andrà in onda la replica della sesta e ultima puntata di “Mentre ero via” 😊❤️.

RAI PREMIUM, ore 21:20.

Mercoledì 15 maggio alle 23:10, sempre su Rai Premium.

***

Caricamento foto in corso

NUOVO CAPITOLO ?
Dopo la nascita di Nic, Leo e Cris stanno trascorrendo l’estate sull’isola, ma ieri sono ritornati in città per sostenere gli esami di maturità. Leo però è più preoccupato dal dover lasciare Nic per qualche ora e dalla vita privata di suo padre, piuttosto che dagli esami ?.

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/mercoledi-17-giugno-2015/

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Buonasera Buschiner, vi annuncio con vero piacere che il dvd di “Liberi di scegliere” è ora disponibile in pre-ordine online, su Amazon e su altri numerosi e-commerce!

Su Amazon c’è anche la spedizione gratuita per i clienti Prime, e potete acquistarlo a 12,99€ (consegna prevista per il 22 maggio).

 

 

Lunedì, 13 maggio 2019

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Questa foto l’ho scattata esattamente un mese fa, da uno dei palchi del piccolo e suggestivo “Teatro dei Vigilanti” di Portoferraio; per qualche strana circostanza, è venuta fuori una bella foto. Un vero miracolo, dal momento che il mio telefono è rinomato nel fare foto davvero pessime (“è sempre un disastro”, cit. Carmine Buschini); sarà stata la magia dell’isola d’Elba, che vi devo dire!

Del resto, la magia quella sera pervadeva tutto: il panorama mozzafiato che si apriva alla vista, affacciandosi dal terrazzo davanti al teatro, l’ottima cena a base di pesce nel bistrot di fianco, insieme alla mia compagna di avventure Marianna, l’aver visto arrivare Carmine, l’essere di nuovo lì per lui, e dopo anche con lui, alla fine dello spettacolo, l’avergli potuto dare la buonanotte accarezzandogli il viso.

Ma di magico c’è stato anche rivedere per l’ottava volta “La Partitella”, e ridere e commuoversi come se fosse la prima. Anzi, no, forse ho riso ancora di più, perché ogni ragazzo della compagnia, compreso Carmine, rispettando la tradizione teatrale che vuole che all’ultima replica si “giochi” un po’, ha inserito in una propria battuta la parola “Pachino”, con effetti davvero esilaranti, almeno per me e Marianna, perché il resto del pubblico, non avendo assistito prima allo spettacolo, non poteva capire cosa ci fosse di così divertente in una spremuta di pomodoro Pachino da mettere su una ferita, o nell’essere ridotto come “un Pachino schiacciato da un trattore di Altopascio”; ma noi sì, e abbiamo riso a più non posso, compiaciute dall’essere le uniche in tutto il teatro a poter capire quelle battute (e, lo ammetto, abbastanza compiaciute anche dall’essere le più giovani tra il pubblico, incredibile ma vero!).

 

Martedì, 14 maggio 2019

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ROCCO&SARA STORY ?1?

Aveva appena cominciato a piovere, e Rocco come al solito era senza ombrello; aveva perso quello blu da qualche parte, e si dimenticava sempre di cercarne uno da barattare con qualcos’altro; si tirò su il cappuccio della felpa, e si incamminò verso la fermata degli autobus, ché la bici era rimasta a casa con una ruota a terra; teneva lo sguardo basso, fisso sul cellulare, intento a pubblicare sul sito del baratto etico le foto della bici di Luca; magari davvero in cambio di quella, del suo vecchio pc e della stampante di Arturo, sarebbero riusciti ad avere in cambio un impianto stereo per le loro feste: sarebbe stata una vera figata.
Sollevò lo sguardo solo quando sentì il rumore dell’autobus che arrivava, e fu così che vide Sara per la prima volta: fisico minuto, riccioli rossi, cuffie nelle orecchie, e lo sguardo perso chissà dove. Era anche lei senza ombrello, e nonostante fosse avvolta in un bizzarro impermeabile trasparente, lui non poté fare a meno di notare che era bellissima, e di rimanere fermo a guardarla per qualche secondo, imbambolato.
Sara non si accorse di lui, e continuò a camminare con lo sguardo perso, come alienata dal mondo circostante; così alienata da non accorgersi dell’arrivo a gran velocità dell’autobus, proprio dietro di lei.
“Attenta!” urlò Rocco, provando ad avvertirla, ma realizzando in una frazione di secondo che con le cuffie lei non avrebbe potuto sentirlo, così come non stava sentendo l’autista dell’autobus che suonava il clacson all’impazzata. Senza pensarci due volte, con uno scatto la raggiunse e l’afferrò, trascinandola poi al sicuro, a bordo strada.
“Cazzo! Ma sei scemo?!” lo aggredì lei urlando. L’aveva spaventata a morte.
“Ah, io sono scemo?!” gli rispose lui con lo stesso tono. “E tu con quella musica a palla?!”
“Scusa, ma che vuoi?!” ribatté ancora lei strappandosi via le cuffiette.
“Nel caso non te ne fossi accorta, se non era per me finivi dritta sotto quell’autobus!” esclamò lui parecchio risentito. Assurdo! Non solo le aveva appena salvato la vita, ma questa qua anziché ringraziarlo si incazzava pure. “E comunque grazie!”.
Le voltò le spalle, determinato ad andarsene senza perdere un minuto di più, ma aveva percorso pochi passi che Sara lo richiamò: “Scusami…!”; lui la ignorò e continuò a camminare, ma lei insistette e gli andò dietro, chiamandolo ancora: “Oh!”. A quel punto lui decise che poteva almeno sentire cosa avesse da dirgli e si fermò, voltandosi verso di lei che nel frattempo lo aveva raggiunto. “Non lo avevo visto…” ammise lei incrociando le braccia.
“Eh… Ma va’?!” rispose lui con tono sarcastico. “Sei una tipa arguta, allora!”
“Grazie…” disse Sara, senza il coraggio di guardarlo in faccia. “Credo che dovrei dirti grazie”.
Rocco accennò un sorriso, in fondo dispiaciuto per avere alzato un po’ troppo ma la voce con lei, ma del resto se l’era cercata. “Prego, non c’è problema.”
“È che la musica mi piace sentirla così…” si giustificò lei, togliendosi il cappuccio, per poi allungare una mano verso di lui. “Io sono Sara”.
Lui accennò un altro sorriso e allungò la mano per stringere la sua: era fredda e liscia. “Sono Rocco”.
Fu Sara a sciogliere per prima quella stretta e ad allontanarsi con un sorriso. “Ciao. Starò più attenta la prossima volta, promesso!” gli disse attraversando la strada camminando all’indietro, mentre continuava a guardarlo e a sorridergli.
“Ci conto!” fece appena in tempo a rispondere Rocco, ché lei rischio per la seconda volta di venire investita, stavolta da una macchina che riuscì a frenare appena in tempo, mentre a lui, sollevato, veniva da ridere per quell’assurda situazione.
E poi Sara se ne andò, fermandosi a salutarlo ancora una volta agitando la mano, dall’altra parte della strada, mentre lui restava fermo a guardarla, e la mano la sollevava appena, con un sorriso compiaciuto sulla faccia, e con una strana sensazione addosso che non provava decisamente da un bel po’ di tempo.
Quella ragazza gli piaceva.
E parecchio, anche.

***

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Il 2017 di Carmine

 

 

 

Giovedì, 16 maggio 2019

Roma, 10 luglio 2014

Incontro dei Braccialetti Rossi con i fan ?.

***

È un po’ vuoto, il giovedì sera senza aspettare Rocco, non è vero? 💔

Chissà se la sua storia avrà mai un seguito… ? 🤷‍♀️

Intanto non ci resta che riguardare le puntate, e a questo proposito io ho già pre-ordinato il dvd, che però sarà disponibile dal 19 giugno (sì, “Mentre ero via” è disponibile anche su RaiPlay, ma io amo collezionare tutto quello che riguarda Carmine 😁).

Su Amazon non è ancora disponibile, ma trovate il cofanetto (tre dvd, ciascuno con due episodi) su tanti siti online (io l’ho preso su eBay) a circa 19€!

 

 

Venerdì, 17 maggio 2019

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Cuore nel cuore. Respiro nel respiro.
Così vicino a me, tanto da non vederti.
Oltre la tua spalla vedevo in lontananza un monte oscuro.
Ero protesa in uno slancio quasi a oltrepassarti.
Sentivo battere il cuore impazzito delle stelle.
Accoglievo il vento affannato, rivestito di foglie.
Mi aprivo alle ombre dei boschi che venivano incontro
e ai rami che si aprivano ad abbracciare la notte.
La lontananza inspiravo in un sorso enorme.
Premevo vento, nubi e stelle al mio petto.
E nel cerchio stretto di un abbraccio
ho rinchiuso l’infinito intero del mondo.

