Capitolo 904: Sabato, 14 giugno 2014

È il terzo giorno sull’isola: Leo, Cris, Vale e Toni trascorrono una giornata spensierata, come un qualsiasi gruppo di amici in vacanza, ma inevitabilmente arriva per Leo lo scontro con la realtà, e il rabbuiarsi all’idea che tutto questo stia per finire e che domani gli tocchi tornare alla sua solita vita, scandita dalla Bestia.

E se non fosse per forza così? Se proponesse a Cris di prolungare ancora la vacanza, loro due da soli?

 

Sabato, 14 giugno 2014

Il primo a svegliarsi è Toni, con lo stomaco che brontola dalla fame: a giudicare dal sole dev’essere tarda mattina, e loro ieri sera non hanno cenato. E chi ci pensava, ieri sera, a mangiare?! C’erano ben altre priorità: evitare che il Leader facesse la cazzata più grande della sua vita, ad esempio; si stiracchia e poi esce dal sacco a pelo, accaldato, e si guarda intorno: gli altri stanno ancora dormendo beatamente, e poco distante da dove si sono accampati, molte persone si stanno già crogiolando al sole o stanno sguazzando in acqua.

“Buongiorno!” esclama ad alta voce, sperando che basti a svegliare i suoi amici. “Buongiooorno!” ripete a voce ancora più alta, dato che non ha sortito alcun effetto.

Niente: Vale dorme come un angioletto (c’ha pure i riccioli come gli angeli, d’altronde, pensa Toni sorridendo tra sé e sé), e Leo e Cris sono così appiccicati che non si capisce dove finisce uno e cominci l’altra; decide di provare a svegliare prima Vale, si avvicina a lui e lo scuote piano: “Vice! Vice! Sveglia Vice!”

“Che c’è?” gli domanda Vale aprendo appena gli occhi, per poi realizzare immediatamente dove si trovino e balzare a sedere di scatto. “Leo?!” chiede a Toni con apprensione. Non si sa mai che quel testone abbia di nuovo cambiato idea e se ne sia andato di nascosto durante la notte.

“No, no…” lo tranquillizza subito Toni. “Leo sta a posto, è lì che dorme, e sta usando Cris come cuscino!” esclama ridendo.

“Ah, ok…” sospira lui con sollievo.

“Pensavi che era scomparso?”

“E che ne so! Quello là è tutto matto! E tu mi sembri agitato!”

“Sì, sono agitato, perché in effetti una scomparsa in atto ci sta!”

“Ma di che parli?” gli chiede Vale perplesso.

“Io.”

Tu?!”

“Sì: io. Sto per scomparire” dice con aria molto seria, e Vale scoppia a ridere.

“E come mai?”

“Perché mi sto autodigerendo.”

“Toniii!” esclama Vale ridendo di gusto. “Beh, in effetti sto morendo di fame anch’io.”

“E sveglia i piccioncini, allora! Così andiamo a fare colazione.”

“No no, svegliali tu.”

“Io?! Non ci penso nemmeno! Il Leader odia essere svegliato, poi sta di malumore tutto il giorno e poveri noi!”

“Allora sveglia Cris, intanto. Poi ci pensa lei a svegliarlo.”

“Eh…, e come faccio?! Quello gli è praticamente addosso! Se sveglio lei poi si sveglia pure lui!”

“Tranquilli… Mi avete già svegliata, purtroppo” dice Cris, cercando di spostare Leo senza svegliarlo e mettendosi seduta; lui mugugna qualcosa, ma continua a dormire.

“Eh… e mi dispiace! Ma tengo una fame che non ci vedo più!” esclama Toni cominciando ad avvolgere il sacco a pelo. “Ieri sera abbiamo saltato la cena!”

“E pure la colazione, a dire il vero” osserva Vale guardando l’orologio. “Ormai è passato mezzogiorno.”

“Ieri sera era tardissimo…” dice Cris cominciando piano ad accarezzare Leo sul viso, sperando che così facendo lui si svegli, ma non ottenendo alcun risultato decide di passare ai baci.

