Carmine Buschini: strada facendo…

Sono i primi mesi del 2013, Carmine Buschini è un ragazzo di (quasi) 17 anni, che vive a Longiano, un paese dell’Emilia Romagna, e frequenta il terzo anno del liceo scientifico; ha una bella faccia, una spiccata vivacità, e un sogno nel cassetto che è chiuso lì da così tanto tempo da essersene praticamente dimenticato: diventare attore.

È uno di quei sogni che fai da bambino e che poi metti da parte perché non riesci a coltivarlo e lo credi impossibile, e allora lo chiudi lì, in quel cassetto che non apri mai, finché un giorno succede qualcosa.

E non sai dire se sia stato il “destino”, il “caso”, la tua “buona stella” o semplicemente un’enorme “botta di fortuna”, ma quando meno te lo aspetti, quel cassetto si apre, all’improvviso, e il tuo sogno torna fuori e prende magicamente forma, senza che quasi tu te ne accorga; questo è ciò che è successo a Carmine: notato durante un siparietto improvvisato, da un’amica di sua madre che fa l’agente e che gli propone di partecipare ai provini per una nuova serie tv che sarebbe andata in onda nel 2014: “Braccialetti Rossi” di Giacomo Campiotti;

lui accetta quasi per gioco e mentre, provino dopo provino, va avanti nelle selezioni, gli viene proposto di partecipare anche al provino per uno spot della Coca Cola dove, complici la sua faccia espressiva e il suo accento romagnolo, viene immediatamente preso, ritrovandosi a diventare il famoso “Presidente”, testimonial per parecchi mesi della nota bevanda.

 

Non passa molto tempo che anche le selezioni per “Braccialetti Rossi” danno buon esito, e Carmine, dopo sei mesi di riprese in Puglia e il sacrificio della sua splendida chioma, il 26 gennaio 2014 diventa per tutti Leo, il protagonista di “Braccialetti Rossi”, un adolescente malato di cancro a cui è stata anche amputata una gamba, destinato a diventare “Il Leader” del gruppo di ragazzi che incontra in ospedale, dove è costretto a vivere da tempo, e che conquisterà immediatamente il pubblico, dando il via a un successo clamoroso e travolgente, che sfocerà in una seconda e in una terza serie, la cui ultima puntata è stata trasmessa su Rai 1, il primo dicembre 2016.

Nonostante vari rumors e fake news che girano in rete da anni, una quarta serie non è al momento prevista.

 

Nel frattempo, nel 2015, una volta conclusa la scuola e conseguita la maturità, Carmine partecipa alle selezioni per entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, venendo ammesso, insieme ad altri 6 ragazzi e 7 ragazze, al corso triennale di Recitazione, scelto tra centinaia e centinaia di aspiranti (si è poi diplomato a dicembre 2018); concilia così studio e lavoro, con risultati notevoli: se già nella prima serie di Braccialetti Rossi” era emerso il suo talento innato, ancora più evidente nella seconda serie, nella terza raggiunge dei livelli straordinari, dando a Leo una caratterizzazione e un’intensità tale da renderlo davvero indimenticabile per tutto il pubblico che lo ha seguito per tre anni.

 

Nell’estate 2017 è testimonial, insieme ad altri personaggi famosi italiani, della campagna pubblicitaria di Alitalia.

 

 

 

Il 7 dicembre 2017, debutta in anteprima nazionale, al Teatro Comunale di Atri (TE), con lo spettacolo teatraleLa Partitella,  allargando così i suoi orizzonti di attore e registrando il sold out sia nello spettacolo del mattino che in quello della sera.

Lo spettacolo è stato poi riproposto, con grande successo:

  • al Teatro Tor Bella Monaca di Roma (dal 23 al 25 marzo 2018);
  • al Teatro Sala Umberto di Roma (dal 29 marzo al 15 aprile 2018);
  • al Teatro Giacomo Puccini di Altopascio (LU) (il 12 aprile 2019);
  • al Teatro dei Vigilanti di Portoferraio (LI) (il 13 aprile 2019).