(Blaga Dimitrova)

 

Sabato, 18 maggio 2019

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Lunedì, 4 gennaio 2016

“Dottoressa, ma non è troppo nero quel caffè?”.
La Lisandri solleva lo sguardo su di me, mentre continua a mescolare il suo caffè; saranno almeno cinque minuti che lo sta facendo. “Adesso sei tu che ti preoccupi per me?” mi chiede accennando un sorriso divertito.
“E certo!” le rispondo io ripulendo il fondo della tazza dalla cioccolata rimasta. “Poi le sale la pressione!”
“La mia pressione sta benissimo. Tu, piuttosto: dopo il caffellatte e due cornetti, pure la cioccolata…?!”
“Beh, ma ho bisogno di zuccheri! Mi hanno dissanguato!”
“Io uno che dopo una tac con contrasto mangia così di gusto, ti giuro che non l’ho mai visto.”
“Ma non l’ha detto lei, che io rendo possibile l’impossibile?!” esclamo io ridendo. “Comunque mi ricordo che dopo le prime tac avevo una nausea tremenda e zero voglia di mangiare. Si vede che ormai mi sono abituato. Avrò in circolo più liquido di contrasto che sangue!”. Lei ride, ma poi torna a guardare il suo caffè. “Se lo mescola un altro po’, va a finire che evapora, sa?!”.
Lei accenna di nuovo un sorriso e prende in mano la tazzina. “Sì, hai ragione.”
“Ok, andiamo, mi dica che c’ha.”
“In che senso, scusa?”
“Ha qualcosa di strano. E mi sembra pensierosa.”
“Leo, io sono sempre pensierosa. Sono un medico, sono un chirurgo, e…”
“E ha tutta la baracca sul groppone, qua! Sì sì, questo lo so.”
“Se lo sai, allora perché me lo chiedi?”
“Perché la conosco, ormai! E quello sguardo l’avrò visto mille volte!”
“Che sguardo?”
Quello!” esclamo indicandola. “Preoccupato. Molto preoccupato. Lo conosco, gliel’ho detto! Ma stavolta almeno non è per me!”. A meno che…, no, dai, non può aver già visto i risultati dei miei esami…., li ho appena fatti. “Non è per me, no?!” le domando col cuore in gola.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 4 gennaio 2016⬅️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 19 maggio 2019

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Ecco finalmente la GRANDE NOTIZIA che tutti aspettavamo da un po’: Carmine sarà tra i protagonisti di una NUOVA FICTION! ???

“LA GUERRA È FINITA” è ambientata nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e racconta le storie delle persone sopravvissute ai campi di concentramento, che devono adesso ricostruire la propria vita.

Ancora una volta, Carmine si ritroverà a raccontare un tema non facile e a interpretare un personaggio dalla vita travagliata.
Non so voi, ma io prevedo emozioni profonde e davvero travolgenti.

La fiction è prodotta da Palomar e diretta da Michele Soavi, e le riprese si svolgeranno a Reggio Emilia e dintorni da maggio ad agosto.

Esiste una REMOTA possibilità che io mi stia sbagliando, ma ne sono praticamente quasi certa!
Stay tuned!

#CarmineBuschini
#LaGuerraèFinita

***

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NUOVO CAPITOLO ?
Leo è in ospedale per i suoi esami trimestrali, e lo ritroviamo a colazione con la Lisandri, che appare pensierosa, ma stavolta non per lui. Altri pensieri però preoccuperanno ben presto il nostro re Leone, e dovrà farci i conti.

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-1473-lunedi-4-gennaio-2016/

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Lunedì, 20 maggio 2019

“È speciale questo Rocco, eh?!”

?

***

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Martedì, 21 maggio 2019

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… perché sai mettere insieme
la felicità e il dolore
come se fossero una cosa sola,
è una roba rara
perché nella bocca
hai il sapore
dell’amore,
del terrore,
del piacere,
della vita che è vita
solo se tocca la tua vita.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

***

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BUSCHINEEEER! ???
È UFFICIALEEEEE!

Oggi nella sede Palomar di Reggio Emilia è stata presentata “La guerra è finita”, e guardate un po’ chi c’è nel cast?!?!?!?!?! ???

Scusate, ma non riesco a contenere la mia emozione, quindi forse questo post non è molto sensato! ?

Ne ero praticamente certa, ma leggere il SUO nome in un comunicato ufficiale è una cosa che mi manda ai matti! ???
Anche perché tra i vari paesi elencati c’è pure quello dove abito io! ?.

Non so se sopravviverò a tutto questo, vi ho voluto bene ?❤️.

 

Mercoledì, 22 maggio 2019

Fasano, 16 giugno 2014

Premio “Volere Volare” a Braccialetti Rossi.

Sulla pagina Facebook “Carmine Buschini Over Club” trovate l’album con tante altre foto.

 

Giovedì, 23 maggio 2019

LEO&CRIS STORY ❤️54❤️

Leo e Vale erano già a letto da un bel pezzo, ma nessuno dei due riusciva ad addormentarsi: era stata una giornata troppo ricca di emozioni.

“Non riesci a dormire neanche tu?” chiese Vale a Leo, sentendolo muoversi nel letto. 

“No… Il fatto che Rocco… ha cantato… m’ha sconvolto”.

Vale rimase per qualche secondo in silenzio, sdraiato a guardare verso la finestra, per poi decidersi a parlare: “Prima pensavo al nostro patto… E alle cose che non ha potuto fare Davide.”

“Sì… lo pensavo anch’io.”

“Senti, ma secondo te ce l’ha mai avuta una ragazza?”.

“Beh…” rise Leo, un po’ imbarazzato. “Era troppo piccolo per… beh, insomma… no! Non credo! Come te, no? Anche tu non l’hai mai fatto…”

“E tu?” gli domandò Vale.

“E tu?” ribatté Leo.

“E tu?”

“E tu?” chiese ancora Leo mentre entrambi ridacchiavano. “Ma sai a me chi è che proprio… mi tira di brutto?! Mamma, quella mi manda ai matti, ragazzi!”

“Chi…?” gli domandò Vale con la voce incerta, girandosi verso di lui che però gli dava ancora le spalle.

“Non te lo posso dire…”

“Dai Leo, siamo amici, dimmelo!”

“Non te lo posso dire… la conosci troppo bene!”

“Appunto, Leo: dimmelo!”

“La radiologa”; e Vale tirò un sospiro di sollievo, nel capire che Leo non si stava riferendo a Cris. “Mamma che schianto, ragazzi!”

“Sì, sì… la radiologa è…”

“No: qua non si discute. Sulla radiologa no: punto e basta!”

“No, no, no, infatti, infatti!”

“Eh!”

“Invece io… boh, forse non dovrei dirlo perché stavamo andando in chiesa, ma…” cominciò a raccontare Vale, sospirando. “Oggi Cris, mentre…, mentre eravamo in ascensore, ha alzato le braccia per legarsi i capelli e…”

Era l’ultima cosa che Leo avrebbe voluto sentire. “Quello non conta. Quello è… l’amore.”

“No, no!” esclamò Vale ridendo. “Ma che amore! Quello è un’altra cosa!”.

Pensare a Vale e Cris chiusi in un ascensore non gli piaceva per niente.

Non voleva sentire altro.

“Vabbè, che facciamo? Dormiamo?”

“Sì, dormiamo. Buonanotte Leo.”

“Buonanotte”.

Ma adesso, per Leo, dormire era ancora più difficile di prima.

Un nuovo pensiero gli girava per la testa.

E se in quell’ascensore…

“E comunque…” disse interrompendo il silenzio. “Tu non l’hai mai fatto, no?”

“E te che ne sai?”

“Ti si legge in faccia!”

“Ma a te ti si legge in faccia!”

“A te!”

“No, a te!”

“Ma dai! Figurati se l’hai mai fatto!” rise Leo.

“Figurati se tu l’hai mai fatto!”

“Chiedilo alla radiologa!”

“Scemo!” esclamò Vale ridendo.

“Buonanotte” sorrise Leo, rassicurato.

Era impossibile che tra Vale e Cris ci fosse stato più di qualche bacio.

“Notte Leo”.

***

Buonasera Buschiner ? !
Oggi mi è arrivato il dvd di “Liberi di scegliere”, e questo video fa parte dei contenuti extra ?.

***

E questa è la galleria fotografica che trovate sempre nei contenuti extra del dvd di “Liberi di scegliere”! ?

Ci sono anche tante altre bellissime foto che adesso non ho pubblicato in quanto lo avevo già fatto (le trovate sulla pagina Facebook, nell’album “Liberi di scegliere”).

Venerdì, 24 maggio 2019

Dal videoclip “L’inizio del mondo” (sigla di “Braccialetti Rossi 2”).

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ROCCO&SARA STORY ?2?