“Dopo…” mormora lui restando con gli occhi chiusi. “Adesso lasciami dormire.”

“Uè uè!” esclama Toni. “Dopo che?! Ci stanno dei minorenni qua! Io, per la precisione!”.

Cris ride e continua a riempire Leo di baci. “Dai… andiamo a mangiare. Stiamo tutti morendo di fame!”

“Anche tu?” le chiede lui meravigliato, aprendo gli occhi e accennando un sorriso.

“Sì, anche io” sorride lei dandogli un altro bacio.

“Ok…” sospira lui stiracchiandosi. “Andiamo a mangiare!”

“E allora che si fa, Leader?!” chiede Toni impaziente. “Ci imbuchiamo di nuovo da qualche parte?!”

“No, oggi no” risponde Leo alzandosi. “Oggi andiamo al ristorante: offre Ruggero!”.

 

Troviamo un ristorantino alla mano, vicino al mare, ed entriamo senza pensarci due volte, affamati e incredibilmente emozionati: è la prima volta che mangiamo tutti insieme al ristorante, e sembra quasi una vera vacanza. A starcene qui, insieme, mentre una cameriera carina e sorridente ci fa accomodare, non ci sentiamo dei sopravvissuti.

Ci sentiamo vivi.

Ci sentiamo normali; un gruppo di amici in vacanza che fanno tutte le cose che fanno i ragazzi in vacanza: ridere, ballare, divertirsi in spiaggia, prendere il sole, nuotare, mangiare insieme.

Fare l’amore.

Già, fare l’amore. È stata durissima stanotte dormire così vicino a Cris e non poter fare l’amore con lei perché a due passi c’erano Toni e Vale; nonostante fosse molto tardi quando siamo andati a dormire, e nonostante tutte le emozioni della giornata ci avessero distrutto, il mio desiderio per lei era ben presente, e mentre la abbracciavo sotto al telo che ci copriva, non ho potuto fare a meno di allungare un po’ le mani, con lei che mi rimproverava sottovoce ridacchiando, ma intanto mi lasciava fare; così facendo, però, ho solo peggiorato la situazione, perché anziché placare le mie voglie le ho solo alimentate, e il mio desiderio non ha fatto che crescere.

Ancora adesso.

Appoggio una mano sulla sua coscia, sotto al tavolo; lei si gira a guardarmi sorridendo, e io vedo nei suoi occhi il mio stesso identico desiderio.

“Leader, posso prendere l’astice alla catalana?” mi chiede Toni aprendo il menu. “Non credevo, ma mi è piaciuto veramente assai!”

“Ma non avevi detto che tu e tuo nonno ve lo preparate sempre?” gli domanda Cris ridendo.

“Eh…, sì! Volevo dire… che non credevo che qua sull’isola lo facevano buono come quello di mio nonno, eh!”

“Aaaah!” esclamiamo tutti, divertiti.

“Prendi quello che vuoi, Furbo!” gli dico io mentre continuo ad accarezzare la coscia di Cris. “Oggi non badiamo a spese!”

“Oh, buono a sapersi!” sorride Vale guardando il menu. “Non credo però che qui abbiano l’astice! Mi sa che ti devi accontentare delle cozze, Toni!”

“Ah, come le faccio buone io, le cozze, non le fa nessuno!” esclamo mentre la mia mano sale ancora un po’. “Devo preparartela, prima o poi, la mia impepata di cozze!” dico rivolto a Cris con disinvoltura, come se la mia mano non fosse pericolosamente vicina al bordo del suo costume.

“Volentieri” risponde lei con un sorriso imbarazzato, mentre mi guarda con gli occhi che brillano.

“Speriamo che la cameriera arriva presto a farci ordinare!” esclama Toni. “Sennò qua finisce che voi due vi mangiate con gli occhi!”.

Io, Vale e Cris ridiamo, poi lei mi sposta la mano, temendo forse che mi spinga troppo oltre; io la riappoggio di nuovo sulla sua coscia, ma stavolta rimango vicino al ginocchio, e questo pare le vada bene, perché appoggia la sua mano sulla mia e me la lascia tenere lì finché non arriva il pranzo.