Ne “La Partitella“, Carmine veste i panni di Enrico, un personaggio totalmente opposto a Leo, dando prova della sua versatilità: Enrico è timido, emotivo, insicuro; nel gruppo è tutt’altro che un “Leader”, è quello messo da parte, quello che si adatta e che “se la racconta” pur di farsela andare bene; Carmine è stato incredibile: non un gesto, non un’espressione del viso, non il tono di una battuta fa pensare a Leo; qualcosa di identico a Leo però c’è: l’empatia col personaggio che Carmine è in grado di suscitare, quell’illusione di stare assistendo a qualcosa di “reale”, quella voglia di andare lì ad abbracciarlo e a dirne quattro ai suoi amici poco garbati, la frustrazione nel vedere quanto la tiri lunga la sua ragazza nel fare “pacetta” (e il sorriso e i bacini dolcissimi quando finalmente lei cede), la tensione emotiva durante le sue accorate proteste nell’assistere alla partita; è questo, quello che si prova in quei 120 minuti; è questo quello che Carmine è capace di regalare al suo pubblico durante “La Partitella“: l’emozione di emozionarsi, ancora una volta, certamente in modo diverso da Leo, ma senza dubbio altrettanto “vero” e sentito. 

 

Il 7 maggio 2018 va in onda in prima serata su Rai 1 con “Il capitano Maria” di Andrea Porporati, fiction poliziesca in quattro puntate, girata in Puglia a cavallo tra il 2016 e il 2017; qui interpreta Filippo Gravina, un ragazzo insicuro ma dall’anima ribelle, che da tempo sta attraversando un periodo difficile; cresciuto senza padre e con una madre fragile, Filippo ha anche un passato di tossicodipendenza da cui sta cercando di uscire, aiutato dal suo professore Dario Ventura (Giorgio Pasotti) che per lui è una sorta di figura paterna. Decisivo per lui sarà anche l’incontro con Luce (Beatrice Grannò), sua amica di infanzia e figlia del Capitano dei carabinieri Maria Guerra (Vanessa Incontrada): insieme a lei, Filippo troverà il coraggio di reagire e di riprendere in mano la propria vita e il proprio futuro.

Il ruolo è purtroppo marginale (45 minuti di cui non tutti parlati, sui 379 totali delle quattro puntate), e alla fine si rimane con quella voglia di vederne di più, di saperne di più su questo Filippo, personaggio molto interessante ma a cui è stato dato davvero pochissimo spazio.

Là dove lo spazio lo ha avuto, comunque, la recitazione di Carmine è credibile come sempre e non delude mai, specialmente nelle scene dove è protagonista; due, in particolar modo quelle più incisive: il dialogo con la madre e la discussione con il professore Ventura avvenuta nella seconda puntata; quest’ultima è stata davvero molto emozionante, da brividi a fior di pelle, e tra le scene recitate da Carmine è quella che, di tutta la fiction, resta certamente più impressa.

 

Il 22 gennaio 2019, invece, è protagonista insieme ad Alessandro Preziosi, del film tv di Rai 1 Liberi di scegliere” (inizialmente intitolato “Figli”) di Giacomo Campiotti, girato in Puglia, Sicilia e Calabria tra ottobre e novembre 2017; il film, tratto da una storia vera, racconta la difficile tematica dei “figli della ‘ndrangheta”, ragazzi destinati già ancor prima di nascere ad un futuro di violenza e corruzione.

Carmine ha interpretato Domenico Tripodi, personaggio intenso e controverso, un ragazzo col destino “segnato” dall’appartenenza a una famiglia mafiosa, che vede tutto il suo mondo crollare, che vede tutto quello che fino a quel momento ha creduto “normale” e “giusto” perdere di valore, sbriciolarsi, e si ritrova sospeso su un enorme vuoto, tra la vita come la conosceva prima, e la vita completamente nuova e diversa che gli si prospetta davanti, ma che trova, nonostante tutto, il coraggio di riscattarsi; il coraggio di guardarsi dentro, di vedere che non è felice e realizzato come credeva di essere, e di rimettere tutto in discussione, anche se fa male. Dannatamente male.

Lo straordinario talento di Carmine qui emerge con prepotenza, in ogni sua singola micro-espressione del viso e del corpo, in tutta la sua intensità, in tutta la realtà che riesce a trasmettere, anche solo con uno sguardo, anche nelle scene dove resta in silenzio.

 

Dopo appena due mesi, a partire dal 28 marzo 2019, va in onda, sempre su Rai 1, con una nuova fiction in sei puntate: “Mentre ero via”, girata nell’estate 2019 tra Roma e Verona.

Qui Carmine interpreta il brillante Rocco De Angelis: solare, energicoambientalista, e con un rapporto davvero speciale col padre Stefano (Giuseppe Zeno).