La seconda volta che Rocco vide Sara, fu sempre all’uscita di scuola; quella volta, però, lei non stava camminando da sola, con l’aria cupa, la musica a palla e i pensieri persi chissà dove; quella volta era in compagnia di una sua amica e sembrava di umore decisamente migliore; anche il tempo era decisamente migliore: non pioveva, ma era una splendida giornata di sole, che faceva sembrare quei suoi incredibili capelli ancora più rossi.
Rocco attraversò in fretta la strada per poterla raggiungere, mentre pensava che quelle erano proprio le strisce pedonali dove lei aveva rischiato di essere investita per la seconda volta, e si chiedeva se sarebbe stata o no contenta di vederlo. Le andò incontro a passo svelto, mentre lei continuava a parlare con la sua amica, facendo finta di non averlo visto; perché stava facendo finta, era evidente: certo che lo aveva visto! E aveva un sorrisetto nervoso e imbarazzato che lo faceva ben sperare.
“Ciao Sara” la salutò con tono allegro quando la raggiunse. “Eh… mi presenti la tua amica?”
“Lei è Debbie” rispose Sara restando sulle sue, a braccia conserte.
“Io sono Rocco” disse lui stringendo la mano che Debbie gli stava porgendo, e poi tenendola in mezzo alle sue. “Senza i fratelli”.
Di solito quella battuta faceva ridere tutti, ma Debbie lo guardò senza capire: “Che?!”
“Eh… Rocco e i suoi fratelli!” le spiegò sorridendo, spostando lo sguardo su Sara, e notando che a lei scappava da ridere. “È il titolo di un vecchio film…! A mio padre piacciono i vecchi film”; Debbie annuì, poco convinta, invece Sara alzò gli occhi al cielo. “L’ultima volta ti ho salvato la vita… Hai progetti diversi per oggi?”.
Anche stavolta Rocco credeva di risultare divertente, e in effetti Sara sorrise, ma lo liquidò con un “Cretino!” e gli passò accanto scansandolo, proseguendo per la propria strada, seguita da Debbie.
Ma Rocco non aveva certo intenzione di mollare così. “Dove state andando?” chiese andando loro dietro.
“Camminiamo verso casa” gli rispose Sara con tono di sufficienza, senza nemmeno girarsi a guardarlo.
“Interessante!” esclamò lui che le aveva già raggiunte. “Anche a me piace camminare verso casa! Potrei camminare con voi!”
“Ma non hai niente di meglio da fare?” gli domandò Debbie, divertita.
“Direi di no!” rispose lui ridendo, e continuando a camminare insieme a loro. “Ha aperto un posto che fa delle patate fantastiche, qui dietro! Vi va di provare…?!”
“No!” esclamò Sara con decisione, ma contemporaneamente Debbie disse di sì e rivolse all’amica uno sguardo implorante.
“Un cartoccio solo in tre…?” propose allora Rocco, fermandosi ad aspettare una risposta. Sara era ancora titubante, ma si era fermata anche lei, come Debbie, e non aveva ribadito il suo no. Bisognava approfittare subito della situazione: in un attimo Rocco raggiunse le ragazze prendendo per mano Debbie, che a sua volta afferrò Sara. Lei non era ancora molto convinta, ma alla fine si lasciò trascinare.
Le dava molto fastidio ammetterlo, ma quel ragazzo le piaceva.
E parecchio, anche.

 

Sabato, 25 maggio 2019

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Venerdì, 20 gennaio 2017

Sono un fascio di nervi.
E mi sento ancora a pezzi.
È stato difficilissimo fare finta di niente con Cris; per fortuna ieri sera era stanchissima anche lei, e dopo cena è crollata addormentata insieme a Nic, così anch’io sono potuto andare a letto presto senza insospettirla, e poco fa quando sono uscito, lei dormiva ancora.
“Ohi, Leo!”.
La voce di Ulisse è troppo alta.
E la luce della sala prelievi è troppo abbagliante.
E l’odore del disinfettante è troppo forte.
Mi dà fastidio tutto.
Anzi no: è tutto insopportabile.
“Ciao” gli dico porgendogli l’impegnativa della Lisandri.
“Ma so’ già passati quattro mesi?” mi chiede lui guardando il foglio.
“Sì” rispondo io, sfregandomi un occhio.
“Ah! Ma qua ce sta scritto urgente. Li hai anticipati?”
“Ma cos’è?! Il terzo grado?!” esclamo io alzando la voce. “In questo posto nessuno si fa mai i cazzi suoi! La prossima volta me ne vado in un laboratorio privato!”
“Semo a posto! Brutta giornata?”
“Lasciami stare”.
Mi tolgo il giubbotto, poi mi siedo sulla poltrona e mi tiro su la manica della felpa.
Mi viene da vomitare.
Odio essere qui.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Venerdì, 20 gennaio 2017⬅️

Vi suggerisco di andarvi a rileggere il capitolo “Giovedì, 19 gennaio 2017” ?!

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 26 maggio 2019

Servizio fotografico by Francesca Marino

Il 26 maggio 2016, Carmine Buschini è stato immortalato dalla fotografa e regista romana Francesca Marino. Le foto, una più bella dell’altra ritraggono Carmine in varie pose e con varie espressioni, da quelle più affascinanti e sensuali a quelle più divertenti e giocherellone.

Carmine è un bravissimo attore, ma soprattutto una persona dolcissima” ha dichiarato la Marino. “È stato un piacere conoscerlo e poi fotografarlo. Era la prima volta che faceva un servizio vero e proprio, quindi era un po’ emozionato, ma è stato molto bravo, dolce e professionale. Si prende in giro ed è una persona molto vitale“.

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NUOVO CAPITOLO ?
Leo non sta bene, e la Lisandri gli ha fatto anticipare i suoi soliti esami di controllo; lui è nervoso, irrequieto, terrorizzato all’idea che la Bestia possa essere tornata, ma si ostina a voler affrontare tutto da solo, non parlandone nemmeno con Cris, e questo causerà incomprensioni e ulteriori problemi…

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-1855-venerdi-20-gennaio-2017/

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https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

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Caricamento foto in corso

Oggi mi manchi
mi manchi così forte che vorrei entrare
nella foto in cui mi sorridi
e carezzarti la pelle, un attimo
mi basterebbe un attimo.

(Patrizia Fortunati)

 

Martedì, 28 maggio 2019

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Tra di noi non sarà mai un addio.
Forse non sappiamo andare troppo lontano
se non ci teniamo per mano,
tra di noi non sarà mai un addio,
di sicuro solo un ciao
un arrivederci, a presto,
ti prego, torni a guardarmi?
Non sarà mai un addio
perché continuerò per sempre a tenerti dentro
e continuo ancora adesso,
anche quando non voglio,
ma non so smettere mai,
non è un addio,
anche lontani,
anche distanti anni luce
oramai ci siamo percorsi dentro
e non si torna più indietro,
oramai hai quella parte di me
che nessuno potrà vedere più,
quella che fa di tutto
per strapparti un sorriso
anche quando sono triste
da morire,
anche quando vorrei morire,
non sarà mai un addio
ovunque tu sarai
ovunque io sarò
te lo prometto,
non sarà mai un addio.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Mercoledì, 29 maggio 2019

LEO&CRIS STORY ❤️55❤️

Leo non riusciva proprio a guardarli.

Vale e Cris.

Gli urtavano il sistema nervoso.

Se ne stavano lì, a fare i piccioncini, come se nulla fosse.

Poteva capire lui, ma come faceva lei a fare finta di niente?!

L’altro giorno gli aveva detto che credeva gli dispiacesse che si fosse messa con Vale, e gli sguardi che si erano scambiati il giorno prima sul furgone della lavanderia… beh, non se li era di certo sognati! Eppure lei se ne stava lì, appiccicata a Vale, gli faceva gli occhi dolci, gli prendeva la mano, gli sorrideva: era insopportabile!

Stavano tutti aspettando di avere notizie di Rocco, fuori dalla porta di Radiologia, e Leo si era messo in disparte, per non stare accanto a loro, ma non riusciva comunque a non guardarli, e sembrava che anche Cris non riuscisse a fare a meno di guardarlo, perché di tanto in tanto distoglieva lo sguardo dal suo ragazzo e guardava lui.

“Leader…” lo chiamò Toni avvicinandosi e toccandogli una spalla.

“Mh?” mugugnò Leo un po’ scocciato perché avrebbe preferito restarsene da solo.

“Hai notato che… da quando Vale ha deciso di non andarsene, quei due sono ancora più ci-ci-ci-ci-ci, eh?!”

“Sì, ho visto” gli rispose con tono secco, mentre li guardava.

“A te piaceva Cris, vero?”

“Cosa?!” esclamò sgranando gli occhi. “No! Ma che dici?!”

“E mi sa che pure tu piacevi a lei!” rise Toni.

“Ma che ne sai, tu?” gli chiese a bassa voce, mentre Cris spostava lo sguardo su di loro.

“A me sembrava di sì!”

“Ha parlato il grande esperto…!”

“Oh! Lo diceva pure Davide, eh?!”

“E si sbagliava pure lui! A me, Cris… non è mai piaciuta” disse sfregandosi un occhio.

“Hai notato che guarda sempre te quando fa ci-ci-ci-ci-ci?”

“Ma si può sapere che cazzo è sto ci-ci-ci-ci-ci?!” gli chiese alzando la voce.

Ci-ci-ci-ci-ci…” rispose Toni, come se fosse la cosa più chiara del mondo.

 

Giovedì, 30 maggio 2019

Longiano, 16 febbraio 2014

In occasione della messa in onda, su Rai 1, della quarta puntata di “Braccialetti Rossi”, Niccolò Agliardi, Valentino Berti (speaker radiofonico di Radio Gamma) e Vania Arcangeli (all’epoca agente di Carmine), si sono ritrovati tutti a Longiano a casa di Carmine ☺️.

***

“Spesso magari si pensa che si è felici quando si ha tutto… Quando si è bravi, si è belli, si ha una casa bellissima, degli amici bellissimi, una ragazza bellissima… Però essere perfetti in tutto, avere tutto quello che si desidera, non è sinonimo, secondo me, di felicità.

Avere degli amici, anche se pochi, ma i più importanti che ci siano, che ci sono, sempre, che sai che puoi contare su di loro…; avere una famiglia bellissima dove sai di poter tornare, per esempio.

E non è importante essere perfetto in qualcosa, perché se lo sei per te stesso, se sei contento, e lo sei per chi ti vuole bene, penso che basti”.

(Carmine Buschini)

 

Venerdì, 31 maggio 2019

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ROCCO&SARA STORY ?3?

