Così parlò Carmine Buschini

“Nella valigia della vita…, beh…, le cinque cose che porterei: la chitarra… che mi rappresenta…, le cuffie per… per uscire un po’ dalla tristezza, il costume magari: non è niente male farsi un bagnetto, il lettore dvd: film a volontà, e ovviamente… cibo!”

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“Spesso magari si pensa che si è felici quando si ha tutto… Quando si è bravi, si è belli, si ha una casa bellissima, degli amici bellissimi, una ragazza bellissima… Però essere perfetti in tutto, avere tutto quello che si desidera, non è sinonimo, secondo me, di felicità. Avere degli amici, anche se pochi, ma i più importanti che ci siano, che ci sono, sempre, che sai che puoi contare su di loro…; avere una famiglia bellissima dove sai di poter tornare, per esempio. E non è importante essere perfetto in qualcosa, perché se lo sei per te stesso, se sei contento, e lo sei per chi ti vuole bene, penso che basti”.

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“Il talento per me è un dono che tutti hanno. Va solamente scoperto, e va coltivato ogni giorno affinché possa maturare. E poi la cosa più bella è quando lo si può condividere con le persone a cui vuoi bene, e con chiunque. Per quanto mi riguarda, io sto ancora inseguendo questo mio grande sogno che è la recitazione, e che sta diventando anche la mia professione…”.

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“Tutti hanno e devono avere, il diritto e la possibilità di scegliere e di cambiare, in ogni momento, ciò che non ci fa stare bene e non ci rende felici.
Si arriva a un punto critico, estremo, per ognuno; c’è un punto che magari ci può fare anche tanto male, ma è il punto fondamentale per poter ripartire; un punto in cui magari non ti riconosci più, non sai chi sei, come devi essere, per te, gli altri, che cosa è giusto, com’è che gli altri vogliono che tu sia…, ed è il punto su cui si può cominciare finalmente a lavorare”.

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“Nel percorso che sto creando, sto cercando di scegliere sempre progetti che a livello sociale, a livello culturale, e umano, possano permettermi, nel mio piccolo, di esprimere un mio parere, e di dare magari una piccola… non soluzione, però diciamo una proposta, ecco! Per risolvere un problema, per risolvere una situazione che è un po’ critica, o che è un tabù”.

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“Beh, ovviamente è stata un’esperienza e un progetto che umanamente mi ha arricchito molto [Braccialetti Rossi], per i tanti motivi che sono stati detti e per altri che voi sapete benissimo. Mi ricollego alla frase che ha detto prima Pio: perché queste persone sono dotate di un’energia, di un’aura sovrannaturale?

Io credo siano persone speciali perché siano le uniche che veramente hanno capito che cosa significa vivere la vita.

Spesso, ciascuno di noi… noi, adesso definisco ‘normali’ (ma non ha senso, perché apparteniamo tutti allo stesso mondo), spesso ci lamentiamo di ogni banalità, di ogni piccolezza… magari cado, mi sbuccio il ginocchio e comincio a urlare, urlare, urlare, come se solo io mi fossi fatto male in quel momento…

Ecco: ci diamo la possibilità di urlare e lamentarci perché sappiamo che prima o poi passerà, e queste persone (adesso parlo dal punto di vista emotivo), sono speciali, ed io le ammiro molto. Abbiamo avuto la possibilità di visitare diversi ospedali e quindi di parlarci, di starci insieme, ed ogni volta è stata un’emozione molto grande, eravamo noi ad essere senza parole, non sapevamo cosa dire…

Io, ancora una volta, li ammiro; ammiro la forza che ogni giorno hanno”.

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“Un lato divertente della recitazione è che tramite essa puoi essere anche chi non sei.

Sinceramente, ad essere schietto, le emozioni che io porto, ed ho portato tutti i giorni sul set, sono tutte emozioni vere… Non ho molta esperienza alle spalle e quindi ho attinto dal mio Io… dalle mie emozioni.

Quindi anche le parti drammatiche, i sorrisi, le lacrime…, in un certo senso mi calavo nella parte a tal punto che le provavo realmente tutte.

Giacomo [Campiotti] ci ha sempre chiesto di essere puri nelle emozioni che cercavamo di trasmettere nelle scene che giravamo, di recitare il meno possibile. Resta il fatto che dopo scene intense magari ti rimane un po’ il magone, ma dopo ore ed ore di lavoro intenso, allo stop finalmente ci svaghiamo facendo altro, così riusciamo a farci scivolare di dosso quello che sentivamo sino ad un attimo prima. Al massimo ti resta il mal di testa per aver pianto per mezza giornata… [ride]”.

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“La mia passione è la cucina. Mi piacerebbe partecipare ad un programma a tema, perché mia nonna mi ha insegnato tutto quello che so. Faccio la pasta fatta a mano, dai passatelli romagnoli agli gnocchi, fino alle tagliatelle. Ma quello che mi riesce meglio è la pasticceria. Sui dolci vado forte e la mia torta preferita è la cheesecake al lampone”.

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“Prima di iniziare le riprese (di Braccialetti Rossi) sono stato una settimana in una comunità di disabili… La cosa più difficile non è tanto imparare a stare sulla sedia a rotelle fisicamente, perché quello… ci vuole un attimo. La cosa difficile da realizzare è che non potresti fare altrimenti: sei così, e devi ammettere che a volte hai bisogno di aiuto”.

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“Fare questo lavoro è sempre stato un mio grande desiderio, fin da bambino, ma non ne ho mai avuto la possibilità, né economica né a livello familiare, per motivi personali…; poi, i miei attori di riferimento avevano iniziato tutti da piccoli, per cui ho detto <<Sto crescendo in fretta…, non fa per me>>; e poi vengo da un paesino molto piccolo, per cui…

Quando ho avuto la possibilità di essere visto, e quando mi è stato proposto il mio primo provino per la Coca Cola, lì ho cominciato a realizzare che forse c’è sempre un’opportunità per tutti, soprattutto quando si tratta di sogni e di desideri. Ovviamente poi vanno alimentati con la costanza, con l’impegno e con la determinazione, con lo studio…, però… sì: per la mia esperienza personale attuale sono convinto che tutti abbiano almeno una possibilità per i propri sogni, o comunque sia per quello che si desidera veramente”.

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“Tutto questo successo (per “Braccialetti Rossi”), sinceramente non ce lo aspettavamo…, però secondo me è arrivato perché l’abbiamo vissuta veramente. Siamo stati un gruppo, una famiglia, fino alla fine. Non sapevamo quello che sarebbe successo, e speriamo di non saperlo anche quest’anno, perché solo essendo puri e lasciandoci emozionare riusciamo a lavorare tranquillamente.”

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Carmine risponde a una domanda riguardante la prima volta che ha tagliato i capelli a zero: “Oramai ci sono abituato, mi diverto molto a cambiare look, a cambiare pettinatura nel mio lavoro. Sono sempre stato molto legato alla mia chioma quand’ero piccolo, tant’è che solamente mia madre mi tagliava i capelli…, però è stato un gesto, oltre che dal punto di vista lavorativo per Braccialetti, che mi ha per la prima volta messo a nudo”.

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“Tra i personaggi che mi piacerebbe interpretare, sicuramente alcuni disturbi della personalità. […] Anche un serial killer, anche una persona oggettivamente malvagia, ha le sue fragilità e ha i suoi perché”.

 

5 maggio 2018

“Per me, tutte le ragazze e tutte le persone che continuano a seguirmi tuttora, anche a distanza di tempo, è uno dei regali più belli che potessi chiedere”.

 

 

 

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