Braccialetti Rossi 3 -trama e recensione-

La terza serie di Braccialetti Rossi (ancora una volta con la regia di Giacomo Campiotti) è composta da ben 8 puntate, andate in onda in prima serata su Rai 1, dal 16 ottobre al 1 dicembre 2016.

È passato circa un mese da quando Leo (Carmine Buschini) ha rinunciato all’idea di andarsene via, libero, aspettando di morire, e si è lasciato convincere dagli altri Braccialetti a ritornare in ospedale per provare a curarsi; la storia riprende dunque da qui, sull’isola di Nicola, dove Leo e Cris (Aurora Ruffino) sono rimasti ancora, trascorrendo insieme i giorni più felici della loro vita,mentre Toni (Pio Luigi Piscicelli) e Vale (Brando Pacitto) sono rientrati in città.

La malattia (chiamata da Leo “la Bestia“), rimane però sempre presente, come un ospite indesiderato e, nonostante Leo faccia finta di niente, non riesce ad essere sereno, ma è continuamente tormentato da quella terribile diagnosi che gli lascia solo l’8% di possibilità di sopravvivenza; tenta di rimandare il più possibile il ritorno alla realtà, ma la Bestia non intende starsene ad aspettare e torna a farsi sentire, dolorosamente prepotente.

Seppur controvoglia, Leo ritorna in ospedale, dove è accolto in gran trionfo: medici, infermieri, pazienti, tutti hanno sentito la mancanza del re Leone, “l’ospedale non sembrava neanche più lo stesso”, e i Braccialetti sono felici di riavere il loro Leader, e sono pronti a sostenerlo in questa nuova, lunga, e difficile battaglia, fino alla resa dei conti definitiva che avverrà nell’ultima, emozionantissima, puntata.

La lotta contro la malattia si rivela più dura che mai, nonostante ciò, Leo, tra alti e bassi, continua a vivere la propria vita come meglio può, con importanti sconvolgimenti riguardanti avvenimenti del suo passato su cui cercherà di fare luce, e il suo futuro incerto. Cris gli starà più vicina che può, anche nei momenti più difficili, senza permettergli di arrendersi, né di allontanarla, e il legame con lei risulterà assolutamente decisivo.

Un altro personaggio senza dubbio decisivo, nella lotta del re Leone contro la Bestia, è la dottoressa Lisandri (Carlotta Natoli), sempre meno trincerata dietro la sua corazza, e sempre più Madre, pur senza esserlo. Oltre a lei, ritroviamo altri personaggi storici (scarso spazio viene però dato a Rocco –Lorenzo Guidi– e grandissima assente ingiustificata risulta la sorella di Leo, Asia –Federica De Cola-), e ne conosciamo di nuovi , tra cui il nuovo compagno di stanza di Leo, Bobo (Nicolò Bertonelli).

Colonna sonora sempre straordinariamente curata (e quasi interamente cantata) da Niccolò Agliardi, puntate al cardiopalma, ma qualche strafalcione di troppo nella trama e nel montaggio (tutti perdonabilissimi, davanti allo spessore della serie e alle emozioni e riflessioni che è in grado di suscitare, tranne, a mio avviso, la morte della madre di Leo, spostata indietro di diversi anni, compromettendo il realismo di parte della storia e il background del personaggio).

L’interpretazione di Carmine Buschini raggiunge livelli altissimi, da tenere tutti incollati allo schermo, a trattenere il fiato, a piangere, a lottare, e a sperare insieme a lui: impeccabile e straordinario dalla prima all’ultima scena, anche se il vero e proprio culmine lo raggiunge nella settima puntata, forse la più bella di questa terza serie.

 

 

 

 

 

 

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