Il terzo incontro non fu casuale.
Rocco era un tipo piuttosto sveglio, e ci aveva messo poco a capire che Sara percorreva sempre la stessa strada per tornare a casa, così quel giorno si fermò ad aspettarla; come prevedeva, poco dopo la vide arrivare da lontano, insieme a Debbie.
“Guarda chi c’è…” disse Debbie a Sara, facendole notare che c’era Rocco seduto su un muretto poco distante da loro.
Sara alzò gli occhi al cielo, fingendosi infastidita anche se in realtà non lo era affatto, e implorò l’amica di accompagnarla, ma Debbie non ci pensava proprio: già l’altro giorno aveva fatto da terza incomoda, e mentre lei si rimpinzava di patatine, quei due si mangiavano con gli occhi, e alla fine il cartoccio lo aveva fatto fuori praticamente tutto lei. A pensarci bene, in effetti, era Rocco che si mangiava Sara con gli occhi, mentre lei distoglieva lo sguardo imbarazzata e parlava di stupidaggini, ma si capiva benissimo che non gli era affatto indifferente; così la salutò, augurandole “in bocca al lupo” e proseguendo poi per la propria strada.
Rocco restò a guardare Sara che camminava verso di lui con passo svelto, le braccia conserte e lo sguardo impertinente, e gli venne da sorridere, perché era chiaro che fosse tutta scena e che in realtà anche lei era felice di vederlo. Restò seduto, senza distogliere lo sguardo, mentre lei era sempre più vicina.
“Ma tu per caso abiti in zona?” gli chiese Sara rallentando il passo quando lo ebbe raggiunto.
“No!” esclamò lui saltando giù dal muretto e mettendosi di fronte a lei.
“E allora… perché sei sempre qui?”
“Ogni giorno alla stessa ora passi di qua, ormai l’ho capito. Posso anche aspettarti da qualche altra parte, se preferisci.”
“Aspettare me?” gli chiese lei sorpresa, cercando di non fargli capire quanto questo le facesse piacere. “Perché?”
“E cosa c’è di strano?” ribatté lui accennando un sorriso imbarazzato e allargando il colletto della maglietta, come se all’improvviso fosse diventato troppo stretto.
“Non è una risposta.”
“E cosa vorresti sentirti dire?”.
Quel gioco la stava stancando: la pazienza non era proprio una delle sue caratteristiche principali, e qualunque cosa lui volesse da lei, era meglio che la mettesse bene in chiaro, che lei non aveva di certo voglia di perdere tempo. “Non so neanche chi sei” gli disse con sufficienza, riprendendo a camminare, allontanandosi da lui. Sperò che la seguisse. Anzi, era praticamente sicura che lui l’avrebbe seguita, che avrebbe insistito -lo conosceva appena, ma aveva già capito che era un tipo molto insistente-, ma niente da fare, e Sara dovette ammettere con se stessa che sarebbe stato veramente da stupida, lasciar perdere così. “Beh, che fai, non mi accompagni?!” esclamò sorridendo, girandosi verso di lui.
Rocco, che non aspettava altro, ricambiò il sorriso e si affrettò a recuperare la bici appoggiata al muretto. “Dove?” le domandò affiancandola.
“In cerca di autobus…!” rispose Sara stringendosi nelle spalle e scoppiando a ridere.
Era una risata disarmante, pura, che contagiò immediatamente anche lui.
Rocco ancora non lo sapeva, che avrebbe sentito molte e molte volte quella risata esplodere all’improvviso, e che ogni volta gli avrebbe fatto lo stesso effetto che gli stava facendo adesso -quiete e tempesta insieme-.
Ancora non lo sapeva.
E camminava felice accanto a lei, non riuscendo a smettere di sorridere né di guardarla, chiedendosi se l’avrebbe sentita ancora ridere così.

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Succede che è il 2017 e io, a lutto per la fine di “Braccialetti Rossi”, comincio a scrivere una fan fiction su Leo e a pubblicarne i capitoli su un sito di fan fiction, appunto.

Succede che mi scrive una ragazza tedesca, Clarissa (ma all’epoca io la conoscevo solo con lo pseudonimo di Leocino), complimentandosi per la storia e ringraziandomi perché leggendomi (e guardando anche la fiction) sta imparando l’italiano.

Succede che questa ragazza continua a seguire i miei capitoli e a commentarli ogni tanto, così quando apro il mio sito web l’avviso del “trasferimento” e ne approfitto anche per dirle che se le interessa ho una fanpage su Carmine.

Succede che questa ragazza mi contatta su Instagram e cominciamo a chiacchierare e a fare amicizia.

Succede che un giorno mi dice che le piacerebbe tanto far sapere a Carmine quello che pensa di lui, ma che non sa come fare, dato che lui non legge i messaggi sui social e che lei non ha un indirizzo a cui spedirgli una lettera.

Succede che io mi offro di fare da tramite, così decidiamo che avrebbe spedito la lettera a me, che a mia volta l’avrei data a Carmine alla prima occasione.

Succede -oggi- che torno a casa dopo un pomeriggio di lavoro pesante, e pure con un’ora di ritardo perché hanno soppresso il mio treno, e trovo nella cassetta delle lettere un pacchetto arrivato apposta per me dalla Germania. Dentro, oltre alla lettera per Carmine, c’è un braccialetto rosso tedesco e un quaderno (del resto quale miglior regalo per un’appassionata di scrittura?!?) di cui Clarissa ha riempito le prime pagine, lasciando le altre per me.

Succede che tutto questo, Carmine Buschini, lo hai fatto succedere tu, e nemmeno lo sai (e poi succede anche che mentre prendo dal freezer la scatola dei nuggets di soia da cucinare per cena, ci trovo sotto un gelato biscotto, quando credevo di non averne più; ma, almeno di questo, ti risparmio il merito, che già ne hai pure troppi).

 

Sabato, 1 giugno 2019

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Lunedì, 10 settembre 2018

“Piscione, sei ancora a letto?”; mi affaccio alla porta della stanza di Nic, e sì, è ancora a letto. “Dai, è ora di alzarsi!”
“Ho sonno” mugugna lui aprendo appena gli occhi ma richiudendoli subito.
“E certo! Ieri sera non ne volevi sapere di dormire!”; e per questo dobbiamo ringraziare lo zio Toni che ha ben pensato di fargli bere la Coca Cola. “Dai, la colazione è pronta. Ci sono i biscotti della zia Asia”; lui apre di nuovo gli occhi, ma poi li richiude e si gira dall’altra parte. “Guarda che li mangio tutti io, eh?!”. Niente da fare. Di solito prenderlo per la gola funziona sempre, ma si vede che stamattina il sonno ha decisamente la meglio. Vado a sedermi sul suo letto, gli do un bacio e inizio ad accarezzargli i capelli, ma lui sprofonda la faccia nel cuscino. “Dai, finisce che facciamo tardi!”. Come sempre. È da una settimana che ha cominciato la scuola dei grandi, come dice lui, e mai un giorno che è entrato puntuale, tranne giovedì che lo ha portato Cris. Mi alzo e lo prendo in braccio; lui protesta un po’, ma poi mi butta un braccio intorno al collo e appoggia la testa sulla mia spalla; quanto amo sentirlo addosso a me! “Fai la pipì che sennò ti scappa addosso” gli dico entrando in bagno e mettendolo giù, e lui urla.
“Ahiaaaa!”
“Beh?!” gli chiedo io senza capire.
“Mi fa maleee!”
“Ma cosa?!”
“Il piede!” mi risponde sedendosi per terra e toccandosi il piede destro.
Io mi siedo accanto a lui e gli sollevo il piede per guardarlo, e lui urla di nuovo, più forte di prima. Apparentemente non ha niente: nessun taglio, nessun livido, nessun gonfiore.
“Piscione, io non vedo niente.”
“Mi fa maleee!”
“E quand’è che ti sei fatto male? Ieri sera sei andato a letto che era tutto a posto.”
“Non lo so, ma mi fa maleee!”

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 10 settembre 2018⬅️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
https://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Domenica, 2 giugno 2019

L'immagine può contenere: 10 persone, persone che sorridono, primo piano

Oggi è il compleanno di Michela, una Buschiner che all’interno della mia rubrica “Compagni di viaggio” si merita senza dubbio un posto d’onore.

Compagna di innumerevoli avventure buschiniane in sperduti paesini arroccati dove si arriva solo col taxi o cambiando mille treni, ma anche in grandi città piene di fascino e storia: Atri, Roma, Bellaria-Igea marina,Verona, Bologna, Altopascio… Quanti posti abbiamo visto insieme! E quante cose abbiamo condiviso: camere, letti, sveglie prima dell’alba, cene improvvisate a mezzanotte, risate, appostamenti, scarpinate, chiacchiere fino a tarda notte, bagni allucinanti, la zia Crocy, foto bellissime (le sue) e foto sfocate (principalmente le mie), non so quante repliche de “La Partitella”, quei dolci fatti in casa dalla proprietaria del b&b di Atri, che ancora ce li ricordiamo…

E poi Carmine ovviamente, in tutte le sue versioni possibili e immaginabili: da quello sfuggente a quello accogliente e felice di vederci ancora una volta lì per lui, “sempre in prima linea” (cit.), da quello sulle sue a quello così aperto, disponibile e ironico che non ci si crede, da quello più cupo a quello col sorriso a trentadue denti, da quello che non ha tempo per nessuno a quello che ne trova tanto da dedicare a noi.

Senza Michela questa fanpage sarebbe meno ricca, perché a lei va il merito di tante bellissime foto e di tanti bellissimi video che testimoniano le nostre avventure buschiniane; ma senza Michela anche la mia vita sarebbe meno ricca, e di questo il merito va ancora una volta a Carmine Buschini che ci ha messe sulla stessa strada, un giorno di circa due anni fa, in cui Michela, commentando un mio post in cui raccontavo di un incontro con Carmine, mi ha scritto: “arrivate a sto punto credimi che non se ne esce più… anzi…”.