Durante la prima puntata lo si vede solo per pochi minuti, com’era prevedibile, essendo incentrata sul risveglio di Monica (Vittoria Puccini, la protagonista), ma è bastato per confermare tutte le idee sul personaggio e per farci intravedere le caratteristiche di Rocco, che sono poi state sviluppate nelle puntate successive, in cui ha avuto sempre più spazio, soprattutto in relazione alla sua storia d’amore con Sara, la figlia di Monica.

Rocco è un concentrato di energia e di entusiasmo, in ogni aspetto della sua vita. Un ragazzo che nonostante conviva con una grande mancanza, sfoggia perennemente un sorriso luminoso e contagioso. E non è un sorriso-corazza: è il sorriso puro di chi la vita ha deciso di affrontarla così, perché nonostante le batoste non è poi così male stare al mondo.

È un convinto idealista, e perciò vuole pure renderlo migliore, questo mondo. E non si limita a sognare di farlo, lui lo fa davvero. Lo fa mettendo in piedi una micro società del baratto, ma lo fa soprattutto mettendo in circolo il suo amore per la vita, che sia per la spiazzante risata di una ragazza che prima di conoscerlo viveva immersa nel proprio dolore, o magari, chissà, per il sorriso di un pinguino in Antartide.

È anche uno che vive le proprie relazioni con slancio e generosità; è attento e premuroso nei confronti di suo padre, e con lui ha un rapporto davvero invidiabile. “Dove ho sbagliato con te?” gli chiede suo padre verso la fine dell’ultima puntata, dopo l’ennesimo assurdo baratto, eppure nei suoi occhi si legge tutto l’amore e tutto l’orgoglio per quel figlio così speciale.

Che dire poi della sua relazione con Sara? Ha preso una ragazza che intorno a sé -e soprattutto dentro di sé– vedeva solo colori spenti e bui, e le ha spalancato un mondo sfavillante di colori, uno più bello dell’altro.

E non sai mai che baratto si inventerà la prossima volta; non sai mai quando la sua dolcezza o la sua passionalità irromperanno all’improvviso; e poi le sue goffaggini, le sue corse in bici, quella mano ad allargare il colletto della maglietta quando è imbarazzato e sembra diventare troppo stretto, i suoi sorrisi, il tono della sua voce, quelle camicie a quadri un po’ anni ’90 rigorosamente abbinate alle t-shirt… Tutte queste caratteristiche lo hanno reso un personaggio davvero speciale.

 

A dicembre 2019 diventa Ambasciatore Telethon e partecipa a “Festa di Natale“, il programma-varietà di raccolta fondi andato in onda in prima serata su Rai 1 il 14 dicembre, raccontando il dietro le quinte attraverso le Instagram stories dell’account Telethon, con incursioni e interviste ai vari ospiti della serata.

In seconda serata lo ritroviamo poi nel nuovo e insolito ruolo di “valletto” a “Talenthon“, varietà inserito nella maratona per la raccolta fondi Telethon, condotto da Paolo Belli.

 

Dal 13 gennaio al 3 febbraio 2020 è tra i protagonisti della fiction La guerra è finita, trasmessa da Rai 1, prodotta da Palomar e diretta da Michele Soavi; le riprese si sono svolte a Reggio Emilia e dintorni da maggio ad agosto 2019.

La guerra è finita” è ambientata nel 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, e racconta le storie delle persone sopravvissute ai campi di concentramento, che si trovano adesso a dover ricostruire la propria vita.

Carmine interpreta Mattia Lisanti, un giovane ex soldato della Guardia Repubblicana, che non ha mai capito fino in fondo di cosa faceva parte.

“In assenza di punti di riferimento, spesso e volentieri li si cerca, forse anche disperatamente. Lui è ancora piccolo, è ancora giovane, e forse anche incapace di badare completamente a se stesso; avendo bisogno di far parte di qualcosa, di sentirsi parte di qualcosa, forse ha scelto la prima cosa che gli è sembrata più semplice”; così Carmine ha descritto il proprio personaggio.

Finita la guerra, Mattia è costretto a scappare, essendo ricercato come tutti gli appartenenti alle milizie fasciste, e trova rifugio nella tenuta Terenzi, dove presto arriveranno anche Davide (Michele Riondino) e Giulia (Isabella Ragonese) per accogliere bambini e ragazzi ormai liberi dai campi di concentramento ma senza un posto dove andare.