Stasera bisogna assolutamente che prendiamo una camera da qualche parte, altrimenti finisco al manicomio.

“Ragazzi, più tardi andiamo a cercare un b&b dove dormire stanotte” dico mentre mangio di gusto i miei spaghetti ai frutti di mare: quanto mi sono mancati, in ospedale! “Un’altra notte in spiaggia non la reggo.”

“Ma offre Ruggero pure quello?!” mi domanda Toni.

“Sì” sorrido io. “Tanto cosa vuoi mai, per due camere mica finisce sul lastrico!”

“Però era bello dormire all’avventura…” dice Vale con aria sognante.

“Beh, voi, fate come volete! Io mi prendo una camera!”; stavo per dire “io e Cris”, ma mi sono fermato in tempo per paura di scatenare battutine che magari a lei avrebbero dato fastidio.

“No no!” esclama Toni. “E pure io voglio venire al bibì!”

B and b, Toni” lo corregge Vale. “Bed and breakfast.”

“E perché?! Io che ho detto?!”

“Bibì” gli risponde Cris ridendo.

“E vabbè, quello è! Bibì, break breakfast, pur’io ci voglio venire!”

“Anche io” sorride Cris, e stavolta è lei ad accarezzarmi il ginocchio sotto al tavolo.

“E va bene!” sospira Vale. “Per stanotte niente avventura!”.

 

“Che giornata meravigliosa!” esclama Cris uscendo dal mare e raggiungendo Leo sulla spiaggia, mentre Toni e Vale continuano a giocare in acqua, schizzandosi a vicenda; Leo è stato allegro e socievole per tutto il pranzo, e anche per buona parte del pomeriggio al mare; poi, ad un certo punto, ha detto di essersi stufato di stare in acqua e che preferiva andarsene un po’ al sole, ed è andato a sedersi sul telo giallo.

“Si, è stata fantastica…” le dice con tono malinconico, mentre guarda l’orizzonte e con una mano gioca con la sabbia. Cris si siede accanto a lui e rimangono in silenzio per un po’; in lontananza si sente la voce di una donna che richiama i suoi bambini, sollecitandoli ad uscire dall’acqua per asciugarsi, che il sole comincia a calare e tra poco devono andare; e Leo ripensa a tutte le volte in cui sua madre diceva a lui le stesse cose, e lo aspettava sul bagnasciuga con il telo mare per avvolgerlo e con l’asciugamano per frizionargli i capelli, quando il sole non era più abbastanza caldo perché si asciugassero in fretta; si passa istintivamente una mano sulla testa, consapevole che non troverà i suoi amati capelli, e soffermandosi ad accarezzare la cute tiepida, perfettamente asciutta, anche se il sole non è più tanto caldo e il suo costume è ancora bagnato.

Cris gli prende la mano, e lui lascia scivolare tra le dita i granelli di sabbia. “Che c’è?” gli domanda con tono dolce. “Mi sembri triste”.

Leo sospira e non la guarda; resta in silenzio ancora per qualche secondo e poi si gira verso di lei: “Sto così bene qui… Mi sembra quasi di vivere una vita parallela… E non mi va che finisca tutto domani. Non voglio tornare alla mia vita di sempre”; Cris appoggia la testa sulla sua spalla, e per un po’ rimangono di nuovo in silenzio, a contemplare il mare. “Non torniamo” dice lui all’improvviso.

Cosa…?!” gli chiede lei, sorpresa, con un filo di voce, staccandosi da lui per guardarlo negli occhi.

“Restiamo ancora qui!” esclama Leo prendendole il viso tra le mani. “Prolunghiamo la vacanza. Io e te da soli”.