Io ancora non lo sapevo, che non se sarei più uscita, ma era maledettamente vero.

Lei sì, lei lo sapeva, perché c’era già passata, e in questi due anni, mentre la sua profezia diventava giorno dopo giorno sempre più vera, lei era sempre lì a ricordarmi che “Le emozioni sono il sale della vita e poco importa da dove esse provengano”, “Quando le nostre passioni ci fanno stare bene vanno vissute fino in fondo…”, “Si vive una volta sola”, “Ben vengano le decisioni prese all’ultimo minuto, i soldi spesi per follie, le trasferte folli che ci portano in giro per l’Italia nel giro di 24 ore”, e soprattutto “E se gli altri che ho attorno non capiscono chissenefrega!!!”.

Io e Michela ci capiamo.

Ci capiamo eccome, perché parliamo la stessa lingua: quella delle emozioni.

Buon compleanno mia cara Michela Guen Gianstefani ❤️

***

Caricamento foto in corso

NUOVO CAPITOLO ?
Il protagonista principale di questo capitolo è senza dubbio Nic, insieme al suo “papino” (e dal suo “papino” pare aver preso davvero tante caratteristiche, non solo fisiche!).

Tendenzialmente è un capitolo leggero che immagino vi farà sorridere tanto, ma non vi ho risparmiato un paragrafo più drammatico in cui conoscerete meglio un nuovo personaggio (anche se in realtà, insieme a un’altra new entry, l’avete già intravisto nel capitolo “Lunedì, 22 ottobre 2018” ).

Buona lettura ?
https://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-2718-lunedi-10-settembre-2018/

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Lunedì, 3 giugno 2019

L'immagine può contenere: cielo, erba, abitazione e spazio all'aperto

Buon pomeriggio Buschiner,
sono appena tornata dal mio giro di perlustrazione ??‍♀️.

Gran parte delle riprese de “La guerra è finita” si svolgeranno infatti all’interno di questa villa, trasformata per l’occasione nell’istituto che accoglie bambini e ragazzi (tra cui, suppongo, anche il personaggio interpretato da Carmine) da rieducare alla vita civile, dopo aver vissuto per anni nei campi di concentramento.

Come prevedevo, è molto difficile poter vedere Carmine o gli altri attori, in quanto la villa è circondata da un parco davvero enorme ?, non mi ero quindi fatta nessuna aspettativa, ma è stato comunque bello poterlo immaginare lì dentro, impegnato nel suo lavoro ❤️.

Confido nelle prossime location ?.
Stay tuned ?.

 

Martedì, 4 giugno 2019

Caricamento foto in corso

Dopo appena due mesi da “Liberi di scegliere”, a partire dal 28 marzo 2019, va in onda, sempre su Rai 1, con una nuova fiction in sei puntate: “Mentre ero via”, girata nell’estate 2019 tra Roma e Verona.

Qui Carmine interpreta il brillante Rocco De Angelis: solare, energico, ambientalista, e con un rapporto davvero speciale col padre Stefano (Giuseppe Zeno).

Durante la prima puntata lo si vede solo per pochi minuti, com’era prevedibile, essendo incentrata sul risveglio di Monica (Vittoria Puccini, la protagonista), ma è bastato per confermare tutte le idee sul personaggio e per farci intravedere le caratteristiche di Rocco, che sono poi state sviluppate nelle puntate successive, in cui ha avuto sempre più spazio, soprattutto in relazione alla sua storia d’amore con Sara, la figlia di Monica.

***

Caricamento foto in corso

Attualmente, Carmine è impegnato nelle riprese di una nuova fiction.

“La guerra è finita” è ambientata nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e racconta le storie delle persone sopravvissute ai campi di concentramento, che devono adesso ricostruire la propria vita.

Ancora una volta, Carmine si ritroverà a raccontare un tema non facile e a interpretare un personaggio dalla vita travagliata; si prevedono emozioni profonde e davvero travolgenti.

La fiction è prodotta da Palomar e diretta da Michele Soavi, e le riprese si svolgeranno a Reggio Emilia e dintorni da maggio ad agosto 2019.

***

Caricamento foto in corso

Tu sei tutte le mie prime volte.
La prima volta in cui mi sono fermata
durante la mia corsa forsennata
per capire se era il caso di sedermi vicino a te a riprendere fiato per un po’.
Però poi non ci ho capito più niente,
e mi sono pure scordata di respirare.
Sei la prima volta in cui ho desiderato
che il tempo non esistesse,
in cui ho viaggiato in treno con un pensiero fisso addosso,
in cui ho camminato per le strade di una città qualunque
senza potermi liberare dalla asfissiante sensazione di poter essere libera solamente insieme a te.
La prima volta in cui ho tirato fuori il coraggio di essere me stessa
senza pensare alle conseguenze,
che ho capito che il tempo non sistema niente e il destino non esiste,
e allora se vuoi tenerti qualcuno devi lottare forte.
La prima volta in cui ho creduto sul serio
che il mio cuore avrebbe potuto avere ragione.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Mercoledì, 5 giugno 2019

Backstage “La Partitella” in Toscana.

 

Giovedì, 6 giugno 2019

LEO&CRIS STORY ❤️56❤️

Finalmente la porta di Radiologia si aprì ed uscì Sara, la Bella Radiologa. Leo e gli altri sperarono che avesse buone notizie per loro, e invece niente di nuovo: “Ragazzi, abbiamo appena cominciato, è inutile che state qui, la cosa andrà un po’ per le lunghe… quindi… vi avvisiamo noi quando abbiamo finito, ok?”

“No, no” disse Cris alzandosi. “Noi… stiamo qui.”

“Rocco lo sa che siamo qua” affermò Toni.

“Lo sa?!” gli domandò perplessa Sara.

“Lo sa!”

“Ma se cantava vuol dire che si sveglierà, no?” le chiese Vale, ma Sara non rispose.

“Sara… puoi venire?” la chiamò un altro radiologo, affacciandosi alla porta.

“Sì, eccomi. Voi tornate nelle vostre stanze. Vi avvisiamo noi quando esce, ok?”

“Però non ha risposto alla domanda di Vale!” esclamò Cris fermandola. “Certe volte, anche se hanno parlato, se hanno cantato… può essere che non… si risveglino?”

“A volte sì. E a volte no”.

Leo deglutì, immagonato: “Questi non vogliono spiegarci niente. Io resto qui.”

“Avevi promesso che mi avresti accompagnato!” protestò Toni.

“Sì, lo so” rispose Leo sospirando. “Ma… non mi fido. Io resto qui.”

“E allora mi accompagni tu, Vale? Perché mio nonno sta tornando dal tribunale… Vieni?”.

Vale guardò Cris, per accertarsi che le andasse bene, e lei annuì. “Va bene, andiamo” disse a Toni, anche se in realtà non gli andava molto giù l’idea di lasciare Leo e Cris da soli.

 

Venerdì, 7 giugno 2019

Non ho mai amato i film o le fiction sulla mafia.

Forse perché sono cresciuta in provincia di Palermo, e là le storie di mafia le mastichi da quando sei bambino, quelle vere, quelle più atroci, quelle che non finiscono quando si spegne la telecamera.

Se non fosse stato perché Carmine Buschini ne era il protagonista, sicuramente non avrei mai guardato “Liberi di scegliere” (anche se il fatto che il regista fosse Giacomo Campiotti, uomo di estrema sensibilità e umanità, forse mi avrebbe tentato).

E invece l’ho visto (tante volte da perderne il conto), e l’ho aspettato, per più di un anno, cercando di saperne il più possibile sul personaggio interpretato da Carmine: Domenico Tripodi, ragazzo dal destino segnato, in quanto figlio di un boss dell’ndrangheta; e già prima che arrivasse quel 22 gennaio 2019, che mi ha vista inchiodata al divano -a trattenere il fiato davanti alla tv per tutto il tempo, tanta era l’emozione-, avevo capito che “Liberi di scegliere” non è un film che parla di mafia.

“Liberi di scegliere” parla di speranza.

E di coraggio.

Il coraggio di un uomo, un giudice del tribunale dei minori di Reggio Calabria, che ogni giorno lotta contro Qualcosa più grande di lui, per poter salvare tanti bambini e tanti ragazzi condannati loro malgrado dalla nascita a una vita di violenza, di dolore e di morte.

Il coraggio di un ragazzo, Domenico appunto, che vede tutto il suo mondo crollare, che vede tutto quello che fino a quel momento ha creduto “normale” e “giusto” perdere di valore, sbriciolarsi, e si ritrova sospeso su un enorme vuoto, tra la vita come la conosceva prima, e la vita completamente nuova e diversa che gli si prospetta davanti.

Il coraggio di guardarsi dentro, di vedere che non siamo felici e realizzati come credevamo di essere, e di rimettere tutto in discussione, anche se fa male. Dannatamente male.

Il coraggio delle scelte.

E anche il coraggio di chi sceglie di non scegliere, come la madre di Domenico, ma accetta le scelte dei suoi figli, lasciandoli appunto “Liberi di scegliere”, di andare, di vivere, di essere felici anche senza di lei.