Mattia si integrerà nella comunità e finirà anche con l’innamorarsi di Miriam (Juju Di Domenico), una ragazza ebrea che è però all’oscuro del passato di Mattia; grazie a lei e alla convivenza con gli altri ragazzi ebrei, Mattia inizierà a porsi delle domande e a mettere in discussione tutto quello in cui credeva (o, meglio, pensava di credere), ricercando la propria verità e la propria identità, non senza tormenti interiori e sensi di colpa.

Mattia è un personaggio variegato, complesso, con un ruolo incisivo nella storia, e ancora una volta Carmine si è ritrovato a raccontare un tema non facile, interpretando un personaggio dalla vita travagliata. Le emozioni, com’era prevedibile, sono state davvero profonde e travolgenti, come sempre; ma molte sono state anche nuove, perché nuovo è questo personaggio, e nuove sono anche alcune micro-espressioni di Carmine, alcune gestualità, alcuni sospiri, seppure la sensazione di “riconoscerlo” resti sempre presente.

 

Il 14 settembre 2020, la casa di produzione Aurora Tv Banijay annuncia l’inizio delle riprese di “Cuori“, una nuova serie tv, in collaborazione con Rai Fiction, e tra i protagonisti è presente Carmine Buschini, nel ruolo di Fausto, un giovane medico.

Cuori” è ambientata nel 1967 a Torino, ed è proprio lì che verranno effettuate tutte le riprese, principalmente all’interno degli studi Lumiq, dove è stato ricreato l’ospedale Molinette.

“La storia di un’epica impresa come il trapianto di cuore e di un gruppo di uomini che vuole rivoluzionare la medicina.

Tra lotte di potere e operazioni a cuore aperto, tra triangoli amorosi e amicizie ritrovate, i nostri protagonisti avranno sempre a che fare con quell’organo meraviglioso chiamato CUORE”.

Nel cast anche: Daniele Pecci, Pilar Fogliati, Matteo Martari, Andrea Gherpelli, Marco Bonini e Neva Leoni.

Le riprese sarebbero dovute iniziare a marzo 2020, ma sono slittate a causa dell’emergenza Covid-19 e sono durate ben 6 mesi, concludendosi a fine marzo 2021 (quindi per vederla in tv, dovremo aspettare presumibilmente l’autunno 2021).

 

Il 6 dicembre 2020, quasi esattamente un anno
dopo essere diventato ambasciatore Telethon,
Carmine diventa testimonial ADMO
(Associazione Donatori Midollo Osseo),
confermando di essere quella persona speciale,
sensibile e profonda che ha irrimediabilmente
conquistato milioni di persone.

 

 

 

Il 12 dicembre 2020, arriva la notizia che ben presto si cimenterà nelle nuove vesti di “professore“, ma stavolta non per interpretare un personaggio.

Intraprenderà infatti un percorso formativo con gli studenti della Scuola Cinematografica della Calabria (regione con cui ha già avuto a che fare, durante le riprese di “Liberi di scegliere”).

Sul fatto che riuscirà alla grande anche qui, non ci sono molti dubbi.

 

 

 

Il 19 marzo 2021, nonostante sia ancora impegnato a Torino nelle ultime riprese della fiction “Cuori“, il suo nome compare nel main cast di una nuova fiction, “Storia di una famiglia perbene” (tratta dall’omonimo romanzo di Rosa Ventrella).

La fiction (diretta da Stefano Reali e destinata ad andare in onda su Canale 5, in 8 episodi da 50 minuti) sarà ambientata nella Bari vecchia degli anni ’80/’90, e le riprese dovrebbero iniziare lunedì 22 marzo e svolgersi interamente in Puglia, per cinque settimane.

Carmine Buschini interpreterà il personaggio di Michele Straziota, un ragazzo proveniente da una famiglia di contrabbandieri, amico, fin da bambino, di Maria (Federica Torchetti), la protagonista della storia, una bambina (e poi ragazza) difficile e ribelle, soprannominata “Malacarne”.
Lui sarà il punto fermo della sua vita, nonostante le due famiglie siano in conflitto tra loro. La loro amicizia è destinata a durare nel tempo e a trasformarsi in qualcosa di più.

Nel cast ritroviamo anche Giuseppe Zeno (con cui Carmine ha già lavorato in “Mentre ero via”) nel ruolo di Antonio De Santis, padre di Maria.

 

… continua…

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