Cris lo guarda negli occhi, col cuore che le batte fortissimo; sarà la luce particolare che c’è in questo momento, ma gli occhi di Leo sembrano di un verde più intenso del solito, e ha uno sguardo così dolce; e questa proposta le sembra un sogno: rimanere ancora in questo posto incantato, lontana da tutto e da tutti, insieme alla persona che ama di più al mondo; vorrebbe rispondergli , subito, immediatamente, senza pensare a niente, dimenticandosi di tutto, ma non riesce a fingere che vada tutto bene: “Ma…” sussurra con voce incerta. “Tu…”

“Lo so. So che vi ho promesso che torno in ospedale. E giuro che ci torno…” le dice accarezzandole i capelli. “Ma non voglio tornarci domani.”

“Leo…”

“Restiamo ancora qui”; il tono di voce di Leo è troppo convincente, i suoi occhi sono troppo verdi, e il suo sorriso è troppo bello per provare anche solo a ribattere: qualsiasi argomentazione perderebbe valore, anche la più valida.

“È davvero quello che vuoi?”

“Sì” annuisce Leo sorridendo, e anche Cris non può che sciogliersi in un sorriso.

“Va bene” gli dice mentre lui si china a baciarla; lei gli appoggia una mano dietro al collo per farlo avvicinare un po’ di più, e mentre si baciano realizza quanto hanno appena deciso e si sente pervadere da una felicità inebriante.

Restiamo ancora qui.

 

Un po’ prima del tramonto, lasciamo la spiaggia; dobbiamo trovare un posto dove passare la notte, e una volta sistemati andare a cena da qualche parte. Giriamo praticamente tutta l’isola, anche la parte meno centrale, ma non riusciamo a trovare una sola camera: a quanto pare per questo weekend è tutto esaurito. Vale comincia allora a cercare qualcosa su internet, ma niente: nessuna soluzione.

“E vorrà dire che dormiremo di nuovo all’avventura!” esclama Toni scuotendo la testa.

“Eh no, cazzo!” sbuffo io sbattendo il pugno contro la mia coscia.

“E che vuoi fa’, Leader?” mi domanda lui stringendosi nelle spalle.

“Dev’esserci un’altra soluzione…” dico mentre cerco di farmi venire un’idea.

“Magari c’è qualche privato che fa l’affittacamere…” suggerisce Vale.

“Giusto!” esclama Cris, ed io sorrido annuendo.

“Prova a cercare!” dico a Vale, ma lui non trova niente.

“È difficile che in un posto così un privato metta la sua casa su internet…” osserva lui. “Qua penso vadano di passaparola…”.

Ed io sbuffo ancora e alzo gli occhi al cielo: “Già…”; ma che palle! Cosa devo fare per potermene stare da solo con Cris?! Potrei mandare gli altri in spiaggia e prendere il pulmino, ma penso sia terribilmente scomodo, e poi rischiamo di essere troppo visibili. Di nuovo in spiaggia? Non mi va tanto quest’idea: vorrei poter essere completamente rilassato, e godermi Cris senza l’ansia che possa arrivare qualcuno o senza sabbia dappertutto!

“Bisognerebbe chiedere a qualcuno…” dice Cris accarezzandomi un braccio.

“Eh, ma a chi?!” domanda Toni scuotendo la testa: “Mica conosciamo qualcuno qui!”.

E all’improvviso mi viene l’idea: “Ma sì che conosciamo qualcuno!”

“La donna di Nicola!” esclama Vale.

“Andiamo!” dico alzandomi dalla panchina e andando verso il pulmino.

 

Troviamo Bianca nello spiazzo davanti casa sua, vicino la caletta delle canoe, intenta ad apparecchiare il tavolo; i suoi nipoti scorrazzano da una parte all’altra: qualcuno la aiuta, qualcuno ne approfitta per rubacchiare qualcosa dai vassoi che lei ha appena appoggiato; lei li rimprovera, ma ridendo, senza troppa convinzione.

“C’è Leo!” urla Alice, la bambina più piccola, correndomi incontro, seguita poi da tutti gli altri che mi circondano e mi stordiscono di chiacchiere finché non si avvicina Bianca.

“Bentornato” mi dice lei con un sorriso dolce, per poi presentarsi a Cris, Vale e Toni.

“Leo, mangi con noi?” mi chiede Raul.