Tutto questo è “Liberi di scegliere”: la speranza, il coraggio, e le scelte, raccontati con la delicatezza di cui Giacomo Campiotti è capace (indimenticabile resterà l’abilità che ha avuto nell’affrontare, in “Braccialetti Rossi”, un tema “scottante” come la malattia e la morte nei bambini e negli adolescenti, raccontandolo con leggerezza e profondità insieme), e con un cast all’altezza di tutto questo, dai protagonisti ai ruoli secondari, dagli attori più esperti fino ai bambini.

Menzione a sé merita per me Carmine Buschini, e si potrebbe pensare che io sia di parte -e forse un tantino lo sono-, ma il suo straordinario talento è oggettivamente davanti agli occhi di tutti, in ogni sua singola micro-espressione del viso e del corpo, in tutta la sua intensità, in tutta la realtà che riesce a trasmettere, anche solo con uno sguardo, anche nelle scene dove resta in silenzio.

E sempre per restare in tema di “libertà”, credo che con questo personaggio Carmine si sia finalmente liberato dalla pesante e perenne identificazione, da parte del pubblico, col personaggio di Leo, il protagonista di “Braccialetti Rossi”. Forse non ancora del tutto e forse non ancora per tutti; sicuramente sì per gli “addetti ai lavori” e per tutti i fan che hanno scelto di andare “oltre Leo” -pur non dimenticandolo mai- e di seguire Carmine in quella che si preannuncia una lunga e sfavillante carriera in ascesa.

Il dvd è disponibile su Amazon:
➡️ https://amzn.to/2VuZrnz

***

L'immagine può contenere: una o più persone, primo piano e spazio all'aperto

Ho una solitudine
così affollata
così piena di nostalgie
e di volti di te
di congedi passati
o baci benvenuti
alla prima occasione
e in ultimo termine
ho una solitudine
così affollata
che posso organizzarla
come fosse un corteo
per colori
misure
e promesse
per epoche
per tatto
e per sapore
senza esitare
mi abbraccio alle tue assenze
che vengono e mi assistono
col mio volto di te
sono pieno di ombre
di notti e desideri
di molte risa e qualche
disappunto
i miei ospiti accorrono
giungono come sogni
con i loro rancori
l’assenza di purezza
io metto una scopa
dietro la porta
perché voglio stare solo
col mio volto di te
ma il volto di te
guarda da un’altra parte
con gli amorosi occhi
che non m’amano più
come viveri
che cercano la fame
guardano e guardano
e spengono il mio giorno
i muri se ne vanno
resta la notte
la nostalgia va via
non resta nulla
il mio volto di te
ormai chiude gli occhi
ed è una solitudine
tanto desolata.

(Mario Benedetti)

 

Sabato, 8 giugno 2019

L'immagine può contenere: 1 persona

“Voglio andare a casa!”
“No, Leo, non se ne parla” mi dice la Lisandri togliendosi gli occhiali e infilandoli nel taschino del camice.
“E perché?!”
“Te lo avevo detto che dopo l’intervento dovevi fermarti per almeno due notti. Ti ricordi?”
“Sì, mi ricordo!” esclamo io sbuffando e muovendo in aria una mano. “Ma poco fa ha detto che la ferita è pulita! E che i miei parametri sono buoni! E che anche i valori non sono male! L’ha detto o no?!”
“Sì, l’ho detto” sospira lei. “Ma ciò non cambia che preferisco tenerti d’occhio fino a domani. Mi sento più tranquilla così.”
“E certo! Si sente più tranquilla, lei! E io?! Chissenefrega se io non sono tranquillo, no?!”
“Dai, Leo, basta…” si intromette Asia avvicinandosi al letto e accarezzandomi una spalla. “Vedrai che questa giornata passerà in fretta. Resto io a farti compagnia, e tra poco arriva anche papà.”
“Ah, sai che gioia!” esclamo io con tono sarcastico. “Già che sei rimasta a dormire, e nessuno te l’aveva chiesto!”
“Puoi farti venire a trovare dai tuoi amici” mi dice Laura, e poi fa un sorriso malizioso. “O magari dalla tua ragazza. L’orario di visita è da mezzogiorno alle 13, e dalle 19 alle 20.”
“Li conosco, gli orari di visita!” ribatto io alzando gli occhi al cielo. E non ci penso proprio a far venire qui i miei amici, e tantomeno Giulia. Già ieri è stato più che abbastanza.
La Lisandri e Laura se ne vanno, e io resto da solo con Asia.
E con il mio malumore.
“Vuoi che ti prendo la Play?” mi chiede Asia appoggiandomi una mano sul ginocchio.
“No. Voglio andare a casa!” ribadisco lasciandomi cadere contro ai cuscini.
Non ne posso più di stare chiuso in questo posto.
Sto impazzendo.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Venerdì, 29 giugno 2012⬅️

??‍♀️Vi consiglio di rileggere i capitoli 27 e 28 giugno 2012 ❤️.

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

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The last journey

Savignano sul Rubicone, 8 marzo 2014

Il liceo di Carmine mette in scena “The last journey -spettacolo di musica e parole-” a cui partecipa anche lui come ospite speciale ?.

 

Lunedì, 10 giugno 2019

“Il talento per me è un dono che tutti hanno. Va solamente scoperto, e va coltivato ogni giorno affinché possa maturare. E poi la cosa più bella è quando lo si può condividere con le persone a cui vuoi bene, e con chiunque.

Per quanto mi riguarda, io sto ancora inseguendo questo mio grande sogno che è la recitazione, e che sta diventando anche la mia professione…”.

(Carmine Buschini)

 

Martedì, 11 giugno 2019

Novellara, 10 giugno 2019

Ciao, è da tanto che non ti scrivo, forse perché spesso mi ritrovo a pensare che in fondo tu non abbia tempo e voglia di leggermi, o forse perché a volte penso di averti detto tutto, ormai. E allora resto in silenzio.

Ma poi succede che le emozioni diventano così tante e così impetuose da sommergermi e, quando capita, io non posso che tradurle in parole.

È sempre così.

È sempre stato così.

In questi giorni ti sto pensando tanto, tantissimo, e spesso in modo struggente.

Sono due mesi che non ci vediamo, mi manchi, e la cosa più paradossale è che mi manchi di più proprio adesso che sei qui, a pochi chilometri da me, ma che vederti è più difficile di quelle volte che ti ho raggiunto in paesini sperduti del nord, del sud, o del centro Italia.

Però c’è qualcosa di infinitamente dolce, in questo mio struggimento: da sempre, fin da quando ho intrapreso questo viaggio nel tuo mondo (o sarebbe più giusto dire da quando mi ci sono ritrovata dentro, non so nemmeno come), la cosa che più ho amato in te, e che più mi ha resa felice, è stata la tua essenza, la tua Vita in sé e per sé, la tua esistenza. Anche quando non ti vedo per lunghi periodi e il tuo sorriso mi manca in modo lancinante, anche quando nella mia testa risuona all’infinito quel modo che hai di dire “ciao” o di sgranare gli occhi quando ti sorprendo, anche quando sei silenzioso, lontano, sfuggente, assente, il sapere che esisti, lì da qualche parte, mi fa stare bene.

Il sapere che ogni mattina tu apri quei tuoi fantastici occhi verdi, che li spalanchi sul mondo, che ti alzi, e respiri, e vivi, e insegui il tuo sogno, basta a infondermi un profondo senso di pace.

E adesso tu sei qua, in un paese vicinissimo al mio, e la mattina vedi il mio stesso cielo, ti scaldi col mio stesso sole, respiri il mio stesso odore di pioggia o dei gelsomini che sono esplosi invadendo le siepi, posi il tuo sguardo su cose a me familiari, cammini lungo strade che magari io ho già percorso, e tutto questo è straordinario.

È struggente, dolcemente malinconico, poetico.

E straordinario.

Trascorro le mie giornate con la consapevolezza che tu sei qui, a un passo da me, e Vivi.

E io intanto attendo.

Ti attendo.

Come due anni fa, quando ancora dovevo incontrarti per la prima volta.

Con la stessa impazienza, “la stessa sana e folle euforia, e tante, tante, tantissime emozioni”.

Perché, è vero, tante cose sono cambiate, da due anni a questa parte, ma le mie emozioni no. Tutte, me le hai suscitate, e tutte continui ancora a farmele provare, da quelle piacevoli a quelle meno, ma a nessuna di esse rinuncerei.

Nemmeno a una.

Due anni fa forse ero ancora in tempo per uscirne illesa, due anni fa non sapevi nemmeno che io esistessi, e il mio più grande desiderio era riuscire a restituirti almeno una piccola parte delle emozioni che tu mi stavi regalando senza nemmeno poterlo immaginare.

E oggi eccomi qua, piena dei segni indelebili del tuo passaggio nella mia vita, immensamente grata -e ancora un po’ incredula- dell’essermi in qualche modo fatta conoscere -e riconoscere- da te, e consapevole di avertele ridate indietro, una parte di quelle emozioni. Certo, è una parte minuscola, infinitesimale se paragonata a quelle che tu hai dato a me -e che mi continui a dare-, ma è concreta, è reale: le ho viste tutte sulla tua faccia, quelle emozioni, nel tono della tua voce, nei tuoi sorrisi, nei tuoi gesti.

E non vedo l’ora che succeda di nuovo.

Attendo.

Tu, intanto, ogni mattina, continua ad aprire quei tuoi fantastici occhi verdi e a spalancarli sul mondo. Alzati, respira, vivi, e insegui il tuo sogno.

Io sono sempre qui.

A camminarti di fianco, cercando di non disturbare -e perdonami per le volte in cui, senza volere, lo faccio-.

E intanto attendo.

 

 

Mercoledì, 12 giugno 2019

Caricamento foto in corso

ROCCO&SARA STORY ?4?

Sulla riva del fiume, vicino al ponte di Castelvecchio.
Fu lì che Sara portò Rocco, perché quello era il suo posto; il posto dove si rifugiava sempre quando il mondo circostante pretendeva troppo da lei, o quando la sua inquietudine non le lasciava tregua. Ci veniva spesso, e se ne stava lì a lungo, a far rimbalzare i sassi sul pelo dell’acqua; era un po’ come lanciar via i cattivi pensieri.
Non ci aveva mai portato nessuno, prima di allora, ma all’improvviso, quel giorno, senza pensarci più di tanto, aveva deciso che con Rocco avrebbe potuto condividerlo, che lui non avrebbe turbato il senso di pace che lei provava ogni volta che era lì.
Non si era sbagliata.
Era quasi come se Rocco non ci fosse: rimaneva seduto in disparte, senza dire niente, mentre lei continuava a lanciare i sassi, coi piedi nudi immersi nell’acqua.
“Porti qui tutti quelli che incontri?” le chiese però a un certo punto, rompendo il silenzio.
“Ci vengo quando voglio stare sola” rispose lei, girandosi un attimo a guardarlo, ma tornando poi a dargli le spalle.
“Ah… Mi stai dando il trattamento speciale, allora!”
“E tu fai la posta per strada a tutte quelle che passano?”
“Non esattamente!” esclamò lui con tono divertito.
Sarà continuò a lanciare sassi, finché uno schizzo d’acqua non le fece finire qualcosa nell’occhio: “Ah, cazzo!”
“Che c’è?” le domandò lui, mentre lei si avvicinava per prendere lo zainetto, tenendosi una mano sull’occhio.
“Dove ho messo i fazzoletti?”
“Stai ferma che ti aiuto” le disse prendendo un fazzoletto dal proprio zaino, dopo che Sara aveva inutilmente rovesciato tutto il contenuto del suo zainetto. “Aspetta”; si chinò verso di lei, che intanto si era seduta sui sassi, e mentre con una mano le teneva fermo il viso, con l’altra riuscì a toglierle la pietruzza dall’occhio. “Ecco fatto”.
Le sorrise, indugiando in quella posizione che non gli dispiaceva affatto, tenendole ancora una mano sul viso: Sara era così vicina, e profumava così di buono, e lui si perse nei suoi occhi.
O forse fu lei, a perdersi in quelli di lui.
E non poteva permetterselo.
La sua vita era già abbastanza un disastro così; non era il caso di complicarsela ulteriormente.
A questo pensò Sara, mentre abbassava lo sguardo e si spostava, scivolando via da quel tocco e da quegli occhi, decisamente troppo profondi.

 

Giovedì, 13 giugno 2019

Giffoni Film Festival 2018

➡️Sulla pagina Facebook “Carmine Buschini Over Club” trovate l’album con altre foto! ?⬅️

 

 

Venerdì, 14 giugno 2019

Caricamento foto in corso

Sei tutte le mie prime volte.
La prima volta in cui ho pensato di essere fottuta per davvero,
in cui ho tentato di fuggire da un’esistenza estenuante –
soli io e te.
La prima in cui ho guardato il cielo e ho visto un viso che conoscevo,
in cui ho imparato che la paura crocifigge
i sentimenti e non li ascolta difendersi.
La prima in cui il cuore mi è saltato via dal petto
e se n’è andato chissà dove,
in cui ho pianto sensazioni amare,
in cui ho compreso che l’amore è come il bungee jumping:
una volta che sei in cima devi proprio saltare.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

 

Sabato, 15 giugno 2019

Caricamento foto in corso

Domenica, 9 settembre 2012

Sto ancora male.
Mi sento debole, completamente senza forze, ho la febbre che va su e giù, e la testa mi gira ancora e mi fa male.
Avevo anche ricominciato a vomitare di continuo, ma con un’altra puntura anti-vomito almeno quello si è fermato.
Però ho ancora quello schifo di nausea, e stamattina mi è comparso pure quell’orribile sapore metallico, come se avessi un pezzo di ferro in bocca. A mangiare, neanche a pensarci. Ho scritto ad Asia di non venire a colazione, come fa sempre la domenica mattina, perché tanto nemmeno il cornetto alla crema e il caffellatte ghiacciato in questo momento mi invoglierebbero.
E ho sonno. Tantissimo sonno. Non farei che dormire, e di fatti poi è quello che faccio da ieri sera: mi sveglio solo se devo fare pipì, o se entrano gli infermieri a controllare come sto e a misurarmi i vari parametri.
La Lisandri oggi ha il giorno libero, e a visitarmi è venuto il dottor Rinaldi; poi è venuto anche il dottor Abele, a vedere come va col gesso, e a dirmi che domani mi fanno la radiografia alla gamba per vedere come procede. Io ovviamente sono terrorizzato all’idea che non stia procedendo bene o che, peggio ancora, la Bestia sentiva nostalgia di me e sia già tornata. L’unica cosa positiva è che almeno con questa scusa potrò uscire per un po’ da questa stanza e da questo cazzo di reparto che odio.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Domenica, 9 settembre 2012⬅️

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Domenica, 16 giugno 2019

L'immagine può contenere: una o più persone

“Non guarirò mai fino alla fine dei miei giorni; la fiamma dell’amore mi ha colpito e brucio senza rimedio; lui è una spina piantata dentro di me… è parte di me ovunque io vada e ovunque lui si trovi”.

(Gabriel Garcìa Marquez)

 

Lunedì, 17 giugno 2019

Altopascio, 12 aprile 2019
Incontro con la compagnia de “La Partitella” ?

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Martedì, 18 giugno 2019

LEO&CRIS STORY ❤️57❤️

E così Leo e Cris rimasero da soli; lei continuava a guardarlo, lui se ne accorgeva con la coda dell’occhio, ma faceva finta di niente e guardava imperterrito dritto davanti a sé, finché la radiologa non aprì di nuovo la porta: “Ragazzi! Ci serve un favore per Rocco! Abbiamo bisogno che andate a prendere una musica per lui: il cd che gli ha regalato Davide…”.

Leo e Cris si lanciarono un breve sguardo d’intesa e si precipitarono nella stanza di Rocco, mettendosi a cercare freneticamente nei cassetti del suo comodino.

“Eccolo!” esclamò Cris trovando il cd e porgendolo a Leo.

“Andiamo!”; Leo cominciò a spingere la carrozzella più veloce che poteva, girandosi di tanto in tanto per vedere se Cris fosse ancora dietro di lui. “Trovato!” annunciò spalancando la porta di Radiologia.

“Dai a me” gli disse Sara, per poi riprenderli. “Ragazzi, non potete stare qui!”; ma loro non ascoltarono i suoi richiami e si avvicinarono ai monitor.

“Lascia” intervenne la Lisandri, sollevando una mano, rivolta a Sara. “Lascia”.

Leo e Cris si fermarono a guardare Rocco e Piera, attraverso il vetro, e quando lei si accorse di loro, accennò un sorriso e un saluto con la mano; Leo ricambiò il saluto, sollevando appena la mano, mentre fissava i monitor, cercando inutilmente di capirci qualcosa.

“Dai a me, Leo” lo sollecitò Sara, allungando una mano verso il cd.

“Faccio io!” ribatté lui deciso, cercando lo sguardo della Lisandri, che annuì silenziosamente; mise il cd nel computer, mentre Cris lo guardava, piena di aspettative, chinata vicino a lui, con la testa quasi sulla sua spalla.

E anche se Leo fino a pochi minuti prima ce l’aveva con lei, e anche se sapeva benissimo che quello non era il momento più adatto per certi pensieri, ad avercela così vicino, rischiava di perdere completamente la testa.

***

C’era una volta…

Tanto tempo fa…

Carmine quindicenne ??.

 

Mercoledì, 19 giugno 2019

“Tutti hanno e devono avere, il diritto e la possibilità di scegliere e di cambiare, in ogni momento, ciò che non ci fa stare bene e non ci rende felici.

Si arriva a un punto critico, estremo, per ognuno; c’è un punto che magari ci può fare anche tanto male, ma è il punto fondamentale per poter ripartire; un punto in cui magari non ti riconosci più, non sai chi sei, come devi essere, per te, gli altri, che cosa è giusto, com’è che gli altri vogliono che tu sia…, ed è il punto su cui si può cominciare finalmente a lavorare”.

(Carmine Buschini)

***

Carmine posa per Vogue (Gennaio 2017)

 

Giovedì, 20 giugno 2019

Caricamento foto in corso

All’inizio non mi stavi proprio simpatica, devo essere sincera. Forse per quella tua aria di rigidità, contrapposta alla mia morbidezza; forse perché eri fin troppo riservata e sulle tue, forse perché avevamo un modo completamente diverso di vedere molte cose.

E alla fine, devo ringraziare te, se siamo diventate amiche: la tua insistenza, la tua costanza. L’aver visto in me qualcosa che ti attraeva (“Mi ricordi me, all’inizio che seguivo Carmine…”) e l’aver perseverato nel volermi conoscere e farti conoscere, nel voler costruire una relazione con me.

E così è stato.

Non ricordo il momento esatto in cui ciò è avvenuto. Il nostro rapporto è cresciuto piano, giorno dopo giorno.

E all’improvviso ci siamo ritrovate ad abbracciarci alla stazione di Pescara centrale, per la nostra prima avventura buschiniana insieme.