“No, sono solo passato a salutarvi…” rispondo accarezzandogli la testa, piena di riccioli neri. “E a chiedere una cosa alla nonna.”

“Ma come?!” protesta Alice tirandomi la maglietta. “Devi mangiare con noi!”

“I bambini hanno ragione” annuisce Bianca sorridendo. “Fermatevi con noi.”

“Ma non vogliamo disturbare…” dice Cris un po’ imbarazzata.

“Nessun disturbo! Come al solito ho cucinato troppo! È la provvidenza che vi ha mandati!”

“Il problema è che…” comincio a spiegarle io. “È già tardi, e dobbiamo ancora trovare un posto dove passare la notte. Siamo venuti apposta per chiederti se conosci qualcuno che affitta delle stanze.”

“Non c’è posto da nessuna parte, eh!” esclama Toni sconsolato.

“Oh, capisco…” dice Bianca portandosi una mano sul fianco e assumendo un’aria pensierosa. “Facciamo così: voi vi accomodate a tavola, e io intanto faccio un paio di telefonate per vedere se riesco a trovarvi una sistemazione!”.

Io mi volto a guardare gli altri, per vedere cosa ne pensano, e mi sembrano tutti molto propensi a fermarsi a mangiare qui, anche perché si è già fatta una certa ora e il profumo della cena preparata da Bianca è davvero invitante. “Va bene!” esclamo sorridendo. “Grazie.”

“Evviva!” esclamano in coro tutti i bambini.

“Vieni a sederti vicino a me!” mi dice Alice prendendomi per mano, e io non posso certo dirle di no.

 

La cena è deliziosa almeno quanto il profumo, e non so quante bruschette al pomodoro mi faccio fuori; anche Cris mangia di gusto, ed è davvero un piacere guardarla, cosa che però non riesco a fare a lungo perché Alice richiama di continuo la mia attenzione.

Bianca, purtroppo, non riesce a trovare nessuno che abbia delle stanze libere per stanotte, e quindi ci propone di fermarci da lei, adattandoci un po’. A me non va affatto giù l’idea di dover rinunciare ai miei progetti con Cris, ma l’alternativa di tornare in spiaggia non è molto allettante, e così finiamo con l’accettare; il mio umore migliora notevolmente quando, dopo che io e Cris le abbiamo raccontato della nostra intenzione di fermarci ancora un po’ sull’isola, Bianca ci offre la Casa del Faro.

“È un po’ da ripulire, ma è perfettamente abitabile!” ci dice mentre taglia a fette un’invitante torta al cioccolato. “Ho sempre voluto mantenere attive tutte le utenze, non so perché!” esclama guardando in aria per un attimo, per poi guardare di nuovo noi e sorriderci: “O forse stavo solo aspettando di saperlo, e adesso il perché è proprio qui, davanti a me!”.

Le sue parole mi colpiscono profondamente e vengo attraversato da un brivido: è come se all’improvviso sentissi che ero destinato già da tempo ad arrivare su quest’isola, e come se da tempo quest’isola mi stesse attendendo.

Cris mi prende una mano e la stringe, come se avvertisse il mio turbamento. “Grazie Bianca” le dice.

“Sì, davvero! Grazie!” aggiungo io. “È davvero fantastico!”

“Mi ringrazierete meno domattina!” ride lei cominciando a distribuire la torta. “Vedrete quanta polvere dovremo togliere!”.

Sinceramente non me ne importa proprio niente della polvere, né di quanto tempo impiegheremo per pulirla: Bianca non vuole che le paghiamo nessun affitto, le basta che ci occupiamo delle utenze che consumeremo, e in questo modo potremo fermarci molto più a lungo, rispetto al prendere una casa in affitto, o peggio, all’andare in un b&b.

E poi l’idea di andare nella Casa del Faro di Nicola, rende tutto ancora più bello, quasi magico; e le parole che mi ha detto prima di morire, suonano quasi premonitrici.

 

“… una casa che per noi è stata

una specie di vascello,

tra cielo e mare,

per alcuni mesi solo per noi:

lì ho saputo che cos’è la felicità”.

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