E all’improvviso mi sono accorta che non eri poi così rigida: la tua era solo una difesa, che con me avevi sentito di poter abbassare, condividendo a pieno la tua passione per Carmine che avevi censurato per troppo tempo, e che adesso tornava allo scoperto, ma anche spaccati di vita vera e quotidiana.

E poi le avventure buschiniane sono diventate due, e tre, e quattro. Ci sono stati quei fantastici giorni nella primavera romana: unici, speciali, indimenticabili. Tre giorni insieme a bearci della bellezza di Roma e di Carmine, in tanti momenti che sono stati solo nostri, di noi tre, come quella buonanotte speciale mentre lui aspettava il taxi per tornare a casa, o quella chiacchierata a tu per tu, dietro le quinte del teatro, in cui aveva quel sorriso splendido e in cui -incredibile ma vero- l’abbiamo sentito con le nostre orecchie dire una parolaccia ?.

Ed esattamente un anno dopo, c’è stato Altopascio, e poi la traversata all’Isola d’Elba.

In mezzo, tante chiacchiere, divergenze di opinioni, confronti costruttivi, risate, confidenze, fino ad arrivare ad oggi, che stiamo già fantasticando sulla prossima avventura buschiniana da vivere insieme.

Arriverà.

Ma intanto, buon compleanno, mia compagna di viaggio, amica mia ❤️.

 

Venerdì, 21 giugno 2019

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Il post numero 2000.
Avrei voluto regalarvene uno speciale per l’occasione, e così ho aspettato per giorni, cancellando vecchi post (poco significativi) per non oltrepassare quella soglia. Volevo che il 2000 non fosse un post qualsiasi, volevo che facesse scintille.
Stamattina sono tornata di nuovo sul set, e avrei tanto voluto trovare Carmine, e che il post 2000 diventasse quello, ma niente da fare.
Non c’era.
E allora ho deciso che il tempo per aspettare un post speciale era scaduto, e che questo è perfetto per ricoprire questo ruolo.
Carmine ha fatto la foto contro luce, e io ho pure un’espressione per niente carina, ma per me è bellissima: testimonia QUEL giorno.
Quel giorno di esattamente due anni fa, in cui ho deciso di essere felice, di onorare la ragazza passionale e impulsiva che sono stata (e che mi sono di nuovo ritrovata ad essere): quella che viveva di emozioni e che non si spaventava davanti alle “pazzie”.
Due anni fa mi sono ricordata di quella me stessa, e non c’era modo migliore, oggi, di festeggiare questo anniversario: usare la mia pausa pranzo per andare a caccia di emozioni. Sono arrivate, anche se non ho visto Carmine.
Sono arrivate lo stesso.
Anzi, non se ne sono mai andate.
Da due anni a questa parte.
Da 2000 post a questa parte.

 

Sabato, 22 giugno 2019

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Lunedì, 9 settembre 2013

Ora che ci penso, io e Cris non abbiamo ancora una canzone nostra. C’è Io non ho finito, ma quella non è solo nostra, appartiene un po’ a tutto il gruppo; potremmo dire che è la canzone dei Braccialetti. Una canzone solo per noi ci manca. Sentiamo che ha trovato.
Cris collega il lettore alla cassa e sta per accenderlo, quando a me viene un’idea. “Aspetta” le dico alzandomi in piedi e barcollando un attimo, perché non sono abituato alla consistenza della sabbia. “Balli con me?” le chiedo porgendole una mano, e lei sorride.
“Certo!”; amo quando sorride così, quando sembra una bambina felice. Afferra la mia mano e si alza, e ha ancora quel sorriso meraviglioso.
“Spero solo che sia una musica tranquilla. Non penso che la mia super gamba sia pronta a scatenarsi, soprattutto sulla sabbia!” esclamo ridendo.
“Sì, è tranquilla”; preme play, lascia cadere il lettore sul telo mare, e mi appoggia una mano sulla spalla. Io le circondo la vita con un braccio e intreccio l’altra mano con la sua, mentre partono le prime note e io riconosco la canzone.
“È proprio così…” le dico guardandola negli occhi, mentre Tiziano Ferro inizia a cantare “Voglio farti un regalo…”. “Sei tu”. Sei il regalo più grande che la vita mi ha fatto”.
Lei sostiene il mio sguardo, commossa, e sorride. “Sei tu”.
È incredibile, ma ogni singola parola di questa canzone sembra scritta apposta per noi.
Mi chino a baciarla, e ancora non ci credo che d’ora in poi sarà davvero sempre così, che sarò sempre io a chinarmi verso di lei.

Amore dato, amore preso, amore mai reso.
Amore grande come il tempo, che non si è arreso.
Amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte,
e sei tu
sei tu
sei tu
il regalo mio più grande.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Lunedì, 9 settembre 2013⬅️

??‍♀️Vi consiglio di rileggere il capitolo 8 settembre 2013 ❤️.
http://www.carminebuschinioverclub.it/capitolo-625-domenica-8-settembre-2013/

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

Lunedì, 24 giugno 2019

L'immagine può contenere: 2 persone

Se ci penso insomma, se immagino me
tutta la vita, sempre
con una sola persona e basta
allora non so perché
quella persona sei tu.
A me, che ho sempre odiato pensare
di toccare le stesse mani eternamente
e di sfiorare nel letto sempre gli stessi piedi freddi,
sì, a me forse andrebbe
di condividere con te
quel che resta di me
e di vedere tutti i giorni
ogni giorno
sempre e solo i tuoi capelli,
il tuo modo di morderti le labbra,
mi andrebbe di imparare a memoria le tue abitudini,
i giorni della settimana in cui più ti piace ridere
e mi andrebbe
di stringere solamente la tua mano
e mai quella di qualcun altro
e di tenere tra le dita i battiti del tuo cuore ogni notte
prima di dormire
e di chiudere i miei occhi in simbiosi coi tuoi
e di guardare sempre te
e solo te
uscire in punta di piedi
dal cancello di casa mia,
solo te
e sempre te
ogni mattina e ogni notte.

(Marzia Sicignano, “Io, te e il mare”)

***

L'immagine può contenere: 1 persona, primo piano

Faccio tutto ciò che posso
perché il mio amore
non ti disturbi,
ti guardo di nascosto,
ti sorrido quando non mi vedi.
Poso il mio sguardo
e la mia anima ovunque
vorrei posare i miei baci:
sui tuoi capelli,
sulla tua fronte,
sui tuoi occhi,
sulle tue labbra,
ovunque le carezze
abbiano libero accesso.

(Victor Hugo)

 

Mercoledì, 26 giugno 2019

C’era una volta…

Un piccolo Lord ?

 

Venerdì, 28 giugno 2019

“Nel percorso che sto creando, sto cercando di scegliere sempre progetti che a livello sociale, a livello culturale, e umano, possano permettermi, nel mio piccolo, di esprimere un mio parere, e di dare magari una piccola… non soluzione, però diciamo una proposta, ecco! Per risolvere un problema, per risolvere una situazione che è un po’ critica, o che è un tabù”.

(Carmine Buschini)

 

Sabato, 29 giugno 2019

L'immagine può contenere: 1 persona, primo piano

Domenica, 9 novembre 2014

“Ci arrivo alla prossima estate?”.
O almeno a fine maggio.
Va bene anche fine maggio.
24 maggio.
Devo arrivare al 24 maggio.
Devo resistere fino al 24 maggio.
Devo vederlo nascere.
“No” mi risponde la Lisandri con la voce ancora più bassa di prima. “Credo di no”.
No.
Annuisco, piegando le labbra di lato, e abbasso lo sguardo.
Non ci arrivo alla prossima estate.
Non vedrò mai mio figlio.
Non saprò mai che faccia avrà.
Forse non farò in tempo nemmeno a sapere se è un bambino o una bambina.
“Aspetta ancora un attimo…” mi dice la Lisandri, preoccupata, mentre io mi alzo dal letto.
“Ce la faccio…!” esclamo infastidito, mentre sia lei che Alfredi si avvicinano per aiutarmi.
Mi manca l’aria.
Vado verso la finestra, dando loro le spalle.
Il dolore sta avendo la meglio su di me.
Rischia di impedirmi di ragionare lucidamente.
Ma ancora mi ostino a combatterlo, a non soccombere.
Loro hanno parlato chiaro.
Gli esami hanno parlato chiaro.
Non c’è più niente da fare.
Posso solo imbottirmi di morfina e sperare di soffrire il meno possibile, mentre giorno dopo giorno smetterò di essere me.
Mentre giorno dopo giorno starò sempre più male, sarò sempre più debole, sarò sempre più un peso per le persone che amo.
Sarò sempre meno io.
Finché probabilmente non riuscirò più ad alzarmi dal letto, e passerò la maggior parte del tempo in uno stato di semi-incoscienza.
No.
Non ci sto.
Col cazzo, che ci sto!
Non sarà la Bestia, a decidere come uscirò di scena.
Troppe cose ha già deciso, da quando è nella mia vita.
No.
Non le permetterò di scegliere anche come devo morire.
Se devo morire, lo farò a modo mio.
Combattendo.
“Voglio essere operato” dico tutto d’un fiato, girandomi verso la Lisandri e Alfredi.

➡️Domani il nuovo capitolo di “Leo (io non ho finito)”: Domenica, 9 novembre 2014⬅️

Sul sito web www.carminebuschinioverclub.it trovate tutti i capitoli pubblicati finora
http://www.carminebuschinioverclub.it/leo-io-non-ho-finito/

 

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